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Discussione: La morte

  1. #11
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    Predefinito Re: La morte

    Citazione Originariamente Scritto da Domenico
    Quando un peccatore si converte ed accetta Gesù nella sua vita, si verifica in lui, per l’intervento divino, una risurrezione spirituale, visto che il peccatore è morto nei falli. Morti nei falli, significa separato da Dio. Con la risurrezione spirituale, il peccatore viene riabilitato ed acquista quello che il peccato gli ha portato via.
    Fino adesso ho scritto che la separazione da Dio è un peccato ( e non andava bene ) . Adesso tu scrivi esattamente la stessa cosa ( ????) Bisognerebbe decidersi....

    Però vedo ancora un pò di confusione nella frase successiva. ( Sarò un pò pignolo , ma è meglio precisare...)
    "Con la resurrezione spirituale il peccatore viene riabilitato..." (?????)

    E' proprio il contrario...
    Eliminando la separazione con Dio eliminiamo non solo il peccato originale, ma TUTTI i peccati; solo allora può avvenire la Resurrezione Spirituale.
    E quando avviene questa UNIONE con Dio ci accorgeremo che non esiste nessun altro peccato all'infuori di quello.( Del peccato originale che ha causato la nostra separazione con Dio )
    E' il peccato originale che ha generato TUTTI gli altri peccati ( compreso anche quello di aver perso l'immortalità, ovvero la comprensione che la morte non esiste).
    Eliminando la Causa Prima della nostra separazione con Dio si eliminano anche tutte quelle sucessive.

    Non a caso Cristo viene definito "Secondo Adamo"....perchè ha ci ha reso consapevoli che questa separazione è una NOSTRA scelta. ( Non è una punizione di Dio )
    Ultima modifica di Z4rdoz; 27-05-12 alle 10:45

  2. #12
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    Predefinito Re: La morte

    Citazione Originariamente Scritto da nomeutente Visualizza Messaggio
    Se non il più temuto, il più potente dei nemici dell'uomo.

    Il suo potere si manifesta nel mentre si fa certo che arriverà a bussare anche alla nostra porta, nel mentre ci toglie via i più cari, figli, fratelli, genitori, amici, in maniera lenta o improvvisa che sia.

    Attesa, cercata o inaspettata che fosse i suoi passi non temono ostacolo.

    L'uomo poi, a differenza di altri esseri, ha certa consapevolezza che arriverà il tempo della sua fine.

    Benchè l'argomento possa sembrare poco adatto e stimolante per alcuni, per altri può risultare bene parlarne.

    Quale risposta, quale spiegazione?
    Quale risposta, quale spiegazione?


    Lamorte (per un cristiano) è ciò che è dovuto al diavolo - perchèsecondo le leggi di Dio a causa della disobbedienza di Adamo e daallora in poi, tutti dobbiamo morire per la disobbedienza. Come dice laScrittura - “per mezzo di un sol uomo (Adamo) il peccato è entratonel mondo e per mezzo del peccato la morte, così lamorte si è estesa a tuttigli uomini, perchè tutti hanno peccato”(Rm.5:12).
    E certamente siamo “tutti condannati a morte”! Anche se i governi e idiritti loro - sono contro la “condanna a morte” questa non la sipuò abolire, giacchè è il “salario del peccato”. Maimmediatamente, nell'attimo che il cristiano muore (e l'esecuzionedella legge porta via la vita fisica. Gen.2:17), vieneistantaneamente liberato spiritualmente, liberato dalla carne nelmondo dello Spirito. Per questo il caro Paolo disse e sbandierò infaccia alla morte: “O morte, dov'è il tuo dardo? O morte dov'è latua vittoria?”. In altre parole dobbiamo morire per pagare la pena,ma Gesù ha tolto il dardo.
    E questa èuna vittoria vuota per la morte, per il diavolo, perchè non puòaverci e in un certo senso per il cristiano, è un'uscita disicurezza, giacchè il potere della morte non può averlo e prenderloveramente. Anche se al diavolo è permesso di riscuotere il debito,esso gli sfugge di mano. Ecco perchè Gesù ha detto: “nongusterete la morte”(Mt.16:28). Naturalmente, sta parlando spiritualmente, perchè tuttimoriamo (credenti e non), giacchè “è stabilito che gli uominimuoiono una volta sola”; ma noi (che amiamo Gesù) non moriremo maiveramente nel senso di morte spirituale, né proveremo l'agonia dellamorte e separazione da Dio, grazie al sacrificio e all'espiazione diGesù.
    LaScrittura dice che questo è il motivo per il quale il caro Gesùvenne al mondo: “..affinchè per la grazia di Dio gustassela morte per tutti... Perdistruggere,mediante la suamorte, colui che ha l'impero della morte,cioè il diavolo, eliberare tuttiquelli che per il timoredella morte erano tenuti in schiavitù per tutta la vita” (Eb.2:9,14,15).


