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Discussione: Repubblica o Monarchia

  1. #1
    Forumista junior
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    Predefinito Repubblica o Monarchia

    1° PREMESSA

    Salve, premetto che sono di sentimenti repubblicani, ma solo per motivi "funzionali" in quanto in un regime parlamentare come il nostro (dominato da una forte litigiosità interna) il Capo dello Stato deve avere l'esperienza e le capacità politiche per essere ed apparire veramente super partes, coniugando il rispetto della volontà della maggioranza (che piaccia o non piaccia è il pilastro fondante della democrazia rappresentativa) con il dovere di limitare eventuali abusi della stessa che possano degenerare nella cosiddetta "dittatura della maggioranza".

    In Italia l'avvento della Repubblica dal punto di vista temporale è coinciso con il ritorno alla democrazia e quindi sia i politici sia i cittadini comprensibilmente si dichiarano di sincera fede repubblicana in quanto si tende ad identificare la Repubblica con la Democrazia e la Monarchia con il Fascismo.

    In Spagna invece accade l'opposto. Dal punto di vista temporale l'avvento della Monarchia (nel 1975 alla morte del dittatore Franco) è coinciso con l'avvento della democrazia (periodo di transizione 1975-1978). Inoltre fu grazie al prestigio del Re che il colpo di stato del 1981 (sequestro del Parlamento da parte dei ribelli) fallì senza spargimento di sangue.

    Dunque mi accingo a trattare l'argomento Repubblica-Monarchia senza (infondati) pregiudizi ideologici.

    ----------

    2° PREMESSA

    Fino all'avvento della cosiddetta "Seconda Repubblica" era prassi consolidata eleggere alla presidenza delle camere un esponente della maggioranza (Senato) ed un esponente dell'opposizione (Camera). In entrambi i casi si eleggevano persone che non erano mai stati segretari di partito e che pur partecipando alle varie battaglie politiche si erano distinti per fair-play.

    Nel 1994 dopo le prime elezioni della cosiddetta "Seconda Repubblica" Berlusconi vincitore fece eleggere alla presidenza delle camere due esponenti della sua maggioranza infrangendo la prassi sino ad allora seguita. Tuttavia ebbe la decenza di scegliere due persone (Pivetti e Scognamiglio) che all'interno dei rispettivi partiti (Lega Nord e Forza Italia) avevano mantenuto un certo profilo istituzionale. Inutile dire che da allora tale nuova prassi fu mantenuta anche dal Centrosinistra che nel 1996 non diede nessuna presidenza all'opposizione, ma elesse due persone dall'alto profilo istituzionale (Violante e Mancino).

    Nel 2001 Berlusconi vincitore fece eleggere come presidente della Camera un leader politico capo di un partito suo alleato: Casini. Nacque così la prassi di eleggere alla Presidenza della Camera capi di partiti politici che venne rispettata anche dal Centrosinistra con l'elezione di Bertinotti. Inutile dire che contemporaneamente il Presidente della Camera, pur esercitando il suo ruolo con imparzialità, perse la sua immagine pubblica di presidente super partes ed iniziò a fare dichiarazioni politiche personali, supportate ovviamente dal partito di provenienza. Rimanevano alla Presidenza del Senato personalità di alto profilo istituzionali (Pera nel 2001 e Marini nel 2006).

    Nel 2008 Berlusconi vincitore fece eleggere un leader di un partito suo alleato alla Camera (Fini, allora leader di AN, confuita subito dopo nel PdL) e l'ex-portavoce del suo partito al Senato (Schifani). Inutile dire che tale prassi probabilmente verrà seguita anche in futuro dal Centrosinistra.

    ----------

    CONCLUSIONE

    Immaginiamo che nel 2013 Berlusconi vinca le elezioni, oppure che oggi a Napolitano venisse un malore... si verificherebbe una coincidenza che finora il caso ha evitato: che un Parlamento berlusconiano si trovi ad eleggere il Presidente della Repubblica!

    Personalmente non nutro un fortissimo astio nei confronti di Berlusconi, anzi negli anni '90 è stato un importante elemento di novità, l'ho votato e non me ne pento, ma non mi pento neanche di votargli contro da circa 5 anni a questa parte perchè ritengo che abbia esaurito la sua "spinta propulsiva" e sia diventato un peso per il paese...

