Cronache
30/04/2012 - IL CASO
"Onore al Duce" sul display del bus
E' polemica, l'Atac apre un'indagine
Lo scatto-choc pubblicato su un blog in rete, l'azienda su Twitter: "Pronti a punire i responsabili".
L'assessore: "Fatto monto grave".
Il Pd: ma la colpa è di Alemanno.
Roma
Onore al Duce. Una scritta bella grande sul display luminoso di un autobus dell’Atac a Roma, sopra il lunotto anteriore, al posto del numero della linea e del nome del capolinea. La foto è finita su un blog - nonleggerlo.blogspot.com - e ha scatenato ironia e indignazione su internet, specie sui social network, ma anche una polemica politica nella capitale.
L’azienda pubblica romana dei trasporti, mesi fa travolta dallo scandalo "Parentopoli", ha annunciato un’inchiesta interna per individuare il responsabile della scritta nostalgica. Il mezzo si trovava nel deposito di Acilia, una frazione alle porte della capitale, secondo quanto accertato dall’Atac. «Un fatto grave, che non solo lede l’immagine dell’azienda, ma dell’intera città», dice l’assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma (Pdl), che auspica «la più ferma applicazione dei provvedimenti disciplinari previsti». Ma l’opposizione, Pd in testa, parla di un «clima propizio a nostalgie fasciste che sarebbe stato favorito dall’amministrazione del sindaco Gianni Alemanno».
Nell’immagine l’autobus appare fermo accanto ad un altro uguale, senza nessuno a bordo. Nel vetro anteriore è riflesso un uomo corpulento che sembra fotografare con un telefonino la scritta inneggiante a Benito Mussolini. Sono perfettamente leggibili sia il numero che la targa del mezzo. L’Atac parla di «utilizzo improprio del display» e su Twitter annuncia l’inchiesta interna. Oltre a eventuali sanzioni disciplinari per il responsabile, «qualora il gesto configurasse reati di carattere penale - assicura l’azienda - al di fuori dello stretto ambito aziendale, Atac spa provvederà a informare senz’altro l’autorità giudiziaria». «Si tratta di apologia del fascismo», attacca il consigliere comunale del Pd Dario Nanni, «l’ennesima riprova che queste cose nella nostra città possono accadere solo con Alemanno sindaco».
Nanni annuncia un interrogazione in Consiglio capitolino e mette in relazione la vicenda con la recente uscita dall’Aula Giulio Cesare dei consiglieri del Pdl durante il minuto di silenzio per Sasà Bentivegna, capo partigiano morto a 90 anni. «Se i fascisti con Alemanno si sentono padroni della città (e anche dei suoi autobus), un motivo ci sarà...», dice ancora più esplicitamente il segretario romano del Pd Marco Miccoli, che aggiunge: «Con Alemanno in Campidoglio, lo scandalo Parentopoli ha portato in Atac all’assunzione senza concorso e a tempo indeterminato di migliaia di simpatizzanti ed estremisti di destra». Il senatore dell’Italia dei Valori Stefano Pedica parla di «bus fascisti» e chiede ad Alemanno di condannare il gesto. Per il leader de La Destra Storace, invece, «è una volta tanto apprezzabile il silenzio di Alemanno su una scritta su un bus. In fondo si tratta di un semplice camerAtac...».





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ostridicolo:
