di A. Dugin

prima parte - seconda parte

Questo testo è stato originariamente pubblicato come III parte di "Konspirologya" (L'analisi delle Cospirazioni), Arktogeja, Mosca 1992

Prima del 1945

INDICE

Geopolitica e forze segrete della storia

Le basi della geopolitica

"La Cospirazione degli Atlantisti"

La Cospirazione degli "eurasisti

" "Sangue e Suolo" - "Sangue o Suolo?"

Panslavismo contro eurasismo

Gli atlantisti e il razzismo

Chi è spia di chi?

Ha detto GRU, mister Parvulesco?

GRU contro KGB Il patto Ribbentropp-Molotov e la susseguente rivincita degli atlantisti

Profilo della lobby atlantica

Il KGB al servizio della "Morte Danzante"

Convergenza dei servizi speciali e la "missione polare del GRU"

Ascesa ed eclissi del Sole eurasiano

Geopolitica e forze segrete della storia

I modelli di "cospirazione" sono estremamente diversificati. In questa sfera la maggiore popolarità va senza dubbio al concetto di cospirazione "giudaico-massonica", oggi così diffuso nei più diversi ambienti. Sostanzialmente, questa teoria merita lo studio più severo, e noi dobbiamo riconoscere che non abbiamo nessuna analisi completa e seriamente scientifico su questo tema, nonostante le centinaia e centinaia di lavori che "espongono" questa cospirazione, o ne "comprovano" l'inesistenza. Ma nel lavoro presente noi proveremo un modello cospirologico completamente diverso, basato su un sistema di coordinate distinto dalle versioni "giudaico-massoniche". Proveremo a descrivere in generale la "cospirazione" planetaria di due opposte forze "occulte", la cui segreta opposizione e la cui invisibile battaglia predeterminano le logiche della storia mondiale. Queste forze, a nostro avviso, sono prima di tutto caratterizzate dalla non appartenenza a una specifica nazionalità né dall'appartenenza ad una organizzazione segreta di tipo massonico o paramassonico, ma da una radicale divergenza nei loro atteggiamenti geopolitici. Siamo inclinati a vedere come spiegazione del "segreto" finale di queste opposte forze, la differenza tra due progetti geopolitici alternativi ed escludentisi l'un l'altro, che pongono dei popoli dalle più contraddittorie opinioni e credenze al di là delle differenze nazionali, politiche, ideologiche e religiose, unendoli in un singolo gruppo. Il nostro modello cospirologico è il modello della "cospirazione geopolitica".

Le basi della geopolitica

Richiamiamo i postulati basilari della geopolitica - una scienza che fu dapprima anche chiamata "geografia politica" e la cui elaborazione va fondamentalmente attribuita allo scienziato inglese ed esperto di politica Halford Mackinder (1861-1947). Il termine "geopolitica" fu introdotto per la prima volta dallo svedese Rudolf Kjellen (1864-1922) e poi fu adottato in Germania da Karl Haushofer (1869-1946). Ma in ogni modo, il padre della geopolitica rimane Mackinder, il cui fondamentale modello sta alla base di ogni seguente studio geopolitico. Un merito di Mackinder è che egli riuscì ad abbozzare e comprendere le precise leggi oggettive della storia politica, geografica ed economica dell'umanità. Se il termine "geopolitica" appare piuttosto recentemente, le realtà delineate da questi termini hanno una storia plurimillenaria. La sostanza della dottrina geopolitica può essere riassunta nei seguenti principi. Nella storia planetaria vi sono due approcci all'assimilazione dello spazio terrestre opposti e in costante competizione - l'approccio "tellurico" e l'approccio "marittimo. In base a quale atteggiamento ("tellurico" o "marittimo") aderisce la coscienza storica dei diversi stati, popoli, nazioni, la loro politica estera e interna, la loro psicologia, la loro visione del mondo sono formate secondo regole completamente definite. Data tale caratteristica, è del tutto possibile parlare di una visione del mondo "tellurica", "continentale" o anche "della steppa" (la "steppa" è "terra" nel suo puro, ideale significato) e di visione del mondo "marittima", "insulare", "oceanica" o "acquatica". (Rendiamo noto per inciso, che i primi accenni di un similare approccio possono essere scovati nei lavori degli slavofili russi - come Khomyakov e Kiryevsky). Nella storia antica i poteri "marittimi" che divennero un tuttuno simbolico con "civiltà marittima" furono la Fenicia e Cartagine. L'impero terrestre opposto a Cartagine fu Roma. La Guerra Punica fu la più pura immagine dell'opposizione di "civiltà del mare" e "civiltà della terra". Nell'Età modera e nella storia recente il polo "insulare" e "marittimo" divenne l'Inghilterra, "Dominatrice dei mari" e, in seguito, la gigantesca isola-continente dell'America. L'Inghilterra, come l'antica Fenicia, usò come strumento di base per il suo dominio in primo luogo il commercio marittimo e la colonizzazione delle aree costiere. Il tipo geopolitico fenicio-anglosassone generò uno speciale modello di civiltà "mercantile-capitalistico-di mercato" fondato prima di tutto sugli interessi economici e materiali e sui principi del liberalismo economico. Perciò, nonostante ogni possibile variazione storica, il tipo generale di civiltà "marittima" è sempre collegato con il "primato dell'economia sulla politica". Come contro il modello fenicio, Roma rappresentò un campione di struttura guerriero-autoritaria basata sul controllo amministrativo e sulla religiosità civile, sul primato della "politica sull'economia". Roma è l'esempio di un tipo di colonizzazione non marittimo ma terrestre, puramente continentale, con la sua profonda penetrazione nel continente e l'assimilazione dei popoli sottomessi, automaticamente "romanizzati" dopo la conquista. Nella Storia Moderna le incarnazioni del potere "tellurico" furono l'Impero Russo e anche l'Impero centroeuropeo Austro-ungarico e la Germania. "Russia - Germania - Austria-Ungheria" sono i simboli essenziali della "terra geopolitica" durante la Storia Moderna. Mackinder mostrò chiaramente che nei ultimi secoli recenti "atteggiamento marittimo" significa "atlantismo", come oggi "poteri sui mari" prima di tutto sono l'Inghilterra e l'America, cioè i paesi anglosassoni. Contro l' "atlantismo" che personifica il primato dell'individualismo, del "liberalismo economico" e della "democrazia di tipo protestante", si erge l' "eurasismo", che necessariamente presuppone autoritarismo, gerarchia e classe dirigente dai princìpi "comunitari" e nazional-statali al di sopra delle questioni semplicemente umane, individualistiche ed economiche. L'atteggiamento eurasiano chiaramente manifestato è tipico innanzi tutto di Russia e Germania, le due maggiori potenze continentali, le cui attenzioni geopolitiche, economiche e - importantissimo - esistenziali sono completamente opposte a quelle di Inghilterra e USA, che sono gli "atlantisti".

"La cospirazione degli atlantisti"

