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Discussione: Non riaprirà più.

  1. #1
    Gianicolo, 1849
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    Predefinito Non riaprirà più.

    Sento che tre "tecnici" (due dell'ARPA e uno non ricordo) stanno definendo le procedure di spegnimento della cosiddetta "area a caldo" di Taranto.

    - la cokeria che partendo dal carbon fossile produce il carbon Coke necessario per produrre l'acciaio.
    - gli altoforni che utilizzando il carbon Coke producono l'acciaio
    Una volta spenti saranno inutilizzabili per sempre, per riattivarli sarebbe necessario demolire tutto e rifarli nuovi.

    La cosiddetta "area a freddo" è quella dove partendo dai prodotti di altoforno si arriva agli acciai finiti o semifiniti, e che non ha più ragione di esistere una volta distrutta l'area a caldo.

    Insomma si stà coscientemente distruggendo l'acciaieria più grande d'europa, che da sola assicura il 50% del fabbisogno italiano di acciaio, e venerdì suonerà la campana a morto, che verrà condita di belle parole sulla salute e l'ecologia. Ma senza che siano state pubblicate le perizie sulle quali questa folle decisione viene presa, senza che noi possiamo leggere i numeri e verificarle!


    E' possibile che in una sola settimana si privi l'Italia del 50% del suo fabbisogno di acciaio? Che in una settimana si decida di annientare l'economia di Taranto (circa 30.000 posti di lavoro, fra dipendenti, indotto, commercio etc) sulla base di dati così contestabili da non poter essere resi pubblici?
    Cui prodest? Chi ci fornirà da venerdì il 50% dell'acciaio nazionale che viene a mancare? (stiamo parlando di circa 1.500.000 di tonnellate anno).

    Si è consapevoli che si sta facendo un gigantesco regalo a qualche produttore straniero, a prezzo dell'affossamento di un intero distretto produttivo? O è un modo per dismettere un altro pezzo della siderurgia italiana magari in omaggio a qualcuno che ci si deve comprare un po di TDS ma in cambio ci chiede una allegra contropartita?


    Un altro elemento si aggiunge al processo di indebolimento, se non di destrutturazione, della manifattura italiana. Il rischio di dipendere in misura crescente dall'estero nell'approvvigionamento degli acciai e dei metalli da trasformare in semilavorati, in componenti e in prodotti finiti. A causa della cancellazione, o almeno del ridimensionamento, dei poli siderurgici che tanto hanno fatto per la modernizzazione del Paese, l'intera industria italiana potrebbe presto sperimentare questo nuovo particolare vincolo.
    La meccanica strumentale. L'impiantistica. L'automotive. I costi industriali della parte poco glamour ma molto redditizia del Made in Italy hanno un fattore rilevante nel prezzo di acquisto degli acciai e degli allumini. E, ora, questi costi industriali potrebbero iniziare a lievitare.

    Il rischio di perdere l'acciaio - Il Sole 24 ORE
    Ultima modifica di Grifo; 30-07-12 alle 15:56
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  2. #2
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Non riaprirà più.

    Se fosse come scritto nel post, in Italia saremmo alla follia. Spero chi i fatti smentiscano questa che sarebbe una autentica tragedia. Un bel colpo di grazia a favore della trasformazione della penisola in una landa de-industrializzata.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  3. #3
    colleziono trofei
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    Predefinito Re: Non riaprirà più.

    Citazione Originariamente Scritto da Gianky Visualizza Messaggio
    Se fosse come scritto nel post, in Italia saremmo alla follia. Spero chi i fatti smentiscano questa che sarebbe una autentica tragedia. Un bel colpo di grazia a favore della trasformazione della penisola in una landa de-industrializzata.
    dal post infatti si intuisce perfettamente che l'acciaieria viene chiusa per pura cattiveria
    Ultima modifica di brunik; 30-07-12 alle 16:03
    Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi

  4. #4
    La polizzzzia del webbbbe
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    Predefinito Re: Non riaprirà più.

    Non sono un tecnico specializzato in settore, ma nell'Ilva di Genova ci sono entrato e spesso. Sicuramente se la situazione "definitiva" è quella prospettata da Grifo (che invece è del settore) mi pare assurda una decisione cosi forte.

    Bisogna vedere se le cose riportate dall'agenzie giornalistiche non siano effettivamente così...spesso un giornalista ignorante in materia usa termini sbagliati che ad un tecnico fanno alzare i capelli
    "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)

    È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi

  5. #5
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    Predefinito Re: Non riaprirà più.

    Questo è il frutto di una pessima gestione regionale della situazione e di uno stato ipocrita che condanna l'ILVA e dimentica che noi con il carbone produciamo ancora energia elettrica con un numero elevato di malattie nei pressi delle suddette centrali.
    Nessuno si crea, nessuno si distrugge, tutti si ricandidano.

  6. #6
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    Predefinito Re: Non riaprirà più.