  3. #13
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    Predefinito Re: La morte

    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  4. #14
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    Predefinito Re: La morte

    Dipende dall'importanza che si da alla materia e all'illusione della vira...se si da' grande importanza a cio' la morte e' una grande tragedia e fonte di estrema sofferenza (e ci sono momenti in cui ho difficolta' a dominarla).

    Io credo che ogni cosa e ogni essere, il mio e' un atto di fede, siano destinati - alla fine, secondo dinamiche che gli iniziati indagano - ad unirsi all'Assoluto...che non muore...che non e' nato.

    La morte non esiste se siamo disposti a morire prima della morte.
    Gioia e dolore hanno il confine incerto...

  5. #15
    .
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    Predefinito Re: La morte

    La morte è il mistero. Tutto quello che ne sappiamo è solo per sentito dire. L'esistenza dopo la vita, un atto di Fede.
    Quello che invece possiamo conoscere è la dinamicità della vita, che ci può informare un poco sull'evento della morte.

    La nascita è il momento del passaggio dalla virtualità del seme, invisibile ad occhio nudo, alla specificazione fenomenica di un corpo planetario interamente formato, composto di un certo numero di elementi, altrimenti inerti, privi di forma e autonomia propria (carbonio, ossigeno, azoto, idrogeno, in maggior parte). Si può dire che in origine troviamo una qualche energia creativa allo stato indifferenziato la quale, scendendo nella materia, le conferisce vita e forma.
    Come l'insieme è sempre qualcosa più delle semplici parti che lo costituiscono, così il corpo planetario, dotato di volume e possibilità di movimento, è una prima chiara espressione della Coscienza.
    Il corpo cresce, si nutre e invecchia logorandosi; va dalla propria origine alla propria fine. Con il corpo ha origine anche il divenire, e il limite di questo divenire, lo chiamiamo morte. Ma con il corpo, con la materia, non cessa l'attività dell'energia creatrce, causa della sua genesi.

    La morte potrebbe essere null'altro che il ritorno allo stato non specificato di quest'energia, il riassorbimento negli spazi cosmici sottili e più affini alle sue qualità. La vita è la Scuola da cui dipende la qualità di questo riassorbimento. Certe esperienze sono più utili di altre, ma allo stesso tempo possono anche non essere necessarie. Comunque vada gli elementi planetari vengono restituti alla terra, che si nutre di noi, come i vermi si nutrono dei sali e dei succhi della decomposizione. La qualità dell'esistenza dopo la morte dipende dal trascorso in quest'esistenza, in cui la coscienza si arricchisce in conoscenza e consapevolezza, attraverso grandi sforzi e sofferenze interiori.
    Ultima modifica di donerdarko; 28-05-12 alle 20:53
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  6. #16
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    Predefinito Re: La morte

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Fino adesso ho scritto che la separazione da Dio è un peccato ( e non andava bene ) . Adesso tu scrivi esattamente la stessa cosa ( ????) Bisognerebbe decidersi....

    Però vedo ancora un pò di confusione nella frase successiva. ( Sarò un pò pignolo , ma è meglio precisare...)
    "Con la resurrezione spirituale il peccatore viene riabilitato..." (?????)

    E' proprio il contrario...
    Eliminando la separazione con Dio eliminiamo non solo il peccato originale, ma TUTTI i peccati; solo allora può avvenire la Resurrezione Spirituale.
    E quando avviene questa UNIONE con Dio ci accorgeremo che non esiste nessun altro peccato all'infuori di quello.( Del peccato originale che ha causato la nostra separazione con Dio )
    E' il peccato originale che ha generato TUTTI gli altri peccati ( compreso anche quello di aver perso l'immortalità, ovvero la comprensione che la morte non esiste).
    Eliminando la Causa Prima della nostra separazione con Dio si eliminano anche tutte quelle sucessive.

    Non a caso Cristo viene definito "Secondo Adamo"....perchè ha ci ha reso consapevoli che questa separazione è una NOSTRA scelta. ( Non è una punizione di Dio )
    Le precisazioni sono molto importanti almeno per non essere fraintesi e per non falsare la verità.

    Cominciamo con il precisare che, quando nomeutente ha aperto la discussione sulla morte, credo che egli si riferiva alla morte fisica. Se questo era il suo scopo e il suo obbiettivo (e credo che non c’era un altro sottofondo), tutti i nostri interventi, dovrebbero convergere su questo punto, come anche le nostre considerazioni e i nostri approfondimenti, non avrebbero l'obbligo di vagare altrove, toccando campi che non rientrano nel pensiero dell’autore.

    Scontato che la morte è quella fisica, cioè del nostro corpo formato dalla polvere della terra, bisogna subito precisare (visto che chi ha formato l’uomo e gli ha dato l’alito vitale, è stato Dio, stando al racconto della Genesi) bisogna vedere e capire se era nell’intenzione di Dio, che l’uomo da Lui messo all’esistenza, possedesse le caratteristiche dell’immortalità, per non ritornare in polvere, come avvenne in seguito.

    Se si considera obbiettivamente quest'elemento, non avrebbe senso di logicità che Dio avesse messo all’esistenza un essere umano con la precisa determinazione di farlo morire; tutto il lavoro di Dio nel formare l’uomo, apparirebbe come una farsa, privo di un qualsiasi valore. Mentre, se si valuta giustamente che fu l’uomo, con la sua libera scelta che determinò il disfacimento del suo corpo, cioè la morte fisica, l’argomento appare di beni altra prospettiva.

    Si sa dal racconto della Genesi che, il Creatore, nel mettere l’uomo nel giardino dell’Eden, gli ordinò di non mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, perché nel giorno che ne avesse mangiato, sarebbe morto. Quindi, da queste parole appare chiaro che, il fine di Dio, non era quello di far morire fisicamente l’uomo.

    Anche se il libro della Genesi parli di una sola morte, cioè quella fisica, non si può escludere che dal racconto biblico traspaia una seconda morte, quella spirituale, che, essenzialmente costituisce la separazione da Dio.

    Non viene precisato quanti anni aveva Adamo, quando trasgredì l’ordine di Dio; però, nel giorno che egli mangiò il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, non morì fisicamente, visto che la sua morte fisica avvenne quando egli raggiunse novecentotrenta anni. Se la morte fisica non avvenne nel giorno che Adamo mangiò il frutto proibito, in quel giorno, però, morì spiritualmente, e, come conseguenza di questo nuovo stato che si determinò, non solo venne messo fuori dal giardino, quindi separato da Dio, ma causò anche la morte fisica per tutta la sua discendenza. Questa verità è chiaramente affermata da Paolo, nel capitolo 5 della sua epistola ai Romani.

    Quindi, la morte fisica, non è altro che la causa del peccato originale. Come Adamo è stato portatore di morte all’intera umanità, Cristo, il secondo Adamo, è stato il portatore di vita, non quella fisica, naturalmente, bensì quella spirituale. Paolo, chiarisce molto bene questo punto della verità, quando afferma: Infatti, se per la trasgressione di uno solo la morte ha regnato a causa di quell’uno, tanto più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia, regneranno nella vita per mezzo di quell’uno che è Gesù Cristo (Romani 5:17).

