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    Ghibellino
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    Predefinito Il tramonto della razza bianca

    RIFLESSIONI SPARSE A PARTIRE DALL’ULTIMO LIBRO DI IDA MAGLI.


    “Veramente secondo la celebre espressione di Eraclito, <guerra è di tutte le cose padre, di tutte re; e gli uni proclama dei, gli altri uomini, gli uni fa schiavi, gli altri liberi>. Non solo essa è uno degli indispensabili fondamenti della compagine umana e di tutte le nostre formazioni politiche e sociali, ma è altresì uno dei fattori della nostra vita spirituale, perché molte delle idee madri, molti degli elementi costitutivi che divengono in questa predominanti e determinati, Lo possono divenire, da ultimo e sia pure in lontananza, solo mediante la guerra: sono in larghissimo misura la visuale imposta dalla vittoria, dalla forza, dall’autorità che ne consegue.”.


    Giuseppe Rensi “Filosofia dell’Autorità” Sandron, Palermo, 1920 pag.204










    Chi scrive confessa innanzi tutto che questo ultimo uscito è il primo libro di Ida Magli che ha letto, riducendosi fino ad oggi la sua conoscenza di questa autrice solo a qualche articolo. Su tratta di “Dopo l’Occidente” edito da Rizzoli; non si vuole qui <recensire> codesto libro, ci sarebbe da discutere sulla ricostruzione che fa l’Autrice della figura di Cristo(1) e della condizione della donna in alcune società. Non mi soffermo neppure sulle pagine dedicate alla Russia e al suo futuro, sono meno ottimista della Magli, la demografia russa come quella di tutti i popoli bianchi è in discesa e gli asiatici avanzano, l’Asia gialla punta agli Urali. (per ora, intanto le comunità cinesi si espandono anche in Italia).





    Si può fare un cenno alle pagine che l’Autrice dedica agli Stati Uniti d’America, visti come in preda alla decadenza, (vi si tratta soprattutto del mondo del cinema d’oltre Atlantico, senza, peraltro, mettere nel dovuto rilievo il dominio che vi esercita l’ebraismo) limitandosi a coglierne qualche spunto. Leggiamo alle pagg.153-154 “Il predominio delle caratteristiche fondamentali dei popoli africani è evidentissimo (negli USA), eppure non riconosciuto se non negli aspetti che sembrano marginali: la ritualità della danza e del canto, che accompagnano quasi tutte le manifestazioni festive delle varie <chiese>, il bisogno mistico e visionario che predicatori di tutti i tipi e profetesse fai da te alimentano quotidiane mante con sempre nuovi avvertimenti profetici…Di fatto la forma mentis americana non è difficile da apprendere e da mettere in pratica, almeno per quei popoli, come gli Africani, che non hanno tradizione di pensiero filosofico, meditazione teologica, dubbio sistematico della scienza. Il risultato dell’incontro, però, è stato, con il passare dei secoli, la formazione di una personalità fondamentalmente <africana> nella maggioranza degli Americani, tanto più caratterizzata in questo senso quanto più, sono diminuiti i <bianchi> che oggi sono fisicamente in minoranza.”Codesta considerazioni ci ricordano quelle espresse a suo tempo da Julius Evola, i lettori ricorderanno certamente il suo saggio “America negrizzata” nel volume “L’Arco e la Clava” (Mediterranee, Roma, 2000, pagg.39-461).


    Comunque, pag.154 “…quello che porterà a un sempre maggiore declino americano mano a mano che aumenterà la differenza numerica in rapporto ai bianchi, sarà l’atteggiamento di lentezza e d’inerzia, tipico degli africani e musulmani”. Inoltre (pag.158) “….con la presenza dominante degli africani nel territorio europeo e il declino dei bianchi, non giungeranno più in America le intelligenze scientifiche e artistiche che hanno arricchito, fin dall’inizio della sua storia,la produzione americana in tutti i campi; e andrà perduto anche il prestigio che ha implicitamente sostanziato, con la presenza della civiltà europea, il cosiddetto <Occidente>”. La fine dell’Europa bianca potrebbe dunque significare la fine di ogni possibilità di civiltà.




    Sempre riguardo agli USA, (pag.149-150. ) “Dalla parte di qua dell’Oceano … non si possono analizzare le cause della morte dell’Europa senza inserire nel bilancio negativo l’enorme influenza che l’America ha avuto sui comportamenti dei politici e delle classi dirigenti, ma soprattutto sul costume e sugli ideali delle masse europee. Inutile ricordare, poi, che gli esiti delle due grandi guerre del Novecento sarebbero stati quasi certamente molto diversi se non vi fosse intervenuta l’America. Per quanto appaia quasi impossibile, infatti, calcolare il peso effettivo della presenza americana in Europa in tutti i campi, bisognerebbe cominciare da quello che ha avuto nel trattato di pace della Prima guerra mondiale, terribilmente ingiusto nei confronti della Germania,….e che è stato causa in buona parte delle tragedie che si sono susseguite in Europa fino alla Seconda Guerra Mondiale. Per farsene però almeno un’idea si può riflettere sulla forza del mercato con il quale l’America ha imposto i suoi oggetti di vita comune, i suoi prodotti culturali e militari ai poveri Stati europei sbigottiti di fronte alla sua ricchezza e soprattutto di fronte alla sua certezza non di creare, ma di essere il meglio.” Si può qui ricordare che il grande F.P.Yockey giunse a ritenere che una conquista sovietica avrebbe avuto effetti alla lunga meno disastrosi per l’Europa del dominio statunitense.

    Nel complesso, una prima lettura del testo della Magli ci fa pensare che vi sia silenziosamente presente un fattore di cui non è opportuno fare il nome nelle compagnie “per bene”, fattore che forse, non è ben definibile scientificamente tanto che alcuni arrivano a negarne l’importanza e talvolta, la stessa esistenza: la razza!


    Come non pensare in effetti, ai fattori razziali quando si legge: (Pag.64) “..malgrado gli sforzi fatti per negarlo: tutte le teorie sull’ugualitarismo sono state soltanto frutto del <desiderio>, ma non si possono chiudere gli occhi di fronte al fatto che il carattere distintivo di ogni popolo si manifesta sempre, quale sia la situazione da affrontare o il problema da risolvere.”


    Pag. 180 “Lo svolgimento della storia è sempre legato per prima cosa al comportamento precipuo dei popoli, alla loro psicofisicità, al loro <temperamento> o <carattere>….” Poi a pag.187 “..i tratti culturali di base possono essere, o per meglio dire, siano quasi certamente ereditari.”


    Pag.197 “Al di là del significato letterale delle parole, la lingua è il contenitore creato e creante di un determinato modello culturale; rispecchia perciò la forma mentis del popolo che la parla, la struttura della società in cui vive, il suo temperamento, le sue passioni, la sua sensibilità all’ambiente che lo circonda e il modo con il quale lo utilizza a livello materiale tanto quanto a livello simbolico.” Ancora pag.224 “Le religioni sono lo specchio più lucido e trasparente (la proiezione) del carattere dei popoli.”




    Riassumendo ( Pag.143) “Sono gli uomini che creano le culture: quella europea è stata creata dai bianchi. L’Europa sarà abitata da una grande maggioranza di popoli di colore: africani o mediorientali.”Pag.144 “Con una <personalità>, una cultura, una storia, totalmente diverse da quelle degli Europei, i popoli che s’impadroniranno del territorio dell’Europa non produrranno né filosofia, né scienza, né arte, né musica, come afferma chiaramente la religione che hanno adottato. Anche la consapevolezza della storia, fattore principale della civiltà europea, sparirà.”…… Nessuno piange sulla fine dei <bianchi>, sebbene siano in tanti a piangere per la fine dei panda o di qualsiasi altra specie animale, perché questa fine è stata ossessivamente voluta e perseguita dai governanti e da tutti i leader europei …. Dell’Europa rimarrà soltanto il nome del territorio geografico. Il resto sarà Africa.”

