





Sai qual è il problema, caro Giò, tanto per tornare "a bomba"'?
E' che mentre qui noi si sta a fare una discussione "surreale", come scrive il sempre gentilissimo Marco d'Antiochia, sui giornali di oggi è tutto un parlare della destra buona, moderna, liberale perbene che è stata malmenata dalla destra brutta, ancorata al passato, violenta e cafona. Dirai, che ti frega? E avresti ragione se non fosse che per l'equivoco che si è creato (per la verità non da ieri) tutte le destre passatiste siano da considerarsi brutte, violente e cafone nella misura di un Iannone, mentre tutte le destre futuriste, assumano di contro l'aspetto buonista, modernizzante, liberale e tranquillizzante di Rossi. Capita l'antifona?
Se non stai con Rossi stai con Iannone, tertium non datur. Intendi? Ecco perchè i conservatori se ne vanno al Centro...
SADNESS IS REBELLION








E invece è meglio. Contribuisce a delineare confini più netti fra chi, credendosi di Destra, in realtà è o un progressista in ritardo o un centrista demo(nio)cristiano. Fermo restando che, secondo me, attribuisci all'episodio un'importanza più grande di quella che effettivamente ha.
Ultima modifica di Giò; 15-07-12 alle 13:14
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Bravi, andate al centro, andate un pò dove vi pare, e continuate a conservare il nulla.


