Una donna è una creatura da amare, da rispettare, da onorare. Prima bambina, poi ragazza, poi donna, poi madre. Frattanto le condizioni in cui essa vive mutano: i genitori diventano anziani, i figli crescono, le libertà e le abitudini personali diminuiscono. Questo è un fatto normale. Si sa che la convivenza con un’altra persona priva sia l’uomo che la donna di una serie di abitudini personali che vengono sacrificate nel nome dell’amore. La nascita di un bambino all’interno della coppia è sicuramente un evento bellissimo, ma che delimita ulteriormente i margini di libertà di ciascun genitore. Ma siamo sicuri che la privazione delle libertà personali pesi sull’uomo tanto quanto sulla donna?
No. La donna paga le maggiori spese derivanti dal mutamento delle condizioni familiari. La donna da un lato lavora sul luogo di lavoro, dall’altro lato essa lavora a casa, in famiglia, dai bambini. Si tratta di due lavori a carico di una stessa persona. Specialmente nel meridione, le donne che hanno la fortuna di avere un impiego si ritrovano a casa a dover affrontare completamente da sole le attività di economia domestica: lavare, stirare, cucinare, spazzare, e via dicendo. Se poi la donna è anche madre di uno o più bambini, le mansioni domestiche aumentano in modo considerevole: portare i bambini a scuola, lavarli, nutrirli, giocare con loro, interessarsi dei compiti, ecc. Troppo spesso tutte queste occupazioni ricadono interamente sulle spalle della donna.
E l’uomo? L’uomo deve aiutare la donna. Egli deve alleggerire il lavoro della sua partner. Ma per fare questo non basta portare a passeggio i bambini, o buttare la spazzatura. La collaborazione del maschio dev’essere attiva, costante ed efficiente. Non è necessario fare la lista di ciò che deve fare la donna e di ciò che deve fare l’uomo; questa pratica può solo raffreddare i rapporti tra di loro. C’è invece bisogno di più partecipazione alle sofferenze e ai sacrifici della donna. L’uomo, per la posizione che egli occupa, non riesce a capire l’abisso che lo separa dalla donna. Non lo capisce, semplicemente in quanto uomo. E allora bisogna che egli collabori operosamente con la donna. Se l’uomo volesse capire un centesimo di cosa significhi essere donna, cominci pure a fare tutto quello che fa lei quotidianamente. Scommettiamo che non regge neanche per una settimana?




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repapelle:
