Il debito dello Stato è la ricchezza dei suoi cittadini.
Più debiti ha uno stato, e più ricchi sono i suoi cittadini.
Immaginate una qualsiasi comunità che diventa Stato che stampa il suo denaro...
Adesso riflettete: se lo Stato stampa tanto denaro quanto ne serve ai suoi cittadini per pagare le tasse, a fine anno i cittadini si troveranno in tasca esattamente il denaro che gli serve per pagare le tasse e (dopo il pagamento delle stesse) tutto il denaro messo in circolazione tornerà allo Stato.
Supponiamo, per semplificare, che in quello Stato i prodotti ed i servizi (il Pil) ammontino a 1000 denari (il denaro sia la valuta locale) e lo Stato pretenda il 50% del Pil in tasse... quindi il 1° gennaio lo Stato produca 500 denari e li spenda per comprare i prodotti ed i servizi che gli servono (quindi le spese dello Stato sono 500 denari, esattamente quanto le tasse incassate... quello Stato, dunque, realizza il pareggio di bilancio: la stessa cosa che i nostri parlamentari stanno votando in questi giorni come modifica costituzionale)...
I cittadini ricevono i 500 denari dallo Stato e se li scambiano (durante l'anno) tra loro comprando (ognuno dall'altro) i prodotti e servizi che gli servono.
A fine anno pagano le tasse (500 denari) ed ognuno di loro resta "senza un denaro".
Niente avevano (parlo di denari accumulati) all'inizio dell'anno e niente hanno dopo aver pagato le tasse di fine anno.
Cercate di capirla bene 'sta cosa qui, perché è qui che ci fottono quando vi raccontano le favole per gli idioti...
Riepilogando: se lo Stato gestisce il suo bilancio in pareggio (spende tanto quanto incassa), i suoi cittadini non possono risparmiare niente.
Adesso supponiamo che al governo vada il SICARIO il quale vuole addirittura avere un surplus di bilancio (spendere meno di quanto incassa in tasse) e provate ad immaginare cosa succede?
... Succede la cosa più semplice: i cittadini non possono pagare le tasse e vanno tutti in galera per evasione fiscale...
Se, ad esempio, ad inizio anno lo Stato comprasse 400 denari di prodotti e servizi, i cittadini dovrebbero (durante l'anno) ridurre del 20% (da 500 a 400 denari) il loro tenore di vita (e questa si chiama "recessione"), e se lo Stato, a fine anno, pretendesse ancora 500 denari di tasse, non potrebbero pagare perché avrebbero solo 400 denari a disposizione.
Quando lo Stato spende meno di quanto incassa, costringe i suoi cittadini ad indebitarsi (o, se ce l'hanno, ad attingere ai propri risparmi) solo per pagare le tasse.
Quindi, quando questo governo ed il precedente hanno accettato il fiscal compact (che per noi italiani significa la riduzione del debito pubblico dal 120% al 60%, nella misura di un ventesimo l'anno) hanno deciso di costringere gli italiani ad anni di recessione e di ripianare quell'eccedenza di debito con i loro risparmi (per ridurre il debito, lo Stato deve spendere meno di quanto incassa).
ECCO perché di questo fiscal compact non parla nessuno?
Adesso supponiamo che al governo vada un PARACULO, il quale decida di spendere più di quanto incassa (in tasse)... ovvero decide di gestire il bilancio pubblico in deficit.
Al 1° di Gennaio spende 600 denari ed a fine anno chiede gli stessi 500 di prima in tasse...
Lo Stato, dunque, a fine anno avrà avuto un deficit di 100 denari (che, anno dopo anno, si accumula nel famoso debito pubblico di cui si parla tanto) , mentre i cittadini avranno messo da parte (si chiama risparmio) gli stessi 100 denari (che, negli anni, si cumulano come, dall'altra parte, il debito pubblico). Il debito dello Stato, dunque, è il risparmio (la ricchezza) dei suoi cittadini.
Era quello che succedeva in Italia negli anni 70-80-90... prima dell'euro.
Deve preoccuparsi quello Stato per il suo debito pubblico?
NO.....!!!!!!!!
Fintantoché può stampare i denari che tutti i suoi cittadini accettano (perché è con i denari che si pagano le tasse... ) di cosa dovrebbe preoccuparsi: di sapere che ha un debito uguale al risparmio dei suoi cittadini?
Difatti, il governo giapponese ha un debito pari al 225% del Pil ed è tranquillo come una Pasqua (e paga tassi di interesse prossimi a zero).
Quando il governo deve preoccuparsi?
Quando non stampa più i denari.
Se non stampi più il denaro in cui sei indebitato e usi quello di qualcun altro, è quest'ultimo che ti tiene stretto per i marroni
Per questo quei politici italiani che hanno firmato il trattato di Maastricht, sono COLPEVOLI.
Se riesci (come fa l'America con il dollaro e la Germania con l'euro) a far usare il tuo denaro ad un altro paese, LO COLONIZZI.
Il perché è evidente: dovendo pagare le tasse in quella valuta, dobbiamo tutti correre come matti per procurarcela... significa vendere prodotti e servizi (cioè il frutto del nostro tempo e del nostro ingegno) a coloro che "producono" quella valuta (in questo caso la Bce... cioè la Germania).
Le colonizzazioni dell'Africa, America, Australia... etc... si compivano con una semplicissima mossa: imporre tasse alla popolazione locale, in maniera che questa fosse costretta a lavorare per procurarsi quella valuta (che era quella dei colonizzatori) con cui pagare quelle tasse...
Come fai a costringere un contadino in cima ad una montagna a lavorare per te?
Se quello ha la sua casa e si produce da solo tutto ciò che gli serve, se ne sbatte le palle di te e tutto quello che puoi offrirgli.
Gli dai dei soldi? ... E che se ne fa?
Gli prometti ricchi premi? ... E chi se ne frega?
Hai una sola possibilità: mettigli delle tasse da pagare nella tua valuta e minaccialo di mandarlo in galera se non le paga...
... L'hai fottuto...
Da quel momento in poi dovrà lavorare come un cane per procurarsi la valuta che gli serve per pagare le tasse.
Cercate di capirlo bene questo concetto perché è alla base delle colonizzazioni dei secoli scorsi e anche di quelle moderne (quella attuale, con l'euro, è a danno nostro...).




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