    Tuttavia al di là delle proprie idee politiche dobbiamo avere l'onesta intellettuale di ammettere che un ex capo di coalizione non può essere eletto ad una carica super partes, soprattutto alla delicatissima carica di Presidente della Repubblica, carica che per fortuna non ha ancora fatto la fine delle Presidenze delle Camere!

    Se Berlusconi fosse eletto alla Presidenza della Repubblica si avrebbero 2 conseguenze:
    1) fino alla sua morte vivremmo in uno stato a metà tra la dittatura mediatica e un'apparente democrazia (chi non dimentica la fortissima voglia di Berlusconi subito dopo le elezioni perse del 2006 di approvare un decreto-legge per la riconta delle schede; e la Costituzione vieta espressamente i decreti legge in materia elettorale!!!);
    2) quando negli anni '20 (Berlusconi è del 1936) presumibilmente torneremmo alla democrazia vera probabilmente rimarrebbe la prassi di eleggere alla Presidenza della Repubblica un leader di partito: perchè mai non dovrebbe accadere la stessa cosa che è successa ai presidenti delle camere?

    In questo caso avremmo un Capo dello Stato che non è super partes e che politicamente entrerebbe in concorrenza con il Capo del Governo che ha regolarmente vinto le elezioni: insomma sarebbe un inutile rompiscatole, talvolta volto a limitare il Presidente del Consiglio (se di segno politico opposto) talvolta ad aiutarlo contro le opposizioni ed il Parlamento (se dello stesso segno politico).

    Nella Monarchia un leader politico può avere tutto il successo che volete. ma non avrà mai accesso alla carica di capo dello stato, perchè questa è assegnata per diritto ereditario al Re.

    Il Sovrano, inoltre, non è un leader politico che da giovane ha vissuto determinate vicende che lo hanno segnato e che possono involontariamente renderlo leggermente di parte, ma anzi è estraneo alla classe politica e quindi posto in condizioni privilegiate per essere veramente super partes. Poi è chiaro che se come persona è un incapace il risultato sarà deludente, ma lo stesso vale anche per i politici...

    Se Berlusconi diventasse Presidente della Repubblica comincerei ad avere simpatie per l'istituto monarchico.

    Vi invito a trattare tale argomento con considerazioni tecniche valide, soffermandosi solo sull'aspetto istituzionale della dicotomia Monarchia-Repubblica, senza scendere su aspetti personali (della serie come impedire che Berlusconi diventi Presidente della Repubblica, o identificando erroneamente il concetto di Monarchia con l'attuale Vittorio Emanuele)

    ----------

    Buona discussione.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Repubblica o Monarchia

    Caro Mat
    per una riflessione più generale del perchè le iptesi monarchiche non convincono ( almeno non convincono i frequentatori di questo forum) ti rimando ad una sintesi delle opinioni espresse proprio qui su "repubblicani" dall' amico Edera Rossa ( con gli spunti anche di altri amici) e che abbiamo sintetizzato sul sito novefebbraio (l' alzata di ingegno dell' ineffabile La Russa è solo un pretesto , mi riferisco al commento di Edera che un pò scherzosamente abbiamo chiamato dantescamente "sulla monarchia")

    Edera Rossa : La Russa vuol riportare le salme dei Savoia in Italia | novefebbraio.it

    Sull' orrida prospettiva del cavaliere Presidente della Repubblica come viatico della Monarchia , mi verrebbe da risponderti : ma se nel 2008 si fosse proposto con successo di restaurare la monarchia , secondo te chi sarebbe stato il candidato più forte ?

    Ma non voglio cavarmela così, il tema è che tutti i meccanismi per scegliere un alta carica hanno dei margini di errore , mi sembra che in repubblica sia quello più rimediabile : c'è il termine di mandato .
    Vogliamo paragonarlo con la trasmissione dei geni ( con gli incidenti a cui faceva riferimento Edera) e alla durata di una vita ? quanti esempi abbiamo ? : Ferdinando d'asburgo , un povero infelice che fu costretto a dimettersi con i moti del 1848, convincendo il fratello Francesco Carlo a rinunciare a favore di Francesco Giuseppe ritenuto più adatto . ( il povero Ferdinando dopo le due guerre del 1859 e del 1866 si prese però la rivincita dicendo "ma per perdere le guerre e cedere le provincie non andavo bene anch'io ?)
    L' impero tedesco ? Sono in molti a chiedersi cosa sarebbe successo se Guglielmo I fosse morto prima dei suoi 91 anni o il figlio di indirzzo liberale e filo inglese Federico III non fosse morto dopo tre mesi cedendo il trono all' bellicoso Guglielmo II; i destini dell' europa affidati al caso fra longevità e un tumore alla faringe
    Ultima modifica di lucrezio; 11-12-11 alle 00:03

