Professore, Lei, lo ricorderà, è stato accolto come l'Uomo della Provvidenza (sì, insomma, Napolitano lo abbiamo chiamato Provvidenza). Le abbiamo dato fiducia, perché, abbiamo pensato, i politici non hanno l'autorevolezza per chiederci sacrificio alcuno. Lei, non tradendo la nostra attesa, ci sta addossando tanti di quei sacrifici che, ogni tanto, ci poniamo il quesito se si sia fatta la scelta giusta. Siamo diventati i campioni mondiali dei tartassati. Però, abbiamo ragionato: adesso le tasse, ma poi, subito poi, la ricrescita. Ma prima della ricrescita, ci spiega Lei, per evitare altre tasse, bisogna procedere a tagli della spesa pubblica.
Lei, Professore, arrivato a questo punto, noi in trepida attesa, riunisce il CdM, e organizza la seguente conferenza stampa.
Ci si aspetta la temuta dovuta nota-spesa, ma Lei ci dice che, per i tagli, c'è bisogno di un tecnico più tecnico di Lei, e ci affida a Bondi, Parmalat. Poi ci dice che, per i provvedimenti per le imprese, ci vuole Giavazzi, altro "tecnico", e, per finanziamenti e rapporti con partiti e sindacati, elegge altro tecnico, Amato.
Professore, con tutto il rispetto dovutoLe, riconosciutoLe, ma la domanda è d'obbligo: ma allora Lei che cacchio ci sta a fare?
Si arrabbia con chiunque le faccia notare un pensiero diverso, con chi azzardi una critica, un diverso orientamento; rimprovera vecchi errori per motivare e tutelare ogni Sua iniziativa; si defila rispetto alle scelte più difficili...Professore!...A noi mancavano i tecnici. Politici ne abbiamo, tanti, troppi...




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