    È molto importante tenere presente il RICEVERE, da parte dell’uomo l’abbondanza della grazia, e il dono della giustizia, che indica un’azione personale e di libera scelta, per regnare nella vita per mezzo di Gesù Cristo.

    Infine, affermare “Non a caso Cristo viene definito "Secondo Adamo"....perché ha ci ha reso consapevoli che questa separazione è una NOSTRA scelta. ( Non è una punizione di Dio )”, non è proprio così. La scelta di essere separato da Dio, messo fuori dall’Eden, non fu presa da Adamo di sua iniziativa e per libera scelta, ma fu la condanna che ricevette per evere disubbidito a Dio.

  7. #17
    chi è l'uomo?
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    Predefinito Re: La morte

    Citazione Originariamente Scritto da Dev Visualizza Messaggio
    solo nella morte tutto rinasce
    nell'osservare che mentre qualcosa muore c'è qualcos'altro che nasce, si scopre che ogni cosa ha un suo tempo

    è come vedere un soffio, un alito di vita, un respiro nelle cose
    ........ma il dono di Dio è la vita eterna, in Cristo Gesù, nostro Signore.
    (Romani 6:23)

    chiese e comunità cristiane evangeliche

  8. #18
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    Predefinito Re: La morte

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Al di là delle vane parole, sai come si fa? Senza propinare le sole frasi fatte che nulla significano?
    Le spirali della morte sono troppo penetranti e potenti nei loro effetti, talmente tangibili e reali che sarebbe ingiusto negarne, ignorarne l'esistenza.

    Ciò potrebbe essere come estranearsi nella dimensione di un sogno dal risveglio molto infelice.
    ........ma il dono di Dio è la vita eterna, in Cristo Gesù, nostro Signore.
    (Romani 6:23)

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  9. #19
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    Predefinito Re: La morte

    Citazione Originariamente Scritto da Domenico Visualizza Messaggio
    Infine, affermare “Non a caso Cristo viene definito "Secondo Adamo"....perché ha ci ha reso consapevoli che questa separazione è una NOSTRA scelta. ( Non è una punizione di Dio )”, non è proprio così. La scelta di essere separato da Dio, messo fuori dall’Eden, non fu presa da Adamo di sua iniziativa e per libera scelta, ma fu la condanna che ricevette per evere disubbidito a Dio.
    Questa è una contraddizione.
    Dio non può pentirsi di aver cacciato l'uomo dal Paradiso e mandare Cristo, ovvero se stesso, per rimediare a questa "cacciata".

    Per la stessa ragione, quando voi dite che saremo giudicati da Dio per i nostri peccati, anche questa è una contraddizione.
    Dio non può essere nella dualità bene-male perchè significherebbe che anche lui morirebbe se mangiasse il frutto dell'albero della Conoscenza.
    Mosè fa Dio a immagine e somiglianza dell'uomo ????
    Questo racconto della Genesi è una grande allegoria che voi travisate proprio in funzione di questa separazione.

    Se Mosè scrive che Dio era insieme ad Adamo (nel Giardino) è come se scrivesse che Dio era insieme a Cristo, quindi questa cacciata e questo ritorno è sempre compiuto da Adamo/Cristo

    E' l'uomo che si riappropria di questa Consapevolezza di essere un tutt'uno con Dio ( non può essere altrimenti, visto che TUTTO è in Dio ! )
    Ultima modifica di Z4rdoz; 29-05-12 alle 08:14

  10. #20
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    Predefinito Re: La morte

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Questa è una contraddizione.
    Dio non può pentirsi di aver cacciato l'uomo dal Paradiso e mandare Cristo, ovvero se stesso, per rimediare a questa "cacciata".