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Matt 76 Visualizza Messaggio



    Il Sovrano, inoltre, non è un leader politico che da giovane ha vissuto determinate vicende che lo hanno segnato e che possono involontariamente renderlo leggermente di parte, ma anzi è estraneo alla classe politica e quindi posto in condizioni privilegiate per essere veramente super partes. .
    per la verità non è detto che sia così, basti pensare a come vittorio emanuele III sia rimasto segnato dalla esecuzione del padre ed a come questo abbia contribuito ai suoi sentimenti contrari alla sinistra.
    Ma credo che ben difficilmente un monarca (sarvognuno come direbbe Pascarella ) possa essere indifferente rispetto a quelle forze politiche progressiste che si ripromettono di pervenire ad una repubblica. In alcuni paesi la monarchia si comporta in maniera più o meno neutrale perchè nel passato ha rischiato grosso ad intervenire troppo nella politica e/o perchè le forze genericamente progressiste hanno messo in disparte la pregiudiziale repubblicana. Del resto, anche l'educazuione solitamente propria di un monarca è tale da non predisporlo ad una visione non di parte della società ( basti pensare a certe uscite dei rampolli di Elisabetta d'Inghilterra ) . Un privilegiato è , anche per questo , difficilmente super partes, tenderà a trovare naturale l'esistenza di altri privilegi: se è giusto che vi sia chi si tramanda la guida di uno stato per diritto ereditario, perchè non trovare, ad esempio, naturale che si tramandidin oenormi eredità, o che il figli odel dovente universitario sia facilitato nel succedere al padre nella cattedra? E qui mi fermo, ma credo che di esempi sulla predisposizione ( anche nelle persone per natura più generose e aperte ai deboli) dei monarchi ad avere una visione distorta della società si potrebebro fare molti esempi concreti.
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Matt 76 Visualizza Messaggio
    1° PREMESSA


    Nel 1994 dopo le prime elezioni della cosiddetta "Seconda Repubblica" Berlusconi vincitore fece eleggere alla presidenza delle camere due esponenti della sua maggioranza infrangendo la prassi sino ad allora seguita. Tuttavia ebbe la decenza di scegliere due persone (Pivetti e Scognamiglio) che all'interno dei rispettivi partiti (Lega Nord e Forza Italia) avevano mantenuto un certo profilo istituzionale.
    più che per il profilo istituzionale ( non saprei esattamente a cosa ti riferisci, ma certamente avrai fatto non casualmente questa affermazione) Scognamiglio fu scelto per un debito di riconoscenza inquanto ( assieme a tremonti) aveva fatto il salto della quaglia permettendo al senato una maggioranza favorevole a berlusconi. La Pivetti fu voluta dalla Lega che cercò di ottenere le simpatie del mondo cattolico. E' il caso di ricordare che , in quella occasione, venne prospettata la possibilità di avere Spadolini come presidente del senato ed uno del pdl alla camera; ma in questo modo sarebbe rimasta fuori la Pivetti, che non mi sembra avesse la caratura di Spadolini ma in cambio , nella logica enunciata da Previti, del "non saranno fatti prigionierii" era funzionale al nuovo, più cialtronesco e fazioso, corso della politica italiana.
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  5. #5
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    2° PREMESSA

    Fino all'avvento della cosiddetta "Seconda Repubblica" era prassi consolidata eleggere alla presidenza delle camere un esponente della maggioranza (Senato) ed un esponente dell'opposizione (Camera). In entrambi i casi si eleggevano persone che non erano mai stati segretari di partito e che pur partecipando alle varie battaglie politiche si erano distinti per fair-play.

