Riferimento: Perché vivere?
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claddav
E' sostanzialmente un problema di definizioni, come ho già avuto modo di provare nelle discussioni con te.
Mi piace molto il concetto di non numerabile applicato ai numeri.
PS: non voglio imbarcarmi nella solita discussione sull'infinito per te indefinito se prima non facciamo un elenco esaustivo delle definizioni dei termini utilizzarti.
L'elenco può essere esaustivo solo se ci fermiamo nelle definizioni ogniqualvolta la definizione è compatibile con i nostri pregiudizi..in senso buono..ovviamente..che la Verità si intuisce e non ci arriva col pensiero che riveste sempre un ruolo ausiliare..
Quando studiavo filosofia ho cercato di semantizzare e sono uscito pazzo..
quando poi ho scoperto la Verità per merito del Maestro..sono tornato alla filosofia e ho capito che le definizioni si devono fermare quando non sono più utili a comprendere le cose che abbiamo capito per intuizione ..che essendo immediata è autorevole..mentre la conoscenza mediata è secondaria..
Riferimento: Perché vivere?
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testadiprazzo
Bè..è quello che ho detto io...oppure no..?..:paura:...........:D
Comunque anche i granuli occupano posizioni prima virtuali o nel Non Essere e poi reali o nell'Essere..
Comunque la si metta non si sfugge al divenire come passaggio dall'Essere al Non Essere..perchè il futuro non esiste prima che venga trasportato nel presente con i gesti che io determino godendo della libertà di scelta ..
Il problema che tu tratti il granulo e la sue posizione nello stesso modo attribuendo ad entrambi loro valore di esistenza.
La fonte delle contraddizioni è proprio nell'utilizzo della parola Essere che viene evocata ma non definita appieno.
Nella mia rappresentazione ovviamente valida solo a livello di granuli di argilla (potremmo scendere ulteriormente di livello con le stesse modalità) sono i granuli ad 'esistere' mentre il bicchiere è solo una determinata configurazione.
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claddav
Nella mia rappresentazione ovviamente valida solo a livello di granuli di argilla (potremmo scendere ulteriormente di livello con le stesse modalità) sono i granuli ad 'esistere' mentre il bicchiere è solo una determinata configurazione.
E' come la metafora dell'albero e della foresta... Ho inteso? :mmm:
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testadiprazzo
L'elenco può essere esaustivo solo se ci fermiamo nelle definizioni ogniqualvolta la definizione è compatibile con i nostri pregiudizi..in senso buono..ovviamente..che la Verità si intuisce e non ci arriva col pensiero che riveste sempre un ruolo ausiliare..
Quando studiavo filosofia ho cercato di semantizzare e sono uscito pazzo..
quando poi ho scoperto la Verità per merito del Maestro..sono tornato alla filosofia e ho capito che le definizioni si devono fermare quando non sono più utili a comprendere le cose che abbiamo capito per intuizione ..che essendo immediata è autorevole..mentre la conoscenza mediata è secondaria..
E' un discorso già fatto , il tuo è un discorso autoreferenziale che può essere ritenuto valido solo in modo assiomatico.
In definitiva dici che l'intuizione è primaria ma non puoi dimostrare che sia universale e quindi condivisibile senza trasmissione verbale.
In poche parole tu non potrai mai dimostrare che la tua intuizione sia identica alla mia senza un confronto verbale che per essere non ambiguo deve passare attraverso la definizione dei termini di comunicazione.
Riferimento: Perché vivere?
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testadiprazzo
Mi sembra che il discorso si stia come al solito ingarbugliando..introducendo il concetto di relazione tra argilla e bicchiere..oltre a quello di argilla e bicchiere..
Ciò può essere legittimo per gli esseri umani..dove l'anima media la relazione tra corpo e Spirito..che detto all'orientale il jivatman è la relazione tra il jiva e l'Atman..tra l'individualità e la sua modificazione relazionandosi all'Atman o al Principio Trascendente..
Mi sembra eccessivo dire che l'argilla e il bicchiere non siano qualcosa di diverso che non una semplice disposizione dell'argilla nello spazio..
disposizione che può essere usata per bere o per conservare liquidi ma che rimane solo una diversa collocazione nello spazio dell'argilla..
Allora è possibile che l'argilla si possa plasmare..e che occupi posizioni diverse a prescindere poi di come chiamiamo certi equilibri spaziali..?
Il discorso è simile ai movimenti che possiamo compiere e che compiamo effettivamente..
In questo momento potrei fare indefiniti movimenti come potrei plasmare l'argilla in forme indefinite..
E se viene detto che la Volontà Divina da origine al mondo..e l'uomo è fatto a somiglianza di Dio..Ishwara nell'Induismo..
niente impedisce che l'uomo crei i suoi gesti o che crei le posizioni dell'argilla nello spazio..
e la creazione è venire ad essere ciò che prima non era..ovverosia dare vita a posizioni che da possibilità virtuali diventano reali subordinate alla nostra volontà..
e questo passaggio dal virtuale al reale o dal Non Essere all'Essere..è ciò che viene chiamato il divenire..
