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    Predefinito Il debito non è pubblico: è dello Stato

    Ferdinando Imposimato, 76 anni portati bene, è il Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione.
    Nella sua lunga carriera si è occupato della lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro (1978), l’attentato al papa Giovanni Paolo II (1981), l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Vittorio Bachelet, e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione.

    Di seguito, sono riportati ampi stralci di una lunga disanima pubblicata dal “cittadino” Ferdinando Imposimato sulla sua pagina Facebook, che dovrebbero davvero far riflettere non solo l’Italia – lo “Stato” italiano non i cittadini esausti – ma l’Unione Europea tutta.

    “Il debito non e’ pubblico: e’ dello Stato. Riguarda il complesso delle spese sostenute dallo Stato, che costituiscono un insieme da definire con precisione: investimenti diretti quali grandi opere pubbliche, infrastrutture nei settori strategici, costate cento volte piu’ di quello che sarebbe stato giusto spendere.”

    “Il debito pubblico e’ cresciuto enormemente per alimentare la corruzione e finanziare la criminalita’ organizzata, che si e’ aggiudicata il 90 per cento degli appalti di grandi opere pubbliche.
    E non e’ giusto che quel debito debba essere pagato da poveracci che di quelle spese non hanno goduto minimamente.“

    “Non sono state costruite scuole pubbliche, non sono stati creati fondi per i non abbienti, non sono state sostenute le piccole e medie imprese, non sono stati migliorati i servizi pubblici, non sono stati assicurati salari tali da garantire una vita libera e dignitosa.”

    “Nella voragine-debito bisogna inserire i fondi per gli appalti con spese dilatate a dismisura a favore delle imprese del post terremoto, la costruzione di grandi ed inutili infrastrutture per i mondiali di nuoto del 2009, la moltiplicazione per mille delle spese per le autostrade e l’Alta Velocita’, il pagamento dei debiti contratti dall’Alitalia, e gli investimenti indiretti come i finanziamenti pubblici dei partiti (usati anche per acquisti di immobili privati), crediti agevolati, le assunzioni clientelari nelle Autorithy, la pletora delle burocrazie inutili nelle Regioni, nelle provincie e nei comuni, oltre che nel Parlamento italiano.

    Fino alle spese per gli impegni militari in Afghanistan, in Iraq e in Libano.
    Tutte spese che non producono alcun vantaggio per la comunita’ nazionale nel suo insieme, ne’ assicurano la pace nel mondo.”
    “Intanto la crisi travolge milioni di persone, i dati testimoniati dalle ricerche della Caritas sono drammatici: piu’ di 8 milioni di poveri e un aumento del 20 per cento della poverta’ tra i giovani sotto i 35 anni. E le speranze di lavoro si riducono sempre piu’. “

    “Nessuno ci dice la verita’ su quello che sta accadendo e sui nuovi sacrifici che ci vogliono imporre con il pretesto di dovere ridurre il debito pubblico, con il pericolo del fallimento, della bancarotta che travolgerebbe solo i piu’ deboli.”

    “Il movimento degli indignati e’ stato oggetto dell’attacco di persone estranee ad esso, ed e’ stato ingiustamente delegittimato dalla violenza di pochi mascalzoni, che sono i principali alleati di questa maggioranza, responsabile di una politica scellerata e ingiusta. Noi siamo solidali con le Forze dell’Ordine e condividiamo la loro protesta, ma sarebbe un errore confondere i delinquenti che hanno sconvolto Piazza San Giovanni e altre vie di Roma mediante aggressioni e incendi, con coloro che stavano protestando pacificamente.”

    “Orbene una minoranza di teppisti non puo’ oscurare le ragioni del dissenso. Essi fanno solo gli interessi di questo Governo che se ne deve andare a casa.
    I movimenti, nell’assenza dei partiti, sono oggi i protagonisti di una democrazia diretta, mobilitano milioni di cittadini a sentirsi protagonisti e a spingere il governo verso scelte che non penalizzino ancora una volta i poveri e i diseredati
    .”