    In precedenti articoli si è fatto cenno alle differenze intellettuali che vi sarebbero tra bianchi e negri, è un problema da tener costantemente presente e da approfondire visto che la più parte degli immigrati che si riversano sull’Europa sono negri negroidi o, in varia misura, negrizzati .(2)


    Possiamo qui citare: “Non sono le bombe né le azioni militari che abbattono i popoli. E’ la sommersione etnica. Le bombe e la violenza, al contrario, possono risvegliarli. L’arma di guerra più letale, in ogni tempo, sono state l’infiltrazioni di popolazioni straniere, le naturalizzazioni, i graduali prese di potere da parte degli stranieri” G.Faye <Avant-Guerre> (L’Aencre , Paris, 2002, pag.44)


    <...nei lunghi tempi della storia le uniche vittorie che contano sono quelle demografiche> Carlo Jean <Geopolitica> Laterza, Bari, 1995, pag. 81 In particolare :“Una cosa è sicura: l’Islam è una marea montante, che da almeno trent’anni sta invadendo il Vecchio Continente, e che nei prossimi trenta potrebbe addirittura sommergerlo” Massimo Jevolella <Nell’attesa del diluvio islamico>in<Il Giornale>6 V 1992.




    Nell’ambito dell’invasione dell’Occidente da parte delle altre popolazioni, l’Islam rappresenta, infatti, per la Nostra, la minaccia principale (pag.23) “Una volta padroni dell’Europa…i musulmani…ne distruggeranno l’<europeità>, come è sempre successo quando una cultura è subentrata a un’altra. I cristiani non hanno forse raso al suolo tutti in templi, tutti gli edifici della Roma pagana, appena sono diventati abbastanza forti per poterlo fare? Hanno distrutto perfino ciò che i Romani, con il realismo e la sapienza ingegneristica che li contraddistingueva, avevano costruito al servizio e per il benessere dei popoli sottomessi al loro impero. Strade, mura, ponti acquedotti, fontane cloache, terme giardini, anfiteatri: tutto é stato abbattuto, rifiutandone con l’irrazionalità dell’odio la meravigliosa funzionalità. Quel poco che sarebbe stato troppo faticoso o che non si era in grado di distruggere (non esistevano le bombe allora: per questo il Colosseo è ancora in piedi) è stato abbandonato alla sicura consumazione del tempo. Le misere condizioni di vita dell’Europa medioevale, la spaventosa mortalità infantile, la violenza delle malattie contagiose sono da attribuirsi in gran parte alla mancanza di ogni regola d’igiene, all’assenza di fognature, alla scarsità d’acqua, alla condanna del suo uso da parte della Chiesa che aveva spronato a eliminare le opere idrauliche dei Romani ritenute strumento di libidine e di corruzione”. (3)

    Così per la Nostra non vi sono dubbi (pag.37) “Se, come dicevamo, i cristiani hanno distrutto tutto della civiltà romana, sicuramente almeno altrettanto faranno i musulmani. Inutile dunque, farsi illusioni: di noi non rimarrà nulla”. Il buon Celine aveva profetato che sarebbe stata gran cosa se di noi di fosse salvata almeno la parola del Generale Cambronne, la Magli sembra ancor più pessimista.


    In effetti, ancor oggi assistiamo alla distruzione di opere d’arte riferibili ad altre fedi da parte degli Islamici (notissimo caso delle grandi statue del Buddha distrutte dalla barbarie dei Talebani, in Iran, alla caduta della Monarchia dello Scià “Luce degli Ariani” vi fu chi pensò di radere al suolo le rovine pagane della gloriosa, Persepoli, mentre in Egitto vi sarebbe persino chi mediterebbe di far saltare le pagane piramidi! Non si potrebbe peraltro escludere che la crisi che attualmente colpisce tutte le religioni non tardi a colpire anche quella del Profeta della Mecca. Inutile poi ripetere che se l’Islam minaccia l’Europa non si vede come questa possa essere difesa sostenendo la folle impresa del sionismo!


    Riguardo all’Islam militante possiamo qui citare quanto scriveva Walter Laqueur in “Fascismi, Passato, presente, futuro”(Tropea,Milano,2008,pag.198) “Il ricorso all’aggressività dipende probabilmente anche da (vari) motivi : se non la si distrugge,la civiltà occidentale, con la sua scienza, col suo laicismo e razionalismo, coi suoi divertimenti finirà per distruggere l’islam e trascinarlo nella dannazione. Siccome la costruzione di un muro per tenere lontani gli influssi culturali occidentali non è praticabile.,e sarebbe inutile,l’unica maniera per arrestare l’imputridimento consiste nel distruggere la sorgente del male, di qui la necessità di islamizzare Spagna e Francia, cui seguirebbe il resto d’Europa e l’intero pianeta.”….”


    In complesso, se si considera la storia dell’Europa come quella di una “fortezza bianca” assediata e assalita fin dall’antichità dalle popolazioni asiatiche ed africane ,si vede come la maggior parte di codesti assalti al nostro continente vennero attuati da genti di fede islamica (cfr tra i tanti, Arthur Kemp “Jihad Islam’s 1..300 year war on Western Civilisation”Ostara,USA,2008 e Gonzague de Reynold “La Cittadella Assediata” Idee in Movimento, Genova, s.i.d, utili elementi si trovano anche nel discusso,e discutibile testo di S,P.Huntington “Lo Scontro delle Civiltà. E il nuovo ordine mondiale”Garzanti,Milano,1997)




    Vi sono indubbiamente elementi che fanno ritenere che nel mondo islamico vi sia chi voglia riprendere antichi disegni espansionistici Dante Martelli <Riprendiamoci il maltolto> in <L’Espresso>25.2.1994 scriveva che gli Iman delle moschee algerine “ora che è il Ramadan…disegnano scenari oscuri; indicano negli Europei i nemici dell’islam.. e, tra le altre cose, invitano i fedeli <a riprendere il maltolto> armi alla mano: tutti i paesi della conquista musulmana intorno all’anno 1000, Andalusia, Sicilia, Provenza incluse” Sul n .216 1/15 maggio 2006 la rivista Faits et Documents pubblicava un estratto del discorso pronunciato il 10 Aprile a Timbuctu dal defunto presidente libico Gheddafi: "Tutto il mondo deve diventare musulmano. Oggi, qui a Timbuctu, noi ridefiniamo la storia. Noi abbiamo 50 milioni di musulmani in Europa. Vi sono segni che attestano che Allah ci accorderà una grande vittoria in Europa: senza spade, senza fucili,....I 50 milioni di musulmani dell’ Europa ne faranno un continente islamico. Allah mobilita la Turchia, nazione musulmana, e permetterà il suo ingresso nell’Unione Europea. Vi saranno allora 100 milioni di musulmani in Europa. L' Europa è oggetto del nostro proselitismo come l´America. Essa ha la scelta tra il diventare musulmana e dichiarare la guerra ai musulmani" Ancora una volta: ducunt volentem fata nolenten trahunt?



    Per noi, ripetiamolo, la “minaccia islamica” non è che un aspetto della invasione immigratoria che sta travolgendo l’Occidente bianco, tuttavia possiamo chiederci se sarà essa a risvegliare le ultime volontà di resistenza dell’Uomo Bianca Europeo costringendolo alla lotta non solo contro codesta “minaccia” ma anche contro il pericolo di venire sommerso dalle razze di colore in genere.