Non è quindi un problema di enti..ma di posizioni nello spazio..perchè l'ente è una forma che viene individualizzata a causa della nostra comprensione sottoposta alle leggi della condizione formale
L'argilla quindi riamane sempre la stessa..non si modifica se modifico la sua figura..come non si modifica l'acqua nel bicchiere o in tazza..
Se poi vogliamo chiamare il Non Essere lo scomparire o il luogo dove le cose scompaiono..non è che le cose cambiano se chiamiamo la zuppa il pan bagnato..
Basta che poi si accettino certe conseguenze e non attribuire le leggi dell'Essere in luoghi dove l'Essere non ha autorità..
Non è un problema di spazio, è un problema logico: la materia è un nihil absolutum? no, la forma che essa assume è un nihil absolutum? ancora una volta no. Infine: può darsi, nell'ambito del finito, materia che non sia materia dotata di forma (cioè che non sia materia determinata, definita)? no, ciò significa che materia e forma sono due momenti astratti di un'identità, questa identità è per l'appunto un positivo significante: la relazione, sintesi tra materia e forma è cioè l'ente stesso, e quando tu dici che Ay diviene Ax dici che un ente (una certa relazione tra materia e forma) diviene un altro entre (una certa altra relazione): la relazione non è qualcosa di ingarbugliato: è l'ente stesso! E' proprio l'ente che divenendo altro E' altro: attorno a questa posizione ci si può girare quanto si vuole, tirando in ballo la carne e lo spirito, il Saguna e il Nirguna, il finito e l'infinito, ma dire che Ax = Ay (l'ente Ax = l'ente Ay, cioè l'ente Ax E' l'ente Ay) è logicamente contraddittorio, non se ne esce.
Riferimento: Perché vivere?
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claddav
L'inghippo è quello di introdurre il concetto di relazione fra argilla e bicchiere come se materia e forma fossero due entità distinte , utilizzando la matematica possiamo formulare la situazione più chiaramente senza cadere in contraddizioni dovute all'ambiguità del linguaggio.
In realtà la relazione non è fra argilla e bicchiere ma fra i vari singoli granuli che dell'argilla utilizzata.
Basta indicare il bicchiere e la bottiglia non come oggetti a sestanti ma come disposizioni particolari delle posizioni di ciascun singolo granulo di argilla , avremo che la trasformazione da bicchiere a bottiglia si può descrivere semplicemente come una trasformazione di ogni singola posizione dei granuli.In questo modo il concetto di esistenza , a voi così caro , riguarda solo ogni singolo granulo , mentre bicchiere e bottiglia rimangono semplici disposizioni spaziali.Senza contraddizioni, almeno a questo livello.
Lascia perdere la matematica e la fisica che qui il problema è logico e ontologico, cioè non di competenza matematica e fisica: anche perché i granuli stessi sono inevitabilmente dotati di forma, cioè sono a loro volta sintesi di materia (contenuto) e forma. Anche i granuli, cioè sono determinati, sono delle identità-opposizioni (se non lo fossero nemmeno staresti qui a parlarne).
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testadiprazzo
Bè..è quello che ho detto io...oppure no..?..:paura:...........:D
No, fortunatamente il tuo livello speculativo è più elevato di quel ragionamento (che non sta in piedi) :chefico:
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silence
E' come la metafora dell'albero e della foresta... Ho inteso? :mmm:
E' più legato al concetto di realtà (essere) e a quale livello applicarlo.
La contraddizione nasce nel trattare oggetti diversi nello stesso modo.
Nel mio esempio i granuli e le loro posizioni relative.
I granuli potremmo trattarli a loro volta come configurazioni di molecole , atomi e così via.
Il mio più che una proposta di soluzione (che ritengo non possibile) completa e solo una evidenzazione della problematica di determinati discorsi e dell'ambiguità del linguaggio nel formularli.
Riferimento: Perché vivere?
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testadiprazzo
le definizioni si devono fermare quando non sono più utili a comprendere le cose che abbiamo capito per intuizione ..che essendo immediata è autorevole..mentre la conoscenza mediata è secondaria..
Il più complesso incremento mediazionale appartiene all'immediatezza, ne è sempre momento, altrimenti è palese che non abbia senso. L'immediatezza è incontrovertibile nella misura in cui la negazione si fonda sull'immediatezza medesima, ma la mediazione che scaturisce dall'immediatezza è essa stessa momento dell'immediatezza, dunque è di pari incontrovertibilità.
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Platone
Lascia perdere la matematica e la fisica che qui il problema è logico e ontologico, cioè non di competenza matematica e fisica: anche perché i granuli stessi sono inevitabilmente dotati di forma, cioè sono a loro volta sintesi di materia (contenuto) e forma. Anche i granuli, cioè sono determinati, sono delle identità-opposizioni (se non lo fossero nemmeno staresti qui a parlarne).
Guarda , non lo sapevo , si impara sempre qualcosa.
Il problema è proprio l'ontologia e la sua sostanziale non applicabilità assoluta.
Nel momento in cui si deve passare all'applicazione sul reale e ai tentativi di spiegazione il castello di parole crolla e mostra le sue contraddizioni.