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Discussione: Legislative francesi

  1. #1
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    Predefinito Legislative francesi

    Finestra sul mondo. Legislative francesi, aspettando il secondo turno
    Fabio Amato su Ombre Rosse


    I risultati elettorali del primo turno in Francia hanno stupito per il livello di astensione raggiunto. Solo il 58 per cento dei francesi ha scelto di votare per eleggere la nuova assemblea nazionale. Una percentuale del 20 % inferiore a quella ottenuta nelle elezioni presidenziali di poche settimane prima. In realtà il problema dell’astensione è spiegabile proprio con la vicinanza delle consultazioni presidenziali con quelle legislative. Un cambiamento introdotto da Sarkozy che sgonfia le seconde a discapito delle prime, portando a quell’effetto che giustamente Pierre Laurent, segretario del PCf, ha definito di “presidentalizzazione” delle elezioni politiche. Buona parte del corpo elettorale, archiviato Sarkozy, ha pensato che ciò fosse sufficiente a determinare il cambiamento auspicato e si è astenuto. Un’altra parte, invece, ha voluto rafforzare proprio il partito del Presidente eletto, che ha goduto di un indubbio effetto di trascinamento, abilmente ottenuto anche con l’annuncio di misure che andavano incontro alle aspettative del popolo della sinistra, quali quelle sull’età pensionabile. E’ molto probabile che d’ora in poi Hollande inizi a comunicare quelle dolorose, visto che la crisi avanza e che su questioni quali il fiscal compact e la politica economica i nodi verranno al pettine adesso. Il suo asse con Monti e, allo stesso tempo, il suo ignorare la Grecia e le richieste di Syriza (sospensione del Memorandum e rinegoziazione), non lascia presagire grandi cambiamenti nell’impianto liberista temperato che caratterizza le socialdemocrazie europee.

    Il bipolarismo indebolito nel primo turno presidenziale, con i due maggiori candidati al ballottaggio poco al di sopra del 50 per cento, e con alla loro sinistra e alla loro destra due candidature oltre il 10%, Melenchon e Le Pen, viene invece rafforzato in quelle legislative. I blocchi legati al Ps e all’Ump si affermano entrambi con percentuali vicine al 35 %. Insieme raccolgono il 70 per cento dei suffragi. Fdg e Fn, all’11% e al 17 % alle presidenziali, arrivano al 7 e al 13 rispettivamente. Scompare il centro di Bayrou, colpito già duramente alle presidenziali, e definitivamente affondato alle legislative. Il Fronte de Gauche ottiene, per la precisione, il 6,8 dei voti. Rispetto alle elezioni legislative di 5 anni fa, aumenta del 2,1 % e di 550000 voti assoluti rispetto al 4,7 raggiunto dal Pcf. Eppure rischia di eleggere meno deputati. E’ l’effetto del sistema a doppio turno, un sistema pensato e costruito per favorire il bipolarismo, e difatti cosi accade.
    Questa differente distribuzione è dovuta al parallelo aumento nei seggi di sinistra dei socialisti e dei loro alleati, che hanno in alcuni casi superato i candidati del Front de Gauche, che pur arrivando al ballottaggio, in virtù della consolidata tradizione repubblicana di sostegno reciproco a sinistra, si ritireranno al secondo turno in favore dei migliori piazzati. E’ quanto accaduto nel collegio dove Jean Luc Melenchon ha combattuto una dura e aspra battaglia contro Marine Le Pen. Per pochi voti è stato superato dal candidato socialista, e Melenchon, anche se ha raggiunto il 21% e avrebbe potuto comunque concorrere, ha deciso di ritirare la propria candidatura per sostenere quella socialista. Il Front National può per la prima volta eleggere, e per la prima volta si aprono crepe sul patto repubblicano nella destra gollista. Un segnale inquietante e da non sottovalutare.

