
Originariamente Scritto da
Rollingstones
Si stima, probabilmente per difetto, in 20.000 (ventimila) il numero delle persone uccise in modo sommario, spesso dopo torture e sevizie, dopo il 25 Aprile del 1945, dai partigiani. In tutto il ventennio, i morti a causa delle persecuzioni fasciste contro gli oppositori si contano sulle dita di una mano. il che fa classificare il Fascismo come un regime si autoritario, ma non certamente totalitario. Fascismo che, è bene ricordarlo, si sviluppò e crebbe a seguito della vittoria negata
della 1a Guerra Mondiale, dell'oltraggio dei reduci (che Sandro Pertini definì vergognoso), sul pericolo montante delle Leghe Rosse che imponevano le loro violenze nelle campagne e delle organizzazioni sindacali comuniste socialiste e e anarchiche che imponevano le loro legge nelle fabbriche e nelle città.
Non si ebbe pietà per i vinti, che furono trucidati senza pietà, e che spesso non avevano avuto nulla a che fare con lo sconfitto regime. Non si ebbe pietà per i ragazzi di 17-18 anni che aderirono alla RSI sapendo in partenza di aver perso. Per chi NOBILMENTE aderì alla causa "sbagliata" trucidato da chi magari "IGNOBILMENTE" aderì a quella "giusta" salendo appena in tempo sul carro del vincitore. Raccontiamo la storia come realmente fu e non solo quella scritta dal vincitore spietato dove vi autocelebravano solo le proprie gesta e si fondava la nuova religione dell'antifascismo Raccontiamo la storia di chi non ricevette pietà e l'onore delle armi, un fiore su una tomba. Per una memoria condivisa in questo disgraziato paese.
22/03/1944
Luogo: Tollegno (Bi) – Cimitero
Esecutori: Partigiani comunisti agli ordini di Francesco Moranino “Gemisto”
Vittime: 4 – Caterina Tiboldo, Angiolina Pialorsi, Mariuccia Tiboldo, Carmen Tiboldo
Motivazioni: Facendo le sarte avevano avuto fascisti tra i clienti
Conseguenze e note: Risposta fascista: 5 partigiani uccisi nello stesso luogo. Esiste una lapide per i partigiani ma non per le donne. Nel libro “Il Monterosa è sceso a Milano” (di Cino Moscatelli e Pietro Secchia) gli autori raccontano invece di tre repubblichini sorpresi dai partigiani mentre “gozzovigliavano”.
18/02/1944
Luogo: Mosso S. Maria (Bi) – Cimitero
Esecutori: Partigiani comunisti agli ordini di Piero Maffei
Vittime: 12 vittime scelte tra gli industriali del luogo; avrebbero dovuto essere 30 ma sono stati interrotti da una pattuglia tedesca. Le vittime non avevano nessun rapporto con la RSI. Da aggiungersi anche il civile Enrico Carta freddato sulla porta mentre teneva in braccio il figlio (fortunatamente illeso)
Motivazioni: Dare una “lezione” agli industriali locali che non avevano dato prova di sufficiente dedizione alla causa comunista.
Conseguenze e note: Fu scattata una foto alle vittime e inviata a tutti i familiari per dare un esempio. Il giorno seguente si uccide il maresciallo dei carabinieri Alfonso Taverna per non aver potuto fermare l’eccidio. Risposta fascista: uccisi 2 partigiani durante uno scontro e fucilati 7 partigiani sul luogo delle vittime civili. Cino Moscatelli ne ““Il Monterosa è sceso a Milano” parla di scontro epico con 4-5000 nazifascisti; nessun riferimento alle vittime civili. Presso il cimitero è presente una lapide per i partigiani, nessuna per i civili.
02/05/1945
Luogo: Graglia (Bi) – pressi del Cimitero
Esecutori: Partigiani comunisti agli ordini di Silvio Ortona
Vittime: 33 – Militi allievi ufficiali presi prigionieri a Cigliano tra i quali le mogli del capitano Toppi e del tenente Della Nave (quest’ultima in stato di gravidanza)
Motivazioni: Ignote
Conseguenze e note: Il gruppo fu trasferito da Cigliano a Graglia in 3 giorni atroci per i prigionieri bastonati e sputacchiati senza poter bere. I prigionieri furono fucilati nei campi e per ultime le due donne nonostante una fosse in stato di gravidanza. La sorella di un milite, preoccupata per il silenzio del fratello, svolse delle indagini a Cigliano e a Graglia: scopri’ da un partigiano, Amorino Salza, che li avevano fatti fuori come cani in mezzo ai prati perché non erano degni “quei criminali di contaminare con le loro carogne la terra consacrata del cimitero di Graglia)
08/01/1944
Luogo: sconosciuto
Esecutori: Partigiani comunisti agli ordini di Cino Moscatelli
Vittime: Elgo e Livio Peretti
Motivazioni: Contrasti col partigiano Cino Moscatelli (mal sopportavano l’impostazione stalinista di questi)
Conseguenze e note: Fu uccisa anche la fidanzata di Livio compevole di aver indagato sulla vicenda (accusata di intesa con i nazifascisti, accusa che alcuni capi partigiani non ritennero giusta perché nessuna prova fu mai fornita)
Data sconosciuta
Luogo: sconosciuto
Esecutori: Partigiani comunisti
Vittime: Luigi Forgnoli
Motivazioni: doppiogiochismo
Conseguenze e note: Il suo nome compare tra le vittime dei fascisti
26/11/1944 e 09/01/1945 Strage della Missione Strassera
Luogo: Portula (Bi)
Esecutori: Partigiani comunisti agli ordini di Francesco Moranino
Vittime: 7 – Emanuele Strasserra, capo missione; Gennaro Santucci, partigiano; Ezio Campasso, partigiano; Mario Francesconi, partigiano; Giovanni Scimone: partigiano. Maria Santucci e Maria Francesconi moglie di due partigiani
Motivazioni: le vittime erano partigiani non comunisti
Conseguenze e note: si veda l’apposita pagina su wikipedia
Estate 1944
Luogo: Biella
Esecutori: partigiani comunisti
Vittime: Riccardo Zanotto
Motivazioni: aveva rotto con i comunisti
Conseguenze e note: accusato di essere una spia
12-13/05/1945 Eccidio Ospedale Psichiatrico
Luogo: Vercelli –Larizzate – Greggio
Esecutori: partigiani comunisti agli ordini di Silvio Ortona e Francesco Moranino
Vittime: a seconda delle fonti tra 51 e i 65 – militi fascisti
Motivazioni: eliminazione fascisti
Conseguenze e note: si veda l’apposita pagina su wikipedia
17/04/1945
Luogo: Biella
Esecutori: partigiani comunisti
Vittime: 2 – Nella Perico (sedicenne)e la madre Domenica Perico
Motivazioni: un partigiano invaghitosi di Nella Perico
Conseguenze e note: Nella fu rapita da un gruppo di partigiani e la madre, incontrato il gruppo per parlamentare, fece la stessa fine. Dopo un mese di violenze furono uccise entrambe
21/06/1944
Luogo: Casa del Bosco (Bi)
Esecutori: partigiani comunisti
Vittime: 2 – Ing. Quaglia e figlia Maria Antonietta di Sostegno
Motivazioni: un partigiano invaghitosi di Maria Antonietta
Conseguenze e note: avendo Maria Antonietta non gradito la corte di un partigiano la famiglia fu accusata di essere delle spie. Furono prelevati e uccisi sul sagrato della chiesa di Casa del Bosco in cui si stava svolgendo il mercato. I partigiani fecero sgomberare il centro e mitragliarono prima il padre e poi la figlia sotto gli occhi dei presenti.
27/10/1944
Luogo: Mongrando (Bi)
Esecutori: partigiani comunisti
Vittime: 2 – Teresa e Bortolina Girelli
Motivazioni: il fidanzato partigiano di Bortolina era stato catturato dai tedeschi ma i partigiani ritennero si fosse consegnato spontaneamente
Conseguenze e note: Teresa uscita per rintracciare la sorella fu trovata con due pallottole in testa
14/01/1945
Luogo: Vandorno (Bi)
Esecutori: partigiani comunisti
Vittime: Maria Laura Bellini di 16 anni
Motivazioni: della ragazza si invaghirono alcuni partigiani
Conseguenze e note: fu tentato il suo prelievo alla fermata del tram di Vandorno. La ragazza si dibattè e qualcuno nel tentativo di far scappare gli aggressori gridò che ci fossero dei fascisti in arrivo: i partigiani si staccarono da Maria Laura e gli spararono
26/02/1945
Luogo: Vettignè – ponte sul canale Cavour
Esecutori: partigiani comunisti
Vittime: 2 – Nerina Rosso e Anselmo Galli
Motivazioni: ritenuti delle spie
Conseguenze e note: i corpi furono rinvenuti il 5 marzo. Anselmo Galli era capostazione a San Germano Vercellese e probabilmente la sua promozione diede fastidio
07/05/1945 – Il caso Scalfi
Luogo: Vercelli – quartiere Isola
Esecutori: partigiani
Vittime: 4 – Luigi Bonzanini, Elsa e Laura Scalfi , Luigia Meroni
Motivazioni: ignote
Conseguenze e note: Luigi Bonzanini veniva freddato in casa con le nipoti di 16 e 21 anni Elsa e Laura. Successivamente gli assassini tornavano nel luogo per eliminare la suocera del Bonzanini, Luigia Meroni, paralizzata a letto. I corpi furono buttati nel fiume Sesia. Il 10 maggio fu trovato morto il partigiano Felice Starda, uno dei probabili esecutori (la moglie ottenne nel 1946 una pensione in quanto vedova di un caduto in combattimento). Il 5 giugno fu trovato morto il partigiano Espedito Brusa (fu detto che rimase ucciso da un cecchino e la famiglia ricevette una pensione in quanto morto in combattimento)
28/08/1944
Luogo: Galliate (No)
Esecutori: partigiani comunisti
Vittime: 3 – Giuseppe Ugazio, Cornelia Ugazio, Mirella Ugazio
Motivazioni: Ugazio era il segretario del locale Fascio
Conseguenze e note: Ugazio e le figlie furono prelevati e portati in un bosco. Le figlie furono costrette ad assistere al brutale omicio del padre a pugni e calci. Successivamente vengono sottoposte a violenze di ogni tipo per 7 ore e infine sepolte col padre sotto 20 cm di terra