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Discussione: Succede a Bologna

  1. #1
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    Predefinito Succede a Bologna

    Botte, cortei, blocchi stradali
    Lunedì di passione in centro

    Dallo sgombero in via Capo di Lucca alla festa in Rettorato

    di ENRICO BARBETTI

    UNO SGOMBERO all’alba, scontri tra studenti e forze dell’ordine davanti al Rettorato, un’assemblea con 200 ragazzi nel ‘salotto’ dell’Alma Mater, un corteo non autorizzato e blocchi stradali.
    Come un domino, l’effetto ‘Bartleby’ deborda sulle strade, paralizza il centro e consegna alla città il copione già visto dell’ennesima giornata di passione.

    DOPO DODICI giorni di occupazione, ieri mattina alle 6,30 polizia e carabinieri si sono presentati in via Capo Di Lucca 30, nello stabile dell’Università in cui una parte dei giovani dell’Onda ha dato il via lo scorso 25 marzo a un’autogestione battezzata Bartleby, come il personaggio di un celebre racconto di Melville, che è stata sottoscritta anche da 70 docenti.
    A motivare lo sgombero è stato un decreto urgente di sequestro firmato dal pm Luca Tampieri, sul cui tavolo erano finiti la denuncia dell’ateneo e il primo rapporto della Digos con i nomi di dodici studenti denunciati.
    Tra loro, molti dei 26 giovani che sono stati sorpresi nel sonno all’alba di ieri. Cronisti e fotografi accorsi sul luogo sono stati tenuti lontani dal palazzo per quasi due ore, per non meglio specificate «disposizioni del servizio di ordine publico».
    Il sequestro, strumento già utilizzato dalla Procura per intervenire nell’occupazione di Crash in via Zanardi 106, dovrà essere convalidato entro 48 ore dal gip ed è motivato con la presenza, nell’immobile, dei server dell’ateneo. Non ha rilevanza, invece, la mancanza di agibilità dei locali, valutata dal pm come un problema di natura amministrativa.

    L’INTERVENTO delle forze dell’ordine, non inatteso, ha innescato la scintilla della rabbia. Gli studenti, che venerdì scorso in una conferenza stampa avevano rinnovato la richiesta di un ‘tavolo tecnico’ con la dirigenza dell’Università per legittimare il possesso dello spazio, si sono diretti verso via Zamboni e sulla soglia del civico 33 hanno trovato un cordone di carabinieri in tenuta anti-sommossa.
    I ragazzi, una quarantina, hanno tentato di entrare nel Rettorato spingendo lo schieramento di polizia e per due volte sono stati respinti con la forza.
    Nel secondo dei due contatti sono volati calci e manganellate e una ragazza di 22 anni è stata colpita alla testa.
    Trasportata dal 118 al pronto soccorso del Sant’Orsola tra gli applausi, è stata medicata e dimessa con 8 punti di sutura e 15 giorni di prognosi.

    GLI SLOGAN degli studenti hanno preso di mira in particolare la prorettrice Paola Monari, che, uscita in strada, ha acconsentito a tenere un incontro pubblico alle 14 nel cortile.
    «E’ vero che lo sgombero è arrivato in seguito a un sequestro della Procura — spiega Andrea, uno dei portavoce del gruppo —, ma la responsabilità è della Monari».
    Nel pomeriggio, dopo oltre un’ora di dibattito con la partecipazione di 200 studenti, rappresentanti di alcuni collettivi e l’attenta presenza di Franco ‘Bifo’ Berardi, le parti in causa hanno convenuto di rivedersi oggi alle 9,30, quando la Monari riceverà una delegazione di Bartleby.

    LA GIORNATA non è finita lì. Anzi. Gli studenti hanno formato un corteo non autorizzato e alle 16,30 si sono incamminati lungo via Zamboni, fermandosi nei punti nevralgici della città per bloccare il traffico.
    Prima tappa le Due Torri, poi via Rizzoli, via Indipendenza e via Irnerio.
    La manifestazione ha fatto tappa all’altezza di via Capo Di Lucca, dove qualcuno ha lanciato tappi di bottiglia e rotoli di nastro adesivo contro lo schieramento dei poliziotti.
    Un altro blocco è stato allestito in piazza di Porta San Donato. Infine, gli ex-occupanti sono tornati in Rettorato e hanno rioccupato il cortile per una festa che è andata avanti fino a notte.


