Io sì, non so dire chi fu il genialoide che diede inizio a questa pratica, ma mi ricordo abbastanza bene che non era affatto raro imbattersi in banconote da mille lire sulle quali anonimi autori avevano vergato le più varie riflessioni, da dichiarazioni d'amore (o odio) per Tizio o Caia o per la propria squadra di calcio fino a riflessioni sui massimi sistemi (diciamo dallo "scemo chi legge" in su).
Per fortuna, pur così conciate, non perdevano il loro corso legale, quindi credo che per questo non si sia spenta fno all'arrivo dell'euro (scrivere sui biglietti da 5 € evidentemente non era la stessa cosa).




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e da Giordano Bruno discese Francesco Bruno..

