L'Unione Britannica dei Fascisti (British Union of Fascists, B.U.F.) è stato un partito politico attivo negli anni trenta del XX secolo nel Regno Unito. Il movimento, fondato nel 1932 da fuoriusciti dal Partito Conservatore e dal ministro laburista Sir Oswald Mosley, era la sintesi di numerose piccole formazioni fasciste.
La BUF è il principale movimento fascista britannico e, pur fondato in concomitanza temporale con l'ascesa del nazionalsocialismo in Germania, non assume il modello hitleriano, rivendicando un'affiliazione mussoliniana.
Dallo statuto di fondazione il partito appare come parte della destra rivoluzionaria e anti-reazionaria. Tra gli scopi che si prefigge vi è il sovvertimento del disinteresse britannico dalle cose continentali onde ricondurre il Regno nel suo contesto europeo. La parziale sconfitta nella Guerra dei cent'anni, in cui nel XV secolo gli inglesi furono costretti ad abbandonare le terre occupate su suolo francese, è vista come l'origine del progressivo distanziamento fra Europa e Isole britanniche.
La posizione politica rivela inoltre un messaggio ideologico: la Gran Bretagna dovrebbe individuare nella Francia il suo nemico storico (quale era fino all'Entente cordiale del 1902) e quindi stabilire un contatto con Italia e Germania i cui interessi di geopolitica sono in conflitto con quelli francesi. Di fatto la strategia d'azione aveva l'obiettivo di contrastare la potenza coloniale francese alleandosi con Potenze minori e desiderose di nuove annessioni territoriali. Il programma sociale del movimento fu esplicitato sin dai primi anni trenta: socializzazione delle aziende al di sopra una certa consistenza, attraverso un'Amministrazione Unica comprendente i dirigenti, gli operai e i consumatori. In caso di discordie insanabili, sarebbe dovuto intervenire d'autorità lo Stato.
Dal punto di vista politico, la BUF propose una revisione del suffragio, basato sul lavoro corporativo: la Camera dei Comuni non doveva più essere partitica, ma corporativa (ogni lavoratore vota un rappresentante della sua Corporazione).
La BUF adotterà presto la camicia nera, simbolo del fascismo originario, cioè quello italiano, come propria uniforme e soprattutto raccoglierà consensi proprio presso le tradizionali roccaforti laburiste: il movimento avrà i suoi sostenitori prevalentemente a Manchester e, in parte, Liverpool.
Dunque, il BUF attinge il suo elettorato nella classe proletaria (così come altri movimenti neofascisti, quali le Croci Frecciate in Ungheria), sottraendo voti al Partito Laburista. Proprio in ragione di ciò, in un primo momento, i Conservatori parvero disposti a tollerare l'anomalia di Mosley nel sistema inglese. Anche chiudendo un occhio sulle intemperanze crescenti dell'aggressivo fascismo britannico: il 1936, infatti, vedrà la sollevazione della BUF in difesa dell'impresa italiana in Etiopia e contro le sanzioni antitaliane decretate dal governo britannico e dalla Società delle Nazioni.
Nel 1940, con la dichiarazione di guerra dell'Italia a Francia e Gran Bretagna (10 giugno), il Parlamento britannico vara la legge 18B, che porterà alla detenzione del capo della BUF e allo scioglimento del partito.




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