    A differenza di quanto sembra ritenere la Magli, chi scrive continua a ritenere, o a illudersi, che, nonostante il continuo lavaggio dei cervelli e il propagarsi anche in Europa di ogni tipo di meticciato, la sommersione della Razza Bianca da parte dei popoli “di colore” probabilmente non potrà effettuarsi in modo del tutto “indolore”., Chi potrebbe oggi escludere che il sangue possa scorrere in Europa in un futuro più o meno prossimo con operazioni di “pulizia etnica”(con contorno di “stupri etnici”), pogrom, tentativi di espulsioni di massa e via elencando? Il “Sole 24 Ore radiocr in data 24 maggio 2011 citava Giulio Tremonti allora ministro dell’economia che avrebbe detto “Occorre cercare una soluzione ai problemi innescati dall’immigrazione per evitare di finire tutti nazisti”. Evidentemente il noto uomo politico non esclude che i difensori dell’Europa e della sua identità etnica possano diventare, in futuro, un importante forza politica! Forse nei giorni scorsi sullo sfondo di un orizzonte sempre più oscuro abbiamo visto accendersi le prime luci di una “Alba Dorata”!


    Chi abbia avuto la pazienza di seguire i contributi del sottoscritto avrà capito che lo scopo di questi modesti scritti è quello di trovare delle motivazioni per continuare a rimanere, a resistere, su posizioni che oggi possono apparire “perdute” e la prospettiva di future lotte etniche favorite da un clima di disastri ambientali economici etc. con il fallimento dei sistemi democratici non può che incitare a “tenere duro”. Di fronte ad un estremo pericolo potrebbero ridestarsi fattori che si credono ormai estinti da tempo (4)


    Silvano Lorenzoni in <Contro il monoteismo> (Ghenos, Ferrara, 2006 pag53 e segg.) Traccia le “linee di catastrofe” che minaccerebbero il mondo attuale. Ci limitiamo, qui, alle prime due:


    A. <L’incombente catastrofe ecologica, con le sue tre casistiche di punta che sono l’effetto serra, la deforestazione dei tropici (con importanti conseguenze per la disponibilità idrica globale) e la contaminazione generalizzata della biosfera, nonché quella contaminazione umana causata dall’aumento pullulante e canceroso delle popolazioni terzomondiali. I suoi effetti, già ampiamente percepibili, raggiungeranno un andamento vorticoso al più tardi verso il 2020>:


    B. <I montanti problemi razziali. Le masse di colore sono state edotte, da utopisti e buonisti, da missionari monoteisti, confessionali e laici, sul fatto che esse sono sempre state “sfruttate” dai colonialisti europei e ora, galvanizzate anche dall’islam, vogliono la loro vendetta. Ormai ampiamente inserite nel nostro tessuto sociale, lo stanno conducendo ad un generalizzato impoverimento. Siamo di fronte alla complessiva terzomondizzazione della stessa Europa. Questi fenomeni già pienamente in atto, si aggraveranno nell’immediato futuro ad un ritmo vorticoso e irrefrenabile sino all’implosione.>(5)


    Anche a costo di ripeterci, riprendiamo i pareri di alcuni autori di vario orientamento :




    “..l’eterna guerra tra le razze è la legge della storia mentre la pace perpetua non è che il sogno degli idealisti” Luis Gumplowicz <La Lucha de Razas> La Espana Moderna,.Madrid,s.i.d.pag.284


    Lo studio della storia “suggerisce che il genocidio- come la guerra ,il massacro, lo stupro di massa e altre simili atrocità- non sia niente di nuovo e che difficilmente possa essere considerato un fenomeno nato nel XX secolo. Che tali orrori si sono sempre verificati nel corso dei secoli e in tutte le regioni del pianeta” R.Gellately,B.Kiernan <Il secolo del genocidio> Longanesi Milano 2006 pag.16


    “Nell’impossibilità di selezionare o bloccare l’immigrazione non vi è altra prospettiva che quella di uno scontro etnico interno” Carlo Jean<Geopolitica> Laterza, Bari, 1995 pag. 100.


    “Nei conflitti tra civiltà a differenza di quanto avviene con quelli ideologici,si sta sempre dalla parte della propria razza.”(Samuel Huntington <Lo Scontro delle Civiltà e il Nuovo Ordine Mondiale> Garzanti, Milano, 1997 pag.319


    “Non esiste un solo esempio storico di società plurietnica non conflittuale e che non sia stata crudelmente gerarchizzata e oppressiva” G. Faye <Archeofuturismo> SEB, Milano, 1999 pag. 160.


    <Noi veniamo aggrediti, la guerra ci è stata dichiarata, il nostro sangue tramonta o viene corrotto. E tutta l’opera del sistema consiste nel persuaderci che questo formidabile avvenimento non esiste.>Guillaume Faye <Avant-Guerre Chronique d'un catastrophe annoncè” L’Aencre, Paris, 2002,pag.341.


    Thomas W.Chittum <Civil War Two The Coming Breakup of America> (American Eagle Publications, USA, 1996,pag. 77 ) “..più differenti sono le forze nemiche come razza, nazionalità, religione, lingua e cultura, di norma più feroce è la lotta tra di loro”.


    “Per tentare di trarre in inganno, i governi europei evocano i benefici della società multiculturale, ma senza tener conto del fatto che la guerra civile è…il destino della maggior parte degli Stati plurietnici e/o multiconfessionali” Eric Werner <L’Anteguerra Civile> Il Settimo Sigillo, Roma, 2004, pag. 60.


    Lo storico Walter Laqueur scrive nel già citato libro sui Fascismi (pagg.172)” L’odio etnico è un fenomeno globale. Se tutsi ed hutu, induisti e musulmani, greci e turchi, tamil e cingalesi, arabi ed ebrei, serbi e bosniaci, armeni e azeri, irlandesi e irlandesi, non riescono a convivere in pace, è irrealistico pensare che solo l’Europa, fra tutti i continenti, possa essere l’eccezione.”


    Da parte sua Pierre Krebs nel suo “Combat pour l’essentiel” (PanEuropa, Madrid, 2002, pag102) scriveva “La società multirazziale crea di fatto le condizioni di una situazione conflittuale permanente dato che i vari gruppi etno culturali si danno a una competizione (cosa peraltro legittima) riguardo ai loro interessi, i loro bisogni e le loro aspirazioni, e sono naturalmente portati ad affermare la propria identità per sfuggire al suicidio culturale o etnico rappresentato dall’assimilazione, lo stato di pace di siffatte società è ineluttabilmente destinato a mutarsi in uno stato di crisi provocato dalla rivalità tra le etnie”.


    D’ altra parte se il meticciato stesso, almeno in certe proporzioni, non porta alla abolizioni di certe stratificazioni a base etnica(6)esso non porterebbe neppure alla scomparsa delle rivalità tra diverse etnie costrette a coabitare sullo stesso suolo, Scriveva, infatti, Robert Paxton “Il Fascismo in azione” (Mondadori,Milano2005 pag.209) “In Bosnia n,regione iugoslava dalla più alta intergrazione,ricca di quartieri mescidati(sic!) e dove erano frequenti i matrimoni misti,l’epurazione etnica fu ancora più raccapricciante.”


