Dopo la sentenza di Berlino: Svolta nel campo nell
Dopo la sentenza di Berlino: Svolta nel campo nell’Eutanasia?
20-04-2012
Il tema dell’Eutanasia è ancora fortemente dibattuto in Germania e ogni volta diventa motivo di spaccatura, non solo nel paese, ma soprattutto nella classe dei medici. L'ultimo caso si è fatto registrare a Berlino dove la sentenza dei giudici è stata favorevole ad un urologo che aveva deciso di rispettare le volontà della sua paziente malata terminale aiutandola a morire. Un caso di suicidio assistito.
Nonostante i ripetuti divieti del Consiglio dei Medici di Berlino, il medico in questione aveva somministrato alla paziente dei farmaci specifici per portarla al decesso senza eccessive sofferenze, rispettando così il volere della malata e non quello dei colleghi.
Potrebbe essere questo il caso decisivo per il pieno riconoscimento dell'Eutanasia?
“Assolutamente no” hanno risposto gli esperti. Anche dopo la sentenza il medico potrebbe subire una grave condanna da parte del Consiglio dei Medici.
“Nel caso specifico il tribunale non ha sancito l'evidente violazione del codice deontologico” ha dichiarato l'avvocato Tim Neelmeier di Amburgo.
Ad ogni modo, il giudizio del tribunale vale unicamente per il caso specifico e non ha alcuna valenza costituzionale. Inoltre esso è stato verifcato e validato dall' Alta Corte di Berlino-Brandeburgo.
Tuttavia questa sentenza, codificata VG 9 K 63.09, rappresenta un’ apertura da parte del mondo dei medici sulla questione eutanasia. “Questo è un passo nella giusta direzione”ha dichiarato un medico al quotidiano BILD. “Esistono tanti malati incurabili, il cui unico ardente desiderio è quello di morire senza troppe sofferenze e con dignità”. Tuttavia in quanto medici si deve dire “No” alle richieste del paziente, poiché questa pratica è troppo rischiosa per se stessi e per la propria carriera (non esistendo ancora alcuna legge che tuteli il medico).
I medici a favore dell'Eutanasia - è possibile?
L'Ordine dei Medici si è chiaramente espresso, con una maggioranza dei due terzi, contro la pratica dell’eutanasia attiva e contro il suicidio assistito. Fino a quando la mentalità e l’opinione dei medici in Germania sarà contraria al tema Eutanasia, non è dato a sapere. Riguardo alla sentenza di Berlino l'Ordine dei medici si dovrà esprimere quanto prima.
Il Dt. Uwe Arnold
Il Dr. Arnold da 15 anni si occupa di casi come quello della sua ex paziente. Ha fondato un’associazione chiamata “Verein Dignitas” che lotta in favore del riconoscimento del Suicidio Assistito e dell’Eutanasia Attiva. La sua carriera ha sempre vacillato tra un forte senso del dovere e di rispetto del codice deontologico ed il sostegno della dignità dei suoi pazienti che lo imploravano di morire.
Qual è la posizione del Diritto tedesco al riguardo?
L’Eutanasia attiva è attualmente vietata dal diritto tedesco. Occorre precisare però che per il suicidio assistito non vige alcun divieto. In poche parole di fronte ad un caso simile a quello di Berlino resta incerto se il medico possa essere o non essere condannato.
Ad esempio: Le medicine prescritte dal medico possono essere predisposte per la somministrazione dal medico stesso ma l’atto di assunzione fisica deve essere compiuto dal paziente.
Importante: tuttavia queste regole non valgono per il regolamento deontologico dei medici, il quale afferma che i medici sono in ogni caso obbligati a salvare la vita del paziente per quanto possibile.
Tuttavia: il codice deontologico dei medici ha un margine di interpretazione. La Giustizia può di fatto soltanto verificare gli eventuali superamenti illeciti di questo margine di interpretazione. Ciò ha fatto si che si potessero creare dei veri e propri casi eccezionali, così come è avvenuto in questo di Berlino. In poche parole ogni caso va analizzato nello specifico, in quanto non vige una legge generale che regolamenta i casi di suicidio assistito.
Ogni medico, che agisce come il medico di Berlino, si espone ad un grande rischio e deve mettere in conto di poter subire una condanna o di dover comunque lottare contro durissime accuse. Molto spesso per il malato terminale ciò produce dei ritardi insostenibili.
Chissà quante altre “Eccezioni” saranno concesse in Germania.
Fonte: Bild.de – Damian Imöhl




Rispondi Citando
