Si sentono scavare la terra sotto i piedi . I "comunistoidi " sono in fermento , giorno dopo giorno molti dei loro allocconi passano dall'altra parte della barricata . Abbandonano l'Armata Brancaleone , avendo capito che sono una masnada di inetti e poveri di spirito .
Vendolino con l'orecchino è ancora più incazzato del Berzanov perchè vede sfumare i suoi "profitti" raccolti a spese di quest'ultimo , ma tutti e due tremano nell'osservare da inermi che la "trasmigrazione" di voti non ha termine , l'anno 2013 li vedrà certamente "dissanguati"
Adesso la sinistra lo odia Vendola: "Grillo come il Cav È xenofobo e omofobo"
Prima ridevano e ora piangono. La sinistra dichiara guerra a Beppe Grillo perché gli ruba i voti. Il governatore della Puglia: "Mi ricorda Berlusconi". E Bersani: "Non prendiamo lezioni da lui"
Francesco Maria Del Vigo - 21 aprile 2012, 138
Ah, ridevano, quanto ridevano. Prima. Quando moralizzava (a pagamento) dai palazzetti dello sport, profetizzava crac economici e tragedie finanziarie, spacciava nozioni approssimative di ecologia e spandeva qualunquismo a profusione.
Se la prendeva coi politici, ma per loro erano solo i buffetti di un comico un po' guascone. In fin dei conti tolleravano anche i deliri del genovese, anche quando difendeva la violenza e offendeva i deputati (ovviamente del Pdl). Un tempo la sinistra si coccolava Beppe Grillo. Ora, se non si mettono a piangere, poco ci manca. Quel "diavolo" al pesto ha messo i piedi nel loro orticello.
Parola d'ordine: serrare i ranghi. I sondaggi diffusi negli ultimi giorni fanno vacillare i vertici del Partito Democratico e del Sel di Nichi Vendola. Beppe Grillo e il suo Movimento 5 Stelle potrebbe superare il sette per cento di voti. Il politico genovese (ormai non lo si può più chiamare comico) da alcune settimane batte tutta la penisola a bordo di un camper (preso in prestito dai militanti) per mettere in atto la più tradizionale delle attività politiche: la campagna elettorale. Una propaganda vecchio stampo, alla faccia di blog, meet-up e forum virtuali. Al ritmo di quattro comizi al giorno Grillo divora chilometri e blandisce platee. A Varese millanta simpatie leghiste e occhieggia al popolo padano, ma il suo principale target sono i partiti di sinistra. E Vendola e Bersani lo sanno bene.
Il governatore della Puglia, in un'intervista al Secolo XIX, cerca di smontare Grillo con un paragone che, nella sua personale "narrazione" è il più squalificante: Grillo è come Berlusconi. E' già diventato il nemico assoluto. "Siamo alla fine di un’esperienza nata con la crisi della Prima Repubblica, di un’epoca che aveva visto sfondare chi aveva attaccato il sistema partitocratico. Tra il ’92 e il ’94 era apparso questo uomo nuovo, Berlusconi, che vinse in nome dell’antipolitica, perseguendo un consenso aggressivo, con un populismo disinvolto e come alternativo al fango istituzionalizzato". Il Movimento 5 Stelle, prosegue Vendola, "usa forme tipiche del populismo di destra, ha persino tratti xenofobi e omofobi".
Pier Luigi Bersani si scompone solo quando gli toccano il portafogli: "Sono per mettere un limite alle spese elettorali: dove non ci sono mettere i tetti, dove ci sono abbassarsli. Ma noi non prendiamo lezioni, nemmeno da Grillo". La prosa è più sobria di quella vendoliana, ma la sostanza è sempre la stessa: la sinistra ha paura. Il furore anti politico di Grillo rischia di fare razzia di elettori proprio nel campo del centrosinistra.
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