    Possiamo citare dall’articoletto <Le diversità riducono la fiducia> pubblicato su <Il Correre della Sera> del 4 Settembre 2007: “Le differenze sociali ed etniche abbassano la fiducia reciproca: lo sostiene il ricercatore americano Robert Putman dell’Università di Harvard, al termine di uno studio, cominciato nel 2000, basato su un campione rappresentativo di circa 30mila americani raccolto dalla Social Capital Community Benchmark Survey. La ricerca indica che il livello di fiducia è inferiore tra i popoli provenienti da diverse etnie….L’alto livello di immigrazione nei Paesi industrializzati….(non sarebbe una buona cosa) dal punto di vista sociale: la diversità che produce mancanza di fiducia rende difficoltoso il rafforzamento comunitario” (cfr anche <L’Espresso > del 6-sett.2007 <Terrore multietnico La provocazione di un sociologo USA di sinistra: l’immigrazione minaccia la solidarietà sociale. Colloquio con Robert Putnam di Enrico Pedemonte>


    Considerato tutto ciò non sarebbe certo da escludersi che avesse ragione G.F.Freda a sostenere “E’finita l’epoca delle guerre civile europee, sta per cominciare quella delle guerre razziali. Sotto l’urto di imponenti immigrazioni extraeuropee, gli Stati nazionali su dissolveranno. Il futuro sarà teatro di scontri razziali…”Franco G. Freda 1992 cfr.<Monologhi (a due voci)>AR, Padova, 2007.pag.79



    Ci si può chiedere peraltro come mai, nonostante certe previsioni fatte in passato, non divampino ancora negli Strati Uniti d’America sanguinose lotte fra le varie razze, mentre vi dilaga ogni tipo di meticciato e si sia giunti all’elezione di un presidente di colore. Chi scrive ritiene che tale situazione potrebbe cambiare quando nei prossimi anni i “bianchi” (o almeno coloro che passano per tali)verranno a trovarsi in minoranza. Si può ,comunque,citare dall’articolo di Alessandro Farkas “La Strage dei neri che scuote l’America”in “Il Corriere della Sera”del 10 IV2012 “In un sondaggio pubblicato tre giorni fa da Newsweek/Daily Beast,il 72%dei bianchi e l’89% dei neri pensa che il Paese sia spaccato in due sul tema della razza E a quasi 4 anni dall’elezione del primo presidente afroamericano della storia,la maggioranza degli americani(neri e bianchi)ritiene che i rapporti inter-razziali non siano migliorati o siano addirittura peggiorati .E se il 51% dei bianchi boccia il modo in cui Barack Obana ha gestito i rapporti inter-razziali,l’84%dei neri lo applaude.”

    Parrebbe inoltre che anche causa dei mutamenti demografici in corso,a tutto svantaggio dei “bianchi” e soprattutto a partire dall’elezione di Obama vadano riprendendo vigore negli USA i gruppi bianchi ritenuti di “estrema destra”.Analogamente in Europa non mancano le periodiche grida di allarme da parte dei mass media riguardo alle parziali e più o meno effimere affermazioni elettorali in varie paesi di partiti miranti a difendere l’identità dei popoli europei chiedendo una limitazione dei fenomeni migratori.


    Tutto ciò può a giudizio di chi scrive, legittimare l’ipotesi di futuri conflitti anche nel “nostro”(per ora)continente. Si è già scritto che per i popoli,come per gli individui,sarebbe in ogni caso preferibile perire sul campo di battaglia che sprofondando nella putrefazione. Lotte sanguinose potrebbero costituire non solo l’ultima possibilità di sopravvivenza per l’uomo bianco europeo ma anche l’occasione per effettuare quel rovesciamento del corso della storia che pare sempre più necessaria per la salvezza stessa del pianeta.


    Vorremmo che i lettori iniziassero a meditare su tutto ciò. In attesa di ritornare su codesti argomenti concludiamo con quanto scrive Luca Lionello Rimbotti nel suo “La Profezia del Terzo Regno:dalla Rivoluzione Conservatrice al Nazionalsocialismo”(Ritter,Milano,2011,pag.39) “All’uomo spetta….non di osservare o subire la catastrofe cui la modernità sta conducendo la civiltà,ma di spingerla fino all’estremo limite,individuando il punto di rottura e provocando il collasso totale e,con esso,il primo insorgere aurorale del ricominciamento del nuovo ciclo.”


    ALFONSO DE FILIPPI





    Note





    (1) Interessante quanto la Magli scrive a proposito della “civiltà”israelita all’epoca in cui sarebbe vissuto il Cristo (pag.137) “…..malgrado le infinite , appassionate ricerche fatte dagli archeologi per trovare dei ruderi,degli utensili,una qualsiasi traccia del tempo di Gesù,non si è trovato nulla. E non si è trovato nulla perché gli ebrei non fabbricavano nulla. Qualche amo per la pesca, qualche ciotola o brocca per l’acqua,qualche monile d’argento e basta. Non si sono trovati neanche i resti di una sinagoga e di qualcuno dei paesi o villaggi dove secondo i Vangeli Gesù andava spesso:Cafarnao, Magdala, Nazaret, Cana…. nulla.” Julius Evola”I Testi de <La Stampa>”AR, Padova,2004” scriveva “…assurda l’idea che l’antica civiltà ebraica abbia rappresentato qualcosa di privilegiato e di superiore, tanto modesta appare la statura di Israele di fronte all’etica e alla spiritualità comune alle antiche stirpi ario-elleniche ,indo-arie, ario-romane, ario-iraniche.” Riguardo poi alle origini del cristianesimo a pag.129 si legge “Il costruttore della teologia è stato Paolo,che ebreo e rabbino-fariseo era prima della conversione e ugualmente ebreo-rabbino e fariseo è rimasto dopo.”






    (2) “Una delle tesi difensive più care alla sinistra-che i pessimi risultati scolastici dei negri siano da imputare a fattori sociali, al grado cioè di ricchezza familiare- è smentita da precise rilevazioni. Gli studenti negri appartenenti a famiglie con reddito annuo tra i 50 e i 60 mila dollari non riescono a tenere negli studi il passo dei colleghi asiatici<poveri>, appartenenti a famiglie con reddito tra i 10 e i 20 mila dollari annui. E il dato negativo per i colorati, trova conferma bei test di intelligenza raccolti negli orfanotrofi. Tra gli ospiti delle varie razze, allevati tutti, come è ovvio, in condizioni di assoluta uguaglianza per i punteggi conseguiti i neri occupano saldamente la coda della classifica.” Così Piero Sella <Genesi e funzione del “pregiudizio”nella cultura democratica> in <L’Uomo Libero>n. 39 Gennaio 1995. In realtà: “nessuno contesta nel mondo scientifico americano, o in quello politico, che i neri abbiano quozienti medi di intelligenza più bassi dei bianchi” ammetteva Arturo Zampaglione: <Sei nero?Allora sei stupido.>in <La Repubblica>10 X 1984. “Statisticamente, la media della popolazione negra appare meno intelligente della media della popolazione bianca” così Maurizio Blondet <Sei cretino? E’colpa di papà>in <Il Settimanale>12 XI 1975. Inoltre, sempre negli USA, “il colore della pelle si schiarisce presso i negri man mano che si sale verso categorie di più alto livello sociale, il che conferma che fattori genetici intervengono in un modo o nell’altro, nella determinazione di questo livello.”Arthur Jensen <Genetica, educabilità e differenze tra le popolazioni> in <L’Uomo Libero> n 8, Ottobre 1981.Giuseppe Sermonti <Il Mondo è cretino?> in <L’Italia> 23 novembre 1994 scriveva: "Dai tempi di Darwin, c' è sempre qualcuno che ha misurato l'intelligenza umana e sempre è arrivato alla stessa conclusione, l'inferiorità negra. Uno dei primi esperti di IQ (Coefficiente di Intelligenza, W. Dubois non esitò a concludere che i negri rano<Absolutely beyond the possibility of civilization> assolutamente al di là di ogni possibilità di civilizzazione ).Il recente libro di Herrnstein e Murray "La Curva a Campana", che ha risollevato il caso, si guarda bene dall'usare quelle espressioni di tono così razzista, ma afferma che, all'estremo inferiore della curva di distribuzione dell'intelligenza, c'è una sottoclasse con basso coefficiente e propensione al crimine. Sono i negri. Le obiezioni che si sollevano a queste conclusioni sono di tre tipi. La prima, più franca e sbrigativa, è questa: "questo è razzismo". La seconda, sociologica, è che l’ inferiorità negra dipende dall' ambiente misero della gente di colore. La terza è che i test, di intelligenza (l'IQ) valutano attitudini marginali, cioè sono poco intelligenti. Queste obiezioni sono state superate. La Scienza non può evitare la conclusione della bassa attitudine dei negri, perché non può permettersi di scartare una realtà per il solo fatto che è scomoda, né può concedersi di rinunciare alla massima efficienza produttiva. Il razzismo è l'inevitabile esito delle statistiche biologiche.” Ancor prima che negli USA dilagassero i rapporti sessuali tra appartenenti a Razze diverse e il conseguente meticciato, i negri del Nord America avrebbero goduto di una certa qual superiorità nei confronti di quelli africani grazie agli incroci avvenuti al tempo dello schiavismo. “La proporzione dei geni provenienti dalla popolazione bianca e facenti parte del genotipo dei negri americani ‘ del 31%. Da ciò proviene la riconosciuta superiorità del negro americano rispetto agli altri componenti della stessa razza.”B.B.P. <Complement>a <Metaphisique du Sang>in <Totalitè>N23 Automne 1985.”..”






