
Originariamente Scritto da
tolomeo
Ma se il Cav. va in ritiro che si fa?
di Peppino Caldarola
Partenza moscia per il congresso del Pd. I due candidati hanno parlano senza creare entusiasmi né drammatici dissensi. Il senatore Ignazio Marino si prepara a rappresentare il fronte laico ma non solleciterà grandi emozioni. I rutelliani si apprestano a sostenere Franceschini fra molti mal di pancia.
Attorno al segretario si va formando un Correntone informe che non lascia capire qual è la riposta alla crisi del Pd. Il Congresso rischia di trasformarsi in qualcosa di simile agli ultimi appuntamenti del Ps francese dove lo scontro fra i candidati via via si faceva più caldo nell’indifferenza totale dell’opinione pubblica.
Neppure chi, come il sottoscritto, è molto critico nei confronti del Pd può gioire per questa situazione.
L’Italia ha bisogno di una opposizione robusta che possa rappresentare una solida alternativa al governo attuale. Invece niente. Infuria il dibattito, a cui si dedica con rinnovata energia Massimo D’Alema, sul dopo Berlusconi ma non si intravvede traccia di questo declino del premier se non nella sua ormai lunga carriera.
L’idea, ventilata ieri da Francesco Verderami sul “Corriere”, che Berlusconi possa per qualche tempo ritirarsi dalla scena politica scegliendo un profilo più discreto
rischia di ammazzare i giornali (

repapelle: ) e di togliere all’opposizione gran parte della sua ragione di essere.
Forse il problema che i candidati dovrebbero risolvere è quello di immaginarsi quel che farebbero senza il premier.
Altrimenti saranno loro a cantare: «Meno male che Silvio c’è».
http://www.ilriformista.it/stories/Italia/71073/