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Discussione: Kali (e la donna)

  1. #11
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    Predefinito Re: Rif: Re: Kali (e la donna)

    Citazione Originariamente Scritto da zucchetta Visualizza Messaggio
    se a qualcuno può interessare leggerlo lo si può scaricare come pdf da qui.
    Fatto Lo leggerò con calma, grazie della segnalazione.
    ...

    Chi coltiva un pensiero raccoglie un'azione, chi coltiva un'azione raccoglie un'abitudine, chi coltiva un'abitudine raccoglie un carattere, chi coltiva un carattere raccoglie un destino.

  2. #12
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    Predefinito Re: Rif: Re: Kali (e la donna)

    Citazione Originariamente Scritto da baba Visualizza Messaggio
    Perché la De è la matrice di ogni cosa: tutto ciò che esite, dal Brahman (la realtà ultima) a un filo d'erba, deve a Lei la sua origine e da Lei dipende.
    .
    [/I]
    Un'affermazione in contraddizione con la posizione ontologica del principio femminile così come è contemplata in una miriade di culture. Da approfondire e sviscerare. Perchè forse la contraddizione è solo apparente.
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  3. #13
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    Predefinito Re: Rif: Re: Kali (e la donna)

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Un'affermazione in contraddizione con la posizione ontologica del principio femminile così come è contemplata in una miriade di culture. Da approfondire e sviscerare. Perchè forse la contraddizione è solo apparente.
    più che altro è un'affermazione dell'autore al passo della Kramrisch, per qualcun'altro la Madre Divina è parte del gioco, dell'eccitazione e della gioia di Mahabhairava (Avadhuta Baba)

  4. #14
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    Predefinito Re: Rif: Re: Rif: Re: Kali (e la donna)

    Citazione Originariamente Scritto da Zed Visualizza Messaggio
    In effetti Avalon è difficilmente digeribile da chi ha scarsa confidenza con determinate terminologie e tematiche ma per uno studio serio e approfondito sui Tantra e le dottrine Shakta i suoi testi sono, a mio avviso, imprescindibili.
    ritorno su questo punto poiché gli autori moderni hanno idee diverse su Avalon

    ad esempio D. G. White sottolinea che il Tantrismo per come lo conosciamo oggi, in ambito occidentale ma anche indiano, è un prodotto del lavoro di Avalon, a cui non si nega nessun merito ma casomai si vuole indicare che questo rappresenti solo una frangia del Tantrismo, in particolare quello bengalese da cui Avalon ha tratto maggior inspirazione, descritto da White come High Hindu Tantra, cioè il Tantra epurato e pachetizzato per le classi alte del sistema sociale indiano. N. N. Bhattacharya, nel suo History of the Tantric Religion, un Instant Classic sull'argomento, addirittura etichetta il lavoro di Avalon come New-Tantra.

    Il sistema dei sette Chakra che si crede di antica concezione in realtà in Avalon ripete solo il Satchakra Nirupana, traduzione dell'autore sull'argomento. Quando altri ricercatori hanno provato a indagare su questa concezione in ambito testuale, hanno riscontrato che non esiste uniformità riguardo il numero dei chakra del corpo sottile, anche in ambito bengalese.

    Avalon è senz'altro un autore di partenza ma dovrebbe essere integrato dai lavori di altri autori moderni come lo stesso White, Urban, Dyczkowski, Sanderson, Davidson ecc., per non citare gli indiani.

  5. #15
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    Predefinito Re: Rif: Re: Rif: Re: Kali (e la donna)

    Citazione Originariamente Scritto da baba Visualizza Messaggio
    ritorno su questo punto poiché gli autori moderni hanno idee diverse su Avalon

    ad esempio D. G. White sottolinea che il Tantrismo per come lo conosciamo oggi, in ambito occidentale ma anche indiano, è un prodotto del lavoro di Avalon, a cui non si nega nessun merito ma casomai si vuole indicare che questo rappresenti solo una frangia del Tantrismo, in particolare quello bengalese da cui Avalon ha tratto maggior inspirazione, descritto da White come High Hindu Tantra, cioè il Tantra epurato e pachetizzato per le classi alte del sistema sociale indiano. N. N. Bhattacharya, nel suo History of the Tantric Religion, un Instant Classic sull'argomento, addirittura etichetta il lavoro di Avalon come New-Tantra.

    Il sistema dei sette Chakra che si crede di antica concezione in realtà in Avalon ripete solo il Satchakra Nirupana, traduzione dell'autore sull'argomento. Quando altri ricercatori hanno provato a indagare su questa concezione in ambito testuale, hanno riscontrato che non esiste uniformità riguardo il numero dei chakra del corpo sottile, anche in ambito bengalese.

    Avalon è senz'altro un autore di partenza ma dovrebbe essere integrato dai lavori di altri autori moderni come lo stesso White, Urban, Dyczkowski, Sanderson, Davidson ecc., per non citare gli indiani.
    non sono del tutto d'accordo con questo punto di vista, è vero che il lavoro di Avalon riguarda solo una parte del tantrismo, cionondimeno questa è la parte più "metafisica" di tale dottrina, la più teorica intellettuale, tanto per intenderci. In quello che secondo me è il suo libro più bello, the Garland of Letters, mai tradotto in italiano espone molto bene questo.