Mackinder, in quanto inglese e "atlantista", vide il pericolo di un consolidamento eurasiano e, fin dalla fine del XIX secolo, raccomandò al governo inglese di fare tutto il possibile per prevenire un'alleanza eurasiana, e specialmente un'alleanza Russia-Germania-Giappone (egli considerò il Giappone come una potenza dalla visione del mondo essenzialmente continentale ed eurasiana). In Mackinder si può trovare l'ideologia, chiaramente formulata minutamente descritta, dell' "atlantismo" compiuto e assolutizzato, la cui dottrina si trova alla base della strategia politica anglosassone del XX secolo. Procedendo da questo, possiamo definire l'essenza del lavoro di intelligence, spionaggio militare, lobbysmo politico, orientato verso Inghilterra e USA, come l' "ideologia atlantica", l'ideologia della "Nuova Carthago" - cosa che è comune a tutti gli "agenti di influenza", a tutte le organizzazioni segrete e occultistiche, a tutte le logge e ai club semi-ristretti che hanno servito e servono l'idea anglosassone nel XX secolo, penetrando la rete di tutte le potenze continentali eurasiane. E naturalmente, in primo luogo questo riguarda immediatamente i servizi di sicurezza inglesi e americani (specialmente la CIA), che non sono semplicemente le "sentinelle del capitalismo" o "dell'americanismo", ma le sentinelle dell' "atlantismo", unite da una super ideologia profondamente radicata e plurimillenaria di tipo "oceanico". E' possibile chiamare l'aggregato di tutti i "networks" di influenza anglosassone come i "partecipanti della cospirazione atlantica", i quali lavorano non solo nell'interesse di ogni singolo paese, ma nell'interesse di una speciale dottrina geopolitica e, alla fine, metafisica che rappresenta una visione del mondo estremamente multi-organizzata, varia ed estesa, ma tuttavia essenzialmente uniforme. Così, generalizzando le idee di Mackinder, è possibile dire che c'è una storica "cospirazione degli atlantisti", che persegue attraverso i secoli gli stessi scopi geopolitici orientati verso l'interesse della "civiltà marittima" di tipo neofenicio. Ed è importante sottolineare che gli "atlantisti", possono essere sia di "sinistra" che di "destra", sia "atei" che "credenti", sia "patrioti" che "cosmopoliti", in quanto la comune visione geopolitica del mondo sta al di là di tutte le particolari differenze nazionali e politiche. Perciò noi ci occupiamo della più reale "cospirazione occulta", il cui significato e la cui intrinseca causa metafisica spesso rimangono completamente oscuri ai suoi immediati partecipanti, e anche alle sue maggiori figure chiave.

La cospirazione degli "eurasisti"

Le idee di Mackinder, rivelando questa definita regolarità storica e politica che molti prima avevano indovinato o previsto, aprì la strada all'esplicita formulazione ideologica dell'opposizione all'atlantismo nella pura "dottrina eurasiana". I primi principi della geopolitica eurasiana furono formulati da alcuni russi bianchi emigrati conosciuti sotto l'appellativo di "eurasisti" (il principe N.Trubetskoy, Savitsky, Florovsky etc.) e dal famoso geopolitico germanico Karl Haushofer. Inoltre, il fatto dei frequenti incontri degli "eurasisti" russi con Karl Haushofer a Praga ci porta a credere che i geopolitici tedeschi e russi svilupparono gli argomenti connessi simultaneamente e in modo parallelo. In più, nelle analisi successive essi seguirono proprio gli stessi principi, basandosi sulla necessità dell'alleanza geopolitica eurasiana di Russia-Germania-Giappone come contrappeso alle politiche "atlantiste" che puntavano ad ogni costo ad opporre la Russia a Germania e Giappone. Gli eurasisti russi e il gruppo di Haushofer formularono gli esatti principi di una visione del mondo continentale, eurasiana, alternativa alle idee atlantiste. E' possibile dire che essi espressero per la prima volta ciò che stava dietro l'intera storia politica europea dell'ultimo millennio, avendo tracciato il percorso dell' "idea imperiale romana", che dall'Antica Roma attraverso Bisanzio fu passata alla Russia, e attraverso il medievale Sacro Romano Impero delle nazioni tedesche, all'Austria-Ungheria e alla Germania. Così gli eurasisti russi analizzarono attentamente e in profondità l'imperiale e massimamente estesa missione "tellurica" di Gengis Khan e dei Mongoli che avevano sottolineato il significato continentale dei Turchi. Il gruppo di Haushofer, da parte sua, studiò il Giappone e la missione continentale degli stati dell'Estremo Oriente nella prospettiva di una futura alleanza geopolitica. Così, in risposta alla franca confessione di Mackinder, che chiariva la segreta strategia planetaria "atlantista", che si basava sulle proprie radici profonde nei secoli, gli eurasisti russi e tedeschi scoprirono negli anni '20 le logiche di una strategia alternativa continentale, la segreta "idea imperiale" della terra, erede di Roma, che ispirò invisibilmente delle politiche di potenza con una visione del mondo autoritario-idealistica, eroico-comunitaria - dall'Impero di Carlo Magno alla Sacra Unione proposta dal grande zar russo Alessandro I, invisibilmente un profondo mistico eurasiano. L'idea Eurasiana è globale come quella Atlantica, e anch'essa ha collocato i suoi "agenti segreti" in tutti gli stati e le nazioni storiche. Tutti quelli che hanno lavorato incessantemente per l'unione eurasiana, quelli che hanno ostacolato per secoli la diffusione nel continente dei concetti individualisti, egualitari e liberal-democratici (che riproducono interamente il tipico spirito fenicio del "primato dell'economico sul politico"), quelli che hanno aspirato a unire i grandi popoli eurasiani in un'atmosfera orientale, invece che in una occidentale - sia l'Oriente di Gengis Khan, della Russia o della Germania - tutti costoro sono stati "agenti eurasiani", portatori di una speciale dottrina geopolitica, i "soldati del continente", i "soldati della terra". La società segreta eurasiana, l'Ordine degli eurasisti, non comincia per nulla con gli autori del manifesto "Esodo in Oriente" o col "Giornale Geopolitico" di Haushofer. Questa è, in breve, solo la rivelazione, la manifestazione di una precisa conoscenza che esiste dall'inizio dei tempi, insieme con le sue relative società segrete e le sue reti di "agenti di influenza". Non meno che nel caso di Mackinder, la sua appartenenza alle enigmatiche "società segrete" è storicamente stabilita.

