Risultati da 1 a 3 di 3

Discussione: Serapeo

  1. #1
    Utente cancellato
    Data Registrazione
    13 Jul 2009
    Messaggi
    5,452
     Likes dati
    368
     Like avuti
    510
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Serapeo

    Serapeo è il nome che viene dato ad ogni tempio, o altra struttura religiosa, dedicata alla divinità sincretica Serapide, venerata nell'Egitto ellenistico e che combinava elementi degli antichi dei egizi Osiride e Api in una forma antropizzata compatibile con la cultura della Alessandria tolemaica.
    Vi furono numerosi centri di questo culto ognuno dei quali detto, in greco, Σεραπεῖον Serapeion o Serapeum nella forma latinizzata.

    Il più famoso tempio dedicato a Serapide fu costruito in Alessandria durante il regno di Tolomeo III (che regnò dal 246 a.C. al 222 a.C.).

    Tolomeo III fece rifondare la costruzione affidando l'incarico all'architetto Parmenisco. Il tempio ospitava una statua del dio, opera dello scultore Briasside. Serapide è raffigurato nella foggia di uomo barbuto, seduto su un trono (immagine legata all'iconografia dello Zeus greco), recante sul capo un cesto colmo di sementi. Nella mano sinistra sollevata regge un lungo scettro, mentre la destra è poggiata sulla testa di un Cerbero.
    Per opera dell'imperatore romano Claudio (41 -54) il tempio fu rivoluzionato e portato alle dimensioni di grande santuario (185 x 92 metri) In questo modo l'acropoli alessandrina si abbellì di numerosi edifici: tempio di Serapide e annessa biblioteca, tempio di Anubi, quello di Ibi, la necropoli degli animali sacri, gli obelischi di Seti I e la colonna di Serapide, che risulta ancora al suo posto nel III secolo.
    Durante il regno di Traiano (98-117) si ebbe ad Alessandria una ribellione ebraica a seguito della quale tempio di Serapide fu distrutto. L'imperatore Adriano (117 - 138) fece ricostruire il santuario facendovi aggiungere una grande statua del toro Api, statua che, dopo il suo rinvenimento nel 1895, è attualmente conservata nel museo greco-romano di Alessandria.
    Scavi condotti nel sito della Colonna di Pompeo (in realtà eretta da Diocleziano), eseguiti nel 1944, hanno portato alla scoperta del deposito di fondazione del tempio. Si tratta di due serie di dieci placche ciascuna; per ogni serie vi è una placca in oro, una in argento, una in bronzo, una in ceramica, una in fango essiccato del Nilo e cinque in vetro opaco. Tutte le placche riportano un testo, in greco ed in geroglifico, riportante il decreto di Tolomeo III di costruzione del tempio Nella stessa area è stato anche rinvenuto il deposito di fondazione di un tempio dedicato ad Arpocrate eretto durante il regno di Tolomeo IV.
    Il tempio rimase in attività durante i secoli, essendo un importante luogo di pellegrinaggio, fino al 391 quando il patriarca cristiano di Alessandria, Teofilo, assediò la biblioteca a capo di una folla inferocita ed eccitata dal fanatismo religioso nell'ambito del confronto tra la comunità cristiana di Alessandria e i pagani. Il Serapeo fu demolito pietra per pietra e sui suoi resti venne edificata una chiesa dedicata a san Giovanni Battista, chiesa che esistette fino al X secolo.
    Secondo la tradizione l'accesso al tempio avveniva attraverso una lunga gradinata. Le pareti esterne erano coperte di marmo e quelle interne di metalli preziosi. Nella sancta sanctorum del tempio era collocata la monumentale statua di Serapide.