    3) H..S Chamberlain ebbe a scrivere riguardo all’intolleranza semitica “Accadde dunque che, poco prima della morte di Ezechiele, il nobile Re dei Persiani, Ciro conquistò i territori babilonesi, e con la magnanimità dell’indoeuropeo, che di sua natura non è sospettosa, autorizzò il ritorno degli ebrei ed accordò loro il suo aiuto per la ricostruzione del tempio. Sotto la protezione della tolleranza ariana, si eresse il focolaio da cui l’intolleranza semitica si sarebbe diffusa come un veleno sulla Terra, per la sventura di tutto ciò che si sarebbe creato di più nobile e per la vergogna eterna del cristianesimo” <La Genese du XX Siecle>Payot, Paris, 1913, vol. I pag. 581






    4) M.F. Canella in <Principi di psicologia razziale>Sansoni, Firenze, 1941.pag.103 scriveva“ …è un vecchio luogo comune che sono soltanto le situazioni difficili o disperate che possono rivelate tutte le energie, le risorse, le possibilità innate di un individuo, come di una collettività.”: Più recentemente Renè Freund <La Magia e la Svastica-Occultismo, New Age e Nazionalsocialismo>(/Lindau, Torino, 2006, pag. 154)<Quando la società attraversa una crisi, riemergono per lo più il paganesimo sepolto o altre correnti magiche o di religione naturale, sempre presenti a livello sotterraneo. Ciò che vale per gli uomini vale anche per le società umane …..Ciò che è stato rimosso e bandito torna di nuovo in superficie.” Soprattutto “..il più alto strumento di risveglio interno della razza è la lotta,e la guerra sua più alta espressione” Julius Evola <I testi de La Difesa della Razza>Ar,Padova,2001,pag.765






    5) “La nostra milizia “in partibus infidelium”non si presenta …disperata per due presupposti per noi incrollabili: Il primo è che il sistema plutocratico che si è impossessato del mondo contiene in sé insanabili assurdità e contraddizioni da porre in breve l’umanità intera davanti ad una tremenda crisi di sopravvivenza; il secondo è che, in quel momento, una minoranza agguerrita con idee chiare e spietato realismo, nutrita di una saggezza millenaria, rappresenterà l’unica alternativa di salvezza.” Rutilio Sermonti<Manuale del Militante Nazional Popolare> M.N.P. Roma, 2004, pagg 10-11. “I problemi razziali e quelli ecologici ormai configurano le due ganasce di una immane tenaglia che, irreversibilmente a quanto sembra, sta stritolando il mondo della modernità contemporanea”Silvio Waldner <La Deformazione della Natura>AR, Padova, 1998, pag. 11






    6) Scriveva Rutilio Sermonti <L’Equivoco razzista> in <Rinascita> 13 Ottobre 2005- “La storia insegna anche che l’integrazione razziale non produce mai una fusione paritetica, bensì il dominio di una razza-padrona di serie A (come in America i famosi WASP) su razze di serie B (come latini, asiatici e negri) costretti ad adattarsi al letto di Procuste di una civilizzazione non creata dai loro padri e a cui non sono portati. La parola “libero”, per chi non lo sapesse, significa per etimologia millenaria “appartenente alla stirpe dominante “Silvio Waldner <La Deformazione della Natura>Ar, Padova, 1997.pag.28, sosteneva: “Il problema razziale non viene eliminato neppure dal meticciato, contrariamente alle fantasie morbose di tanti utopisti egualitari. Nelle terre e nelle società a meticciato diffuso-……si incomincia a formare una stratificazione sociale nel cui ambito l’<aristocrazia> è formata da coloro che hanno un massimo di sangue degli antichi padroni.”

    EreticaMente: Il Tramonto dell’Occidente e della Razza Bianca
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  2. #2
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    Predefinito Re: Il tramonto della razza bianca

    Da leggere tutto, veramente interessante. Sono curioso di conoscere il parere dei camerati social-nazionalisti
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  3. #3
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    Predefinito Re: Il tramonto della razza bianca

    Ho appena letto l' articolo. Non è facile dare un opinione asciutta e lineare, perchè i singoli punti affrontati richiedono una rielaborazione piuttosto lunga.
    Il declino della razza bianca è vistoso, dal punto di vista demografico, ad eccezione degli afghani (gli unici bianchi rimasti restii a qualsivoglia forma di civilizzazione), i turchi, gli israeliani (che conservano tratti caratteriali piuttosto arcaici e imperialisti): non si fanno più figli, un pò per pigrizia, un pò perchè si dà importanza a certi aspetti della vita come la carriera, la libertà, per cui i figli sarebbero un ostacolo al godimento di questi aspetti della vita, la pressante precarizzazione fatta di disoccupazione, flessibilità lavorativa, tasse, tagli alla spesa pubblica. Le altre razze continuano a fare figli copiosamente, seppur a ritmi più bassi rispetto a prima. Questa è la spiegazione più razionale della decrescita della razza bianca.
    Quali possono essere le conseguenze della sua supposta estinzione? Nessuna in particolare. La ruota del progresso gira nella storia, è sempre successo. Molte invenzioni furono fatte da cinesi, indiani, arabi. Insomma la civiltà non finirebbe per questo. Oggi c'è una crisi di un modello di sviluppo, che ha avuto le basi nelle nazioni bianche europee e nordamericane, ma è la crisi di un modello, che trascende le razze.
    Le altre razze sono di ostacolo al progresso? Gli asiatici e gli indiani (più pakistani e bangladeshani) mi pare il contrario; neri, amerindi, arabi, neanche loro. Riguardo i neri va detto che sono stati catapultati bruscamente in questo tipo di civiltà in un paio di secoli, erano abituati ad un altro sistema di vita che richiedeva anche una specifica conformazione del cervello, con un' intelligenza più bassa o al limite, diversa. Nell' ultimo secolo il loro quoziente medio di intelligenza, per selezione naturale in parte, e in altra parte per allenamento della mente che si traduce in trasformazione cerebrale, è aumentato, visto che si sono trovati buttati in un mondo diverso da quello delle foreste pluviali. Riguardo i bianchi va detto comunque che nella stragrande maggioranza della civiltà non sono stati proprio creatori, bensì beneficiari passivi come sempre succede in ogni gruppo razziale, e spesso vittime.
    Le culture tradizionali di amerindi, neri, aborigeni, arabi, nordafricani, rifiutavano la fretta e il lavoro a pieno regime, infatti l' articolo cita in America la lentezza e l' inerzia dei musulmani e dei neri; per la verità, confesso che per quanto bianco sono lento e apatico, così tante altre persone bianche. In seno alle razze bianche troviamo dei gruppi umani piuttosto laboriosi e frettolosi, come i romagnoli che Freezer conosce bene, ma anche tanti strati sociali pigri e poco reattivi, come i meridionali (dicono), i sardi (dicono), molti inglesi, i greci, i portoghesi, gli stessi scandinavi che hanno orari di lavoro molto ridotti, gli slavi. Alla fin fine scopriamo che tutto il mondo è paese!
    Pigrizia e inerzia sono aumentati nei bianchi, mentre sono diminuiti tra le altre razze, probabilmente perchè il mondo bianco ha esaurito la sua forza, è stanco, ha dato quello che doveva dare, come ogni altra cosa della natura che nasce, matura, poi invecchia, muore e infine rinasce. Gli altri, i non bianchi, vogliono dimostrare di non essere le schiappe che sono state per secoli ritenute.
    Fatte queste elaborazioni antropologiche e sociologiche, non è detto che la fine della civiltà borghese (alla fine si chiama così), sia un male e le razze bianche non possano raggiungere la felicità seguendo altri modelli più lenti, sobri e statici, sicuramente più peculiari e tradizionale per la maggior parte dei popoli bianchi, dai sardi agli inglesi, dagli ungheresi ai greci, dagli ucraini agli scandinavi. Riscontro, forse a torto, che gli autori di questi articoli, nella denuncia del pericolo islamico (che comprendo giacchè le donne non mi piace vederle tutte velate e adoro vino e birra, e voglio che i nuraghi sardi, i templi pagani antichi, siano lasciati integri) e del pericolo della razze di colore (qui invece si esagera un pò), sembrano allarmati e dispiaciuti dalla fine del cosiddetto modello, assetto, occidentalista, quando i realtà tale fine è coerente con il ciclo di vita di tale modello.
    Ultima modifica di Avanguardia; 16-06-12 alle 01:42