Ordine di Eurasia contro Ordine di Atlantico (Atlantidi). Roma Eterna contro Carthago Eterna. La guerra punica occulta continua invisibilmente durante i millenni. Cospirazione planetaria della Terra contro il Mare, Terra contro Acqua, Autorità e Idea contro Democrazia e Materia.

I paradossi senza fine, le contraddizioni, le omissioni e i capricci della nostra storia non diventano più chiari, più logici e più razionali se noi li guardiamo nella prospettiva di un occulto dualismo geopolitico? Non riceveranno una profonda giustificazione metafisica le innumerevoli vittime, attraverso le quali l'umanità paga nel nostro secolo il prezzo di incerti progetti politici? Non è un'azione nobile e riconoscente dichiarare soldati-eroi della Grande Guerra dei Continenti tutti coloro che sono caduti sui campi di battaglia del XX secolo, invece di considerarli dei servili burattini di regimi politici perennemente mutevoli, transitori e instabili, effimeri e casuali, insignificanti per dimensione, così che la morte per essi appare futile e stupida? Cosa diversa, se gli eroi caduti servirono la Grande Terra o il Grande Oceano, se a parte la demagogia politica e la martellante propaganda di effimere ideologie essi servirono il grande obiettivo geopolitico anteriore alla plurimillenaria storia planetaria.

"Sangue e Suolo" - "Sangue o Suolo?"