    Domenica si vedrà se il Ps avrà la maggioranza assoluta o meno dei seggi all’assemblea nazionale. E’ probabile di sì, anche se le gaffe della première dame non aiutano l’obiettivo. Il Front de Gauche ha comunque da tempo annunciato che non parteciperà al governo. Una scelta dovuta alle enormi differenze programmatiche. Soprattutto riguardo alla crisi e all’Europa. Su fiscal compact e Unione europea, liberismo e intervento pubblico in economia, Hollande è incerto. Il Fdg ha comunque vissuto mesi straordinari, per partecipazione popolare, sostegno e anche per risultati. Certo, brucia eleggere meno deputati, ma una nuova dinamica si è messa in moto in Francia. La seconda forza della sinistra è il Fdg, ha una dimensione di massa e un profilo nazionale, ed è chiaramente antiliberista. Ha le proposte per uscire dalla crisi da sinistra. Quella crisi su cui si misurerà la vera natura di Hollande.

  2. #2
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    Predefinito Re: Legislative francesi

    Dall'intervento di Lorenzo Battisti su Marx21


    Il Front National al contrario è riuscito a resistere bene, ottenendo un risultato inferiore alle presidenziali, ma in ogni caso ben al di sopra del 10% : il 13,60% permette al Front National di essere in testa in 3 circoscrizioni e di essere al secondo turno in altre 58. Un mese fa, sulla base dei dati delle presidenziali, si prevedeva che il Fn arrivasse al ballottaggio in 100 collegi, ma difficilmente si pensava che potesse eleggere qualcuno per la prima volta dal 1988. Invece questa probabilità diventa estremamente concreta, visto il risultato di Marine Le Pen, che risulta in testa nel suo collegio con il 42% dei voti (seguita dal socialista al 23%). A questo si aggiunge la tentazione di alcuni dell’UMP di fare accordi al secondo turno con il Fn, cosa che permetterebbe di fargli ottenere altri 1-2 seggi (tra i quali quello della nipote di Marine, candidata nel sud della Francia). Sebbene la desiderata esplosione dell’Ump non sia ancora avvenuta, riuscire ad entrare in parlamento sarebbe per il Fn un enorme successo e rappresenterebbe l’uscita dal ghetto in cui era stato recluso, aumentando così le possibilità di accesso ai media e alle agevolazioni ai partiti.

    Infine il Front de Gauche, che ottiene un risultato migliore rispetto a quello di cinque anni fa, ma peggiore rispetto a quello delle presidenziali. Questo tipo di risultato era atteso. I sondaggi davano i candidati del FdG intorno al 7-8%, e così è stato: il risultato del primo turno è 6,91%. E’ interessante notare la sfida lanciata da Mélenchon a Marine Le Pen, candidandosi contro di lei in un collegio dove il Fn alle presidenziali aveva preso la percentuale più alta di voti, con l’obiettivo di andare al secondo turno e di sconfiggere la candidata del Fn. Purtroppo è risultato terzo candidato per qualche migliaio di voti, sebbene abbia migliorato il suo risultato rispetto alle presidenziali. Non si può però non apprezzare il coraggio di Mèlenchon che, invece di un collegio sicuro, ha preferito una sfida difficile con il rischio di non essere eletto. Un comportamento che di certo non è frequente tra i leader politici. L’obiettivo principale del Front de Gauche era quello di riuscire ad eleggere almeno 15 deputati, e di poter quindi formare un gruppo autonomo all’Assemblea; con il desiderio di risultare fondamentali per i socialisti nella formazione della maggioranza. Il secondo obiettivo sembra impossibile, mentre il primo viene messo fortemente in dubbio. Questo risultato permetterà forse di riequilibrare i rapporti all’interno del Front de Gauche rispetto agli ultimi mesi di campagna elettorale. Alcuni segnali si sono già visti : Pierre Laurent , segretario del Pcf, era andato a cercare l’accordo con il Ps e i Verdi; e sempre lui era stato ricevuto da Hollande dopo l’elezione. Inoltre si era concordato che il 70% dei candidati (e il 90% tra quelli eleggibili) fossero comunisti. Il risultato sarà probabilmente la fine del sogno del Parti de Gauche di trasformare il Front de Gauche in un partito, assorbendo il Pcf grazie alla personalità di Mélenchon. Sarà sicuramente anche la fine del sogno di molti “rinnovatori” dentro il Partito Comunista di andare nuovamente al governo con i socialisti: ora, oltre alla contrarietà del segretario Pierre Laurent, c’è anche la non necessità da parte dei socialisti.

    Un piccolo appunto per ricordare che a queste elezioni si è presentato il Partito Pirata, in tutto simile al nostrano Movimento 5 Stelle, ma che non ha ottenuto alcun risultato significativo. Le ragioni sono molte: da un’opposizione abbastanza radicata all’austerità anche tra i socialisti, alle mobilitazioni sindacali degli ultimi anni fino a un diverso modo di affrontare la vita politica. Per fare un esempio su un tema cardine del grillismo, in Francia gli eletti comunisti devolvono al Partito il 100% di quanto ottengono dalla loro carica.

  3. #3
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    Predefinito Re: Legislative francesi

    Citazione Originariamente Scritto da Kowalsky Visualizza Messaggio
    E’ molto probabile che d’ora in poi Hollande inizi a comunicare quelle dolorose, visto che la crisi avanza e che su questioni quali il fiscal compact e la politica economica i nodi verranno al pettine adesso. Il suo asse con Monti e, allo stesso tempo, il suo ignorare la Grecia e le richieste di Syriza (sospensione del Memorandum e rinegoziazione), non lascia presagire grandi cambiamenti nell’impianto liberista temperato che caratterizza le socialdemocrazie europee.
    Questo significa portare sfiga Hollande non è nè Zapatero nè Papandreou. Chi, sotto sotto, ci spera, non fa gli interessi delle classi popolari.
    VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
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  4. #4
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    Predefinito Re: Legislative francesi

    Citazione Originariamente Scritto da SteCompagno Visualizza Messaggio
    Questo significa portare sfiga Hollande non è nè Zapatero nè Papandreou. Chi, sotto sotto, ci spera, non fa gli interessi delle classi popolari.
    anche zapatero non doveva essere quello che è alla fine è stato, ma lo si è capito solo anni dopo.
    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

  5. #5
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    Predefinito Re: Legislative francesi

    Sinceramente Zapatero era già ben inserito nel filone del liberalismo della terza via, anche agli inizi della sua candidatura. Il punto forte fu il laicismo, ma già da subito bisognava vedere che avrebbe fatto una brutta fine. Almeno io non l'ho mai osannato.
    Hollande invece rompe da sinistra gli schemi tradizionali del socialismo europeo, mette in discussione il trattato fiscale, torna indietro su scelte come le pensioni, mette nel programma nuove assunzioni nel pubblico, riprende il tema della leva fiscale.
    Nessuna di queste impostazioni erano nella piattaforma di Zapatero. Almeno io la vedo cosi.
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    Predefinito Re: Legislative francesi

    io dico solo che le fascinazioni precoci possono portare a gran brutte delusioni. sul fatto che hollande sia il meglio dei primi ministri europei al momento, concordo.
    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

  7. #7
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    Predefinito Re: Legislative francesi

    I motivi per cui Hollande, senza toccare le compatibilità, non può fare quello che ha promesso, le ha già spiegate un mesetto fa Halevi sul Manifesto.


    Usciamo dall'effetto ipnotico che la sinistra francese esercita usualmente su quella italiana e cerchiamo di capire se Hollande abbia un programma attuabile. I punti principali del programma del neopresidente socialista sono il raggiungimento dell'equilibrio del bilancio pubblico nel 2017 e e la riduzione del deficit al 3% del Pil per l'anno prossimo. All'interno di questi obiettivi Hollande si propone di creare 150 mila «posti di lavoro del futuro», evidentemente in settori ed occupazioni di punta, nonché riportare l'età pensionabile a sessant'anni, il livello cui era fino al 2010 quando Sarkozy la portò a 62.
    Il supporto finanziario dovrebbe venire da un' imposizione del 45% sui redditi superiori ai 450 mila euro l'anno e del 75% su quelli oltre il milione di euro. L'imposta sui redditi verrà incrementata dello 0,1% all'anno per finanziare le spese pensionistiche mentre l'imposizione sulle plusvalenze bancarie verrà aumentata del 15%. In tale contesto il programma di Hollande non è compatibile col Fiscal compact perché prevede il pareggio di bilancio su un arco di tempo assai più lungo rispetto alla rapidità imposta dell'accordo siglato dai 25 paesi dell'Unione europea all'inizio di quest'anno.

