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  1. #131
    Me, Myself, I
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    Predefinito Re: Ormai non abbiamo più dubbi...

    Per quanto mi riguarda, la proposta Tinti qui sotto resta a tutt'oggi la più ragionevole.

    Il 29 luglio alcuni senatori del PdL e del PD hanno partorito l’ "Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00019", contenente una somma di proposte in materia di giustizia che, con lodevole eufemismo, possono dirsi poco condivisibili. Qui ne commento una.

    La pattuglia mista inviata in missione esplorativa propone: "a) l’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale, con la previsione di un procedimento per la fissazione dei criteri per l’uso dei mezzi di indagine e per l’esercizio dell’azione penale nonché di un procedimento che veda la partecipazione dei pubblici ministeri e di altri soggetti istituzionali e che individui un soggetto istituzionale politicamente responsabile di fronte al Parlamento per la loro effettiva ed uniforme implementazione a livello operativo;".

    Detta così, c’è da essere ragionevolmente sicuri che i cittadini non capiscano nemmeno di cosa si stia parlando; proviamo a tradurre.

    Obbligatorietà dell’azione penale significa: ogni volta che viene scoperto un reato si deve processare chi viene sospettato di averlo commesso. Il suo contrario è appunto la non obbligatorietà dell’azione penale: non per tutti i reati scoperti si debbono fare processi ma solo per alcuni. È un po’ come dire che, se uno abita in una grande casa, può decidere di pulire tutte le stanze; oppure di pulirne solo una parte.

    Ma perché si dovrebbe fare una cosa del genere? È ovvio che è più bello e salubre vivere in una casa pulitissima piuttosto che in una pulita solo a metà. La risposta è ovvia: perché non si hanno abbastanza domestici per pulirla tutta; oppure si hanno domestici pigri e fannulloni; oppure di alcune stanze non si ha proprio bisogno ed è inutile pulirle. Così si debbono prendere delle decisioni: assumere più domestici (ma magari non me lo posso permettere); licenziare quelli pigri (è inutile, sono uno peggio dell’altro); traslocare in una casa più piccola (non ce ne sono o mi dispiace). E allora mi tocca lasciare alcune stanze sempre sporche, non c’è niente da fare.

    Quindi, tornando alla giustizia, si può anche decidere di non fare tutti i processi che si dovrebbero fare e mandare impuniti un sacco di delinquenti; se le risorse non ci sono c’è poco da fare. Ma prima bisognerebbe vedere se questo è proprio vero; se, in realtà, prima di garantire l’immunità (parola ormai sdoganata da apposito provvedimento legislativo) a chi delinque, non sia possibile trovare altre risorse o usare bene quelle che ci sono. Ciò perché la non obbligatorietà dell’azione penale ha dei costi non da poco. A parte l’immoralità di non perseguire chi ha commesso un reato, che si traduce anche in un messaggio criminogeno nei confronti dei cittadini (commettete pure reati, tanto non vi facciamo niente); c’è un problema difficile da risolvere: chi sceglie quali reati perseguire e quali no?

    Le soluzioni praticabili sono due: il fai da te e il lascia fare al legislatore. Che vuol dire, nel primo caso, che ogni procura della repubblica decide quali reati privilegiare e quali lasciar perdere; e, nel secondo caso, che il Parlamento (o magari addirittura il Governo, così si perde meno tempo in discussioni inutili) stabilisce quali processi si debbono fare e quali no.

    La prima soluzione è certamente sbagliata: magari in Sardegna il reato più frequente e grave (nel senso che dà origine a faide sanguinose ed infinite) è l’abigeato (sarebbe il furto di bestiame); e al Nord ci si dedica con entusiasmo al falso in bilancio e alla frode fiscale; e magari al Centro e al Sud predominano corruzione e abusi d’ufficio. Che si fa? Il codice penale applicato a macchia di leopardo? E se poi un procuratore sardo arriva a Milano e si mette in testa che, anche lì, l’abigeato è una realtà criminosa gravissima? Chi lo controlla? Anzi, chi li controlla tutti questi procuratori dotati di un potere così grande di cui però non rispondono a nessuno?

    Insomma questa strada è sicuramente sbagliata.

    La seconda è assai peggiore. Che succederebbe nel nostro Paese se fosse la politica a stabilire quali reati vanno perseguiti e quali no? Non a caso ho usato il termine "politica" per indicare l’assetto organizzativo cui allude l’ "Atto di Sindacato Ispettivo" della pattuglia di senatori in servizio estivo. Perché, sia il "procedimento per la fissazione dei criteri per l’uso dei mezzi di indagine e per l’esercizio dell’azione penale" sia il "procedimento …. per la loro effettiva ed uniforme implementazione a livello operativo" hanno una caratteristica: l’individuazione, quale boss di tutto il procedimento, di "un soggetto istituzionale politicamente responsabile di fronte al Parlamento". Dunque una scelta politica dei reati da perseguire e di quelli da lasciar perdere.