Il famoso filosofo russo, pensatore religioso e pubblicista Konstantin Leontyev pronunciò questa formula estremamente rilevante: "Esiste la Slavità [Slavyanstvo], non lo slavismo". Una delle conclusioni fondamentali geopolitiche di questo notevole autore fu l'opposizione tra l'idea di "panslavismo" e quella di "Asia" [asyatskoy]. Se noi analizziamo attentamente questa opposizione, scopriremo un criterio generale tipologico, che ci condurrà ad una migliore struttura inerpretativa e logica della guerra geopolitica occulta dell'Ordine Eurasiano contro l'Ordine Atlantico. Contrariamente all'eclettica combinazione di termini nel concetto di "Sangue e Suolo" dell'ideologo tedesco del mondo agricolo nazionalsocialista Wahlter Darré, a livello di guerra occulta delle forze geopolitiche nel mondo moderno, questo problema è formulato diversamente come "sangue o suolo". In altre parole, i progetti tradizionalisti di preservare l'identità del popolo, dello stato o delle nazioni stanno sempre di fronte ad un'alternativa - che uno può assumere come criterio dominante, se "unità di nazione, razza, ethnos, unità di sangue" oppure " "unità di spazio geografico, unità di confini, unità di suolo". Così l'intero dramma consiste nella necessità della scelta: "o - altro", ed ogni ipotetico "anche" rimane solo uno slogan utopico che non è decisivo, ma confonde solo la sottigliezza del problema. Il geniale Konstantin Leontyev, convinto traditionalista e radicale russofilo, rivolse precisamente questa domanda: "I Russi devono o basarsi sull'unità degli slavi, sullo slavismo (il "sangue"), o rivolgersi ad Est e realizzare l'affinità geografica e culturale russa ad oriente, ai popoli collegati ai territori russi (il "suolo"). Questa domanda può essere formulata in termini differenti come una scelta tra la fede della supremazia della legge della "razza" (nazionalismo) o della "geopolitica" ("statalità", "cultura"). Leontyev stesso scelse "suolo", "territorio", la specificità della cultura religiosa e statale imperiale della Grande Russia. Egli scelse l' "orientalismo" [vostochnost'], l' "asiatismo" [azyatsnost'], il "bizantinismo". Tale scelta implicò la priorità dei valori continentali, eurasiani sui valori strettamente nazionali e razziali. La logica di Leontyev ebbe ovviamente come risultato l'inevitabilità dell'unione russo-tedesca e specialmente russo-austriaca, e della pace con la Turchia e il Giappone. La negazione categorica di Leontyev di "slavismo" o "panslavismo" provocò indignazione tra molti slavofili retrogradi, che si mantenevano sulla posizione di "il sangue è più importante del suolo", oppure di "sangue e suolo". Leontyev non fu né capito né ascoltato. La storia del XX secolo ha dimostrato ripetutamente la straordinaria rilevanza dei problemi da lui posti.

Panslavismo contro eurasismo

La tesi che il "sangue è più importante del suolo (nel contesto russo, questo significa "slavismo", "panslavismo") per la prima volta rivelò tutta la sua equivocità durante la Prima Guerra Mondiale, in cui la Russia entrata in alleanza coi paesi dell'Intesa (inglesi, francesi e amaricani), al fine di liberare i "fratelli slavi" dalla dominazione turca, non solo cominciò a combattere contro i suoi naturali alleati geopolitici - Germania e Austria - ma spinse anche se stessa nella catastrofe della rivoluzione e della guerra civile. In pratica, lo "slavismo" russo ha lavorato a fianco degli "atlantisti", dell'Intesa e di un tipo di "civiltà neo-cartaginese", incarnato nel modello anglosassone mercantile-coloniale e individualistico. Non è sorprendente che fra i "patrioti panslavisti" della cerchia dell'imperatore Nicola II, la maggioranza fosse al soldo dell'intelligence inglese o semplicemente "agenti di inflenza atlantista". E' curioso citare un episodio dal romanzo del patriota russo e ataman (capo di milizie cosacche) Peter Krasnov "Dall'aquila bicefala alla bandiera rossa", dove nel fuoco della I Guerra Mondiale il più grande eroe del colonnello Sablin chiede:" Dica francamente, colonnello, chi considera il nostro autentico nemico?", e questi risponde inequivocabilmente: "L'Inghilterra!", sebbene questa convinzione non gli impedisca di combattere onestamente e coraggiosamente per gli interessi inglesi contro la Germania, eseguendo il suo dovere di assoluta lealtà verso l'Imperatore eurasiano. L'eroe del romanzo di Krasnov è l'esempio ideale di patriota eurasista russo, esempio della logica del "suolo al di sopra del sangue", che fu la caratteristica del conte Witte, del barone Ungern-Sternberg, della misteriosa organizzazione "Baltikum", formata da aristocratici baltici, rimasti devoti fino all'ultimo alla famiglia imperiale (proprio come fedele allo zar nel caos del tradimento universale rimane il principe turkmeno con la sua divisione, descritto nello stesso romanzo di Krasnov). E' da sottolineare quanto, durante il 1917, abbiano agito coraggiosamente e nobilmente, Asiatici, Turchi, Tedeschi e altri "provenienti da altre terre", servendo per fede e verità lo Zar e l'Impero, servendo l'Eurasia, il "suolo", il "continente" - in contrasto con molti "slavi", "panslavisti", che di dimenticarono rapidamente di "Costantinopoli" e dei "fratelli dei Balcani" e fuggirono dalla Russia, lasciano Zar e Patria, verso i paesi a influenza "atlantica", verso l'Oceano occidentale, verso l'Acqua, tradendo non solo la terra natale, ma la grande Idea di Eterna Roma, Russia come Terza Roma, Mosca.

