Corte Suprema: giorno cruciale del processo a Obamacare | America 24




Oggi la Corte Suprema prenderà in esame la parte più controversa della riforma sanitaria approvata dall’Amministrazione Obama nel marzo 2010, ovvero quell’ “individual mandate” che impone a tutti i cittadini di essere muniti di assicurazione sanitaria entro il 2014. Un giorno dopo aver iniziato la revisione della controversa legge, il tribunale di più alto grado degli Stati Uniti entrerà dunque nel merito della questione, cioè quali sono i limiti del governo federale.

L’Amministrazione Obama sostiene che il Congresso, grazie al suo potere di regolare il commercio interstatale e al suo dovere di risolvere i problemi economici su scala nazionale, ha l’autorità d’imporre quest’obbligo.

26 stati e il National Federation of Independent Businesses – organizzazione di piccole imprese - hanno invece protestato, definendo quest’imposizione un abuso di potere senza precedenti da parte del parlamento americano. Sostengono che coloro che non acquistano assicurazione sanitaria non sono coinvolti in alcuna attività economica e che non esiste alcun precedente che autorizza il Congresso a obbligare questi cittadini inattivi a entrare in un mercato che il parlamento può regolare. Insomma, se la Corte riconosce al governo il potere di obbligare i cittadini a entrare nel mercato delle assicurazioni sanitarie, cosa gli impedirebbe di imporre ai cittadini di comprare solo ed esclusivamente macchine “made in the USA” o di mangiare solo broccoli?

Il governo replica dicendo che siccome tutti avranno eventualmente bisogno di assistenza sanitaria, coloro che decidono di rinunciare all’assicurazione sono comunque coinvolti in un’attività di tipo economico: stanno prendendo una decisione su come pagheranno per la loro futura assistenza sanitaria. L’Amministrazione ritiene che il Congresso debba avere il potere di regolare le spese per l’assistenza sanitaria che fornisce ai suoi cittadini e che rappresentano il 18% delle spese governative o 2.600 miliardi di dollari.

“Come classe, coloro che non sono muniti di assicurazione sanitaria rappresentano una spesa da miliardi di dollari per gli altri partecipanti al mercato”, ha detto il governo nel presentare la propria posizione alla Corte, “questa spesa spinge al insù i costi delle assicurazioni sanitarie, rendendo il costo dell’assicurazione insostenibile per un numero crescente dei persone”.

Il governo sostiene che l’obbligo sia necessario alla regolamentazione del mercato delle assicurazioni sanitarie. Senza l’imposizione di essere muniti di assicurazione sanitaria, coloro che sono sani avrebbero un incentivo a sfruttare le nuove regole aspettando di ammalarsi prima di comprare una polizza. E questo farebbe aumentare i costi delle assicurazioni.
Il verdetto, che dovrebbe essere pronunciato non prima di metà giugno, avrà grave implicazioni nella corsa alla Casa Bianca di novembre.

La Corte è divisa su basi politiche ed ideologiche. Dei nove giudici, 5 sono di tendenze repubblicane e solo 4 sono liberali. Questi ultimi sono quasi certi di votare a favore della legge, gli servirebbe soltanto un voto conservatore per ottenere la maggioranza. Il presidente della Corte Suprema John Roberts, nominato da George W. Bush, e il giudice Anthony Kennedy, nominato da Ronald Reagan, sono quelli meno schierati. Secondo il Wall Street Journal, l’Amministrazione “avrebbe molte ragioni” per imporre ai cittadini di essere muniti di assicurazione sanitaria.