
Originariamente Scritto da
roundmidnight
C'è che mi dice che la BCE si stia apprestando ad un nuovo LTRO oppure ad un ribasso dei tassi, allo 0,5, oppure entrambe le misure.
Però...però...c'è anche un vasto consenso, ed io sono d'accordo, sull'inopportunità di adottare misure senza una preventiva (o contestuale) riforma del sistema.
Che poi non solo questione di opportunità ma di efficacia di una nuova immissione di liquidità, visto che i problemi sono di ben altra portata.
Ora, la situazione è questa:
- che l'euro si disintegri, al momento, ci sono zero possibilità; le banche spagnole, soprattutto quelle più contaminate sotto il profilo politico, sono messe malissimo, con la necessità di una forte ricapitalizzazione, che ovviamente non può essere di competenza della BCE; lo stesso bank run avvenuto in Grecia può verificarsi in Spagna;
- per fermare il bank run, ci vorrebbe una garanzia europea sui depositi e la partecipazione di un fondo europeo alla ricapitalizzazione delle banche, visto che la Spagna non è in condizioni di farlo. Questo però non può che comportare la necessità che simili fenomeni non si verifichino più e, tal fine, la necessità di stabilie una regolamentazione e una sorveglianza sovranazionale delle banche;
- gli eurobond non possono essere adottati, dal momento che nessuno in principio (e, comunque, nello specifico, Germania, Austria e Olanda) vuol pagare per gli altri e senza un limite quantitativo e temporale. Però i soldi in questo momento non stanno fuggendo in maniera massiccia dall'area euro né i tassi stanno aumentando per tutti i paesi. Anzi, in molti paesi si registrano i tassi più bassi degli ultimi anni. Significa che, in qualche misura, il mercato sta già scontando che l'europa si doti, in qualche maniera, di obbligazioni almeno parzialmente comuni, fermo il premio dovuto per il maggior rischio paese. In sostanza, potrebbero essere emesse obbligazioni comuni (eurobonds) sino ad una certa percentuale di debito/PIL (60%?) con un accordo tra i vari paesi per regolare la contribuzione di ciascuno sulla base del rischio ad oggi prezzato dal mercato. Oltre tale percentuale, ogni paese si finanzia da sè sulla base dei tassi che riesce a spuntare dal mercato;
- visto che alcuni paesi, come l'Italia, soffrono di deficit infrastrutturali che possono danneggiare il mercato comune e che non possono essere finanziati dai singoli paesi causa eccessivo pregresso indebitamento, creazione di un banca europea finalizzata esclusivamente agli investimenti, con garanzie comuni e con oneri, chiaramente, a carico di chi, di volta in volta, e per progetti preventivamente approvati come di interesse generale, attiverà la richiesta di finanziamento;
- quanto sopra, non esclude, ed anzi è suo ineliminabile corollario, che ciascun paese proceda al risanamento dei conti, alla riduzione del debito e al pareggio di bilancio tendenziale.