    .

  2. #2
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    Predefinito Re: Il debito non è pubblico: è dello Stato

    Citazione Originariamente Scritto da FORTEBRACCIO Visualizza Messaggio
    Ferdinando Imposimato, 76 anni portati bene, è il Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione.
    Nella sua lunga carriera si è occupato della lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro (1978), l’attentato al papa Giovanni Paolo II (1981), l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Vittorio Bachelet, e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione.

    Di seguito, sono riportati ampi stralci di una lunga disanima pubblicata dal “cittadino” Ferdinando Imposimato sulla sua pagina Facebook, che dovrebbero davvero far riflettere non solo l’Italia – lo “Stato” italiano non i cittadini esausti – ma l’Unione Europea tutta.

    “Il debito non e’ pubblico: e’ dello Stato. Riguarda il complesso delle spese sostenute dallo Stato, che costituiscono un insieme da definire con precisione: investimenti diretti quali grandi opere pubbliche, infrastrutture nei settori strategici, costate cento volte piu’ di quello che sarebbe stato giusto spendere.”

    “Il debito pubblico e’ cresciuto enormemente per alimentare la corruzione e finanziare la criminalita’ organizzata, che si e’ aggiudicata il 90 per cento degli appalti di grandi opere pubbliche.
    E non e’ giusto che quel debito debba essere pagato da poveracci che di quelle spese non hanno goduto minimamente.“

    “Non sono state costruite scuole pubbliche, non sono stati creati fondi per i non abbienti, non sono state sostenute le piccole e medie imprese, non sono stati migliorati i servizi pubblici, non sono stati assicurati salari tali da garantire una vita libera e dignitosa.”

    “Nella voragine-debito bisogna inserire i fondi per gli appalti con spese dilatate a dismisura a favore delle imprese del post terremoto, la costruzione di grandi ed inutili infrastrutture per i mondiali di nuoto del 2009, la moltiplicazione per mille delle spese per le autostrade e l’Alta Velocita’, il pagamento dei debiti contratti dall’Alitalia, e gli investimenti indiretti come i finanziamenti pubblici dei partiti (usati anche per acquisti di immobili privati), crediti agevolati, le assunzioni clientelari nelle Autorithy, la pletora delle burocrazie inutili nelle Regioni, nelle provincie e nei comuni, oltre che nel Parlamento italiano.

    Fino alle spese per gli impegni militari in Afghanistan, in Iraq e in Libano.
    Tutte spese che non producono alcun vantaggio per la comunita’ nazionale nel suo insieme, ne’ assicurano la pace nel mondo.”
    “Intanto la crisi travolge milioni di persone, i dati testimoniati dalle ricerche della Caritas sono drammatici: piu’ di 8 milioni di poveri e un aumento del 20 per cento della poverta’ tra i giovani sotto i 35 anni. E le speranze di lavoro si riducono sempre piu’. “

    “Nessuno ci dice la verita’ su quello che sta accadendo e sui nuovi sacrifici che ci vogliono imporre con il pretesto di dovere ridurre il debito pubblico, con il pericolo del fallimento, della bancarotta che travolgerebbe solo i piu’ deboli.”

    “Il movimento degli indignati e’ stato oggetto dell’attacco di persone estranee ad esso, ed e’ stato ingiustamente delegittimato dalla violenza di pochi mascalzoni, che sono i principali alleati di questa maggioranza, responsabile di una politica scellerata e ingiusta. Noi siamo solidali con le Forze dell’Ordine e condividiamo la loro protesta, ma sarebbe un errore confondere i delinquenti che hanno sconvolto Piazza San Giovanni e altre vie di Roma mediante aggressioni e incendi, con coloro che stavano protestando pacificamente.”