    Dopo l'emanazione dei decreti teodosiani che proibivano tutti i culti pagani e l'accesso ai templi, questi non potevano più essere utilizzati e finirono con l'andare in rovina o con l'essere riutilizzati per altre funzioni e a volte come chiese, provocando in alcuni casi disordini e ribellioni. Questi avvenimenti coinvolsero anche il Serapeo di Alessandria, che venne distrutto nel 391. Sulle precise modalità di questa distruzione le fonti di cui disponiamo non concordano in modo completo.
    Lo storico cristiano Sozomeno, nella sua Storia ecclesiastica (scritta tra il 440-443), racconta che in seguito alla decisione imperiale di convertire un tempio pagano al culto cristiano scoppiarono nella città di Alessandria disordini armati da parte dei pagani, che arrivarono occupare il Serapeo e a torturare e uccidere cittadini cristiani. Terminata l'occupazione l'imperatore ordinò la distruzione del Serapeo, ma questo venne solo privato dei simboli pagani per poi essere trasformato in chiesa.
    Il monaco e storico cristiano Rufino di Aquileia nella sua Storia ecclesiastica riporta una versione sostanzialmente analoga a quella di Sozomeno, tranne che per la circostanza che il Serapeo venne completamento distrutto e sulle sue rovine venne insediata una comunità di monaci provenienti dal deserto.
    Una terza versione dei fatti che portarono alla distruzione del Serapeo di Alessandria riporta come Teofilo si trovasse asserragliato all'interno del tempio di Mitra. Durante alcuni lavori di scavo vennero alla luce dei teschi umani che furono portati come prova dei sacrifici umani perpetrati dai pagani. Offesi da questo atteggiamenti i non cristiani posero sotto assedio Teofilo dopodiché la storia prosegue come nella versione precedente.
    Accenni a questa vicenda si trovano anche negli scritti di Socrate scolastico.
    Versioni alternative alle precedenti sono fornite da scrittori non cristiani come Eunapio, storico dell'ultimo periodo neoplatonico, il quale scrive che «senza una ragione plausibile, senza il minimo rumore di guerra, il tempio di Serapide venne distrutto. Le statue e le offerte votive furono rubate. Solo il pavimento del tempio non venne asportato, dato che le pietre erano troppo pesanti. E dopo quella distruzione si vantavano di aver distrutto gli dei. In seguito, introdussero in quei luoghi sacri i cosiddetti monaci, uomini nella forma ma porci nel vestire e nel mangiare». In questi scritti la folla dei cristiani viene descritta utilizzare tattiche militari per giungere alla distruzione del Serapeo rubando tutto ciò che non viene distrutto. Scheletri umani di criminali e di schiavi, spacciati per i cristiani uccisi dai pagani, vengono posti nelle chiese e venerati come martiri.
    Comunque la distruzione del Serapeo di Alessandria, intesa come fine del suo utilizzo come luogo di culto di Serapide, è stata vista dagli scrittori antichi e moderni come il culmine del movimento teso a sopprimere tutti i culti non cristiani nell'Egitto del V secolo.


    Un papiro redatto in Alessandria nel V secolo, riportante una storia del mondo mostra il vescovo della città, Teofilo, che regge i simboli della divinità di Serapide come un trofeo stando in piedi sui resti del tempio nel 391.


    Ipotetica statua all'interno del tempio

  2. #2
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    6,032
     Likes dati
    1
     Like avuti
    369
    Mentioned
    30 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: Serapeo

    L’Iseo ed il Serapeo di Verona Tratto dal libro <<Nascita di una città tra architettura, mistica e metafisica>> di L.Pellini e D. Polinari edizioni Vitanova Verona 2012

    Per descrivere il possibile Iseo-Serapeo di Verona è necessario aprire una parentesi e spostarsi dall’ansa del fiume verso sud, oltre il mare, fino all’Egitto, l’antico Egitto.
    Anche se archeologicamente non rimangono molte informazioni, è possibile costruire un ambizioso parallelismo tra Verona e la città di Alessandria d’Egitto, città che sotto la dinastia dei Tolomei divenne il polo commerciale, economico, culturale e teologico dell’intero Mediterraneo.
    La dinastia tolemaica, assieme all’indipendenza dell’Egitto, si concluse con il suicidio più famoso della storia: quello di Cleopatra morsa da un aspide.
    Il luogo dove Alessandro Magno fondò la famosa capitale era in origine un villaggio di pescatori dominato da una collina di nome Rachotis, una collina sacra che doveva fungere anche da fortificazione in caso di pericolo. Poco discosta dalla costa vi era una piccola isola chiamata Pharos.
    Il luogo è citato anche nell’ Odissea di Omero :

