Sono 20 anni che l'idea che il mercato da solo può risolvere i problemi è stata utilizzata. Siamo di fronte a una situazione di una gravità senza precedenti. Se un lavoratore individualmente è licenziato senza una giusta causa ha diritto a essere reintegrato nel suo posto di lavoro. Con il provvedimento del governo ci troveremmo nel paradosso che una persona può essere ingiustamente licenziata, ma non ha più diritto a tornare a lavorare dove era prima. Non è vero che in Italia non ci sono più le discriminazioni, non ci sono più gli imprenditori che fanno le discriminazioni. Siamo di fronte a risposte che si danno non per i bisogni che hanno le persone, ma per richieste fatte dalla banca centrale. Stanno facendo delle scelte politiche precise, una conferma della precarietà e non c’è un’estensione degli ammortizzatori sociali. La riforma rende possibile a un’impresa di avere tutti i dipendenti interinali.
Si dice "La riforma serve per estendere le tutele, il reddito a tutte le persone, anche ai giovani", non è vero, perché la cassa integrazione che è pagata dai lavoratori e dalle imprese, non viene estesa a tutte le imprese, a tutti i lavoratori perché per avere la disoccupazione bisogna avere lavorato 52 settimane negli ultimi due anni.
Le tre ragioni che hanno prodotto la crisi:
1) c’è una diseguaglianza nella distribuzione del reddito;
2) nessun nuovo modello di sviluppo all'orizzonte;
3) non c'è una legge sulla rappresentanza sindacale.
"Perché in Germania un lavoratore metalmeccanico prende il doppio che in Italia e lavora meno che in Italia e nonostante ciò le aziende tedesche vengono più auto che quelle italiane?" Perché c’è un problema che riguarda gli investimenti, la qualità dei prodotti, i progetti complessivi e soprattutto si è investito sul lavoro!
Partecipare, essere presenti, scendere in piazza, fatevi sentire e vedere.
Maurizio Landini




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