    Quanto al sistema dei sette chakra è la traduzione del Satchakra Nirupana, un testo classico del Bengala. Nello stesso testo si parla di diversi altri chakra in altri punti della fisiologia sottile e si fa pure presente che la riduzione a sette sfere principali è fatta per attenersi ai sette loka (paradisi) ma come specifica sia avalon nel commento che il testo originale, non c'è un "taglio netto" tra la sfera d'azione di un chakra a quello successivo ma una graduale e progressiva sfera d'influenza che può dar luogo a infiniti "punti" di stazionamento della coscienza rappresentabili come chakra.

  6. #16
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    Predefinito Re: Rif: Re: Rif: Re: Kali (e la donna)

    Citazione Originariamente Scritto da zucchetta Visualizza Messaggio
    non sono del tutto d'accordo con questo punto di vista, è vero che il lavoro di Avalon riguarda solo una parte del tantrismo, cionondimeno questa è la parte più "metafisica" di tale dottrina, la più teorica intellettuale, tanto per intenderci. In quello che secondo me è il suo libro più bello, the Garland of Letters, mai tradotto in italiano espone molto bene questo.
    E' esattamente quanto evidenziato da White, Urban e altri, a un certo punto le pratiche esteriori cruente e impure che comprendevano sacrifici, sostanze corporee femminili e maschili, la sessualizzazione del rituale, le pratiche del cimitero, ecc. inaccettabili alla brahmanizzazione del Tantrismo e dello Shaktismo, vennero trasfigurate e interiorizzate, portando alla massima espressione il Kundalini Yoga e le sue varianti. Anche Abhinavagupta sarebbe un esempio di tale processo.

  7. #17
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    Predefinito Re: Rif: Re: Rif: Re: Kali (e la donna)

    Nel link sul Karpuradi stotra che ho postato in precedenza c’è un’introduzione e commento all’inno di Vimalānandadāyini, un asceta vissuto nella Delhi di fine ottocento. Come tutti i testi scritti da orientali, sia arabi che indiani, è un po’ ampolloso, fa un ampio uso di metafore o figure retoriche che non è un difetto ma solo un modo differente e meno sbrigativo di spiegare quel che si pensa.

    Ad un certo punto dice:
    ¨ In quei giorni i Brāhmaŋa, e le altre caste dei due volte nati, mossi dal desiderio della ricchezza, per aver discendenza od altro solevano adorare Indra, Agni, Vāyu, Sūrya, Soma, Varuŋa ed altri Deva che presiedono a particolari Śakti di Parameśvara in cui risiede ogni Śakti, ma i Brahmaŗşi e Mahaŗşi, liberi dai desideri facero la Sādhanā di Brahmavidyā, la piena e perfetta Śakti.
    ¨ Nel Tretā (Età dell’argento) e negli altri Yuga, i Brāhmaŋa e gli altri nati due volte, devoti al Karmakāŋda usavano compiere Yajña e altri riti, in osservanza agli Smritiśāstra di Manu ed altri śâstra, ma il Brahmaŗşi Vaşişţha (in Cīnācāra), Rājaŗşi Viśvāmitra (cifr. Gandharva-Tantra, Prima Patala), Videharāja Janaka, Bhrgurāma il figlio di Jamadagni (cifr. Kālīkulasarvasva), Śrī Rāmacandra ed altri uomini dall'animo elevato (del Tretā Yuga) erano adoratori di Brahmavidyā, la piena e perfetta Śakti.
    ¨ Di nuovo nel Dvāparayuga, nonostante l'esistenza dei culti Vaidik e Smārta, gli Agnihotra Yajńa e gli altri riti erano compiuto secondo i Purâŋa. Ma il nobile Śrī-krişna, figlio di Vasudeva (cifr. Rādhā-Tantra, Devī Bhāgavata e Mahābhārata, Anuśāsana Parva, Ch. 14), i cinque Pāndava, Yudhişthira e gli altri (Virāta Parva, Ch. 6) il nobile Rājaŗşi Bhīshma, il grande Muni Vedavyāsa, il nobile Śukadeva, Asita, Devala e Brahmaŗşi come Durvāsā erano adoratori di Mahāvidyā la Śakti perfetta.
    Di questo il Mahābhārata e altri libri offrono particolari prove.
    ¨ Nell'epoca attuale, il Kaliyuga anche
    i dieci Śamskāra dei due volte nati, e le cerimonie di ossequio come gli Śrāddha sono compiute secondo il rituale Vedico.
    La Smŗti governa i Cāndrāyana e le altre questioni relative all' Āśrama ed agli affari legali come le eredità.
    Il Durgāpūjā d'autunno e gli altri Vrata sono compiuti secondo i Purāŋa.
    Ma l'iniziazione, l'Upāsanā del Brahman con Śakti e le varie pratiche dello Yoga sono fatte secondo il rituale dell'Āgama Śāstra


    Questo per dire come secondo i tempi le forme esteriori cambiano ma non cambia l’essenza della dottrina, e «l’essenza» di ogni dottrina è la parte metafisica stessa, immutabile e inesprimibile. Il lavoro di Avalon, che poggiava su solide basi d’insegnamento tradizionale è il culmine di un processo di adattamento delle tradizioni tantriche alle condizioni attuali dell’umanità.
    Per questo è, a mio avviso, sbagliato parlare di new-tantra a questo proposito. Come, sempre secondo il mio modo di vedere le cose, è sbagliato ritenere più autentiche forme rituali che di antico hanno solo l’aspetto ma che hanno perso «lo spirito» della ricerca di realizzazione.