    “C’è un’isola tra i flutti del mare che chiamano Faro, situato sulla costa dell’Egitto. Ha un porto con un buon ancoraggio e da lì [gli Argonauti] presero il mare dopo aver caricato l’acqua”.

    Alessandria d’Egitto fu fondata da Alessandro Magno poco prima della sua prematura scomparsa nel 323 a.C. Il mitico condottiero scelse personalmente il luogo dopo aver interpellato diversi oracoli e, avvalendosi dei sacerdoti preposti alle fondazioni delle città, ne segnò poi confini.
    La città avrebbe avuto, fin da subito, un sistema di vie ortogonali tra loro, la stessa tecnica con cui i romani concepirono la nuova Verona dentro l’ansa dell’Adige.
    Per darei un’idea di quanto Alessandro fu coinvolto nel fondare una città, che doveva rappresentare la capitale dell’immenso impero che stava unificando, così scriveva lo storico greco Arriano :

    “...fu colto da un forte desiderio di realizzare il suo progetto, e mentre tracciava la pianta della città stabilì il luogo in cui vi sarebbe stata l’Agorà, il numero dei santuari e a quali divinità [sarebbero stati dedicati]: agli dèi greci ma anche a Iside, dea dell’Egitto…”

    L’agorà era la piazza delle pubbliche assemblee che decidevano la politica delle città greche; nel caso di Alessandria era posizionata nel punto di intersezione delle due arterie principali, paragonabili al cardo e al decumano massimo delle città romane. Il possibile cardo era noto come il Soma, mentre il decumano era conosciuto come via Canopo. All’incrocio di queste due vie, secondo la maggior parte dei resoconti, doveva essere innalzato un piccolo mausoleo in stile dorico per il sarcofago d’oro di Alessandro .
    Anche a Verona, come in gran parte delle città romane, abbiamo una situazione analoga: il foro, come l’agorà, costituisce il cuore della città. Anche se non ne è rimasta traccia, all’intersezione delle due vie principali, il cardo ed il decumano massimo, poteva essere posto l’Umbilicus , oppure ancora un Tetrapilo , una costruzione a quattro colonne o pilastri vagamente simile all’edicola oggi visibile in piazza Erbe.
    La città di Alessandria fu posta sotto la stella sacra all’Egitto: Sirio. La levata eliaca dell’astro coincideva con l’inizio delle piene del Nilo ed era stata assunta come inizio del calendario egizio. Sacra a Iside, Sirio era il luminoso punto di riferimento anche per i faraoni morti, che vedevano in quella direzione il luogo preposto all’immortalità. Molti templi erano dunque orientati verso tale stella. La sua levata eliaca coincide inoltre con la nascita di Alessandro, datata il 20-21 luglio del calendario giuliano .
    All’interno delle mura delle città furono presto costruite la famosa biblioteca, un ginnasio e, come a Verona, un teatro; inoltre l’isola di Pharos fu collegata artificialmente alla terra ferma ed ivi fu innalzato il famoso faro, una torre di segnalazione per i naviganti alta oltre cento metri. Da allora questo tipo di costruzione ha preso il nome di faro . Alessandro, dopo aver partecipato attivamente alla progettazione della città, ordinò anche la costruzione di un grande Serapeo, un luogo dedicato al culto di XXXXXXXX