    Bene. Qualcuno ha dei dubbi sulla categoria nella quale sarebbero alloggiati i reati di falso in bilancio e gli altri reati societari? O quelli di frode fiscale? O quelli di corruzione? O quelli di abuso edilizio? O quelli di abuso di ufficio? Mi viene in mente anche il reato di finanziamento illecito dei partiti politici ma quasi non lo scrivo perché mi viene da ridere.

    Insomma voglio dire che affidare alla classe politica la scelta dei reati da non perseguire produrrebbe in automatico una lista dei reati tipici della classe politica stessa.

    Sicché si vede bene che abbandonare il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale (puliamo tutta la casa) e adottare quello della non obbligatorietà (ne puliamo solo alcune stanze) è una scelta complicata. E però può anche darsi che sia necessaria. Ma allora prima vediamolo, se è proprio necessaria.

    Il processo penale è lunghissimo (troppo dice, con ragione, la pattuglia di senatori). Allora rendiamolo più corto. Ci avete provato? Avete nominato i giudici necessari, bandendo i relativi concorsi (sono scoperti circa 1500 posti)? No, vero? Avete assunto il personale amministrativo che manca (il 30 % dei funzionari amministrativi)? No, vero? Avete comprato computer, stampanti, fotocopiatrici, autovetture, sistemi informatici moderni, insomma quello che serve per lavorare? No, vero? Allora perché, prima di lasciare sporca metà della casa, non provate a procurarvi le risorse necessarie per tenerla pulita tutta?

    Ma perché, mi pare di sentirli, mica viviamo nel paese dei puffi, noi tutti questi soldi non li abbiamo. E magari hanno ragione. Allora proviamo con le soluzioni che non costano niente.

    Avete ridisegnato le circoscrizioni giudiziarie e abolito più o meno la metà dei tribunali e delle procure italiane? Anche questo no, eh? Eppure lo sapete che otterreste un sacco di risorse in più per far funzionare quelli che restano e che risparmiereste anche un sacco di soldi. Eh, ma come si fa con gli amministratori locali, compagni di partito che non ne vogliono sapere di far perdere alla loro città il tribunale; magari perdono qualche voto… E gli avvocati delle piccole città dove li mettiamo, anche loro sono elettori. Mi rendo conto…

    Avete previsto un diverso regime delle notifiche, per esempio l’obbligo per ogni avvocato di avere un indirizzo e-mail e la validità delle notifiche effettuate in questo modo (così si risparmiano gli ufficiali giudiziari)?

    Avete previsto l’obbligo per ogni imputato di eleggere domicilio presso il suo avvocato? Così non dobbiamo fare i salti mortali per trovarlo ogni volta e rinviare il relativo processo.

    Avete previsto l’abolizione del processo d’appello (per tutti, non solo in caso di appello del pubblico ministero; che diamine, accusa e difesa con pari diritti, lo dite sempre). Eppure dovreste sapere che nella maggior parte dei Paesi occidentali (che vengono sempre portati ad esempio, in genere a sproposito, quando conviene) il processo d’appello non esiste.

    Avete previsto la depenalizzazione di quei reati che potrebbero essere puniti con una multa ad opera di Vigili Urbani, ASL, Ufficio delle Imposte, INPS etc. (dalla sosta con il tagliando falsificato all’omesso versamento delle ritenute INPS)?

    Avete previsto una delle decine di riforme che qualsiasi magistrato è in grado di indicarvi, che non costerebbero niente, farebbero risparmiare soldi e renderebbero celere il processo? Dimenticavo, senza toccare le garanzie difensive, per carità, siamai che un colpevole abbia meno chances di scamparla. Ma certo che non avete fatto nulla di tutto questo.

    Allora perché decidere di lasciare metà della casa sporca senza prima sbattersi per vedere come è possibile tenerla pulita?
    Sarà che, in quelle stanze buie e non frequentate, qualcuno ci si troverà bene?

  2. #132
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    Predefinito Re: Ormai non abbiamo più dubbi...

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantés Visualizza Messaggio
    La frase in neretto distingue la sensatezza del discorso che sorregge la necessità di reintrodurre il S.I.