Che due stracoglioni
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


IL RETROSCENA/ Dietro lo schiaffo a Filippo Rossi. Dall'antica militanza alla recente ostilità
(umt) Ma perché CasaPound ce l'ha tanto con Filippo Rossi da scendere sul terreno della violenza? Ce l'hanno chiesto in molti, e a questo punto conta poco se il gesto sia stato solo simbolico (come l'ha vissuto l'aggressore) o reale (come l'ha percepito la vittima).
Una risposta ha provato a darla Maurizio Murelli, che non è di CP anche se nel momento di maggior attacco verso il movimento aveva annunciato un'adesione di solidarietà, riflettendo ad alta voce sul suo profilo facebook:
"Non si passa l'inverno a scrivere cattiverie sperando in un estate impunita. Non sempre a chi approfitta della propria posizione di forza nel gestire strumenti mediatici - da cui scarica VIOLENZA- poi non viene presentato il conto. In ogni caso ora Rossi oltre a cantare Bella ciao il 25 aprile (sai che azione futurista!) potrà cantare anche "Fischia il vento" il 14 luglio, ricorrenza della presa della Bastiglia. Quelli che gli esprimono solidarietà (l'amico ha sempre ragione: difficile giudicare e essere severi con gli amici.... e così l'amicizia si trasforma in atto di prostituzione) sanno che è stato ospite e trattato da amico a CPI e dopo, con il nuovo futurissimo percorso (povero Marinetti!) ha descritto i militanti di CPI come delinquenti ogni 3x2? Comunque, appena dimesso dall'ospedale è corso da mamma polizia a sporgere denuncia seguendo le indicazioni dal manuale del perfetto futurista e confermandomi nella mia convinzione; non andava schiaffeggiato perché gli handicappati non si toccano, anche quelli che sono handicappati nello spirito, come nel caso di Rossi".
Per poi, attingendo alla sua vena nostalgica, indicare un altro motivo per confermare il suo pregiudizio passatista: ai tempi belli di una volta anche le carogne erano meno carogne
Integro. Sul finire degli anni '70 un neodestro cresciuto nella nidiata tarchiana e approdato allora al quotidiano serale *La Notte* ebbe a scrivere un vergognoso articolo su Perluigi Pagliai, assassinato su mandato italiano dagli sbirri statunitensi in combutta con altra sbirraglia sudamericana. Il ragazzo, era stato ferito alla testa, era in fin di vita e i medici che l'avevano operato si opponevano al trasferimento. Ma i magistrati italiani che dovevano appioppargli la responsabilità di una strage ancora in cerca d'autore inviarono un aereo in sudamerica e lo fecero caricare di prepotenza. Giunse morto in Italia [non andò esattamente così: Pagliai arrivò in Italia il 12-13 ottobre 1982 e morì dopo 3 settimane d'agonia, il 5 novembre. La storia la racconta nel dettaglio delle Chiaie nell'Aquila e il Condor, ndb]
Il nostro neodestro approdato al giornalismo scrisse di "Puttino" (questo il suo sopranome). Scrisse che era un avventuriero trafficante di droga, un sedicente nazionalrivoluzionario in realtà nazionalturista. In sostanza plaudiva al suo killeraggio. Qualche tempo dopo teneva una conferenza in luogo pubblico. I camerati milanesi di Puttino avanzarono verso il tavolo, uno di loro lo sollevò di peso e lo schiaffeggiò pubblicamente. Il giornalastro incassò. E non sporse denuncia. Per la serie: anche i pusillanimi di una volta erano meglio di quelli di oggi.
C'è un altro particolare che va ricordato: quel giornalista non aveva avuto le intense frequentazioni con la destra radicale che segnano la storia della militanza politica giovanile di Filippo Rossi.
A 14 anni bazzica con Terza Posizione in Balduina, ed aveva come referente Andrea Insabato. Negli anni successivi, in piena fase di sommersione del movimento sotto lo tsunami della repressione, si trasferisce con la famiglia a Viterbo, dove spicca la personalità assai complessa di Francesco Mancinelli, uno che è molto militante ma che ha il gusto delle sfide culturali e non si sottrae al confronto (e all'influenza) della nascente Nuova destra. Così, al suo seguito, Filippo Rossi comincia a frequentare il Movimento politico (prima della svolta skin) e poi quel particolarissimo laboratorio politico che è il Fronte della Gioventù romano alla fine degli anni Ottanta. Dove il più grandicello Rainaldo Graziani sta già lavorando al progetto metapolitico che metterà poi capo alla breve e significativa esperienza di Meridiano Zero. Intanto Filippo Rossi trova il tempo
di partecipare alla raccolta dei pomodori nell'agro di Pescia Romana, che servirà a finanziare le campagne per i detenuti politici e in particolare quella per un illustre viterbese, Paolo Signorelli.
Il punto di svolta è rappresentato dall'approdo all'Italia settimanale, il giornale di area diretto prima da Marcello Veneziani e poi da Pietrangelo Buttafuoco, nato alla fine della Prima Repubblica, intorno al progetto di una grande destra ma che poi ha finito per rappresentare uno dei luoghi di costruzione della koiné del nuovo centro destra allargato (da Alleanza nazionale alla Lega, ruotando attorno, ovviamente al Re Sole e alla reggia di Arcore). L'esito finale, come più radicale esponente del futur-finismo antiberlusconiano, arrovescia platealmente un decennio di esplicito sostegno dell'epicureismo tardo-decadente del "nano" ma è scarsamente rilevante: io sono convinto che se Filippo Rossi fosse stato percepito come un qualsiasi giornalista prezzolato (alla Sciarelli, per capirci), Jannone a "Caffeina" avrebbe scelto una performance più tagliente e meno diretta. Avrebbe usato la testa e non le mani. Ma Filippo Rossi, evidentemente, alla luce della lunga militanza degli anni '80 e delle frequentazioni a CasaPound degli anni '00 (che vanno ben oltre le due presentazioni librarie ammesse da Rossi nell'intervista alla radio di "La Repubblica") era considerato 'malamente' come organico, come intellettuale amico, e quindi è stato trattato come un amico che delude, a cui -come dice Murelli - è stato presentato il conto.
IL RETROSCENA/ Dietro lo schiaffo a Filippo Rossi. Dall'antica militanza alla recente ostilità ~ <b>FascinAzione</b>
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).