    La città fu anche il centro del culto di Iside che in età ellenistica ebbe una diffusione enorme e finì per contagiare anche l’Impero Romano. Non solo a lei era consacrato il famoso faro, una delle sette meraviglie del mondo antico, ma lei stessa, la dea nera e formosa, era detta "alto Faro di Alessandria". Era la Luce che di notte guidava i naviganti, la loro preziosa guida.
    Molte monete romane presentano Giano bifronte su un verso e una nave sull’altro. Come Iside, dunque, Giano è legato alla navigazione e insegna l’arte di andare per mare agli uomini .
    Monika Verzàr-Bass, nel suo studio “Il culto di Iside a Verona e ad Aquileia”, riporta la notizia del ritrovamento, sotto il Serapeo di Alessandria, di un’iscrizione dedicata a C. Calvisius Statianus. Calvisio, nativo di Verona, fu prefetto d’Egitto in età traianea. Uno stretto legame congiunge quindi Verona ad Alessandria .
    Nonostante miti e le leggende, è possibile definire Iside semplicemente come l’evoluzione della Dea Madre, della fertilità, della vita. Lo stesso ruolo che oggi, in maniera più velata, assume per i cristiani Maria, la madre di Gesù .
    I Tolomei fusero il sacro toro egizio, Api, simbolo della potenza fisica e riproduttiva con Osiride, dando origine a Serapide, dio dell’oltretomba e della fertilità, sempre in bilico tra i due mondi: quello della vita e quello della morte. La divinità è infatti dominata dal colore della vita, il verde della vegetazione lussureggiante e da quello della morte, il nero del mondo delle ombre .
    I romani importarono le divinità egizie e le modificarono per adattarle meglio al loro Pantheon. Serapide diventò Giove Serapide.
    Ed era proprio dedicata a Giove Serapide la statua che l’erudito veronese Scipione Maffei descrive sul Colle di San Pietro a metà del XVIII secolo. Quel luogo veronese va considerato allora ricettacolo di svariati culti, una collina preposta a comunicare con le divinità, un luogo di mediazione e contatto fra terra e cielo.


    La descrizione del Maffei non riuscì a chiarire il luogo preciso dove la statua fu portata alla luce; non è possibile infatti sapere se venne rinvenuta sopra o alle pendici del colle.
    Come già accennato, però, è più probabile che l’Iseo-Serapeo di Verona si trovasse ai piedi del Colle vicino alla riva del fiume; questo perché tali culti prevedevano la vicinanza all’acqua per alcuni rituali. A Palestrina, per esempio, è presente un Serapeo alla base del santuario, vicino al fiume ; inoltre l’Iseo di Roma era collocato dove ora sorge la chiesa di Santo Stefano al Cacco. Questo tempio era stato edificato da Giulio Cesare in onore di Cleopatra . A Bologna e a Benevento sono documentati altri casi di sovrapposizione del culto del protomartire Stefano a quello di Iside-Serapide. Per analogia quindi è molto probabile che anche l’Iseo veronese sorgesse nelle vicinanze della chiesa di Santo Stefano.
    Chi avesse la fortuna di vedere la raffinata scultura del Maffei, esposta al Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra, potrà constatare che, sebbene mancante di entrambe le mani, la statua è integra; alta 1,58 m., sopra la testa presenta un modio, simile ad una bocca di anfora, segno di fecondità e abbondanza, attributo specifico di Serapide. La scultura è ornata da una corona di spighe e frutti con rosetta centrale, il braccio sinistro sorregge una cornucopia e la gamba sinistra si appoggia ad un omphalos, una pietra sacra.

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Aug 2009
    Messaggi
    7,478
     Likes dati
    949
     Like avuti
    788
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    7

    Predefinito Re: Serapeo

    Interventi davvero molto interessanti, anch'io ho sempre trovato affascinante la storia di questa divinità in un certo senso "costruita a tavolino" dai Tolomei, e della sua diffusione oltre l'area egiziana (un suo tempio sorgeva anche a Pozzuoli, purtroppo diventato famoso per altro).
    Controllori di volo pronti per il decollo,
    telescopi giganti per seguire le stelle
    (F. Battiato, No time no space)

 

 

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito