Tu lo vedi come un diritto appunto perché sei abituato a ragionare in termini di collettività, l'unica possibile dispensatrice di diritti ("cosa puoi fare") e di doveri ("cosa devi fare"). Ragionando dal punto di vista dell'individuo, quella di non essere incapace e quindi di subire la rottura di coglioni della collettività per qualsiasi cosa è una condizione dell'esistenza, non un diritto.
Per dire, ai tempi del mio povero nonno nessuno si sarebbe sognato di chiedere il permesso a qualcuno per abbattere un albero malato nell'orto di casa propria. Era un comportamento del tutto naturale. Oggi i comportamenti naturali quasi non esistono più: tutto deve essere regolamentato.





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