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Sento che tre "tecnici" (due dell'ARPA e uno non ricordo) stanno definendo le procedure di spegnimento della cosiddetta "area a caldo" di Taranto.

    - la cokeria che partendo dal carbon fossile produce il carbon Coke necessario per produrre l'acciaio.
    - gli altoforni che utilizzando il carbon Coke producono l'acciaio
    Una volta spenti saranno inutilizzabili per sempre, per riattivarli sarebbe necessario demolire tutto e rifarli nuovi.

    La cosiddetta "area a freddo" è quella dove partendo dai prodotti di altoforno si arriva agli acciai finiti o semifiniti, e che non ha più ragione di esistere una volta distrutta l'area a caldo.

    Insomma si stà coscientemente distruggendo l'acciaieria più grande d'europa, che da sola assicura il 50% del fabbisogno italiano di acciaio, e venerdì suonerà la campana a morto, che verrà condita di belle parole sulla salute e l'ecologia. Ma senza che siano state pubblicate le perizie sulle quali questa folle decisione viene presa, senza che noi possiamo leggere i numeri e verificarle!


    E' possibile che in una sola settimana si privi l'Italia del 50% del suo fabbisogno di acciaio? Che in una settimana si decida di annientare l'economia di Taranto (circa 30.000 posti di lavoro, fra dipendenti, indotto, commercio etc) sulla base di dati così contestabili da non poter essere resi pubblici?
    Cui prodest? Chi ci fornirà da venerdì il 50% dell'acciaio nazionale che viene a mancare? (stiamo parlando di circa 1.500.000 di tonnellate anno).

    Si è consapevoli che si sta facendo un gigantesco regalo a qualche produttore straniero, a prezzo dell'affossamento di un intero distretto produttivo? O è un modo per dismettere un altro pezzo della siderurgia italiana magari in omaggio a qualcuno che ci si deve comprare un po di TDS ma in cambio ci chiede una allegra contropartita?


    Un altro elemento si aggiunge al processo di indebolimento, se non di destrutturazione, della manifattura italiana. Il rischio di dipendere in misura crescente dall'estero nell'approvvigionamento degli acciai e dei metalli da trasformare in semilavorati, in componenti e in prodotti finiti. A causa della cancellazione, o almeno del ridimensionamento, dei poli siderurgici che tanto hanno fatto per la modernizzazione del Paese, l'intera industria italiana potrebbe presto sperimentare questo nuovo particolare vincolo.
    La meccanica strumentale. L'impiantistica. L'automotive. I costi industriali della parte poco glamour ma molto redditizia del Made in Italy hanno un fattore rilevante nel prezzo di acquisto degli acciai e degli allumini. E, ora, questi costi industriali potrebbero iniziare a lievitare.

    Il rischio di perdere l'acciaio - Il Sole 24 ORE

    Sembra ci sia ancora tempo, per fortuna. In ogni caso vorrei far notare che è facile prendersela con la magistratura per questa assurda decisione. Ma il problema è a monte: nella politica ed in questo caso, nel management dell'azienda, che nonostante i problemi di impatto ambientale siano noti da moltissimo tempo, non hanno fatto - al solito - nulla per risolvere la situazione prima dell'inevitabile intervento della magistratura.

    Un copione già visto e rivisto in altre situazioni, e dovuto all'assoluta incapacità in ogni ambito della nostra classe dirigente di assumersi delle responsabilità e prendere delle decisioni


    Detto questo, spero si trovi rapidamente una soluzione che non sia il sucidio economico verso cui stiamo andando ora.

    I tecnici del tribunale all'Ilva.<br> Domani gli interrogatori

    Con l'arrivo dei tecnici nominati dal gip, sono di fatto cominciate le procedure per eseguire il sequestro di 6 impianti dell'area a caldo dell' Ilva disposto dalla magistratura giovedì scorso. L'avvio delle procedure, tuttavia, non comporta l'automatico spegnimento da oggi degli impianti e lo stop alla produzione, perché, prima di arrivare a tanto, dovranno passare diverse settimane come più volte è stato detto in questi giorni, anche da parte dei magistrati. E' evidente che si attende un passo dell'Ilva che espliciti meglio cosa intende fare sul piano ambientale tenendo presente i contenuti dell'ordinanza del gip.
    Ultima modifica di redmind; 30-07-12 alle 16:33

  7. #7
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    Predefinito Re: Non riaprirà più.

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Sento che tre "tecnici" (due dell'ARPA e uno non ricordo) stanno definendo le procedure di spegnimento della cosiddetta "area a caldo" di Taranto.

    - la cokeria che partendo dal carbon fossile produce il carbon Coke necessario per produrre l'acciaio.
    - gli altoforni che utilizzando il carbon Coke producono l'acciaio
    Una volta spenti saranno inutilizzabili per sempre, per riattivarli sarebbe necessario demolire tutto e rifarli nuovi.