Gli atlantisti e il razzismo

In Germania l'affermazione dell'idea che "il sangue è superiore del suolo" produsse conseguenze non meno terribili. Invece che ai patrioti tedeschi russofili ed eurasisti - Arthur Moeller van den Bruck, Karl Haushofer etc.- che insistevano sulla "supremazia della legge dello spazio vitale" (1) nell'interesse del continente come totalità, sull'idea di "blocco continentale", al governo del Terzo Reich alla fine la vittoria andò alla lobby "atlantista", che mantenne le tesi razziste e - con il pretesto delle "correlate etniche anglo-ariana e germanica" - puntò a distrarre verso Est le attenzioni di Hitler e a sospendere (o alla fine indebolire) le azioni di guerra contro l'Inghilterra. Il "pangermanismo" in questo caso (come il "panslavismo" russo nella Prima Guerra Mondiale) lavorò solo dalla parte degli "atlantisti". Ed è perfettamente logico che il maggior nemico della Russia, che mirò costantemente a impegnare la Germania di Hitler nel conflitto contro la Russia, contro gli slavi (nelle logiche "razziali", "il sangue è più importante del suolo"), sia stato l'ammiraglio Canaris, spia inglese e traditore del Reich. Il problema "sangue o suolo" è estremamente rilevante anche perché la scelta di un di questi due termini a detrimento dell'altro permette di identificare - forse in modo indiretto e mediato - gli "agenti influenti" di questa o di quella visione del mondo geopolitica, specialmente quando si tratta di "destre" o "nazionalisti". La caratteristica essenziale della "cospirazione geopolitica" degli atlantisti (come, in ogni caso, anche degli eurasisti) è che essa copre l'intero spettro delle ideologie politiche, dall'estrema destra all'estrema sinistra, ma in ogni modo gli "agenti di influenza geopolitica" lasciano sempre le loro tracce particolari. Nel caso della "destra", tale segno di potenziale atlantismo è il principio del "sangue più del suolo", che oltre a tutto il resto, consente di astrarre dalla fondamentalità dei problemi geopolitici, distogliendo l'attenzione dei leader e degli uomini di stato verso le questioni meno rilevanti.

Chi è la spia di chi?

