
Originariamente Scritto da
vanni fucci
Marina Alberghini inizia il suo libro Gatti di potere con alcune affermazioni che nessuna gattara e nessun gattaro si sognerebbe mai di mettere in discussione, anche se non si sono prove documentali a sostegno. Scrive la Alberghini:
"Machiavelli aveva sicuramente un gatto. Solo un gatto avrebbe infatti potuto suggerirgli la frase che fece la sua fortuna: “Il fine giustifica i mezzi”. E certamente ce l’ha, o l’ha avuto, Giulio Andreotti, perché il suo famoso “Il potere logora chi non ce l’ha” non può essergli stato dettato che dal suo gatto… che tra sé avrà anche aggiunto: “Il potere non logora il gatto!”.
Con questi presupposti il libro Gatti di potere. I gatti consiglieri dei Grandi della Terra (edito da Mursia nella collana Felinamente & C.) si preannuncia gustoso. E, difatti, lo è. L’autrice ci conduce per mano nella scoperta dei gatti di corte, dei gatti devoti che hanno influito nelle decisioni di papi e santi. Ma abbiamo anche i gatti consiglieri dei presidenti americani, di primi ministri e di reali. Insomma, una vera e propria galleria di gatti potenti, che, nel senso più genuino della parola, stanno in disparte e comandano. Del resto, chi vive con i gatti, saprà benissimo che la saggezza popolare ha sbagliato nel formulare un proverbio: la verità è che dietro ogni grande uomo (o donna) c’è sempre un grande gatto. E questo libro ce lo dimostra.
Marina Alberghini
Gatti di potere.
I gatti consiglieri dei Grandi della Terra
Mursia, 2012
pp. 120, euro 11
Marina Alberghini, Gatti di potere. I gatti consiglierei dei Grandi della Terra
Autonomo, opportunista, fiero, portatore di iatture se, per una mera casualità della vita, il suo pelo è nero come la notte. Sono molti gli aggettivi e gli epiteti che, a torto o a ragione, nel corso dei secoli si sono guadagnati i gatti, di cui proprio oggi - venerdì 17 febbraio, in barba a tutte le superstizioni - ricorre la festa nazionale, istituita nel 1990. Antagonisti per eccellenza dei cani, considerati fedeli amici dell'uomo, le piccole "palle di pelo" che in milioni frequentano le nostre case, mai però finora erano state definite "di potere". Lo fa Marina Alberghini, 'storica felina' che vive con tredici mici e due cani, nel libro "Gatti di potere", edito da Mursia.
Gatti di corte cerimoniosi e dediti a rituali raffinati, gatti devoti che si appartano nell'ombra e mandano silenziosi messaggi fra chiostri e penombre vaticane, gatti politici che riescono a esprimere ai massimi livelli una dote caratteristica comune a tutti i felini: la diplomazia. Sono loro i protagonisti del testo che mescola realtà e finzione, citazioni e biografie, testimonianze pittoriche e fotografiche, mentre sul fondo la Storia scorre, dall'Illuminismo fino all'età contemporanea, in una sorta di viaggio fatato nel tempo, accompagnati da fusa e miagolii. Un'esaltazione, un affresco arguto dei cacciatori-di-topi che con le loro qualità di consiglieri e protettori avrebbero avuto un ruolo importante, se non fondamentale, ad esempio nella vita di Caterina dé Medici, nelle scelte politiche dello zar Nicola II e in quelle finemente strategiche del cardinal Richelieu oppure nel percorso spirituale del profeta Maometto.
"Dietro ogni grande Uomo, c'é stato un grande Gatto che ha mosso le fila della Storia e ha portato al potere il suo amico umano. Dalla regina Vittoria a papa Leone XII, da Lenin a Rosa Luxembourg, da Lincoln a Churcill: tutti i grandi della Terra hanno avuto gatti astuti consiglieri", si legge in copertina. E tanti sono i mici diventati famosi, per merito o a causa dei loro amici umani: chi non ricorda, ad esempio in tempi recenti, Socks, l'inquilino a quattro zampe bianco e nero della Casa Bianca ai tempi di Bill Clinton? Del resto a guardare i numeri, sembra che gli animali domestici siano una vera e propria passione per i presidenti degli Stati Uniti: in oltre due secoli solo in tre (Millard Fillmore, Franklin Pierce e Chester Arthur) non si sono circondati dell'affetto e della compagnia di un quadrupede. "La prima cosa che faccio ogni mattina? Do da mangiare ai mici", era solito dire George W. Bush.
Tra i felini di italiche origini, c'é il gatto di Mussolini, tanto amato dal Duce da farne collocare un suo ritratto nella Sala del Mappamondo di Palazzo Venezia. "Si può obiettare - ironizza l'autrice - che Tobia non lo aveva certo consigliato per il meglio, ma probabilmente anche lui non aveva voluto inimicarsi uno come Hitler". Insomma, a vederli così tutti insieme, uno dopo l'altro, coi loro nomi altisonanti o semplici nomignoli, i gatti di questo libro incutono un po' di soggezione. E allora, forse val la pena seguire il consiglio dell'autrice: "Ai gatti di Potere di ieri, di oggi e di domani... meglio tenerseli buoni!". (ANSA)
di Claudio Fascia
Gatti di potere - Un Libro al giorno - ANSA.it
Marina Alberghini Pacini