    L'unico dubbio riguarda quella "corsia preferenziale" che vorresti per certi procedimenti penali.
    La trovo impercorribile poiché è la gravità del reato ascritto che dovrebbe determinare la velocità delle indagini e, finalmente, l'approdo del procedimento nel dibattimento.
    E su questo punto, l'omicidio (ad es.) non è certo meno grave della corruzione.
    Come ben saprai omicidi e reati di corruzione & affini sono già su due canali differenti. In primis perchè vanno in mano a PM differenti (oramai in tutte le procure ci sono i pool), secondo perchè il numero di omicidi è nettamente inferiore ai reati di corruzione & affini. Può capitare che per alcune procure per anni non si vedano procedimenti per omicidi...mentre se ne vedano a bizzeffe per corruzioni, concussioni o semplici frodi a danno dello stato.
    La via preferenziale va forse fatta NON verso quei reati più graavi, ma più rari, ma nei confronti di tutta quella pletoria di "reati" (messi apposta fra virgolette) che intasano le procure....diffamazioni, calunnie, abusi edilizi, piccole violazioni amministrative ambientali, etc....insomma roba che dovrebbe passare in blocco a giudici di pace o nel civile.
    "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)

    È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi

  3. #133
    La Vengeance
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    Predefinito Re: Ormai non abbiamo più dubbi...

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    Come ben saprai omicidi e reati di corruzione & affini sono già su due canali differenti. In primis perchè vanno in mano a PM differenti (oramai in tutte le procure ci sono i pool), secondo perchè il numero di omicidi è nettamente inferiore ai reati di corruzione & affini. Può capitare che per alcune procure per anni non si vedano procedimenti per omicidi...mentre se ne vedano a bizzeffe per corruzioni, concussioni o semplici frodi a danno dello stato.
    La via preferenziale va forse fatta NON verso quei reati più graavi, ma più rari, ma nei confronti di tutta quella pletoria di "reati" (messi apposta fra virgolette) che intasano le procure....diffamazioni, calunnie, abusi edilizi, piccole violazioni amministrative ambientali, etc....insomma roba che dovrebbe passare in blocco a giudici di pace o nel civile.
    Ciò che affermi vale per le procure più importanti.
    Per le "piccole" procure, le più numerose, quelle dei tribunali delle città di provincia non c'è una distribuzione per materia.

    Il resto del ragionamento mi trova sostanzialmente d'accordo.
    Ma allora non sbagliavamo quando invocavamo la riforma organica della giustizia.
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  4. #134
    La Vengeance
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    Predefinito Re: Ormai non abbiamo più dubbi...

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Per quanto mi riguarda, la proposta Tinti qui sotto resta a tutt'oggi la più ragionevole.

    Il 29 luglio alcuni senatori del PdL e del PD hanno partorito l’ "Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00019", contenente una somma di proposte in materia di giustizia che, con lodevole eufemismo, possono dirsi poco condivisibili. Qui ne commento una.

    La pattuglia mista inviata in missione esplorativa propone: "a) l’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale, con la previsione di un procedimento per la fissazione dei criteri per l’uso dei mezzi di indagine e per l’esercizio dell’azione penale nonché di un procedimento che veda la partecipazione dei pubblici ministeri e di altri soggetti istituzionali e che individui un soggetto istituzionale politicamente responsabile di fronte al Parlamento per la loro effettiva ed uniforme implementazione a livello operativo;".

    Detta così, c’è da essere ragionevolmente sicuri che i cittadini non capiscano nemmeno di cosa si stia parlando; proviamo a tradurre.

    Obbligatorietà dell’azione penale significa: ogni volta che viene scoperto un reato si deve processare chi viene sospettato di averlo commesso. Il suo contrario è appunto la non obbligatorietà dell’azione penale: non per tutti i reati scoperti si debbono fare processi ma solo per alcuni. È un po’ come dire che, se uno abita in una grande casa, può decidere di pulire tutte le stanze; oppure di pulirne solo una parte.

    Ma perché si dovrebbe fare una cosa del genere? È ovvio che è più bello e salubre vivere in una casa pulitissima piuttosto che in una pulita solo a metà. La risposta è ovvia: perché non si hanno abbastanza domestici per pulirla tutta; oppure si hanno domestici pigri e fannulloni; oppure di alcune stanze non si ha proprio bisogno ed è inutile pulirle. Così si debbono prendere delle decisioni: assumere più domestici (ma magari non me lo posso permettere); licenziare quelli pigri (è inutile, sono uno peggio dell’altro); traslocare in una casa più piccola (non ce ne sono o mi dispiace). E allora mi tocca lasciare alcune stanze sempre sporche, non c’è niente da fare.