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - pag. 2 - 7 aprile 2009

  2. #2
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    Predefinito

    L’Onda: «Torniamo a occupare»

    GLI STUDENTI di Bartleby, dopo lo sgombero di lunedì e l’incontro di ieri mattina con la prorettrice Paola Monari, hanno annunciato l’intenzione di rioccupare, questa sera, il cortile del Rettorato al civico 33 di via Zamboni per «un’iniziativa che avevamo già programmato per via Capo di Lucca».
    Musica, letture e proiezioni video «per andare avanti con i nostri progetti».
    Ma, avverte il portavoce Andrea, «ci riprenderemo presto un posto».
    Nella mobilitazione è previsto anche «un corteo cittadino» la cui data è da fissare.
    Nella lunga giornata di lunedì, oltre a una studentessa colpita al capo da una manganellata, è rimasto ferito un agente.
    Un poliziotto del reparto mobile di Firenze, schierato lungo via Irnerio durante il corteo non autorizzato, è stato colpito dal lancio di un oggetto: la prognosi è di dieci giorni.


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - pag. 9 - 8 aprile 2009

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Succede a Bologna

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Visualizza Messaggio
    Botte, cortei, blocchi stradali
    Lunedì di passione in centro

    Dallo sgombero in via Capo di Lucca alla festa in Rettorato

    di ENRICO BARBETTI

    UNO SGOMBERO all’alba, scontri tra studenti e forze dell’ordine davanti al Rettorato, un’assemblea con 200 ragazzi nel ‘salotto’ dell’Alma Mater, un corteo non autorizzato e blocchi stradali.
    Come un domino, l’effetto ‘Bartleby’ deborda sulle strade, paralizza il centro e consegna alla città il copione già visto dell’ennesima giornata di passione.

    DOPO DODICI giorni di occupazione, ieri mattina alle 6,30 polizia e carabinieri si sono presentati in via Capo Di Lucca 30, nello stabile dell’Università in cui una parte dei giovani dell’Onda ha dato il via lo scorso 25 marzo a un’autogestione battezzata Bartleby, come il personaggio di un celebre racconto di Melville, che è stata sottoscritta anche da 70 docenti.
    A motivare lo sgombero è stato un decreto urgente di sequestro firmato dal pm Luca Tampieri, sul cui tavolo erano finiti la denuncia dell’ateneo e il primo rapporto della Digos con i nomi di dodici studenti denunciati.
    Tra loro, molti dei 26 giovani che sono stati sorpresi nel sonno all’alba di ieri. Cronisti e fotografi accorsi sul luogo sono stati tenuti lontani dal palazzo per quasi due ore, per non meglio specificate «disposizioni del servizio di ordine publico».
    Il sequestro, strumento già utilizzato dalla Procura per intervenire nell’occupazione di Crash in via Zanardi 106, dovrà essere convalidato entro 48 ore dal gip ed è motivato con la presenza, nell’immobile, dei server dell’ateneo. Non ha rilevanza, invece, la mancanza di agibilità dei locali, valutata dal pm come un problema di natura amministrativa.

    L’INTERVENTO delle forze dell’ordine, non inatteso, ha innescato la scintilla della rabbia. Gli studenti, che venerdì scorso in una conferenza stampa avevano rinnovato la richiesta di un ‘tavolo tecnico’ con la dirigenza dell’Università per legittimare il possesso dello spazio, si sono diretti verso via Zamboni e sulla soglia del civico 33 hanno trovato un cordone di carabinieri in tenuta anti-sommossa.
    I ragazzi, una quarantina, hanno tentato di entrare nel Rettorato spingendo lo schieramento di polizia e per due volte sono stati respinti con la forza.
    Nel secondo dei due contatti sono volati calci e manganellate e una ragazza di 22 anni è stata colpita alla testa.
    Trasportata dal 118 al pronto soccorso del Sant’Orsola tra gli applausi, è stata medicata e dimessa con 8 punti di sutura e 15 giorni di prognosi.

    GLI SLOGAN degli studenti hanno preso di mira in particolare la prorettrice Paola Monari, che, uscita in strada, ha acconsentito a tenere un incontro pubblico alle 14 nel cortile.
    «E’ vero che lo sgombero è arrivato in seguito a un sequestro della Procura — spiega Andrea, uno dei portavoce del gruppo —, ma la responsabilità è della Monari».
    Nel pomeriggio, dopo oltre un’ora di dibattito con la partecipazione di 200 studenti, rappresentanti di alcuni collettivi e l’attenta presenza di Franco ‘Bifo’ Berardi, le parti in causa hanno convenuto di rivedersi oggi alle 9,30, quando la Monari riceverà una delegazione di Bartleby.