    Detto questo non conosco abbastanza a fondo gli autori moderni che hai citato per esprimere un qualsiasi giudizio sulla loro opera.

  8. #18
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    Predefinito Rif: Re: Rif: Re: Rif: Re: Kali (e la donna)

    Citazione Originariamente Scritto da baba Visualizza Messaggio
    Avalon è senz'altro un autore di partenza ma dovrebbe essere integrato dai lavori di altri autori moderni come lo stesso White, Urban, Dyczkowski, Sanderson, Davidson ecc., per non citare gli indiani.
    Se citi Avalon citi automaticamente anche autori indiani, poiché si tratta di uno pseudonimo utilizzato da Woodroffe nel momento in cui si avvaleva del supporto di illustri Pandit e maestri indiani del suo tempo. Inoltre, come metaforicamente ebbe a dire Vadhu Bhattacharya, Avalon non fu mero studioso che si limitò a scrivere trattati sul miele basandosi esclusivamente sullo studio della sostanza nelle analisi di laboratorio, egli fu un uomo che il miele lo assaggiò in prima persona....ma questo è confermato anche da fonti che non parlano di "new tantra"
    Ultima modifica di Zed; 22-07-12 alle 11:15
    ...

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  9. #19
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    Predefinito Re: Rif: Re: Rif: Re: Rif: Re: Kali (e la donna)

    Nessuno di questi autori ha criticato o sminuito il lavoro di Woodroffe e dei suoi collaboratori indiani, anzi l’hanno tutti in grande stima e il termine Neo-Tantra applicato da N. N. Bhattacharyya al movimento di Avalon non ha nulla a che vedere con il termine New-Age Tantra da cui tutti prendono le distanze. Neppure mi pare sia stata da loro messa in dubbio la persona di Woodroffe o la sua competenza.

    Sappiamo bene che prima di Avalon la concezione del Tantrismo tra gli studiosi occidentali era negativa e distorta e il suo lavoro pionieristico, che tutti riconoscono, ha gettato luce positiva su un culto ritenuto prima oscuro e ambiguo. Quello che i ‘moderni’ studiosi vorrebbero suggerire è piuttosto una ricollocazione della sua opera all’interno di un quadro più vasto e dalle molte sfaccettature.

    Lascio la parola a N. N. Bhattacharyya:

    “Il Tantra, per sua reale natura, non ha nulla a che fare con il sistema delle caste ma nei Tantra successivi componenti castali sono stati pronunciati. Questo è dovuto al fatto che sebbene molti dei conosciuti maestri Tantrici fossero non-brahmani ma piuttosto appartenenti ai ranghi bassi della società, la maggior parte degli autori conosciuti dei trattati tantrici erano Brahmani che non potevano abbandonare i loro pregiudizi di casta anche dopo la loro conversione al Tantrismo.

    Nonostante l’antichità dei culti e dei rituali Shakta-Tantrici e i loro aspetti teoretici, non c’è stato in passato tentativo consistente per donare a loro una forma filosofica completa. Questo può essere attribuito al fatto che gli insegnamenti Shakta-Tantrici erano trasmessi da maestro a discepolo come segreta e misteriosa conoscenza, compresa e conservata solo da coloro considerati competenti.

    Il bisogno di ricostruire il punto di vista Shakta sulla base dei testi Tantrici disponibili fu sentito nell’ultimo quarto del diciannovesimo secolo dai fautori del movimento Neo-Tantrico che vollero identificare il Tantrismo con la totalità dell’Induismo e considerarlo l’essenza dei Veda. I più importanti esponenti di questa linea erano Sir John Woodroffe e i suoi associati che composero numerosi lavori interpretativi sul Tantrismo durante i primi tre decenni del ventesimo secolo.

    E’ degno ricordare che tutti questi grandi studiosi, mentre interpretavano i fondamenti dello Shaktismo, dipendevano dalla sofisticata tradizione Tantrica che era stata gravata da sovrapposizioni Brahmaniche e elementi del Vedanta. E’ stato ripetutamente detto che alla logica e alle dottrine dei Tantra furono dati toni e colori raffinati; una filosofia di estremo idealismo venne innestata in essi, opposta alla visione materialistica originale che basilarmente il Tantrismo sosteneva. Siccome queste concrezioni sono ora divenute parte integrante del Tantrismo, devono essere adeguatamente studiate alla luce di quanto è stato compreso da questi grandi studiosi Tantrici.”

 

 
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