    Per la stessa ragione, quando voi dite che saremo giudicati da Dio per i nostri peccati, anche questa è una contraddizione.
    Dio non può essere nella dualità bene-male perchè significherebbe che anche lui morirebbe se mangiasse il frutto dell'albero della Conoscenza.
    Mosè fa Dio a immagine e somiglianza dell'uomo ????
    Questo racconto della Genesi è una grande allegoria che voi travisate proprio in funzione di questa separazione.

    Se Mosè scrive che Dio era insieme ad Adamo (nel Giardino) è come se scrivesse che Dio era insieme a Cristo, quindi questa cacciata e questo ritorno è sempre compiuto da Adamo/Cristo

    E' l'uomo che si riappropria di questa Consapevolezza di essere un tutt'uno con Dio ( non può essere altrimenti, visto che TUTTO è in Dio ! )
    Se Dio cacciò Adamo dall’Eden, lo fece solamente perché quest’ultimo non rispettò il comando divino impartitogli. Se l’uomo avesse rispettato l’ordine di non mangiare il frutto proibito, Dio non avrebbe mai preso quella drastica decisione. La giustizia divina, non poteva tollerare la trasgressione commessa in un luogo dove tutto era santità.

    Bisogna notare che, nel mandare Adamo dal Paradiso, dal momento che quest’ultimo si era cucito un vestito di foglie di fico, Dio gli procurò un mantello di pelle, senza chiedergli un contraccambio di qualcosa e senza che Adamo ne avesse fatto richiesta.

    Nell’azione di Dio, nel fornire all’uomo e alla sua compagna un mantello di pelle, si nota un aspetto dell’amore divino: da un lato la Sua giustizia punisce e dall’altro il Suo amore copre la nudità. Quest'amore divino per la sua creatura decaduta, si conoscerà in profondità in tutti i suoi aspetti, con la venuta del Figlio di Dio sulla terra.

    È, infatti, con la venuta del Cristo sulla terra, che Dio in Cristo, manifesta la grandezza del Suo amore, verso l’uomo decaduto. Più tardi, questo nobile concetto, lo specificherà Paolo, quando scriverà: Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi (Romani 5:8).

    Se i due concetti della giustizia di Dio e del Suo amore, non sono compresi, si fa presto ad affermare che c’è contraddizione nel descrivere gli eventi.

    Perché vedere una chiara contraddizione nel fatto che Dio giudica i peccati dell’uomo? L’apparente contraddizione sparisce se si tiene conto che, l’essere umano, non essendo una marionetta, ma un essere dotato di facoltà per compiere le sue scelte e le sue decisioni, in bene come anche nel male, dovrà rendere conto davanti a Dio, e Lui, Santo e giusto per eccellenza, saprà giustamente valutare tutto il comportamento dell’uomo.

    Chi ha mai pensato e scritto che Dio sia un duale bene-male? Il male e il bene esistono per l’uomo; per Dio, invece, c’è SOLO il bene.

    Mosè non ha scritto che Dio era insieme ad Adamo nel Giardino, ma specifica: Poi udirono la voce di Dio il SIGNORE, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza di Dio il SIGNORE fra gli alberi del giardino (Genesi 3:8), che è ben diverso da insinuare una simile unità.

    Adamo/Cristo, per usare la terminalogia di Paolo, non significa che Cristo era in Adamo nel compiere la trasgressione, in un primo momento e poi la cacciata dal Giardino; ma per mettere in risalto le due azioni: Adamo con la sua trasgressione causò la morte fisica e la rottura con Dio, mentre Cristo con la Sua completa ubbidienza al volere del Padre, produsse la vita e la riconciliazione dell’essere umano con il Suo Creatore.

    Cristo, il secondo Adamo, non bisogna vederlo nell’Eden, ma al Calvario, dove con il sacrificio di sé, riacquistò quello che Adamo, con la sua disubbidienza, aveva perduto.

    Infine, il tutt’uno con Dio è Cristo, non l’uomo; lui se mai, si appropria, con la sua fede, quello che Cristo gli ha procurato.

 

 
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