    La cosiddetta "area a freddo" è quella dove partendo dai prodotti di altoforno si arriva agli acciai finiti o semifiniti, e che non ha più ragione di esistere una volta distrutta l'area a caldo.

    Insomma si stà coscientemente distruggendo l'acciaieria più grande d'europa, che da sola assicura il 50% del fabbisogno italiano di acciaio, e venerdì suonerà la campana a morto, che verrà condita di belle parole sulla salute e l'ecologia. Ma senza che siano state pubblicate le perizie sulle quali questa folle decisione viene presa, senza che noi possiamo leggere i numeri e verificarle!


    E' possibile che in una sola settimana si privi l'Italia del 50% del suo fabbisogno di acciaio? Che in una settimana si decida di annientare l'economia di Taranto (circa 30.000 posti di lavoro, fra dipendenti, indotto, commercio etc) sulla base di dati così contestabili da non poter essere resi pubblici?
    Cui prodest? Chi ci fornirà da venerdì il 50% dell'acciaio nazionale che viene a mancare? (stiamo parlando di circa 1.500.000 di tonnellate anno).

    Si è consapevoli che si sta facendo un gigantesco regalo a qualche produttore straniero, a prezzo dell'affossamento di un intero distretto produttivo? O è un modo per dismettere un altro pezzo della siderurgia italiana magari in omaggio a qualcuno che ci si deve comprare un po di TDS ma in cambio ci chiede una allegra contropartita?


    Un altro elemento si aggiunge al processo di indebolimento, se non di destrutturazione, della manifattura italiana. Il rischio di dipendere in misura crescente dall'estero nell'approvvigionamento degli acciai e dei metalli da trasformare in semilavorati, in componenti e in prodotti finiti. A causa della cancellazione, o almeno del ridimensionamento, dei poli siderurgici che tanto hanno fatto per la modernizzazione del Paese, l'intera industria italiana potrebbe presto sperimentare questo nuovo particolare vincolo.
    La meccanica strumentale. L'impiantistica. L'automotive. I costi industriali della parte poco glamour ma molto redditizia del Made in Italy hanno un fattore rilevante nel prezzo di acquisto degli acciai e degli allumini. E, ora, questi costi industriali potrebbero iniziare a lievitare.

    Il rischio di perdere l'acciaio - Il Sole 24 ORE
    .......siamo alla follia pura .......

  8. #8
    AUT CONSILIO AUT ENSE
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    Predefinito Re: Non riaprirà più.

    Citazione Originariamente Scritto da redmind Visualizza Messaggio
    Sembra ci sia ancora tempo, per fortuna. In ogni caso vorrei far notare che è facile prendersela con la magistratura per questa assurda decisione. Ma il problema è a monte: nella politica ed in questo caso, nel management dell'azienda, che nonostante i problemi di impatto ambientale siano noti da moltissimo tempo, non hanno fatto - al solito - nulla per risolvere la situazione prima dell'inevitabile intervento della magistratura.

    Un copione già visto e rivisto in altre situazioni, e dovuto all'assoluta incapacità in ogni ambito della nostra classe dirigente di assumersi delle responsabilità e prendere delle decisioni


    Detto questo, spero si trovi rapidamente una soluzione che non sia il sucidio economico verso cui stiamo andando ora.

    I tecnici del tribunale all'Ilva.<br> Domani gli interrogatori
    La tua difesa dell'azione del magistrato in oggetto non ha senso.
    Non doveva prendere la decisione, punto e basta.
    Hai una vaga idea dei costi della eventuale ricostruzione dell'area a caldo (già ventilata) con nuovi metodi?
    In un periodo di crisi come questo, quando, come ricordava Medsim, molte altra aree del paese sperimentano senza alcuna tutela li effetti anche più negativi della presenza di centrali elettriche a carbone?
    Quando ILVA ha commesse assicurate sino al 2014-15 anche all'estero, con penali enormi da pagare in caso di inadempienza?
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  9. #9
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    Predefinito Re: Non riaprirà più.

    No va bè, gli altoforni e le cokerie possono essere spenti e riaccesi senza compromettersi. L'importante è seguire una procedura controllata (e molto lenta che porti ad un raffreddamento graduale. Del resto fermate complete pur rare, sono parte della vita operativa dell'impianto. Ogni tanto van fatte per ispezionare le connessioni ed i refrattari. Certo, ci vogliono settimane tra accensione e spegnimento.

    In ogni caso 4/5 dell'acciaio italiano viene prodotto a Taranto. (l'altro 1/5 a Piombino). Fermare tutto è un suicidio economico ed occupazionale. (nonchè manifesta pazzia della magistratura italiana)
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  10. #10
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    Predefinito Re: Non riaprirà più.

    Citazione Originariamente Scritto da Juv Visualizza Messaggio


    Fermare tutto è un suicidio economico ed occupazionale.
    (nonchè manifesta pazzia della magistratura italiana)

    siamo un paese a sovranità limitata;
    il progetto di impoverimento generalizzato,
    procede in perfetto orario.

 

 
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