    Quindi, tornando alla giustizia, si può anche decidere di non fare tutti i processi che si dovrebbero fare e mandare impuniti un sacco di delinquenti; se le risorse non ci sono c’è poco da fare. Ma prima bisognerebbe vedere se questo è proprio vero; se, in realtà, prima di garantire l’immunità (parola ormai sdoganata da apposito provvedimento legislativo) a chi delinque, non sia possibile trovare altre risorse o usare bene quelle che ci sono. Ciò perché la non obbligatorietà dell’azione penale ha dei costi non da poco. A parte l’immoralità di non perseguire chi ha commesso un reato, che si traduce anche in un messaggio criminogeno nei confronti dei cittadini (commettete pure reati, tanto non vi facciamo niente); c’è un problema difficile da risolvere: chi sceglie quali reati perseguire e quali no?

    Le soluzioni praticabili sono due: il fai da te e il lascia fare al legislatore. Che vuol dire, nel primo caso, che ogni procura della repubblica decide quali reati privilegiare e quali lasciar perdere; e, nel secondo caso, che il Parlamento (o magari addirittura il Governo, così si perde meno tempo in discussioni inutili) stabilisce quali processi si debbono fare e quali no.

    La prima soluzione è certamente sbagliata: magari in Sardegna il reato più frequente e grave (nel senso che dà origine a faide sanguinose ed infinite) è l’abigeato (sarebbe il furto di bestiame); e al Nord ci si dedica con entusiasmo al falso in bilancio e alla frode fiscale; e magari al Centro e al Sud predominano corruzione e abusi d’ufficio. Che si fa? Il codice penale applicato a macchia di leopardo? E se poi un procuratore sardo arriva a Milano e si mette in testa che, anche lì, l’abigeato è una realtà criminosa gravissima? Chi lo controlla? Anzi, chi li controlla tutti questi procuratori dotati di un potere così grande di cui però non rispondono a nessuno?

    Insomma questa strada è sicuramente sbagliata.

    La seconda è assai peggiore. Che succederebbe nel nostro Paese se fosse la politica a stabilire quali reati vanno perseguiti e quali no? Non a caso ho usato il termine "politica" per indicare l’assetto organizzativo cui allude l’ "Atto di Sindacato Ispettivo" della pattuglia di senatori in servizio estivo. Perché, sia il "procedimento per la fissazione dei criteri per l’uso dei mezzi di indagine e per l’esercizio dell’azione penale" sia il "procedimento …. per la loro effettiva ed uniforme implementazione a livello operativo" hanno una caratteristica: l’individuazione, quale boss di tutto il procedimento, di "un soggetto istituzionale politicamente responsabile di fronte al Parlamento". Dunque una scelta politica dei reati da perseguire e di quelli da lasciar perdere.

    Bene. Qualcuno ha dei dubbi sulla categoria nella quale sarebbero alloggiati i reati di falso in bilancio e gli altri reati societari? O quelli di frode fiscale? O quelli di corruzione? O quelli di abuso edilizio? O quelli di abuso di ufficio? Mi viene in mente anche il reato di finanziamento illecito dei partiti politici ma quasi non lo scrivo perché mi viene da ridere.

    Insomma voglio dire che affidare alla classe politica la scelta dei reati da non perseguire produrrebbe in automatico una lista dei reati tipici della classe politica stessa.

    Sicché si vede bene che abbandonare il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale (puliamo tutta la casa) e adottare quello della non obbligatorietà (ne puliamo solo alcune stanze) è una scelta complicata. E però può anche darsi che sia necessaria. Ma allora prima vediamolo, se è proprio necessaria.

    Il processo penale è lunghissimo (troppo dice, con ragione, la pattuglia di senatori). Allora rendiamolo più corto. Ci avete provato? Avete nominato i giudici necessari, bandendo i relativi concorsi (sono scoperti circa 1500 posti)? No, vero? Avete assunto il personale amministrativo che manca (il 30 % dei funzionari amministrativi)? No, vero? Avete comprato computer, stampanti, fotocopiatrici, autovetture, sistemi informatici moderni, insomma quello che serve per lavorare? No, vero? Allora perché, prima di lasciare sporca metà della casa, non provate a procurarvi le risorse necessarie per tenerla pulita tutta?

    Ma perché, mi pare di sentirli, mica viviamo nel paese dei puffi, noi tutti questi soldi non li abbiamo. E magari hanno ragione. Allora proviamo con le soluzioni che non costano niente.

    Avete ridisegnato le circoscrizioni giudiziarie e abolito più o meno la metà dei tribunali e delle procure italiane? Anche questo no, eh? Eppure lo sapete che otterreste un sacco di risorse in più per far funzionare quelli che restano e che risparmiereste anche un sacco di soldi. Eh, ma come si fa con gli amministratori locali, compagni di partito che non ne vogliono sapere di far perdere alla loro città il tribunale; magari perdono qualche voto… E gli avvocati delle piccole città dove li mettiamo, anche loro sono elettori. Mi rendo conto…

    Avete previsto un diverso regime delle notifiche, per esempio l’obbligo per ogni avvocato di avere un indirizzo e-mail e la validità delle notifiche effettuate in questo modo (così si risparmiano gli ufficiali giudiziari)?

    Avete previsto l’obbligo per ogni imputato di eleggere domicilio presso il suo avvocato? Così non dobbiamo fare i salti mortali per trovarlo ogni volta e rinviare il relativo processo.

    Avete previsto l’abolizione del processo d’appello (per tutti, non solo in caso di appello del pubblico ministero; che diamine, accusa e difesa con pari diritti, lo dite sempre). Eppure dovreste sapere che nella maggior parte dei Paesi occidentali (che vengono sempre portati ad esempio, in genere a sproposito, quando conviene) il processo d’appello non esiste.

    Avete previsto la depenalizzazione di quei reati che potrebbero essere puniti con una multa ad opera di Vigili Urbani, ASL, Ufficio delle Imposte, INPS etc. (dalla sosta con il tagliando falsificato all’omesso versamento delle ritenute INPS)?

    Avete previsto una delle decine di riforme che qualsiasi magistrato è in grado di indicarvi, che non costerebbero niente, farebbero risparmiare soldi e renderebbero celere il processo? Dimenticavo, senza toccare le garanzie difensive, per carità, siamai che un colpevole abbia meno chances di scamparla. Ma certo che non avete fatto nulla di tutto questo.

    Allora perché decidere di lasciare metà della casa sporca senza prima sbattersi per vedere come è possibile tenerla pulita?
    Sarà che, in quelle stanze buie e non frequentate, qualcuno ci si troverà bene?
    Io sono sempre stato e resto un convinto assertore della obbligatorietà della azione penale.
    Ma è necessario un controllo diretto sulla attività del PM da parte della P.G. in relazione alle note ed iscrizioni sul registro dei reati.
    Una P.G. che in piena autonomia dirige le indagini.
    Una delle cause della confusione odierna è lo scempio compiuto da vassalli che ha affidato la direzione delle indagini al Pm.

    Ad ognuno il suo mestiere.
    Alla P.G. l'indagine.
    Al Pm il diritto.

    Falcone dixit.
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 15-04-12 alle 20:44
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  5. #135
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    Predefinito Re: Ormai non abbiamo più dubbi...

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantés Visualizza Messaggio
    Io sono sempre stato e resto un convinto assertore della obbligatorietà della azione penale.
    Ma è necessario un controllo diretto sulla attività del PM da parte della P.G. in relazione alle note ed iscrizioni sul registro dei reati.
    Una P.G. che in piena autonomia dirige le indagini. Una delle cause dello scemi o compiuto da vassalli riguarda proprio la direzione delle indagini affidata oggi al Pm.

    Ad ognuno il suo mestiere.
    Alla P.G. l'indagine.
    Al Pm il diritto.

    Falcone dixit.
    Lascia stare Falcone, papi-fan.

    P.S.
    Chissà perché tutte le tue soluzioni
    vanno sempre incontro ai desideri di Silvio tuo.
    Chissà perché.................
    Ultima modifica di Proteus; 15-04-12 alle 20:45

  6. #136
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    Predefinito Re: Ormai non abbiamo più dubbi...

    Citazione Originariamente Scritto da Proteus Visualizza Messaggio
    Lascia stare Falcone, papi-fan.

    P.S.
    Chissà perché tutte le tue soluzioni
    vanno sempre incontro ai desideri di Silvio tuo.
    Chissà perché.................
    Senta Proteus lei deve smetterla di sparare caxxate a raffica come se la sua bocca fosse la protesi di una mitragliatrice!
    Falcone fu il primo a sollevare tutta la preoccupazione logica, dal punto di vista tecnico, di una direzione elle indagini affidata all'ufficio del pm e subì pure una durissima reprimenda dal comitato centrale dell'ANM per avere aggiunto che "occorre rendersi conto, infatti, che l’indipendenza e l’autonomia della magistratura rischia di essere gravemente compromessa se l’azione dei giudici non è assicurata da una robusta e responsabile professionalità al servizio del cittadino. Ora, certi automatismi di carriera …. sono causa non secondaria della grave situazione in cui versa attualmente la magistratura. La inefficienza dei controlli sulla professionalità, cui dovrebbero provvedere il CSM ed i consigli giudiziari, ha prodotto un livellamento dei magistrati verso il basso".

    Quando parlavo di controllo sulla attività del Pm anche in ordine all'esercizio dell'azione penale (obbligatoria) ed alla conseguente annotazione sui registri, mi riferivo a questo.

    E comunque.
    A differenza dagli altri paesi democratici i nostri PM non solo godono di una completa indipendenza esterna ma ciascuno di essi gode di un’ampia indipendenza anche all’interno degli uffici cui appartiene.
    A differenza dei suoi colleghi di altri paesi democratici il PM italiano può di sua propria sponte iniziare e condurre attività investigative di qualsiasi tipo su qualsiasi cittadino, cioè su ciascuno di noi, quando ritiene che sia stato commesso un crimine (art. 330 cpp). A differenza del giudice che ha un ben circoscritta competenza territoriale, il PM può invece promuovere e svolgere di sua iniziativa e nella pienezza dei suoi poteri indagini su qualsiasi persona e su qualsiasi ipotesi di reato, ovunque commesso e che lui stesso ipotizza. Ha cioè una competenza territoriale illimitata. Le numerose indagini di woodcock costituiscono una ampia bibliografia al riguardo.

    Nel condurre le indagini, la polizia deve operare chiedendo istruzioni al PM e seguendo in via esclusiva e vincolante le sue direttive (art. 347 cpp). Nella fase investigativa, cioè, il ruolo del nostro pubblico ministero è di fatto quello di un "poliziotto" indipendente, cosa che non è resa meno preoccupante e meno anomala in democrazia per il solo fatto che il "poliziotto" indipendente si chiami pubblico ministero.
    Lo Stato, tra l'altro, e per il sollazzo dei contribuenti, ha l’obbligo di finanziare tutte le spese che i pubblici ministeri considerano necessarie per condurre le attività investigative. Ciò in quanto qualsiasi limite relativo ai mezzi di indagine da utilizzare e sui criteri di spesa costituirebbe un limite all’osservanza del principio costituzionale di obbligatorietà dell’azione penale.
    E da ultimo, la ciliegina, si fa per dire, i Pm non portano nessuna responsabilità per ogni e qualsiasi iniziativa investigativa e azione penale cui danno inizio, anche se anni dopo le loro iniziative risultano del tutto infondate e ingiustificate. In ogni caso essi possono pretendere, con immancabile successo, che il loro sospetto che un crimine fosse stato commesso imponeva comunque loro di agire. In altre parole l’obbligatorietà dell’azione penale trasforma ipso jure qualsiasi loro decisione discrezionale in materia di indagini e di azione penale in un “atto dovuto”, escludendoli da quelle specifiche responsabilità che sono invece previste in altri paesi democratici (come valutazioni negative sulla loro professionalità per iniziative penali azzardate, responsabilità per spese di indagini inutili e costose). A differenza degli altri paesi democratici, quindi, da noi la maggior parte delle decisioni relative alle politiche criminali non viene presa nell’ambito del processo democratico ma delegata senza trasparenza alcuna ai componenti di un corpo burocratico che non ne porta responsabilità alcuna.

    Tutte queste considerazioni egregio signor proteus, sono state oggetto di attenta valutazione proprio da Falcone.
    Ergo vada a bagnarsi le labbra con l'acquasanta e mostri le terga per il rituale scudiscio prima di proferire parola nel merito.
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  7. #137
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    Predefinito Re: Ormai non abbiamo più dubbi...

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantés Visualizza Messaggio
    Senta Proteus lei deve smetterla di sparare caxxate a raffica come se la sua bocca fosse la protesi di una mitragliatrice!
    Falcone fu il primo a sollevare tutta la preoccupazione logica, dal punto di vista tecnico, di una direzione elle indagini affidata all'ufficio del pm e subì pure una durissima reprimenda dal comitato centrale dell'ANM per avere aggiunto che "occorre rendersi conto, infatti, che l’indipendenza e l’autonomia della magistratura rischia di essere gravemente compromessa se l’azione dei giudici non è assicurata da una robusta e responsabile professionalità al servizio del cittadino. Ora, certi automatismi di carriera …. sono causa non secondaria della grave situazione in cui versa attualmente la magistratura. La inefficienza dei controlli sulla professionalità, cui dovrebbero provvedere il CSM ed i consigli giudiziari, ha prodotto un livellamento dei magistrati verso il basso".

    Quando parlavo di controllo sulla attività del Pm anche in ordine all'esercizio dell'azione penale (obbligatoria) ed alla conseguente annotazione sui registri, mi riferivo a questo.

