Il giubileo di Elizabeth II di Gran Bretagna é stato l’occasione per i media francesi per ripetere ancora suo discorso abituale mescolando ironia davanti a questo relitto del passato e di invidia per queste ceremonie so british. Di fatto non c’é nel mondo uno popolo che ama piu le ceremonie dorate che il popolo francese, per prova abbiamo riuscito a dorare (per non dire adorare) anche uno semplice presidente eletto.
A questo si é aggiunto un’articolo strano dove un piccolissimo partito sconosciuto, l’alleanza reale, ha dichiarato essere riuscito a iscrivere cinquanta candidate per le elezioni legislative (senza la piu minima possibilità di vincere un posto) su uno programma di restaurazione monarchica. La restaurazione … neanche verosimile ma vorrei provare a buttare uno piccolo racconto su una seconda restaurazione nel XXI secolo.
Per le cause, dicciamo che nelle elezioni presidenziali di 2017 la crisi abbia creato un’Unione europea forte capace di imponere le sue direttive agli paesi membri. La crisi ha favorito un’ambiente di sfida e di odio tra i cittadini dove gli estremisti ormai sono abituali, sopratutto a destra che gia in 2012 ha visto nascere degli gruppi ultra-cattolici agressivi e oppressivi. Questa destra sogna di uno ritorno alla « Francia éterna » cioé cattolica, senofoba, chiusa su se stesso, dal loro lato i repubblicani piu o meno convinti sognano a uno regime parlamentare che da meno potere al presidente e vogliono trovare il metodo per riunire i Francesi dietro un’identità chiara, laica e umanista.
Dunque il candidato dell’alleanza reale riesce in queste condizioni a fare validare la sua candidatura alla presidenza e ancora di piu approfitta di un’effetto moda anche tra le elite degli media e del business per salire nelle inchieste di opinione, a questo punto il movimento di autosviluppa. Il suo programma promette la riunione di un’assemblea costituzionale libera sotto protezione di uno monarca costituzionale che regnerebbe senza governare come in Gran Bretagna.
A chi chiede perché spendere una fortuna per fare vivere uno parassita nel lusso il candidato risponde che la lista civile dell’eventuale re sarebbe sempre meno costosa che le spese fatte per i diversi presidenti che non hanno mai esitato a spendere il denaro pubblico (infatti con Sarkozy quest’opinione potrebbe essere valida). Di piu questo re sarebbe una personalità morale neutrale capace di rappresentare la Francia e avere uno ruolo di referenza per l’identità francese come la regina in Gran Bretagna. A questo aggiunge delle idee sociali accopagnate di uno fondo identitario che piace ai Francesi. A sopresa il candidato arriva al secondo turno evacuando il candidato sinistro di destra e riceve l’appogio di tutta la destra (piu l’estrema destra) e viene eletto presidente.
Allorché l’assemblea costituzionale viene eletta viene proclamata la restaurazione monarchica in Francia pero non c’é ancora uno re. In Francia esistono diversi candidati al trono, ciascuno si dichiara leggitimo. Il principe Napoleone per esempio ma quest’ultimo ha sempre fatto sapere che non voleva salire su uno trono, resta dunque Henri di Orléans, discendente di Luigi Filippo , o Luis Alfonso de Borbon, « duca di Valois », discendente di Luigi XIV dei Borboni di Spagna.
A notare che davanti a questa evoluzione certi repubblicani spagnoli propongono francamente di « dare » Juan Carlos stesso agli Francesi con i suoi affari, dopotutto sarebbe uno ritorno alle origini, ma senza risultati.
A questo punto é organizzata un’elezione dinastica ridotta ai due candidati. Da una parte l’Orléans é sostenuto dall’estrema destra perché é Francese allorché il Borbone é Spagnolo naturalizzato, le sue promesse mostrano pero un’intenzione di dare suo parere sulle le questioni politiche e la morale in favore del suo partito e mostra la sua intenzione di creare una vera rottura con la repubblica e i suoi uomini.
Dalla sua parte il Borbone, piu aperto al mondo e all’Europa acetta tutto, promette tutto, la laicità per esempio (exit il re Très Chrétien), il diritto delle donne a salire sul trono, il favore a dare alla vecchia social-democrazia, la bandiera tricolore, la Marseillaise ecc. Di piu é giovane, ben piu figo che il vecchio Orléans e ha al suo servizio un’agenzia di relazione pubblica che crea una vera moda per lui che lo fa amare a Parigi (nel centro, una buona parte dei Francesi di provincia o di banlieue non ne se fregano niente).
Logicamente Luis-Alfonso de Borbon vince l’elezione, in virtù dell’unzione popolare viene proclamato Luigi XX, re degli Francesi e degli popoli d’Oltre Mare, Protettore della Laicità e incoronato in una grande ceremonia che riprende il modello capetingio con adattazione (visto che la maggior parte dei regali francesi non esistono piu) a Nôtre-Dame di Parigi, Olé ! Il re ottiene la presidenza di onore del Consiglio Costituzionale (senza diritto di voto ma con possibilità di esprimersi) e nomina Premier il candidato designato dall’assemblea nazionale che governa con una seconda assemblea : la chambre des pairs, che prende i posto del senato, composta da « Pari » eletti per dieci anni dall’assemblea e nominati dal re. Questi ricevono il titolo onorifico di « baroni » con privileggi di onore a vità anche dopo la fine del mandato, magnifico per distribuire le lecca lecca a tutti gli ambiziosi avidi di ricompense.
Ultima problema, dove questo re potrebbe dormire ? Non al palazzo dell’Eliseo, residenza degli preisdenti plebei che diventa allora la residenza degli Capi di Stato invitati nel paese. Ci sono poche scelta, Il Louvre non puo, la Gioconda non acetta i rivali. Le Tuileries non esistono piu, gli Invalidi sono gia occupati da Napoleone, « Versaillesland » é diventato troppo turistico. Forse la scuola militare dietro la Torre Eiffel, forse il castello di Vincennes, gia residenza reale durante il Medioevo ma dove si dovrebbe fare una restaurazione immensa per renderlo abitabile ma avrebbe il vantaggio di mettere il re preso il suo popolo nella banlieue Est di Parigi.




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