I tedeschi hanno rotto. Stanno facendo fallire un Paese (la Grecia) che ha certo molte colpe per una gestione della cosa pubblica corrotta e tratti criminosa. Ma quando un Paese è al collasso e fa parte dei tuoi alleati dovresti comunque aiutarlo, non dissanguarlo finché puoi. I creatori delle prime comunità europee (Adenauer, Schuman, De Gasperi, tutti e tre di cultura germanica, sebbene provenienti da Paesi differenti) si basavano su concetti come solidarietà e bene comune. Oggi noto solo la volontà revanscista tedesca di tornare ai confini del 1914 e sbattere verso il Nordafrica i Paesi sudeuropei dopo averli prosciugati. Non è questa la mia idea di Europa alla quale avevo convintamente aderito, forse lasciandomi abbindolare ingenuamente dalla propaganda europeista brussellese, un modo per coprire i veri intenti della Germania. Finché non noto grandi cambiamenti non mi definirò più europeista perché questa folle politica della signora Merkel porta solo a una guerra tra popoli e poco conta se combattuta a suon di cannoni o con il più "pulito" rigore finanziario. Per chi definisce "socialista" o "sovietica" la politica europea, vi dico semplicemente che state sbagliando di grosso. Questo è nazionalismo e nazismo allo stato puro, lasciate stare Marx, Engels e Lenin, questa è una guerra del grande capitale della formdabile locomotiva tedesca che sta spianando la Grecia e che non ha nessuna remora a travolgere altri Paesi, forse spendaccioni e sgovernati, ma comunque dignitosi e meritevoli di ben altro trattamento. Non si vogliono creare gli Stati Uniti d'Europa e nemmeno un'Europa dominata economicamente e politicamente dalla Germania: i tedeschi vogliono il Quarto Reich, con loro al comando e noi nella parte, se va bene, dei servi della gleba. Se queste sono le condizioni, occorre un'opposizione dura e inflessibile di tutti i popoli europei contro questo disegno perverso. Pensavo che in sessan'tanni e passa i tedeschi fossero radicalmente cambiati: mi accorgo che, con ogni evidenza, mi ero completamente sbagliato.




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