    E comunque.
    A differenza dagli altri paesi democratici i nostri PM non solo godono di una completa indipendenza esterna ma ciascuno di essi gode di un’ampia indipendenza anche all’interno degli uffici cui appartiene.
    A differenza dei suoi colleghi di altri paesi democratici il PM italiano può di sua propria sponte iniziare e condurre attività investigative di qualsiasi tipo su qualsiasi cittadino, cioè su ciascuno di noi, quando ritiene che sia stato commesso un crimine (art. 330 cpp). A differenza del giudice che ha un ben circoscritta competenza territoriale, il PM può invece promuovere e svolgere di sua iniziativa e nella pienezza dei suoi poteri indagini su qualsiasi persona e su qualsiasi ipotesi di reato, ovunque commesso e che lui stesso ipotizza. Ha cioè una competenza territoriale illimitata. Le numerose indagini di woodcock costituiscono una ampia bibliografia al riguardo.

    Nel condurre le indagini, la polizia deve operare chiedendo istruzioni al PM e seguendo in via esclusiva e vincolante le sue direttive (art. 347 cpp). Nella fase investigativa, cioè, il ruolo del nostro pubblico ministero è di fatto quello di un "poliziotto" indipendente, cosa che non è resa meno preoccupante e meno anomala in democrazia per il solo fatto che il "poliziotto" indipendente si chiami pubblico ministero.
    Lo Stato, tra l'altro, e per il sollazzo dei contribuenti, ha l’obbligo di finanziare tutte le spese che i pubblici ministeri considerano necessarie per condurre le attività investigative. Ciò in quanto qualsiasi limite relativo ai mezzi di indagine da utilizzare e sui criteri di spesa costituirebbe un limite all’osservanza del principio costituzionale di obbligatorietà dell’azione penale.
    E da ultimo, la ciliegina, si fa per dire, i Pm non portano nessuna responsabilità per ogni e qualsiasi iniziativa investigativa e azione penale cui danno inizio, anche se anni dopo le loro iniziative risultano del tutto infondate e ingiustificate. In ogni caso essi possono pretendere, con immancabile successo, che il loro sospetto che un crimine fosse stato commesso imponeva comunque loro di agire. In altre parole l’obbligatorietà dell’azione penale trasforma ipso jure qualsiasi loro decisione discrezionale in materia di indagini e di azione penale in un “atto dovuto”, escludendoli da quelle specifiche responsabilità che sono invece previste in altri paesi democratici (come valutazioni negative sulla loro professionalità per iniziative penali azzardate, responsabilità per spese di indagini inutili e costose). A differenza degli altri paesi democratici, quindi, da noi la maggior parte delle decisioni relative alle politiche criminali non viene presa nell’ambito del processo democratico ma delegata senza trasparenza alcuna ai componenti di un corpo burocratico che non ne porta responsabilità alcuna.

    Tutte queste considerazioni egregio signor proteus, sono state oggetto di attenta valutazione proprio da Falcone.
    Ergo vada a bagnarsi le labbra con l'acquasanta e mostri le terga per il rituale scudiscio prima di proferire parola nel merito.
    Caro artefice massimo di fake,.....

    IO IN QUESTO POST
    non vedo UNO che sia UNO link a parole dette da Falcone
    e riportate direttamente dall'interessato

    A me i Kobra e i simil Kobra
    puzzano di falso lontano un miglio

    ED ORA La prego di smentirmi con dei bei link

    E POI solo poi... ne parliamo.

  8. #138
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    Predefinito Re: Ormai non abbiamo più dubbi...

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantés Visualizza Messaggio
    Senta Proteus lei deve smetterla di sparare caxxate a raffica come se la sua bocca fosse la protesi di una mitragliatrice!
    Falcone fu il primo a sollevare tutta la preoccupazione logica, dal punto di vista tecnico, di una direzione elle indagini affidata all'ufficio del pm e subì pure una durissima reprimenda dal comitato centrale dell'ANM per avere aggiunto che "occorre rendersi conto, infatti, che l’indipendenza e l’autonomia della magistratura rischia di essere gravemente compromessa se l’azione dei giudici non è assicurata da una robusta e responsabile professionalità al servizio del cittadino. Ora, certi automatismi di carriera …. sono causa non secondaria della grave situazione in cui versa attualmente la magistratura. La inefficienza dei controlli sulla professionalità, cui dovrebbero provvedere il CSM ed i consigli giudiziari, ha prodotto un livellamento dei magistrati verso il basso".

    Quando parlavo di controllo sulla attività del Pm anche in ordine all'esercizio dell'azione penale (obbligatoria) ed alla conseguente annotazione sui registri, mi riferivo a questo.