  4. #4
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Il tramonto della razza bianca

    Certo l'articolo prendendo spunto del libro della Maglie finisce per assumere, alla fine, connotati apocalittici e non sempre condivisibili. Però un punto mi pare importante e cioè l'inevitabilità del futuro conflitto razziale e l'impossibilità della convivenza tra razze. Questo fa chiaramente capire che anche per la Maglie, giornalista dell'establishment berlusconiano, le razze esistano e siano una componente formidabile dello sviluppo umano, anzi, secondo me, la componente principale. Che la razza bianca sia in declino penso sia un dato di fatto, che questo declino corrisponda alla corruzione morale delle classi dirigenti è un altro dato di fatto, che le razze negre siano quelle con maggior dinamicità e fecondità è altro dato di fatto. Io concordo sulla conclusione e cioè l'inevitabilità del conflitto razziale in Europa. L'altra alternativa è il meticciamento globale ma non credo che ci sarà. L'unica cosa che escludo a priori e che non avverrà mai è il sogno dei multiculturalisti adesso al potere in Europa e cioè una pacifica convivenza tra razze diverse sullo stesso territorio. Questo è assolutamete da escludere
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  5. #5
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    Predefinito Re: Il tramonto della razza bianca

    Il meticciamento di massa da realizzarsi in Europa penso sia una paranoia di alcuni ambienti della destra radicale. Ci sarà senz' altro un aumento delle copie miste, è anche normale, però ad un meticciato generalizzato non si arriverà mai, riguarderà sempre massimo un 20-30% delle rispettive razze. Questo famoso meticciato di massa può realizzarsi solo con l' imposizione tramite la forza.
    Lo scontro razziale è più possibile, le tensioni sociali possono deviare verso scontri razziali, chiaro (lessi che queste migrazioni bibliche furono desiderate tra i vari motivi, per far si che le tensioni dovute al sistema economico deviassero verso tensioni tra razze e culture diverse, tra stranieri e autoctoni). Non è detto che succeda, esistono esempi di società multirazziali, povere, dove è molto alta la conflittualità sociale, ma poco rilevante quella razziale. Come in America Latina, lì ti trovi la classe politica quasi interamente di bianchi, discendenti delle classi dirigenti che presero le redini di quelle terre secoli fa, ma se vai nelle bidonvilles, nei tuguri, nei villaggi di campagna o mare poveri, trovi una significativa presenza di bianchi diseredati, che non sono la maggioranza ma un 25-30%, anche 40%, sì, per cui diventa difficile additare di un sistema ingiusto tutta una razza, o della criminalità di strada tutta una razza.

  6. #6
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    Predefinito Re: Il tramonto della razza bianca

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    Il meticciamento di massa da realizzarsi in Europa penso sia una paranoia di alcuni ambienti della destra radicale. Ci sarà senz' altro un aumento delle copie miste, è anche normale, però ad un meticciato generalizzato non si arriverà mai, riguarderà sempre massimo un 20-30% delle rispettive razze. Questo famoso meticciato di massa può realizzarsi solo con l' imposizione tramite la forza.
    Lo scontro razziale è più possibile, le tensioni sociali possono deviare verso scontri razziali, chiaro (lessi che queste migrazioni bibliche furono desiderate tra i vari motivi, per far si che le tensioni dovute al sistema economico deviassero verso tensioni tra razze e culture diverse, tra stranieri e autoctoni). Non è detto che succeda, esistono esempi di società multirazziali, povere, dove è molto alta la conflittualità sociale, ma poco rilevante quella razziale. Come in America Latina, lì ti trovi la classe politica quasi interamente di bianchi, discendenti delle classi dirigenti che presero le redini di quelle terre secoli fa, ma se vai nelle bidonvilles, nei tuguri, nei villaggi di campagna o mare poveri, trovi una significativa presenza di bianchi diseredati, che non sono la maggioranza ma un 25-30%, anche 40%, sì, per cui diventa difficile additare di un sistema ingiusto tutta una razza, o della criminalità di strada tutta una razza.
    Io ritengo invece che il meticciamento di massa dell'Europa sia un pericolo, concordo con te che sia poco probabile, ed è appunto per questo che lo scontro interrazziale sia probabile. Chiaramente dovrà essere innescato da fattori esterni alla pura e semplice questione razziale ma ritengo molto possibile che ci sarà. Quello che mi sento di escludere nel modo più tassativo è la convivenza razziale, questo lo escludo. Ne abbiamo esempi ovunque nella storia umana.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  7. #7
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    Predefinito Re: Il tramonto della razza bianca

    Ho letto tutto e devo dire che è alquanto interessante, nonostante diciamo che "ometta", forse per quieto vivere, qualcosa di più specifico sulle elites che stanno portando a questa situazione. Io ritengo che la direzione in cui vogliono mandarci queste elites non sia il conflitto razziale nè l'islamizzazione(un'eventuale Europa islamica non credo sarebbe auspicabile da parte di queste elites) ma la cosiddetta "integrazione", intesa come far sì che gli abitanti dell'Europa, che siano autoctoni o allogeni, mettano da parte la coscienza nell'immutabile(etno-razziale) a favore di una coscienza nel mutabile, ovvero in un insieme di "valori" la cui diffusione negli abitanti dell'Europa, che siano autoctoni o allogeni, possa essere utile o comunque non contrastante con le volontà di queste suddette elites.

    Autori delle stesse elites sottolineano anche apertamente il futuro che si auspichino, un futuro in cui le differenze razziali, religiose, culturali e di mentalità siano gradualmente distrutte per far sì che non ci siano più conflitti fra popoli nel loro perfetto mondo governato da elites internazionali e composto da persone appartenenti ad una futura "unica razza umana meticciata" che pratichino la "religione occidentalista", la cui cultura sia quella che viene imposta dall'istruzione mondialista, la cui mentalità sia il consumismo e, magari, che la lingua primaria usata, se non l'unica lingua, sia l'inglese.

