Rebecca Walker simbolizza ciò che i sociologi hanno ribattezzato la Famiglia del futuro. E' figlia della leggendaria scrittrice afroamericana Alice Walker (Il Colore Viola) e del celebre avvocato ed attivista ebreo Mel Leventhal, l'autrice e giornalista bisessuale americana di Black, White and Jewish è nata il 17 novembre 1969 a Jackson, in Mississippi, nel sud dilaniato dal razzismo.
<< Quando i miei genitori si sposarono, il loro matrimonio era considerato illegale in Mississippi>>, racconta al Corriere della Sera la Walker, << così alla nascita mi ribattezzarono la bimba del movimento perché ero venuta al mondo grazie all'amore di due individui uniti nella lotta per abbattere le barriere razziali. Nonostante fossi una rarità, molte coppie seguirono la stessa coraggiosa strada. Il nostro presidente, Barack Obama, è l'incarnazione della nuova era della famiglia americana da loro tracciata.
Ma non è ingiusto mettere al mondo un bambino in una società che non lo accetta?
<<Non è stato facile crescere in un'America che non sapeva quale etichetta affibbiarmi. Ma oggi ringrazio i miei genitori perché mi hanno consentito di diventare una cittadina globale che può relazionarsi a tutto e tutti con un'empatia più grande rispetto a individui nati e cresciuti entro i confini identitari angusti. Io credo di poter guardare e sentire con occhi e cuori d'altri >>.
Il modello americano di famiglia è esportabile anche da noi in Italia?
<< Il modello americano è esportabile in Italia. La grande fortuna della vostra nazione è la sua innata generosità e senso artistico l'hanno sempre aiutata ad apprezzare la bellezza insita in tutto, aldilà dei dogmi imposti dalla Chiesa. Grandi qualità umanistiche le sue, che la rendono culturalmente capace di riconoscere l'amore puro che trascende i concetti e preconcetti di razza, religione, classe, sesso e tribù. Non scordiamoci il precedente Impero Romano >>.
Cosa intende dire?
<< La storia dell'antica Roma ci insegna che i vostri antenati hanno creato la prima società multiculturale. Nel costruire un impero, i romani integrarono usanze, culture e tradizioni dei paesi conquistati, incorporandole anziché distruggerle. L'omosessualità e la bisessualità per loro erano normali, come lo sono oggi per i giovani americani che a differenza dei loro genitori non hanno neppure bisogno di "uscire dall'armadio" perché la loro sessualità è parte integrante della loro identità, come avere un naso e due occhi >>.
E' vero che il matrimonio gay è l'ultima frontiera della lotta per i diritti civili?
<< Ne sono convinta, così come penso che sia solo questione di tempo prima che sia approvato a livello federale. Non dimentichiamoci che la famiglia nucleare formata da padre, madre e figli è un costrutto relativamente recente, frutto del capitalismo moderno postbellico che restringendo la dimensione della famiglia ha incrementato in maniera esponenziale i consumi perché la stessa lavatrice o automobile non viene usata da 12 persone ma solo da 2 o 3. Anche l'omosessualità è perseguitata dalla Chiesa perché minaccia la famiglia nucleare essenziale al capitalismo >>.
La geografia della famiglia globale è destinata a cambiare ulteriormente?
<< I cambiamenti di fronte ai nostri occhi sono già straordinari. La settimana scorsa durante un seminario all'Università californiana UCLA cui ero stata invitata a parlare sono rimasta di stucco di fronte ad una lavagna dov'erano elencate tutte le possibili configurazioni famigliari: etero, gay, mista, nucleare, estesa, poliamore, con due madri, due padri, interreligiosa, poligama, poliandra, transgender. La crisi globale è destinata a creare ulteriori, nuove alleanze >>.
A cosa si riferisce?
<< La famiglia si adatterà. Se da una parte vedremo un riflusso verso formule tradizionali di famiglia dovuto al timore di perdere prestigio socio-economico, dall'altra la gente sarà costretta ad organizzarsi come può: il bisogno di sopravvivenza porterà come in passato alla condivisione delle poche risorse disponibili. Il fenomeno è già in atto, con ex mogli che tornano a vivere con l'ex marito e la sua nuova compagna e nipoti che dopo il college vanno a stare coi nonni dei fratellastri. La sperimentazione raggiungerà livelli di creatività impensabili: è il ritorno alle famiglie estese dell'era pre-industriale >>.
Il legame di sangue non avrà più importanza?
<< Non l'ha più da tempo. Per la generazione dei miei era più importante l'amore, per quelle future lo saranno la speranza e la pace. Nel mio ultimo libro One Big Happy Family dove analizzo le tante tipologie di famiglia dell'America contemporanea, affermo che le nuove famiglie sono più contente perché il non dover nascondere e sopprimere la propria identità rende gli individui più felici. Uno dei miei film preferiti Io sono l'amore mostra cosa succede quando per trovare la tua vera natura sei costretto a sfidare legami e convenzioni sociali. Quel finale tragico in America non ci sarebbe >>.
Anche in America però la famiglia deve fare i conti con la divisione tra classi sociali.
<< Sì, ma secondo l'ethos insito nell'American Dream l'appartenenza ad una classe sociale non è un diritto di nascita ma una conquista personale. Inoltre la promessa di libertà personale e il diritto alla felicità individuale sono state entrambe iscritte nella nostra costituzione, dai Padri Fondatori. Sono nel nostro sangue, nella nostra coscienza collettiva e nessuna religione o chiesa potranno mai portarceli via >>.
Perché il resto del mondo dovrebbe seguire il modello americano?
<< Anche la nostra influenza culturale ha subito una battuta d'arresto, il resto del mondo continua a guardarci come il marinaio guarda il faro nella notte tempestosa. E' il nostro ruolo storico, da sempre e continueremo ad esercitarlo >>.