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Discussione: Mondo

  1. #1
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    Predefinito Mondo

    Bolivia . Morales nazionalizza elettricità e ferrovie

    Pian piano le promesse fatte in campagna elettorale dal presidente boliviano Evo Morales si stanno concretizzando. Dopo la nazionalizzazione dei più importanti settori commerciali del paese, come quello degli idrocarburi, dell’estrazione del litio, delle telecomunicazioni e delle miniere, arriva il turno di elettricità e Ferrovie. La notizia della volontà di nazionalizzare anche questi due settori è stata diffusa dallo stesso presidente Evo Morales che a margine di una conferenza ha fatto sapere che per la messa in opera del progetto manca solo "di decidere i tempi e valutare le modalità dell'operazione, oltre alla quantità di denaro che dovrebbe essere sborsata dallo Stato".
    Durante il discorso il primo presidente aymara della Bolivia ha sottolineato come molte delle imprese che negli ultimi vent'anni erano state privatizzate sono oggi tornate sotto controllo dello Stato. "Non abbiamo ancora recuperato tutto - ha detto Morales - e da un momento all'altro potrebbero esserci delle sorprese. Posticipare ancora le prossime statalizzazioni sarebbe un grave errore".


    V.C.U.
    Muntzer il Sopravvissuto

  2. #2
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    Peru'. Il governo lancia la caccia ai leader indigeni: tre giorni di scioperi

    Il governo peruviano continua a perseguire la criminalizzazione dei popoli indigeni. Una corte penale di Lima ha emesso infatti ieri cinque ordini di cattura nei confronti di altrettanti dirigenti indigeni promotori della massiccia mobilitazione delle comunità native dell’Amazzonia contro la politica di sfruttamento delle risorse naturali del governo, sfociata a Giugno nella strage di Bagua, quando decine di indigeni furono uccisi negli scontri con le forze di sicurezza. Alberto Pizango, presidente dell’Associazione interetnica di sviluppo della selva peruviana (Aidesep) e quattro alti esponenti della stessa organizzazione sono ora accusati di reati contro l’ordine pubblico, apologia della sedizione e sollevazione contro lo stato; Pizango era stato costretto a rifugiarsi presso l’ambasciata di Managua a Lima che gli ha concesso asilo politico e si trova al momento in Nicaragua. Il mandato contro Pizango è stato inviato alla Direzione delle migrazioni per avviare le procedure di richiesta dell’estradizione. La mobilitazione in Amazzonia si era conclusa alla fine del mese scorso dopo che il governo aveva accettato di sospendere due controversi decreti legislativi approvati dal Parlamento e ritenuti lesivi dei diritti dei popoli originari sulla gestione delle risorse presenti nei loro territori ancestrali. I due decreti fanno parte di un più ampio pacchetto di misure necessarie per adeguare la legislazione nazionale al Trattato di libero commercio (Tlc) con gli Stati Uniti, entrato in vigore a Gennaio, che da oggi tornano ad essere al centro di una nuova e ampia mobilitazione che vede coinvolti al fianco delle organizzazioni indigene amazzoniche i principali sindacati peruviani; per tre giorni sono stati convocati al livello nazionale scioperi e manifestazioni a cui il governo ha finora risposto offrendo ‘buoni’ pari a 20 soles (circa 6,6 euro) a ciascun lavoratore che si recherà normalmente al suo posto di lavoro. Il ministero di Giustizia ha minacciato le organizzazioni promotrici della nuova mobilitazione ricordando che per i responsabili di blocchi stradali e di ‘attentati all’ordine pubblico’ sono previste pene fino a 10 anni di carcere. Il governo ha disposto anche l’intervento delle forze armate al fianco della polizia per “garantire il normale funzionamento dei servizi essenziali”.

    V.C.U.
    Muntzer il Sopravvissuto

  3. #3
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    Afghanistan
    Sanguinoso attentato a Kabul. Venticinque morti

    Almeno 25 persone, tra cui quattro poliziotti, sono rimaste uccise in un attentato con camion-bomba rivendicato dai talebani in una strada molto trafficata della provincia di Logar, 30 chilometri a sud di Kabul. L'esplosione, ha precisato la polizia, e' avvenuta nel distretto di Mohammad Agha, sulla strada che collega la capitale alle province del sud-est confinanti con il Pakistan (in particolare Paktika, Paktia e Khost). L'attentato e' stato rivendicato all'Afp da un portavoce talebano, Zabihullah Mujahed, secondo il quale 16 kamikaze sono gia' entrati a Kabul per compiere un'ondata di attentati suicidi, a poche settimane dalle elezioni presidenziali, le seconde nel Paese, e provinciali del 20 agosto.

