Originariamente Scritto da
Edmond Dantés
Anche questa riflessione mi era sfuggita!
Vediamo un po'.
La ricchezza ci pone al riparo dalle più tristi circostanze, le più insidiose delle quali, potrebbero mettere in pericolo la nostra sopravvivenza.
La bellezza ci consegnerebbe una considerevole percentuale di successo nella vita sociale. E' noto, infatti, che un aspetto gradevole rivestito di un comportamento distinto incoraggia buone relazioni.
Le due cose, ricchezza e bellezza, presenti nel medesimo individuo, promuovono una esistenza piacevole anche se non priva delle umane sofferenze, quelle riservate inesorabilmente ad ognuno.
Ma alla fine ciò che conta veramente non sono né ricchezza né bellezza, le quali inducono, nei deboli che le osservano da lontano, laidi sentimenti come l'invidia.
E' la percezione di sé che assume un ruolo psicologicamente dominante. La consapevolezza delle proprie qualità e dei propri limiti costituisce, senza dubbio alcuno, garanzia di successo, visitando lo spettro di tutte le colorazioni possibili, dalle piccole affermazioni personali, all'alloro del trionfo diffusamente riconosciuto.
La donna consapevole della propria bellezza, come hai giustamente affermato, non attribuisce importanza a quell'elemento di grazia, in virtù di una unione congenita.
Ma ci pensa. Si tratta di un retropensiero che non è disgiunto dalla natura femminile, anzi, si compenetra in essa.
La donna utilizza la propria bellezza anche in assenza di quella meschinità cui facevi cenno. Lo fa nel modo più congeniale perché è intelligente. Quando questo ulteriore elemento distintivo si accompagna alla beltà.