    .
    per la verità , proprio Spadolini fu presidente del senato dopo essere stato segretario del Pri, e questo non gli impedì di essere un ottimo presidente di quella assemblea. E lo stesso si può dire di Sandro Pertini che prima di presiedere la Camera, fu anche segretario del Partito Socialista di Unità Proletaria ( non quello di Vecchietti , ovviamente).
    Questo, per sottolineare come la Repubblica ha saputo esprimere persone di alto livello morale e di alta indipendenza di giudizio, anche se militanti politici di prima fila.
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  6. #6
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    scusa , ma secondo te come nascono le monarchie, se non proprio come perpetuazione , prima personale e poi dinastica, di una situazione di potere che si è andata formando per le ragioni più diverse?
    Quello che temi possa avvenire con berlusconi sarebbe una monarchia sotto il nome di repubblica, cosa che lo stesso Mazzini aveva descritto come possibile, aggiungendo che erano altrettanto dannose delle monarchie denominate come tali.
    Ultima modifica di edera rossa; 11-12-11 alle 02:10
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    Oltre a Sandro Pertini, anche Giuseppe saragat fu un buon Presidente di Repubblica, pur essendo stato segretario di partito.
    Non credo che il problema sia quello di avere un Presidente di Repubblica che non sia stato un leader politico di prima fila (lo stesso Luigi Einaudi , pur non essendo stato segretario di partito, certamente incarnava più di qualunque altro le posizioni politiche proprie del pensiero liberale) , ma di avere norme che garantiscano lo stato rispetto agli stessi capi di stato. Non dimentichiamo che mentre i re savoia erano penalmente "irresponsabili" anche per reati personali, questo non vale oer i Presidenti della nostra Repubblica , ed anche per le responsabilità politiche per i savoia non erano previste possibili messe in tato di accusa che invece sono previste per i nostri Presidenti.
    Mi sembra di cogliere , più in generale, nel tuo post una certa diffidenza verso un impegno politico vigoroso, come se questo impedisse di svolgere ruoli istituzionali; ma credo che la nostra crisi attuale derivi anche sdal calo di tensione e di passione politica, dal venir meno di storie e di identità di partito, a causa soprattuto del modificarsi del sistema elettorale. Alla fin fine, prima che la causa di ulteriori disegni di involuzione della nostra società politica, è stato il frutto avvelenato di una involuzione che fu scambiata da troppi come una lodevolissima innovazione .
    L'idea repubblicana non è fatta solo di scelta della repubblica rispetto alla monarchia; ma anche di tutto ciò che ne consegue in termini di senso dello stato e di parità di diritti fra i cittadini .
    Un saluto, lieto della cortesia e della sincera esposizione delle tue idee
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    Predefinito Rif: Repubblica o Monarchia

    In risposta alle osservazioni di Lucrezio:

    Sull' orrida prospettiva del cavaliere Presidente della Repubblica come viatico della Monarchia , mi verrebbe da risponderti : ma se nel 2008 si fosse proposto con successo di restaurare la monarchia , secondo te chi sarebbe stato il candidato più forte ?

    Per fare un discorso generale dobbiamo considerare un sistema che sia "a regime", non in fase di transizione da una forma istituzionale all'altra. Se l'Italia nel 1946 fosse rimasta una Monarchia allora oggi non rischieremmo di ritrovarci con Berlusconi che può diventare Presidente della Repubblica... e se non ci è già diventato lo dobbiamo alle coincidenze tra lo scadere del settennato presidenziale lo scadere della legislatura parlamentare.

    Ma non voglio cavarmela così, il tema è che tutti i meccanismi per scegliere un alta carica hanno dei margini di errore , mi sembra che in repubblica sia quello più rimediabile : c'è il termine di mandato .

    Anche per le presidenze delle Camere c'è la scadenza del mandato, eppure da 17 anni a questa parte continua l'abitudine di eleggere esponenti di partito: attualmente Fini è leader di Futuro e Libertà (e alle ultime elezioni era leader di Alleanza Nazionale) e Schifani prima delle ultime elezioni era stato per lungo tempo il portavoce di Berlusconi.

    In un sistema politico le prassi sbagliate possono vivere a lungo anche più di un sovrano: un Re in media regna 30-40 anni, la nostra Prima Repubblica (e con essa le prassi sbagliate che si portava dietro) è durata 48 anni (1946-1994).

    L' impero tedesco ? Sono in molti a chiedersi cosa sarebbe successo se Guglielmo I fosse morto prima dei suoi 91 anni o il figlio di indirzzo liberale e filo inglese Federico III non fosse morto dopo tre mesi cedendo il trono all' bellicoso Guglielmo II; i destini dell' europa affidati al caso fra longevità e un tumore alla faringe

    Ovviamente il mio discorso vale per le Monarchie Parlamentari, e chiaramente l'Impero di Germania (Secondo Reich, 1871-1918) non lo era.