    Tuttavia l'obiettivo del pareggio assoluto nel 2017 Sarkozy se l'era posto per il 2016, accetta il principio di deficit zero portato avanti, nei confronti degli altri paesi, dalla Germania. Come si pone il programma del neopresidente rispetto alla fiscalità francese? Forse pochi sanno che il gettito fiscale proveniente dall'imposta sui redditi rappresenta meno del 20% degli introiti netti complessivi a parte dello Stato, mentre le tasse percepite dalle società non arrivano al 14%. Ne consegue che il grosso del gettito fiscale della Francia, pari al 49% del totale, origina dall'Iva, una tassa altamente regressiva. Questa caratteristica del gettito fiscale è strutturale, essendo stata voluta e perseguita da molti decenni sia dai governi di destra che da quelli socialisti. Ciò significa che la tassazione dei ricchi propagandata durante la campagna presidenziale non potrà cambiare di molto la composizione del gettito, che invece si impernia sull'Iva. A corroborare il sospetto che la tassazione dei ricchi sia un fuoco pirotecnico contribuisce il fatto, anche questo poco noto, che ben il 45% dei foyers fiscaux (le famiglie) francesi è esente dall'imposta sul reddito, di cui l'80% non supera i 12000 euro l'anno.

    La mia conclusione è che l'effettiva base impositiva della Francia non permetta politiche di ripresa mantenendo l'obiettivo del bilancio in pareggio per il 2017 e la riduzione del deficit al 3% del Pil per l'anno prossimo. Pertanto rinegoziare il Fiscal compact non basta, soprattutto quando l'economia francese sta entrando in recessione. Hollande dovrebbe rivedere i suoi obiettivi, cioè quello del pareggio per il 2017 e la riduzione al 3% per il 2013. Qui la Germania non c'entra.

    ___________

    Personalmente penso che Hollande sia meglio di Zapatero, Blair e Schroeder, perchè almeno si pone dei problemi sulla linea del socialismo europeo. Però dobbiamo anche ricordare che è fondamentalmente il candidato più spostato a destra che i socialisti francesi abbiano mai portato alle presidenziali. Prima di lui non c'era mai stato nessun candidato socialista ad adottare ufficialmente la linea dei due tempi.

  8. #8
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    Predefinito Re: Legislative francesi

    Sarà anche il più a destra dei socialisti francesi ma è il più a sinistra di tutti gli altri socialisti europei :giagia:
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  9. #9
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    Predefinito Re: Legislative francesi

    Citazione Originariamente Scritto da Kowalsky Visualizza Messaggio

    Personalmente penso che Hollande sia meglio di Zapatero, Blair e Schroeder, perchè almeno si pone dei problemi sulla linea del socialismo europeo. Però dobbiamo anche ricordare che è fondamentalmente il candidato più spostato a destra che i socialisti francesi abbiano mai portato alle presidenziali. Prima di lui non c'era mai stato nessun candidato socialista ad adottare ufficialmente la linea dei due tempi.
    Sarà un caso che è giusto il secondo Presidente che i socialisti abbiano mai eletto? Possiamo raccontarcela quanto vogliamo sulla magnificenza della gauche francese dura e pura...ma proprio tra i disgraziatissimi socialisti europei i francesi sono proprio quelli che la vittoria l'hanno vista più di rado, escluso i livelli locali che nella Francia centralista non contano poi così tanto.
    Ultima modifica di Gdem88; 17-06-12 alle 15:13
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  10. #10
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    Predefinito Re: Legislative francesi

    Citazione Originariamente Scritto da Gdem88 Visualizza Messaggio
    Sarà un caso che è giusto il secondo Presidente che i socialisti abbiano mai eletto? Possiamo raccontarcela quanto vogliamo sulla magnificenza della gauche francese dura e pura...ma proprio tra i disgraziatissimi socialisti europei i francesi sono proprio quelli che la vittoria l'hanno vista più di rado, escluso i livelli locali che nella Francia centralista non contano poi così tanto.
    Almeno quando vincono realizzano riforme positive e di sinistra.
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