    Per arrivare a medio termine ad uno scenario simile ogni tipo di identitarismo, razziale, culturale non-occidentalista, religioso non-occidentalista, è visto come un problema, un ostacolo. Dal loro punto di vista sono nemici sia gli identitari razziali e gli etnonazionalisti, sia quelli con un'ideologia politica vicina al fascismo o al nazionalsocialismo, sia i musulmani praticanti, sia i cinesi con mentalità non-occidentale e sia i cristiani troppo osservanti. Ognuno di questi soggetti poi, per un motivo o per l'altro, potrebbe rischiare di diventare strumentale a queste elites per un motivo o per l'altro, ma ciò che conta è che a lungo termine i G.O.O(Governi Occupati d'Occidente) vedon tutti questi soggetti, così diversi fra loro e talvolta anche in netto contrasto fra loro, come un ostacolo al loro obiettivo.

    Ovviamente i conflitti razziali in Europa, a prescindere da chi possano esser vinti, rappresentano in ogni caso una sconfitta per queste elites e quindi non penso che siano auspicabili per loro. Sono auspicabili per loro, questo sì, i conflitti culturali, i conflitti fra quelle che io chiamo "le due principali destre integrazioniste" che puntano all'Occidente(il concetto di destra integrazionista è spiegato in uno dei link a fine post): il grande "Occidente democratico", che rappresenta per loro "la parte giusta" e l'arretrato "mondo islamico", che rappresenta per loro la "parte sbagliata". Chiaramente ritengo l'islam, nelle sue varie forme, un qualcosa di lontanissimo da me ed un qualcosa di estraneo alla mia concezione di Europa, ma non impazzisco nemmeno per il "grande Occidente Democratico" anzi, questo soggetto è probabilmente il nemico più diretto di ogni forma di identitarismo visto che i G.O.O che lo reggono han l'obiettivo di distruggere le differenze(ogni identitarismo si basa su un qualche tipo di differenze da preservare). Le parole chiave di queste due "religioni opposte"(occidentalismo ed islam) sono le seguenti: integrazionismo ed universalismo. Integrazionismo perchè esse puntano non alla distruzione del nemico ma all'assimilazione dello stesso se possibile, universalismo perchè chiunque, se vuole, può "diventare" parte di queste due religioni tanto opposte nella sostanza quanto analoghe in certe parti della forma.
    Dicevo che questo tipo di conflitto è effettivamente auspicabile dalle elites di cui sopra perchè, in caso di vittoria del "grande Occidente Democratico" la strada per loro sarebbe spianata, a patto che le attuali "opposizioni identitarie europee" al GOD(Grande Occidente Democratico, quasi, appunto, una "divinità da adorare", un "god") vengano emarginate o, meglio ancora, inglobate nelle forze in difesa del GOD, per la gioia dei GOO e delle elites che li han messi su e che li sostengono.

    E qui arriviamo al punto e chiudiamo il cerchio, nel senso che l'oggetto di questo thread sembra essere il "tramonto della razza bianca", e quale miglior modo di farla tramontare se non quella di usarla per i propri scopi tramite la propaganda del "cambio di identitarismo"? Da identitario bianco, europeo e separatista razziale/continentale al mondialista "occidentalista multirazziale euro/USA-centrico" che combatte l'islam altrettanto multirazziale ma "arabo-centrico". Due piccioni con una fava insomma.
    In tal senso vedo la formazione di soggetti come le Defense League(English Defense League forse la più famosa), figlie, guarda caso, della Jewish Defense League(JDL) che hanno l'obiettivo di "integrare" possibili nemici del Sistema nelle forze del Sistema, infedeli da convertire nell'adorazione del GOD(Grande Occidente Democratico) contro il "male supremo", l'islam. Le forze occidentali di "destra integrazionista" hanno questa funzione, la funzione di creare a medio termine un'ideologia magari anche anti-marxista ed anti-multiculturalista ma altrettanto anti-razzista per far sì che il futuro che ci aspetti non sia fatto di conflitti razziali ma di "conflitti culturali" a cui seguirà la cosiddetta "integrazione" ed il livellamento complessivo. L'unica razza umana meticcia di religione occidentalista e cultura consumista insomma. Questo scenario implica ovviamente il tramonto della razza bianca, o meglio la nostra lenta morte irreparabile per assimilazione ma non in favore delle "masse di colore risentite che usano l'islam come cavallo di battaglia"; in favore del progetto mondialista a lungo termine. Il nemico più diretto non è "l'islam", il nemico più diretto è chiunque si adoperi per la distruzione delle differenze fra i popoli, il nemico principale è l'integrazionismo(link a fine post), da qualunque parte provenga. Considerare l'islam il "primo nemico" diventa anche strumentale ai GOO ed al GOD da adorare. Il mondo anglosassone è di esempio in questo. Quando negli USA c'era la guerra fredda al posto dell'islam vi era il "comunismo" come primo nemico presunto e vi era la John Birch's Society a martellare sul "complotto comunista" contro gli USA sviando dal vero problema per ogni identitario USA. Ora, sempre nel mondo anglosassone, UK, vi è la EDL che spinge contro il "primo nemico presunto" islam sviando dai veri "primi problemi" che ci sono per gli identitari UK.

    Ricapitolando, tutto ruota intorno alle parole "integrazionismo", "universalismo" e "scontro fra integrazionismi".

    Per evitare fraintendimenti, riguardo all'islam la mia posizione è quella separatista, nel senso che sono contrario ad esso in Europa ed indifferente ad esso fuori dall'Europa.


    La Destra Integrazionista: Se la conosci la eviti. « veraopposizione

    Riguardo allo “scontro fra civiltà” « veraopposizione

    Integrazionismo primo nemico « veraopposizione

  8. #8
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    Predefinito Re: Il tramonto della razza bianca

    Ho letto tutto e devo dire che è alquanto interessante, nonostante diciamo che "ometta", forse per quieto vivere, qualcosa di più specifico sulle elites che stanno portando a questa situazione. Io ritengo che la direzione in cui vogliono mandarci queste elites non sia il conflitto razziale nè l'islamizzazione(un'eventuale Europa islamica non credo sarebbe auspicabile da parte di queste elites) ma la cosiddetta "integrazione", intesa come far sì che gli abitanti dell'Europa, che siano autoctoni o allogeni, mettano da parte la coscienza nell'immutabile(etno-razziale) a favore di una coscienza nel mutabile, ovvero in un insieme di "valori" la cui diffusione negli abitanti dell'Europa, che siano autoctoni o allogeni, possa essere utile o comunque non contrastante con le volontà di queste suddette elites.

    Autori delle stesse elites sottolineano anche apertamente il futuro che si auspichino, un futuro in cui le differenze razziali, religiose, culturali e di mentalità siano gradualmente distrutte per far sì che non ci siano più conflitti fra popoli nel loro perfetto mondo governato da elites internazionali e composto da persone appartenenti ad una futura "unica razza umana meticciata" che pratichino la "religione occidentalista", la cui cultura sia quella che viene imposta dall'istruzione mondialista, la cui mentalità sia il consumismo e, magari, che la lingua primaria usata, se non l'unica lingua, sia l'inglese.