    LA GIORNATA non è finita lì. Anzi. Gli studenti hanno formato un corteo non autorizzato e alle 16,30 si sono incamminati lungo via Zamboni, fermandosi nei punti nevralgici della città per bloccare il traffico.
    Prima tappa le Due Torri, poi via Rizzoli, via Indipendenza e via Irnerio.
    La manifestazione ha fatto tappa all’altezza di via Capo Di Lucca, dove qualcuno ha lanciato tappi di bottiglia e rotoli di nastro adesivo contro lo schieramento dei poliziotti.
    Un altro blocco è stato allestito in piazza di Porta San Donato. Infine, gli ex-occupanti sono tornati in Rettorato e hanno rioccupato il cortile per una festa che è andata avanti fino a notte.


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - pag. 2 - 7 aprile 2009

    ma cosa centra Bifo con gli studenti? ma non ha ormai l'eta della pensione, ammesso che abbia mai lavorato?!
    poveri noi, povera Italia!

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Succede a Bologna

    Citazione Originariamente Scritto da el cuntadin Visualizza Messaggio

    poveri noi, povera Italia!


  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Succede a Bologna

    il problema è un altro: qui a Bologna è NORMALE fare assembramenti o seguire percorsi NON autorizzati.

    va a finire sempre col "POVERINI"...
    Bologna o Morte!

  6. #6
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    «Prati di Caprara, è vero allarme»
    La Procura scrive a Palazzo d’Accursio: «Cosa fa il Comune?»


    di GILBERTO DONDI

    LA PROCURA lancia l’allarme sulla situazione «ormai insostenibile» dei Prati di Caprara.
    Nell’area dietro all’ospedale Maggiore da tempo spuntano come funghi gli accampamenti abusivi di rom.
    Dopo ogni sgombero, puntualmente i rumeni tornano al loro posto. In condizioni ingienico-sanitarie allucinanti e pericolose: rifiuti, topi, sporcizia.
    Una situazione ancor più grave se si pensa che ci sono anche molti bambini.
    Non è finita: i residenti della zona hanno paura perché di notte vengono accesi dai rom fuochi fra la vegetazione, con il forte rischio di incendi.
    Ora la Procura ha deciso di intervenire, ‘pressando’ il Comune.
    Il procuratore Silverio Piro e la pm Morena Plazzi (titolare del corposo fascicolo in cui sono confluite le numerose segnalazioni di polizia e carabinieri) scriveranno una lettera a Comune e Ausl per sapere quali iniziative sono state adottate, o si intendano adottare, per bonificare l’area dai pericoli, visto finora che non sono stati messi a punto sistemi per impedire le occupazioni.

    IL PROBLEMA è che i Prati di Caprara, un’ex area militare (su cui andrà fatta una costosa bonifica da eventuali ordigni bellici), erano del Demanio e stanno passando al Comune che vi costruirà un parco.
    In questa fase non si capisce bene chi debba farsi carico della situazione.
    L’assessore alla Sicurezza Libero Mancuso ha spiegato che «essendo l’area ancora del Demanio, dovrebbe vigilare dell’esercito».
    Il vicesindaco Giuseppe Paruolo propone «un tavolo con tutti gli enti interessati, cioè Comune, Demanio, forze dell’ordine, servizi sociali».
    «Gli enti — aggiunge— non devono lavorare da soli, ma insieme. Discutiamone e facciamo un protocollo. In via Roveretolo e Pellion abbiamo agito così e ha funzionato».
    L’ultimo sgombero di fine marzo ha coinvolto 110 rom, di cui 91 maggiorenni. I carabinieri sono poi intervenuti l’1 aprile, trovando 15 persone (fra cui 3 bambini), e l’8 aprile ne hanno trovate 18 (5 bambini).
    Nell’ultima informativa al procuratore Piro, i militari dell’Arma segnalano l’opportunità di chiedere al Tribunale dei minori di sottrarre i bambini ai genitori e metterli in strutture protette.

