Kanwar Yatra

Originariamente era un pellegrinaggio del mese di Shravan al Jyotirlinga di Baidyanath Dham, dove si trasportava per 108 km l’acqua del Gange, raccolta a Sultanganji, per venerare Shiva. La sua fama ha cominciato a varcare il confine del Bihar verso gli anni sessanta per diventare via via sempre più un fenomeno di massa, snaturando il suo carattere iniziale.

Dagli anni novanta la manifestazione ha assunto dimensioni ragguardevoli, tali da paralizzare le principali vie di comunicazione che portano a Haridwar, Allahabab, Varanasi e Deoghar (Baidyanath Dham) per qualche giorno, trasformando le strade del nord dell’India in un unico percorso di pellegrinaggio in entrambi i sensi di marcia.

Oggi allo Yatra partecipano pellegrini provenienti dagli stati di Delhi, Uttar Pradesh, Haryana, Rajasthan, Punjab, Bihar, Jharkhand, Chhattisgarh e Madhya Pradesh. Decine di milioni di pellegrini in maggioranza uomini, tutti vestiti di arancione, tra cui numerosi esaltati, possono rendere un incubo il viaggiare in questi giorni.

I Kanwaria causano problemi di ordine oltre che di viabilità. Una gigantesca riunione di gruppi provenienti da buona parte del nord che si sposta a piedi, in bicicletta, in motoretta, in auto, su trattori e camion, con al seguito il tipico bastone da portare sulle spalle con due contenitori appesi alle estremità che contengono l’acqua da portare allo shivalingam più vicino alla loro residenza.

Aggressivi verso la popolazione a cui chiedono continuamente oboli per il loro pellegrinaggio che sembra più ormai trasformato in una festa senza freni e senza regole. Alcool, Bhang, Charas o Ganja, e altoparlanti assordanti che trasmettono più spesso canzoni tratte dai film di Bollywood accompagnano i pellegrini, i quali diventano in molti casi pericolosi, richiedendo spesso l’intervento della polizia.

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