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Discussione: Il crepuscolo dei re

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    Predefinito Il crepuscolo dei re

    Il crepuscolo dei re

    Non voglio insegnare a nessuno quello che accadde nell'anno 1860 nel Regno delle Due Sicilie, ma la mia curiosità mi impone di pormi delle domande finchè l'arcano non viene svelato.

    Quel che mi appare strano è il come una nazione possa cedere sotto l'impeto di 1000 pendagli da forca comandati da un pirata nizzaro senza offrire una benchè apparente resistenza.

    Operazioni di questo genere, anche se coadiuvate da potenze straniere non hanno alcuna possibilità di riuscita a meno che …....

    Torniamo indietro di qualche anno e li cominciamo a vedere realmente che cosa accade.

    Siamo nel 1848, Ferdinando II, sovrano amato dal popolo (per dirlo alla francese sanculottes per distinguerlo dalla borghesia) tenta, dietro influssi liberali e per il suo spirito di giustizia, di concedere la Costituzione, cioè una serie di diritti di autonomia ad un Parlamento legittimamente eletto dal popolo (in questo caso però non è lo stesso popolo di prima), in tutto il regno vengono eletti i deputati che, stranamente, il giorno della Prima Sessione iniziano ad emettere emendamenti alle leggi costituzionali al fine di detronizzare Ferdinando, emendamenti comunque non previsti dalla Massima Carta.

    Il re, visti i diritti concessi dalla Carta costituzionale, lo scioglie e indice nuove consultazioni.

    Il nuovo Parlamento che così si riunisce era composto, come il precedente, da “borghesi” o meglio da boiari, commercianti, notai e avvocati, in pratica da quelli che oggi definiremmo radicali oltransisti massoni e che allora si chiamavano “carbonari”.

    Ferdinando per evitare problemi ordina alle truppe di rimanere nei loro quartieri, però un piccolo drappello di svizzeri, probabilmente ubriachi, circola nella zona prossima al Parlamento senza però dirigervi.

    “I soldati, i soldati vogliono chiudere il Parlamento” urla una voce nell'aula e parte la rivolta, quei pochi soldati sventurati vengono così sventrati dai parlamentari inferociti che poi erigono barricate nel centro di Napoli.

    A farla breve Ferdinando è costretto ad agire con la forza per ripristinare l'ordine e lo stesso vale in Sicilia dove si è avuto lo stesso tipo di insurrezione ma con finalità molto più eversive.

    Ovviamente ci sono stati dei morti da una parte e dall'altra (chissà poi perchè si parla solo di quelli di una parte) e al termine della rivolta durata un bel pò, i capi vengono arrestati e processati, molti vengono condannati a morte ma a parte qualche caciocavallo appeso in piazza, il re commuta le pene in carcere duro o esilio.

    Quindi i giovani parlamentari superstiti hanno continuato, di nascosto s'intende, a tramare, alcuni poi sono diventati generali o ministri (che bello!!!).

    Coabitare con le serpi si rischia prima o poi di essere morsi e così avvenne, Ferdinando venne ferito da un certo Milano e in seguito alle infezione passò a miglior vita nel 1859 passando la palla al figlio Francesco, intanto, nel decennio trascorso, i congiurati hanno continuato a minare le fondamenta del regno conquistando la simpatia dei nobili e del ceto medio e di parte della famiglia reale che probabilmente era risentita dal fatto di essere posta in secondo piano nella gerarchia del regno.

    Mentre dall'interno si provvedeva a disgregare la classe politica e militare del regno, dall'esterno gli esiliati, bravissimi nel piangere miseria nei circoli culturali europei, si adoperavano per l'isolamento politico del loro sovrano che aveva fatto grazia della loro vita di cospiratori (bel ringraziamento).

    Ovviamente questo non era sufficiente, infatti gli inglesi, memori della beffa dello zolfo, erano pronti a render pan per focaccia al Borbone e magari ad impossessarsi anche della Sicilia, vera e propria portaerei nel cuore del Mediterraneo (avevano già Malta che avevano strappato ai Cavalieri di San Giovanni a cui era stata donata proprio dal re di Napoli) in prospettiva del futuro canale di Suez, poi c'erano i francesi, altro popolo ingordo di terre (ma non ditelo a Holland, potrebbe arrabbiarsi e invaderci).

    Questo mix di situazioni unito alla pretesa dei popolani di avere le terre a loro promesse da re e non concesse dall'amministrazione fece si che l'avventura del pirata nizzardo fosse una quasi passeggiata fino a Napoli.

    Alla rilettura dei fatti appena elencati constato quindi che il Regno delle Due Sicilie, o meglio, la dinastia dei Borbone, era destinata a tramontare e a cedere il passo ad una probabile repubblica o un'altra dinastia (altri stranieri). Francesco sarebbe in ogni caso stato l'ultimo dei Borbone di Napoli.

    Non so quindi il destino che avremmo avuto se il pirata non avesse accellerato la caduta, molto probabilmente noi avremmo avuto una dittatura massone con la protezione dell'Inghilterra o della Francia, un'altra colonia quindi.



    Il crepuscolo dei re
    Ultima modifica di x_alfo_x; 19-07-12 alle 01:07

 

 

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