    ----------

    In risposta a Edera Rossa:

    per la verità non è detto che sia così, basti pensare a come vittorio emanuele III sia rimasto segnato dalla esecuzione del padre ed a come questo abbia contribuito ai suoi sentimenti contrari alla sinistra.

    Lo stesso trauma lo può avere un politico a cui è stato ucciso il padre; però a parità di avere avuto o non avere avuto il trauma, il politico per arrivare al quirinale deve aver partecipato a tante elezioni che gli hanno impresso una ben precisa "forma mentis" , il Re invece no, quindi a fronte di una minore preparazione politica, vive una situazione statisticamente migliore per poter essere "super partes".

    Ma credo che ben difficilmente un monarca (sarvognuno come direbbe Pascarella ) possa essere indifferente rispetto a quelle forze politiche progressiste che si ripromettono di pervenire ad una repubblica.

    Perchè parti dal presupposto che le forze progressiste si ripromettono di pervenire ad una repubblica? In passato spesso è stato così (non sempre), ma oggi sono tanti gli esempi nei quali non è così...

    Un privilegiato è , anche per questo , difficilmente super partes, tenderà a trovare naturale l'esistenza di altri privilegi: se è giusto che vi sia chi si tramanda la guida di uno stato per diritto ereditario, perchè non trovare, ad esempio, naturale che si tramandidin oenormi eredità, o che il figli odel dovente universitario sia facilitato nel succedere al padre nella cattedra?

    Ammetto che questo potrebbe essere vero, ma c'è anche il retro della medaglia. Un politico, come pure un uomo di successo di qualunque altro settore, se parte da zero e arriva ai massimi livelli del suo campo probabilmente (fortunatamente non sempre è vero) è animato da una grandissima ambizione personale. Inutile fare l'elenco dei tanti leader politici che per ambizione personale hanno svenduto le proprie idee (e le relative promesse fatte agli elettori), oppure dei tanti uomini d'affari che sempre per ambizione personale hanno violato la legge... Inutile aggiungere che è difficile essere "super partes" quando si ha troppa ambizione. Al contrario un Principe Ereditario sa già dalla nascita che il Trono un giorno sarà suo, quindi potrebbe affrontare la vita con maggiore serenità...

    E qui mi fermo, ma credo che di esempi sulla predisposizione ( anche nelle persone per natura più generose e aperte ai deboli) dei monarchi ad avere una visione distorta della società si potrebebro fare molti esempi concreti.

    Sono assolutamente d'accordo, ma la stessa cosa può dirsi dei politici che vengono eletti Presidenti; poi certo, in Italia finora al Quirinale ci sono stati sempre inquilini di grande spessore, quindi la scelta repubblicana è stata vincente, ma questo non ci autorizza a generalizzare e a dichiarare la Repubblica entrinsicamente superiore alla monarchia.

    E' il caso di ricordare che , in quella occasione, venne prospettata la possibilità di avere Spadolini come presidente del senato ed uno del pdl alla camera; ma in questo modo sarebbe rimasta fuori la Pivetti

    Appunto in una Repubblica le cariche vengono assegnate tramite elezione e le elezioni sono frutto di accordi politici (che possono essere più o meno virtuosi). In una Monarchia l'assegnazione della carica di Capo dello Stato è ereditaria. Posto che il primo Re di una dinastia è solitamente una persona capace (altrimenti il trono lo assegnavano ad un'altra persona) vi è sempre una certa probabilità "X" (più o meno grande a seconda della serietà della Dinastia) che anche suo figlio lo sia in virtù della seguente idea: una persona in gamba di solito sposa un'altra persona in gamba e c'è una certa probabilità che tra due persone capaci nascano dei figli altrettanto capaci.

    Se una classe politica è abbastanza seria tale che statisticamente parlando vi sia una probabilità superiore ad "X" che i suoi accordi politici siano abbastanza virtuosi da rendere possibile l'elezione al Quirinale di una persona capace e "super partes", allora la Repubblica è migliore della Monarchia, altrimenti è il contrario.

    per la verità , proprio Spadolini fu presidente del senato dopo essere stato segretario del Pri, e questo non gli impedì di essere un ottimo presidente di quella assemblea. E lo stesso si può dire di Sandro Pertini che prima di presiedere la Camera, fu anche segretario del Partito Socialista di Unità Proletaria ( non quello di Vecchietti , ovviamente).
    Questo, per sottolineare come la Repubblica ha saputo esprimere persone di alto livello morale e di alta indipendenza di giudizio, anche se militanti politici di prima fila.