    “Orbene una minoranza di teppisti non puo’ oscurare le ragioni del dissenso. Essi fanno solo gli interessi di questo Governo che se ne deve andare a casa.
    I movimenti, nell’assenza dei partiti, sono oggi i protagonisti di una democrazia diretta, mobilitano milioni di cittadini a sentirsi protagonisti e a spingere il governo verso scelte che non penalizzino ancora una volta i poveri e i diseredati
    .”


    .
    E lo stato é repubblicano.
    Res publica vuol dire cosa pubblica ( di tutti) quindi !?

  3. #3
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    Predefinito Re: Il debito non è pubblico: è dello Stato

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    E lo stato é repubblicano.
    Res publica vuol dire cosa pubblica ( di tutti) quindi !?
    Quindi lo stato ha di suo 1800mld€ di patrimonio. Puo' vendere quello per ripianare il suo debito

  4. #4
    vae victis
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    Predefinito Re: Il debito non è pubblico: è dello Stato

    Defaultiamo staremo tutti meglio !repapelle:
    Regressista amante della pucchiacca.

  5. #5
    Nazbol
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    Predefinito Re: Il debito non è pubblico: è dello Stato

    Il debito è pubblico perchè anche se i poveracci del post non avessero goduto della spesa,cosa di cui mi permetto di dubitare, ne sono comunque i mandanti politici.Gli italiani in gran parte hanno votato,e votano, chi gli ha promesso più servizi pubblici,più posti statali, più "incentivi" alla crescita.Oltretutto in questo paese si è sempre pronti a giustificare il debitore che non paga, dimenticandosi che dietro ogni debito c'è un creditore.

  6. #6
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    Predefinito Re: Il debito non è pubblico: è dello Stato

    La pena di morte non è più un tabù, questo paese avrebbe bisogno di essere ripulito con metodi staliniani.

  7. #7
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    Predefinito Re: Il debito non è pubblico: è dello Stato

    Citazione Originariamente Scritto da Hermes Visualizza Messaggio
    Il debito è pubblico perchè anche se i poveracci del post non avessero goduto della spesa,cosa di cui mi permetto di dubitare, ne sono comunque i mandanti politici.Gli italiani in gran parte hanno votato,e votano, chi gli ha promesso più servizi pubblici,più posti statali, più "incentivi" alla crescita.Oltretutto in questo paese si è sempre pronti a giustificare il debitore che non paga, dimenticandosi che dietro ogni debito c'è un creditore.
    Il reato di circonvenzione di incapaci punisce chi lo compie; mica chi lo subisce.

  8. #8
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    Predefinito Re: Il debito non è pubblico: è dello Stato

    Imposimato dice una cosa ovvia: il debito odioso, ossia "il debito nazionale assunto per perseguire interessi diversi da quelli nazionali nella piena consapevolezza dei creditori e nell’incoscienza dei cittadini" (cit. wikipedia) è illegittimo e non si paga. soprattutto non deve essere pagato da chi ne è stato in larga parte danneggiato, cioè la società civile.

    I creditori a certi livelli non sono mai degli sprovveduti, sanno benissimo ciò che fanno e a chi prestano i loro soldi, si assumano i loro rischi. in ogni caso ci hanno già guadagnato un bel po' speculando in modo forsennato, non hanno diritto ad estorcere altro.
    Ultima modifica di Betelgeuse; 22-04-12 alle 12:03
    Con le ali, al buio e nel silenzio da te io volerei.

  9. #9
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    Predefinito Re: Il debito non è pubblico: è dello Stato

    credo che parte del debito sia dovuta anche al suo lauto stipendio, se proprio dobbiamo dirla tutta.

  10. #10
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    Predefinito Re: Il debito non è pubblico: è dello Stato

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    questo paese avrebbe bisogno di essere ripulito con metodi staliniani.
    Si, ma dagli stalinisti (e da relativi figli e nipotini).
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

 

 
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