
Originariamente Scritto da
grefojet
Bossi è stato ed è un volgare politico, ma l'uomo Bossi, oggi, è un "vecchio" spaventato dalla malattia, terrorizzato alla ricerca di protezione.
Dice una cosa adesso e appena dopo il suo contrario perché forse chi gli sta vicino, nel frattempo, lo ha lavorato senza scrupoli ai fianchi. I leghisti si stanno comportando con quest'uomo in modo schifoso.
Il familismo che questa vicenda fa emergere svela capacità politica ed ideali bassi, ma questo a chi voleva vedere non risulta una novità e non inquina il sentimento di pena che a me muove quest'uomo.
Mi sembra che per una volta l'abbia detta giusta Vendola: Bossi è vittima del suo racconto. Ha fondato la sua fortuna sullo stimolo degli istinti più bassi, del ragionamento di pancia e dell'egoismo... ora un branco così allevato lo sta sbranando non accorgendosi di quanto l'uomo è fragile e quindi lo reclama nel ruolo idealizzato dal branco e per l'interesse del branco, per l'esigenza del branco di continuare ad esistere, senza il minimo interesse per l'uomo Bossi.
Come in nord Corea, solo che i leghisti non hanno a loro giustificazione un regime che con ogni probabilità li costringe (anche solo psicologicamente) alle scene che ho riportato, hanno biblioteche in cui leggere non solo le memorie di Kim Il Sung, hanno confronti da fare, una storia di civiltà e democrazia che è riuscita a sopportare anche immondizia come Borghezio.