    Pertini, Spadolini e Saragat non furono segretari di partiti grandi (come allora lo erano la DC ed il PCI) o almeno medi (come lo erano il PSI ed il MSI), ma di partitini: il PSIUP aveva qualche punto percentuale di voti, il PRI pur essendo il maggiore dei partitini (circa il 5%) è sempre stato in mano ai La Malfa (prima Ugo, poi Giorgio) e Spadolini non era certo il politico di partito, bensì il politico di alto profilo istituzionale (non sapevo fosse stato segretario del PRI, ne sei sicuro? Sarà stato un segretario di transizione...). Saragat guidava un partito che dopo un inizio folgorante nel 1948 (circa il 7%) si assestò sul 3%.

    scusa , ma secondo te come nascono le monarchie, se non proprio come perpetuazione , prima personale e poi dinastica, di una situazione di potere che si è andata formando per le ragioni più diverse?

    Spesso è stato così, ma non dobbiamo generalizzare. Per esempio in Spagna l'attuale Monarchia non è nata in questa maniera. Inoltre, sia pure involontariamente, stai cambiando discorso: ho aperto questo argomento non per dare un giudizio storico alla Monarchia, ma per dibattere in termini tecnico-politici (anzichè storici) sulle due forme istituzionali: Monarchia e Repubblica.

    Non dimentichiamo che mentre i re savoia erano penalmente "irresponsabili" anche per reati personali, questo non vale oer i Presidenti della nostra Repubblica , ed anche per le responsabilità politiche per iapacità savoia non erano previste possibili messe in tato di accusa che invece sono previste per i nostri Presidenti.

    Ti potrei rispondere che basta realizzare una Monarchia che preveda per il Parlamento la possibilità di richiedere alla Corte Costituzionale l'istituzione della Reggenza; in questa maniera il Re verrebbe esautorato. Ma la nostra deve essere una [B]discussione concettuale /B] e non di diritto costituzionale.

    Mi sembra di cogliere , più in generale, nel tuo post una certa diffidenza verso un impegno politico vigoroso, come se questo impedisse di svolgere ruoli istituzionali; ma credo che la nostra crisi attuale derivi anche sdal calo di tensione e di passione politica, dal venir meno di storie e di identità di partito, a causa soprattuto del modificarsi del sistema elettorale.

    Se proprio bisogna cogliere diffidenza nel mio post non è nei confronti di un impegno politico vigoroso, bensì verso quei politici (ve ne sono in ogni epoca storica e in ogni area politica) che si ritengono o vengono ritenuti "...buoni per ogni stagione..." e per ogni ruolo.

    L'idea repubblicana non è fatta solo di scelta della repubblica rispetto alla monarchia; ma anche di tutto ciò che ne consegue in termini di senso dello stato e di parità di diritti fra i cittadini .

    Perdona la franchezza, ma qui l'hai sparata grossa.
    La Gran Bretagna è sempre stata una monarchia e non penso che in fatto di parità dei diritti tra i cittadini possiamo dargli delle lezioni, stessa cosa dicasi per tante altre monarchie europee... Al contrario in tanti stati repubblicani (soprattutto in Sud America) con voto democratico sono spesso stati eletti Presidenti che hanno poi perpetuato colpi si stato (e in questo caso sai bene che fine fanno i diritti...!!!).

    Quest'ultima frase (un vero autogol!!!) lascia bene immaginare su cosa si basi la tua "repubblicanità": poichè per lunghi secoli nel Medioevo la Monarchia è stata fonte di cattivo governo e ingiustizie di ogni tipo, mentre la Repubblica è stata un sogno di buon governo e di giustizia, allora tu identifichi la Repubblica con il Bene e la Monarchia con il Male.

    Perdona la mia franchezza, ma è un modo assai ingenuo di affrontare il discorso. Durante il Medioevo vi erano repubbliche (ad esempio le repubbliche marinare) dove le ingiustizie erano attenuate, ma dove la legge garantiva esplicitamente privilegi non in base al censo (cioè alla situazione economica, che può cambiare nel tempo) bensì in base ai titoli nobiliari (cioè al sangue blu). Chi pensi che avesse diritto di voto nella Repubblica di Venezia???!!!

    Al contrario oggi vi sono Monarchie (come quella spagnola) dove sono assolutamente garantiti tutti i diritti.