Come esempio dell'effetto dell'occulta ideologia geopolitica di "sinistra" è possibile menzionare gli eurasisti nazional-bolscevichi dalla Germania - per esempio, il tedesco nazional-comunista eurasista Ernst Niekisch, l'esponente della rivoluzione conservatrice Ernst Junger, i comunisti Lauffenberg, Petel, Schultzen-Boysen, Winnig etc. Eurasisti nazional-bolscevichi ve ne furono indubbiamente anche fra i Russi, ed è circostanza curiosa che Lenin stesso, durante l'emigrazione aspirasse ad essere inserito tra politici e finanzieri tedeschi; in più, molte delle sue tesi furono assai francamente germanofile. Non vogliamo in questo caso affermare che Lenin fu coinvolto nell'Ordine Eurasiano, ma che in qualche misura egli si trovò sotto l'influenza di quest'Ordine. In ogni modo, l'opposizione "Lenin=spia tedesca" - "Trotsky=spia americana" corrisponde realmente a uno schema tipologico definito. In alcuni casi, al puro livello geopolitico, l'operato del governo di Lenin ebbe un carattere eurasiano, solo perché, contrariamente all'autentica dottrina marxista, egli preservò il grande spazio eurasiano unito dell'Impero Russo. (Trotsky, da parte sua, insisteva sull'esportazione della Rivoluzione, sulla sua "mondializzazione", e considerava l'Unione Sovietica come qualcosa di transitorio ed effimero, come una testa di ponte per l'espansione ideologica, qualcosa che avrebbe dovuto scomparire prima della vittoria planetaria del "comunismo messianico"; come interamente la missione di Trotsky nacque nello stesso marchio di "atlantismo" in quanto si oppose al comunista "eurasista" Lenin). Lo stesso "internazionalismo" leninista bolscevico ha un definito, imperiale, eurasiano principio di "suolo prima del sangue" - benché certamente questo principio venisse distorto e frainteso in seguito all'influenza di altri aspetti dell'ideologia bolscevica e, più importante, in seguito alle attività degli "agenti influenti" dell'atlantismo all'interno dello stesso governo comunista. Riassumendo tutte queste ragioni, è possibile dire che un carattere distintivo dei rappresentanti dell'Ordine Eurasiano in Russia è la quasi "forzata" germanofilia (o, minimo, l' "anglofobia"), e di converso, in Germania gli eurasisti erano "spinti" a essere russofili. Moeller van der Bruck fece una volta un'osservazione molto corretta: "I conservatori francesi furono sempre stimolati dall'esempio della Germania, i conservatori tedeschi dall'esempio della Russia". Ecco rivelata l'intera logica del retroterra geopolitico, continentale, dell'invisibile occulto combattimento che passa attraverso i secoli - la Guerra occulta dei Continenti.

Ha detto GRU, signor Parvulesco?

Il solo tra i cospirologi occidentali, a sottoleare costantemente il carattere geopolitico della "cospirazione mondiale" o, più esattamente, delle due alternative di "cospirazione mondiale" ("Eurasiana" e "Atlantica"), è il geniale scrittore, poeta e metafisico francese Jean Parvulesco, autore di molti lavori letterari e filosofici. Nella sua vita lunga e ricca di eventi egli ebbe personalmente familiarità con molte figure rilevanti della storia europea e mondiale, inclusi i rappresentanti di una "storia parallela occulta" - mistici, importanti massoni, kabbalisti, esoteristi, agenti segreti di vari servizi speciali, ideologi, politici e artisti. (In particolare, fu amico di Ezra Pound, Julius Evola, Arno Breker, Otto Skorzely, Pierre de Villemarest, Raymond Abellio etc .) Sentita la specificità dei nostri studi cospirologici, Parvulesco ci ha trasmesso dei documenti classificati come strettamente confidenziali, che ci hanno permesso di scoprire molti dettagli importanti della cospirazione geopolitica planetaria. Specialmente interessanti sono i materiali riguardanti l'attività delle segrete organizzazioni occulte in Russia. Nell'ulteriore descrizione noi cercheremo di esporre gli aspetti più interessanti della concezione di Parvulesco. Il 24 febbraio 1989 a Losanna, davanti ai membri del consiglio amministrativo del misterioso Istituto per Speciali Studi Metastrategici "Atlantis", Jean Parvulesco ha presentato un rapporto sotto l'intrigante titolo La Galassia GRU, con sottotitolo La missione confidenziale di Mikahil Gorbachev, l'URSS e il futuro del grande Continente Eurasiano. In questo rapporto - una cui copia ci è stata trasmessa da Parvulesco - egli ha analizzato il ruolo occulto del servizio di intelligence militare sovietico altrimenti detto GRU (Glavnoe Razvedatelnoe Upravlenie, Major Intelligence Service), e la connessione del GRU con l'Ordine segreto di Eurasia. Come riferimento, Parvulesco ha scelto il libro di un ben noto specialista nel campo dei servizi speciali sovietici, il famoso agente del controspionaggio francese e direttore dell' "European Data Centre" Pierre de Villemarest, che nel 1988 pubblicò in Francia il best seller "GRU, il più segreto dei servizi speciali sovietici, 1918-1988".

la grande guerra dei continenti 1. la Controvoce - Fronte Patriottico