    E comunque.
    A differenza dagli altri paesi democratici i nostri PM non solo godono di una completa indipendenza esterna ma ciascuno di essi gode di un’ampia indipendenza anche all’interno degli uffici cui appartiene.
    A differenza dei suoi colleghi di altri paesi democratici il PM italiano può di sua propria sponte iniziare e condurre attività investigative di qualsiasi tipo su qualsiasi cittadino, cioè su ciascuno di noi, quando ritiene che sia stato commesso un crimine (art. 330 cpp). A differenza del giudice che ha un ben circoscritta competenza territoriale, il PM può invece promuovere e svolgere di sua iniziativa e nella pienezza dei suoi poteri indagini su qualsiasi persona e su qualsiasi ipotesi di reato, ovunque commesso e che lui stesso ipotizza. Ha cioè una competenza territoriale illimitata. Le numerose indagini di woodcock costituiscono una ampia bibliografia al riguardo.

    Nel condurre le indagini, la polizia deve operare chiedendo istruzioni al PM e seguendo in via esclusiva e vincolante le sue direttive (art. 347 cpp). Nella fase investigativa, cioè, il ruolo del nostro pubblico ministero è di fatto quello di un "poliziotto" indipendente, cosa che non è resa meno preoccupante e meno anomala in democrazia per il solo fatto che il "poliziotto" indipendente si chiami pubblico ministero.
    Lo Stato, tra l'altro, e per il sollazzo dei contribuenti, ha l’obbligo di finanziare tutte le spese che i pubblici ministeri considerano necessarie per condurre le attività investigative. Ciò in quanto qualsiasi limite relativo ai mezzi di indagine da utilizzare e sui criteri di spesa costituirebbe un limite all’osservanza del principio costituzionale di obbligatorietà dell’azione penale.
    E da ultimo, la ciliegina, si fa per dire, i Pm non portano nessuna responsabilità per ogni e qualsiasi iniziativa investigativa e azione penale cui danno inizio, anche se anni dopo le loro iniziative risultano del tutto infondate e ingiustificate. In ogni caso essi possono pretendere, con immancabile successo, che il loro sospetto che un crimine fosse stato commesso imponeva comunque loro di agire. In altre parole l’obbligatorietà dell’azione penale trasforma ipso jure qualsiasi loro decisione discrezionale in materia di indagini e di azione penale in un “atto dovuto”, escludendoli da quelle specifiche responsabilità che sono invece previste in altri paesi democratici (come valutazioni negative sulla loro professionalità per iniziative penali azzardate, responsabilità per spese di indagini inutili e costose). A differenza degli altri paesi democratici, quindi, da noi la maggior parte delle decisioni relative alle politiche criminali non viene presa nell’ambito del processo democratico ma delegata senza trasparenza alcuna ai componenti di un corpo burocratico che non ne porta responsabilità alcuna.

    Tutte queste considerazioni egregio signor proteus, sono state oggetto di attenta valutazione proprio da Falcone.
    Ergo vada a bagnarsi le labbra con l'acquasanta e mostri le terga per il rituale scudiscio prima di proferire parola nel merito.
    excuse moi messieur,
    se fosse sempre come Lei dice, ovvero che il pm inizia a cercare il reo quando ha notizia di un reato, saremmo già a buon punto, il problema è che talvolta i pm fanno il percorso inverso
    au revoir
    Ultima modifica di mariamills; 15-04-12 alle 21:40
    I am sorry if I non speak very well l'itagliano, but lo capiscio motto bene.
    Datemi pure del clown pagliaccia, a voi è consentito...

  9. #139
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    Predefinito Re: Ormai non abbiamo più dubbi...

    Citazione Originariamente Scritto da mariamills Visualizza Messaggio
    excuse moi messieur,
    se fosse sempre come Lei dice, ovvero che il pm inizia a cercare il reo quando ha notizia di un reato, saremmo già a buon punto, il problema è che talvolta i pm fanno il percorso inverso
    au revoir
    Avrei voluto che qualcuno evidenziasse questo pensiero poiché molto nascostamente (il riferimento al pm di Napoli era lì per quel motivo) dietro alle mie parole v'era ironia allo stato puro.
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 15-04-12 alle 21:42
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  10. #140
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    Predefinito Re: Ormai non abbiamo più dubbi...

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantés Visualizza Messaggio
    Avrei voluto che qualcuno evidenziasse questo pensiero poiché molto nascostamente (il riferimento al pm di Napoli era lì per quel motivo) dietro alle mie parole v'era ironia allo stato puro.
    felice di esserLe stata utile
    I am sorry if I non speak very well l'itagliano, but lo capiscio motto bene.
    Datemi pure del clown pagliaccia, a voi è consentito...

 

 
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