



_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()


Numa . è persona intelligente, ma il trabocchetto non ha funzionato.
_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()


Quando ho scritto il post iniziale, state sicuri che non m'illudevo che sarebbe stato lo spunto per qualcosa d'interessante.
Quello che però riesce ancora a meravigliarmi non è solo il livello di coglioneria che si riesce a raggiungere - questo è ampiamente scontato - ma la grottesca e patetica vanità di certe "firme".
Citazioni di D'Annunzio, di Nietzsche, di vaporose poesiole, perfino di un protagonista della tragedia nazionalsocialista come Goebbles, etc, e poi ... non sono in grado nemmeno di spremere fuori un pensierino piccolo piccolo su una cosa così semplice come due donne che camminano.
Una volta, quando stavamo organizzando la redazione di una rivista, mi capitò una ragazza (raccomandatissima) che circolò per qualche giorno per le stanze.
Non era capace di fare la ricerca di un documento, né negli schedari e nemmeno sul web. Scriveva come una ragazzina di seconda media. Ma questo non sarebbe stato un problema insormontabile: in un giornale, come nella vita, si possono fare buone cose anche senza avere queste abilità.
Per capire, però, la sua capacità di interagire con un ambiente dove circolano idee ed opinioni, ho cercato di fare almeno un po' di conversazione. Le ho chiesto, per esempio, di dirmi cosa le faceva venire in mente, di farmi un commento, dirmi insomma qualcosa - qualsiasi cosa - sulla testata scelta per la rivista che stavamo organizzando.
Mi guardò con gli occhi sereni, ci pensò un poco, si guardò intorno, giochicchiando con i fogli che aveva davanti e mi rispose: "Non lo so ... non mi viene in mente niente".
Probabilmente, se fosse stata su un forum, avrebbe riempito il vuoto della propria mente con un paio di stronzate e qualche insulto.




Da romano che si stava crogiolando al sole di Roma dopo diversi mesi di esilio in provincia, avevo il piacere di notare mille cose: vuoi che te le racconto tutte? Alcune intorno al tema dell'orgoglio. Non mi dispiacerebbe.
Ma quelle due ragazze mi hanno suggerito una domanda specifica su un aspetto specifico dell'orgoglio, che ho definito "nero" per un'evidente caratteristica estetica, plastica, che le distingueva.
Tu sei andata molto vicina a capire il senso della scena che ho descritto, quando dici "Numa la risposta l'hai già data, "ORGOGLIO NERO"dunque se ne deduce che sono orgogliose di essere di colore, e di aver conquistato un fetta di cultura occidentale,è questo che volevi dire? O è una provocazione per parlare di razzismo?"
Il dubbio suggerito da quella scena, ovviamente, non ha colore, ma riguarda tutti: è più fondato l'orgoglio di chi conserva pienamente le proprie radici, o quello di chi riesce a superare le proprie tradizioni e sentirsi protagonista di un diverso modello comportamentale?
Era importante, però, sottolineare la bellezza di quelle due figure: se la più "moderna" fosse stata la copia mal riuscita di una teenager europea, o quella più tradizionale un reperto un po' straccione della povertà africana, la risposta sarebbe stata tristemente facile. C'è quindi anche il problema di "come" si conserva o si rinnova.
Quanto al razzismo, non era nelle mie intenzioni: tutt'al più era nelle mie previsioni che sarebbe venuta fuori facilmente la solita idiozia simil-razzista nel commento di qualcuno. Ma questo è un problema sanitario, di igiene mentale.
Quelle due stesse donne, comunque, potrebbero essere inserite in un discorso completamente diverso, che ancora più dell'altro riguarda con evidenza tutti.
Quelle due ragazze orgogliose erano anche persone chiaramente privilegiate, appartenenti ad una classe sociale benestante, o più probabilmente ricca.
Direi che spiccavano nella folla così come spiccavano, in quelle stesse strade, le lucidissime auto blu o grigio metallizzato con autista rispetto alle automobili più normali, leggermente più impolverate, affaticate, di chi andava a lavorare o a portare la suocera a fare un'ecografia.
Discrasie del genere le possiamo vedere dappretutto, anche qui nel paese di provincia in cui vivo.
La domanda è: le donne che portano a passeggio il bambinetto, tutte ben agghindate e placide, scendendo dalla Scenic d'ordinanza - o dalla Mercedes 5000, come mi è capitato di vedere a Vigna Clara - in che rapporto stanno con altre donne che incontriamo la mattina alle 7 nelle stazioni della metro, infagottate nei giacconi, col telefonino incollato all'orecchio per gestire il traffico di mariti e figli?


Le principesse nilotiche erano orgogliose del loro fisico statuario! Scherno e irrisione sui ciccioni di merda!
Ultima modifica di Troll; 15-05-12 alle 11:11


PS - questa cosa dello "statuario" è diventata un po' come il ritmo nel sangue


Se non sono mai venute a contatto con la povertà , o non vedono e non considerano le donne che devono lavorare per tirare avanti , se ne fregano. Questo lo trovo molto brutto, perchè il fatto di essere benestanti non ti da il diritto di chiudere gli occhi verso chi è meno fortunato di te. Se ci pensassero sarebbero meno "orgogliose"
Ultima modifica di Ada De Santis; 15-05-12 alle 11:54
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Secondo me pensavano: "Aho! Ma che ci ha questo da fissarci il culo statuario? Abbèllooooo, smamma!"
I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)