11/05/2012 - Il fisco e le dichiarazioni infedeli dei professionisti
di Dipocheparole
Notai, architetti, avvocati, medici. E, in tutto, 190 milioni di imponibile Irpef che non finisce al fisco, più l’iva non pagata. Roberto Petrini su Repubblica ci spiega quali sono i metodi con cui le partite Iva evadono il fisco. Ecco lo schema di come è composta la torta dei contribuenti italiani:
E l’azione della Guardia di Finanza:
Nei primi quattro mesi dell’anno le Fiamme Gialle hanno passato al setaccio studi e ambulatori, loft di architetti e uffici di notai. Circa 2.000 i professionisti coinvolti, sparsi per l’intero territorio nazionale, da Nord a Sud, dai piccoli centri alle grandi città. Gli agenti li hanno selezionati utilizzando degli indicatori di rischio come la dichiarazione dei redditi, il tenore di vita e i precedenti giudiziari.
Ed ecco i metodi per frodare il fisco:
Prestazioni sottofatturate, materiali pagati in nero per non stonare con i pochi incassi regolari, spese gonfiate con l’espediente dell’«anticipazione per nome e per conto». Fino alla pura e semplice omissione di fattura. Con la frase di circostanza pronunciata dalla segretaria di turno: «Vuole la fattura o lo sconto?».
Un modo come un altro per fregare i contribuenti:
Come il medico di Terni con una Mercedes da 65mila euro e una dichiarazione dei redditi da 10. L’architetto di Ascoli Piceno che omette di dichiarare 1,1 milioni di euro e l’ingegnere di Caserta che ne occulta 1,3. O il notaio di Napoli che li batte tutti, evadendone 1,5 milioni. Alla visita degli agenti tante le reazioni scomposte. A Cremona un commercialista ha cercato di riprendersi la contabilità in nero frugando direttamente nella valigetta di un ufficiale delle Fiamme Gialle. Risultato: una denuncia.
Così evadono le partite iva





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