La Fed stampa dollari a pieni giri (intorno al 20% annuo), mentre la Bce ha sfiorato lo zero a luglio 2011 e adesso è poco sopra il 2.0%.
Questa è la politica demenziale (o, se preferite, criminale) che sta mettendo l'Italia in ginocchio: dobbiamo ai banchieri centrali europei l'impoverimento del nostro paese; e dobbiamo ai nostri inutili politici l'accettazione di politiche d'austerità talmente fallimentari che questi sono i......risultati.
E dobbiamo anche alla rassegnazione degli italiani il non aver reagito adeguatamente, alle "cure" disastrose cui sono stati sottoposti.
Ci stanno conducendo al mattatoio senza che da parte nostra ci sia una qualche reazione seria, invece, tutto si riduce a qualche pittoresca protesta di qualche simpaticone bergamasco che "assalta" gli uffici di Equitalia per fare un po di casino.
Sicché l'indice della produzione industriale è ripiombato a 84...... il livello degli anni 80... 30 anni fa.
Abbiamo consentito ad un buffone truccato da unto dal Signore di condurci sull'orlo del precipizio, ed a un professore innamorato della Germania di spingerci dentro a piena forza.
Il buffone l'abbiamo eletto due volte quasi consecutive, senza neanche accorgerci che il paese stava affondando già dal 2001. Sarebbe bastato consultare i dati Istat per accorgercene e, invece, s'è preferita la sua narrazione che dipingeva un paese incantato dove albergava allegria e prosperità.
Il professore, invece, ci vuole manifestamente costringere a diventare tedeschi... e lo fa a calci in culo e vergate, come facevano i vecchi maestri di scuola elementare negli anni 50.
Dal 1992 ad oggi, al ministero dell'economia, abbiamo avuto il gotha della finanza italiana: Carli, Barucci, Ciampi, Dini, Visco, Tremonti, Siniscalco, Padoa Schioppa, Grilli, Monti... tutti governatori o direttori generali di Banca Italia oppure professori luminari di chiara fama internazionale...
Eppure: siamo partiti (nel 1992) con il 120% di debito sul Pil e... siamo ancora li, nonostante, nel frattempo la pressione fiscale sia aumentata di 6.5 punti (circa 100 miliardi l'anno) e lo Stato abbia venduto i suoi gioielli (Telecom, Enel, Eni... etc..).
Nonostante 100 miliardi l'anno di maggior tasse... nonostante la vendita massiccia di aziende pubbliche... nonostante i migliori cervelloni finanziari messi al servizio dell'economia e della finanza di questo paese, siamo come eravamo: 120% era e 120% è.Non solo: prima del 1992 l'Italia cresceva ad un tasso medio del 2.5% l'anno, dopo, invece, siamo... ritornati indietro... ed adesso siamo precipitati al livello dei primi anni 80.
Abbiamo esaurito tutte le risorse... ci resta solo il Papa... ammesso che riuscisse davvero a fare miracoli.
Così qui, non c'è più futuro non ci sarà più per parecchi anni a venire...... e, dopo, quando dovrebbe pur esserci una qualche ripresa, questo paese non sarà più lo stesso di prima: più povero, più cattivo e trasformato nei suoi comportamenti di base.
L'ultima spiaggia sarà l'elezione del 2013: se questi partiti (Pdl, Pd e Udc) di inutili parolai saranno spazzati via, allora si potrebbe ancora sperare di uscire dall'euro e salvare il salvabile. Diversamente sarà la fine.
Basterebbe osservare la situazione dei paesi che fanno parte della UE ma che non aderiscono all'euro non sono toccati neanche di striscio dalla crisi, e confrontarla con quelli (Germania esclusa) che l'euro l'hanno adottato per capire quanto quella valuta sia stata una disgrazia epocale per questi ultimi.
Eppure, tutti i giorni, troviamo qualche "simpaticone" pronto a spiegarci che razza di disastro sarebbe uscirne (dall'euro), senza però indicarci una via alternativa a questo suicidio di massa.
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