    V.C.U.
    Muntzer il Sopravvissuto

  4. #4
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    Afghanistan
    Arrivano nuove truppe italiane per il fronte di guerra

    Altri cinquecento militari italiani inviati in Afghanistan per le elezioni presidenziali afghane del 20 agosto ''e' gia' arrivato''. Lo ha confermato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, precisando che ''l'impegno medio nel Paese nei prossimi quattro mesi ammontera' a circa 3.250 militari, incluso il contigente inviato per le elezioni''. ''Il periodo di schieramento - ha spiegato il ministro - dovrebbe concludersi nel prossimo novembre''.Le altre nazioni impegnate militarmente in Afghanistan hanno ''un minimo di perplessita''' per il fatto che i cacciabombardieri italiani non sono autorizzati a fornire un supporto di copertura alle truppe. Lo ha fatto sapere il ministro della Difesa Ignazio La Russa, nel corso di un'audizione davanti alla commissioni Esteri e Difesa riunite di Camera e Senato. ''I nostri soldati, in questa fase particolarmente delicata, hanno richiesto un supporto aereo di copertura'', ma i cacciabombardieri italiani, cosi' come quelli tedeschi, ''sono autorizzati solo per il monitoraggio'', a differenza dei velivoli di Paesi come Stati Uniti o Olanda, ha detto La Russa, spiegando che il comando militare italiano ha segnalato che ''da parte delle altre nazioni c'e' un minimo di perplessita' su questa diversita'''.

    V.C.U.
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  5. #5
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    Filippine
    Si riapre il negoziato tra i guerriglieri maoisti e il governo. I colloqui si svolgeranno a Oslo


    I maoisti e il governo avrebbero accettato di riaprire i negoziati di pace sospesi quattro anni fa; lo riferiscono oggi fonti delle due parti. I colloqui dovrebbero svolgersi a Oslo, in Norvegia, nazione che avrà il ruolo di facilitatore e che già lo scorso mese ha ospitato un incontro informale preparatorio dell’annuncio odierno. Non è stata comunicata una data ufficiale del riavvio dei negoziati, ma il portavoce dei guerriglieri ha detto che si stanno preparando per incontrarsi durante il mese di Agosto. Il partito comunista delle Filippine, messo al bando in patria, e il suo braccio militare ‘Nuovo esercito del popolo’ (Npa) sono in guerra con il governo centrale da quattro decenni; la formazione, che si rifà all’ideologia rivoluzionaria maoista, afferma di combattere per giungere a una vera riforma agraria – uno degli problemi sociopolitici ancora aperti nelle Filippine - che dia la terra ai contadini togliendola ai latifondisti. La trattativa per il riavvio dei negoziati è stata resa più facile dalla rinuncia dei ribelli alla precondizione di vedere tolti il partito e il Npa dalla lista delle organizzazioni “terroriste” in cui erano stati inseriti nel 2005 da Stati Uniti, Australia e paesi europei, una cancellazione che, a loro dire, doveva essere ottenuta da Manila. Da parte sua il governo non ha preteso un cessate-il-fuoco nel corso dei negoziati e garantito comunque l’immunità ai capi guerriglieri, alcuni in esilio all’estero, dal 17 Luglio alla conclusione dei colloqui di pace. Si stima che dal 1969, anno dell’inizio dell’insurrezione, siano morte almeno 40.000 persone. La guerriglia maoista, presente prevalente nel centro del paese, è uno dei due fronti ribelli aperti nelle Filippine, l’altro è la guerriglia musulmana nel sud, in particolare quella del Fronte di liberazione islamico moro (Milf), con cui ad agosto dello scorso anno si era giunti molto vicini all’accordo, prima di deragliare con conseguente ripresa degli scontri.

    V.C.U.
    Muntzer il Sopravvissuto

 

 

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