    Di conseguenza non è la forma istituzionale che fa la differenza, ma la classe dirigente di una nazione, che nel Medioevo era composta dai nobili mentre oggi è composta da qualunque cittadino che riesce a farsi eleggere. Ma noi dobbiamo dibattere sulle forme istituzionali applicate ai nostri tempi, altrimenti sai che difficoltàcondannare la monarchia in virtù di ciò che accadeva nel Medioevo!!!

    Non vorrei ferire la sensibilità di nessuno, ma parlando con te o leggendo cosa c'è scritto al riguardo sul sito "novefebbraio" sembra quasi che tutti gli esempi riportati servano a dimostrare che il concetto di fondo sia: la Repubblica è bella e buona, mentre la Monarchia è brutta e cattiva! Un bambino di 3 anni sarebbe capace di dare giudizi più articolati ed attuali!

    ----------

    Perdona la polemica finale e permetti anche a me un "...saluto, lieto della cortesia e della sincera esposizione delle tue idee..."

    Saluti.

  9. #9
    repubblicano perciò di Sx
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    Predefinito Rif: Repubblica o Monarchia

    Citazione Originariamente Scritto da Matt 76 Visualizza Messaggio
    In risposta alle osservazioni di Lucrezio:

    Sull' orrida prospettiva del cavaliere Presidente della Repubblica come viatico della Monarchia , mi verrebbe da risponderti : ma se nel 2008 si fosse proposto con successo di restaurare la monarchia , secondo te chi sarebbe stato il candidato più forte ?

    Per fare un discorso generale dobbiamo considerare un sistema che sia "a regime", non in fase di transizione da una forma istituzionale all'altra. Se l'Italia nel 1946 fosse rimasta una Monarchia allora oggi non rischieremmo di ritrovarci con Berlusconi che può diventare Presidente della Repubblica... e se non ci è già diventato lo dobbiamo alle coincidenze tra lo scadere del settennato presidenziale lo scadere della legislatura parlamentare.

    [.
    scusa , se cortesemente puoi rispondere con singoli post , credo sia di più facile lettura ed evita di dover riprendere tutto il lungo post per poi cancellarne ampia parte.
    credo tu stia dimenticando che la monarchia ha contribuito ampiamente a regalarci mussolini e lo ha lasciato al suo posto anche senza alcuna riconferma di voto popolare.
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

    http://www.novefebbraio.it/

  10. #10
    repubblicano perciò di Sx
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    Predefinito Rif: Repubblica o Monarchia

    Citazione Originariamente Scritto da Matt 76 Visualizza Messaggio
    Ma non voglio cavarmela così, il tema è che tutti i meccanismi per scegliere un alta carica hanno dei margini di errore , mi sembra che in repubblica sia quello più rimediabile : c'è il termine di mandato .

    Anche per le presidenze delle Camere c'è la scadenza del mandato, eppure da 17 anni a questa parte continua l'abitudine di eleggere esponenti di partito: attualmente Fini è leader di Futuro e Libertà (e alle ultime elezioni era leader di Alleanza Nazionale) e Schifani prima delle ultime elezioni era stato per lungo tempo il portavoce di Berlusconi.

    In un sistema politico le prassi sbagliate possono vivere a lungo anche più di un sovrano: un Re in media regna 30-40 anni, la nostra Prima Repubblica (e con essa le prassi sbagliate che si portava dietro) è durata 48 anni (1946-1994).

    [.
    credo che il tuo giudizio sulla prima repubblica fatto di sole ombre sulla profondamente sbagliato, ma sarebbe una parentesi troppo ampia.
    A parte che anche se ci fosse una monarchia non è che politici di primo piano non potrebbero diventare presidenti di camere parlamentari, ( prima del fascmo il sistema elettorale non portava ad avere leader di partito nel senso attuale del termine, ma certamente il presidente della camera dei deputati(il senato era di nomina regia e non si possono fare confronti) ma certamente erano politici di primo piano . Credo tu assuma la posizione pregiudiziale che un leader politico non possa diventare un buon presidente di una camera, e poi condanni tutto un periodo storico per un fatto che andrebbe dimostrato sulla base dei comportamenti concreti dei singoli presidenti delle camere. Non capisco poi l'osservazione sulla scadenza del mandato per i presidenti delle camera col fatto che persone diverse di succedano pur essendo esponenti politici di primo piano.
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

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