
Originariamente Scritto da
Zorro
La Repubblica, il quotidiano più stupido sotto il profilo politio, ed abile (perchè riesce a nasconderlo), continua nella sua "astuta" campagna contro Lega (bersaglio apparente) e Berlusconi ( bersaglio effettivo). Mette in prima pagina una vignetta raffigurante il Cavaliere e Bossi, il primo con faccia suina (il puritano giornale non gli perdona la propensione alla orrenda attività sessuale, normale...), e li rappresenta come "tramonticchianti". L'accostamento, figurato e "ragionato" dei due leaders, è strumentale a coinvolgerli nello stesso ineluttabile destino, con una logica conseguenziale che ha il piccolo difetto di appartenere a menti malate...
Alla vignetta si accompagna un articolo (l'aspetto ragionato...), titolato tragicamente "La bancarotta della Politica". Autore, certo Guido Crainz, che, magari è siciliano, magari pure noto, ma che, dal cognome, si lascia supporre rigorosissimo censore della malapolitica. Suggerisce un carattere da alto ufficiale tedesco, di quelli che dicono e comandano. Crainz!...
E infatti ordina, il fine pensatore, il dispregio totale nei confronti dei due partiti, Lega e PDL, e, specialmente, dei loro "padroni". E' una sequela di cazzate, spacciate per analisi storiche oggettive, che, anche perchè esagerate oltre la sopportabilità, finiscono col tradire l'unico misero intento: la demonizzazione di due leaders, per tanti motivi, molto invisi alla propietà del quotidiano "fintorosso".
L'articolo in questione è il classico esempio del giornalismo asservito, esercitato con la prosopopea di chi informa, spiega, educa. Il giornalista non pare proprio capace, almeno nell'occasione; traspare, evidente, l'intento di corrispondere ad un mandato, ad una logica di linea, interesse, editoriali.
Un pessimo pezzo, alla fine, apprezzabile solo da lettori poco esercitanti il giudizio critico, desiderosi magari di leggere qualcosa, qualcuno che soddisfi la loro partigianeria, che corrisponda alla loro militanza...
Repubblica, peraltro, si avvale spesso di queste grossolane "ponderazioni", bastando che tornino utili alla causa...che non è causa nobile...Ma, del resto, quando mai La Repubblica si è molto interessata della nobiltà di una causa?!...