In effetti l’unità d’Italia che qualcuno racconta non ha riscontri nella storia, nel sentito delle popolazioni.
L’unità d’Italia è stato un progetto della massoneria presente in tutto il Paese, compresa in Sicilia, che ha vantato anche la presenza di patrioti, in combutta con la monarchia sabauda, liberisti e alcuni repubblicani e lo stesso Garibaldi era il grande maestro della massoneria.
Francesco Crispi al quale la tua città di Palermo ha dedicato una grande via, non meriterebbe neppure di nominare un vicolo, per i danni che ha fatto alla regione siciliana. Ci sono stati invece grandi e validi personaggi però forse troppo idealisti e non so se oggi si rivolterebbero dalla tomba.
Qui non si tratta di qualche territorio o regione che vuole una secessione, ma di un fallimento della politica unitaria italiana.
Senza remore io sono autonomista e federalista, non credo nelle uniche capacità di un governo centrale per una nazione come l’Italia, credo nel rispetto dell’autonomia da estendere a tutte le regioni, il rispetto e la valorizzazione delle differenze territoriali e culturali, il decentramento.
Se il separatismo non può risolvere i problemi non si risolveranno neanche con la politica attuale, né una nazione può essere costretta a rimanere unita se non ci sono i presupposti, che non possono nascere da qualche sermone allestito all’occorrenza.





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