    Per arrivare a medio termine ad uno scenario simile ogni tipo di identitarismo, razziale, culturale non-occidentalista, religioso non-occidentalista, è visto come un problema, un ostacolo. Dal loro punto di vista sono nemici sia gli identitari razziali e gli etnonazionalisti, sia quelli con un'ideologia politica vicina al fascismo o al nazionalsocialismo, sia i musulmani praticanti, sia i cinesi con mentalità non-occidentale e sia i cristiani troppo osservanti. Ognuno di questi soggetti poi, per un motivo o per l'altro, potrebbe rischiare di diventare strumentale a queste elites per un motivo o per l'altro, ma ciò che conta è che a lungo termine i G.O.O(Governi Occupati d'Occidente) vedon tutti questi soggetti, così diversi fra loro e talvolta anche in netto contrasto fra loro, come un ostacolo al loro obiettivo.

    Ovviamente i conflitti razziali in Europa, a prescindere da chi possano esser vinti, rappresentano in ogni caso una sconfitta per queste elites e quindi non penso che siano auspicabili per loro. Sono auspicabili per loro, questo sì, i conflitti culturali, i conflitti fra quelle che io chiamo "le due principali destre integrazioniste" che puntano all'Occidente(il concetto di destra integrazionista è spiegato in uno dei link a fine post): il grande "Occidente democratico", che rappresenta per loro "la parte giusta" e l'arretrato "mondo islamico", che rappresenta per loro la "parte sbagliata". Chiaramente ritengo l'islam, nelle sue varie forme, un qualcosa di lontanissimo da me ed un qualcosa di estraneo alla mia concezione di Europa, ma non impazzisco nemmeno per il "grande Occidente Democratico" anzi, questo soggetto è probabilmente il nemico più diretto di ogni forma di identitarismo visto che i G.O.O che lo reggono han l'obiettivo di distruggere le differenze(ogni identitarismo si basa su un qualche tipo di differenze da preservare). Le parole chiave di queste due "religioni opposte"(occidentalismo ed islam) sono le seguenti: integrazionismo ed universalismo. Integrazionismo perchè esse puntano non alla distruzione del nemico ma all'assimilazione dello stesso se possibile, universalismo perchè chiunque, se vuole, può "diventare" parte di queste due religioni tanto opposte nella sostanza quanto analoghe in certe parti della forma.
    Dicevo che questo tipo di conflitto è effettivamente auspicabile dalle elites di cui sopra perchè, in caso di vittoria del "grande Occidente Democratico" la strada per loro sarebbe spianata, a patto che le attuali "opposizioni identitarie europee" al GOD(Grande Occidente Democratico, quasi, appunto, una "divinità da adorare", un "god") vengano emarginate o, meglio ancora, inglobate nelle forze in difesa del GOD, per la gioia dei GOO e delle elites che li han messi su e che li sostengono.

    E qui arriviamo al punto e chiudiamo il cerchio, nel senso che l'oggetto di questo thread sembra essere il "tramonto della razza bianca", e quale miglior modo di farla tramontare se non quella di usarla per i propri scopi tramite la propaganda del "cambio di identitarismo"? Da identitario bianco, europeo e separatista razziale/continentale al mondialista "occidentalista multirazziale euro/USA-centrico" che combatte l'islam altrettanto multirazziale ma "arabo-centrico". Due piccioni con una fava insomma.
    In tal senso vedo la formazione di soggetti come le Defense League(English Defense League forse la più famosa), figlie, guarda caso, della Jewish Defense League(JDL) che hanno l'obiettivo di "integrare" possibili nemici del Sistema nelle forze del Sistema, infedeli da convertire nell'adorazione del GOD(Grande Occidente Democratico) contro il "male supremo", l'islam. Le forze occidentali di "destra integrazionista" hanno questa funzione, la funzione di creare a medio termine un'ideologia magari anche anti-marxista ed anti-multiculturalista ma altrettanto anti-razzista per far sì che il futuro che ci aspetti non sia fatto di conflitti razziali ma di "conflitti culturali" a cui seguirà la cosiddetta "integrazione" ed il livellamento complessivo. L'unica razza umana meticcia di religione occidentalista e cultura consumista insomma. Questo scenario implica ovviamente il tramonto della razza bianca, o meglio la nostra lenta morte irreparabile per assimilazione ma non in favore delle "masse di colore risentite che usano l'islam come cavallo di battaglia"; in favore del progetto mondialista a lungo termine. Il nemico più diretto non è "l'islam", il nemico più diretto è chiunque si adoperi per la distruzione delle differenze fra i popoli, il nemico principale è l'integrazionismo(link a fine post), da qualunque parte provenga. Considerare l'islam il "primo nemico" diventa anche strumentale ai GOO ed al GOD da adorare. Il mondo anglosassone è di esempio in questo. Quando negli USA c'era la guerra fredda al posto dell'islam vi era il "comunismo" come primo nemico presunto e vi era la John Birch's Society a martellare sul "complotto comunista" contro gli USA sviando dal vero problema per ogni identitario USA. Ora, sempre nel mondo anglosassone, UK, vi è la EDL che spinge contro il "primo nemico presunto" islam sviando dai veri "primi problemi" che ci sono per gli identitari UK.

    Ricapitolando, tutto ruota intorno alle parole "integrazionismo", "universalismo" e "scontro fra integrazionismi".

    Per evitare fraintendimenti, riguardo all'islam la mia posizione è quella separatista, nel senso che sono contrario ad esso in Europa ed indifferente ad esso fuori dall'Europa.


    La Destra Integrazionista: Se la conosci la eviti. « veraopposizione

    Riguardo allo “scontro fra civiltà” « veraopposizione

    Integrazionismo primo nemico « veraopposizione

  9. #9
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    Predefinito Re: Il tramonto della razza bianca

    Benvenuto qui, VeraOpposizione.
    Dopo questi convenevoli, passiamo a quanto hai scritto.
    Nelle solite oligarchie ci sono secondo me, fazioni che optano per la fine totale delle differenze in direzione di una pacificazione funzionale al mantenimento più prolungato possibile del N.W.O. e altre, più pragmatiche, convinte che questa totale pacificazione sarà sempre impossibile, che optano perchè permangano comunque divisioni perenni tra razze e culture, per far sfogare le tensioni sociali in tenzioni etniche, razziali, culturali: le differenze che permarranno saranno naturalmente differenze di cartone, accompagnate da favoritivismi intese a suscitare invidia e risentimento (vedi quando concedono case popolari a zingari o ad altri extracomunitari con più facilità che agli italiani). Sempre meglio nell' ottica di governance che il "negro" dia la colpa ai suoi problemi ai bianchi, che il cristiano si senta minacciato dalle moschee, che il bianco si senta espropriato del posto di lavoro dall' extracomunitario disponibile a salari più bassi, l' importante è lasciare in pace i ricconi. E' la solita logica del divide et impera.
    Ultima modifica di Avanguardia; 17-06-12 alle 00:04

  10. #10
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    Predefinito Rif: Re: Il tramonto della razza bianca

    Sull'islam io la vedo così.
    Dal punto di vista religioso lo accetto,sono per la libera scelta religiosa
    quindi per me un socialista nazionale può essere islamico,cristiano o anche ebreo.
    Dal punto di vista politico: premesso che all'attuale merda occidentale preferirei
    forse i taliban,l'Europa che auspico è multireligiosa,nazionalista,socialista,unita e ovviamentei
    europea nel senso genetico del termine..
    Quindi non un Europa islamica.
    Riguardo i vari EDL,Faye,e tutto il carrozzone antiislamico ho una sola parola: cacca.
    Il loro scopo è quello di indicare un falso nemico mentre i sionisti impongono leggi
    e prendono soldi per il loro stato con la scusa dei risarcimenti(informatevi
    sui recenti risarcimenti..belgi!!!)
    Tralascio poi il solito discorso sulle guerre atlantiste..
    i veri nemici d'europa sono USRAEL e la NATO,assieme ai servili politici democratici,
    l'islam è un falso problema.

 

 
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