    UN ALTRO grave problema sono le incursioni dei rom nel vicino ospedale Maggiore.
    Usano i bagni, ricaricano i cellulari nei reparti e avrebbero commesso atti vandalici, furti e danneggiamenti (come nel blocco operatorio di Oculistica).
    Il 31 gennaio qualcuno ha rotto il quadro elettrico alla Maternità e ha abbassato tutti gli interruttori, forse per spegnere le telecamere e commettere un furto, provocando però un black out di 5 minuti che ha coinvolto anche la Terapia intensiva neonatale. Mancò la corrente alle termoculle e ai monitor.
    Fortunatamente non ci furono conseguenze gravi, perché intervenne l’elettricista di turno e comunque c’erano pochi neonati. A uno dei piccoli venne praticata l’assistenza respiratoria.
    L’Ausl assicura però che i bambini non corsero pericoli, perché «le termoculle sono dotate di batteria che assicura la somministrazione dei farmaci».


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - pag. 4 - 19 aprile 2009


    -----


    Io mi domando come si possano consentire queste cose in un città.
    Non dico in una città come Bologna, ma in una qualsiasi città.

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Succede a Bologna

    non dovrebbero essere permessi, infatti....
    d'altro canto la politica degli sgomberi non serve a molto...

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Succede a Bologna

    e allora che fare? io sono per regole certe che tutelino principalemente la città e suoi cittadini. altrimenti col "prendiamo su tutto noi" si finisce per forza a questi livelli. Infatti non è possibile garantire ai nuovi poveri ciò che non si riesce a garantire nemmeno a noi. quindi, per non far proliferare delinquenza, degrado o anche sfruttamento (e qui entrano in gioco anche nostri concittadini) è necessario stringere i cordoni degli ingressi. dopotutto al mondo ci sono 4 miliardi di poveri, li vogliamo tutti da noi?
    Bologna o Morte!

  9. #9
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    Predefinito Riferimento: Succede a Bologna

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Visualizza Messaggio
    la pm Morena Plazzi
    Buona notte. Si risolverà tutto con un niente di fatto e i rom continueranno a fare come gli pare.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  10. #10
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    Predefinito

    «Due piazze lasciate al degrado»
    Galletti: «Nessun evento estivo in agenda»


    «UN’ESTATE all’insegna del degrado». Sotto la mannaia dei tagli ai fondi che si è abbattuta su Bè, la rassegna estiva di spettacoli organizzata dal Comune, «cadono gli eventi di piazza Verdi e piazza Santo Stefano, per i quali non verrà destinato un solo euro, come ha dovuto ammettere la giunta Cofferati».
    Insomma, afferma Gianluca Galletti , deputato dell’Udc e candidato alla presidenza della Provincia, nelle due piazze del centro storico «questa estate non sarà organizzato nulla».
    Proprio in due luoghi che, «come sanno tutti i bolognesi, se non sono adeguatamente presidiati — oltre che dalle forze dell’ordine, da manifestazioni culturali e ludiche — diventano veri e propri centri di degrado e spaccio».
    Rispetto all’anno scorso, l’austerity porta via a Bè circa mezzo milione di euro, cioè il 70% delle risorse. Al momento, sono destinati al cartellone estivo solo 280mila euro (150mila dalla Fondazione Carisbo, 100mila da quella del Monte, e 30mila dal Comune), contro i 784 mila euro dell’anno scorso.

    PER GALLETTI, però, «l’abbandono proprio di piazza Verdi e piazza Santo Stefano da parte della giunta Cofferati non si può accettare».
    Da qui l’appello, «alle Fondazioni bancarie, alle associazioni di categoria e ai privati cittadini», perché «già da oggi si mettano in moto per supplire al disinteresse del Comune, e quindi per auto-organizzare manifestazioni estive parallele» a quelle di Bè, da mettere in scena nelle due «piazze dimenticate».
    La vicenda, commenta il deputato casiniano, «la dice lunga su come finisce tristemente l’esperienza bolognese di Sergio Cofferati e della sua giunta».
    L’addio del sindaco, però, non consola Galletti.
    «Mi preoccupa il fatto che Flavio Delbono (candidato sindaco del Pd e del centrosinistra, ndr) si ripropone ai bolognesi con le stesse persone e la stessa coalizione politica che, come i fatti dimostrano, ha fallito. Bologna merita molto di più».


    di: Luca Orsi

    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - pag. 4 - 22 aprile 2009

 

 
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