Sì dai, è chiaro che si dopano come cavalli. Quelli che non si dopano li costruiscono comunque a tavolino. Ma anche i coreani dai. Tant'è che nella maggior parte degli sport di squadra, nonostante tutti gli sforzi, continuano a far cagare.


Sì dai, è chiaro che si dopano come cavalli. Quelli che non si dopano li costruiscono comunque a tavolino. Ma anche i coreani dai. Tant'è che nella maggior parte degli sport di squadra, nonostante tutti gli sforzi, continuano a far cagare.




Puo' essere, ma puo' essere che sia il "meglio dopato". Oggi il doping lo puoi fare in tanti modi, ed esistono diverse scuole di pensiero sull'argomento. Quindi uno puo' trovare il metodo A ed avere risultati migliori di un altro che ha usato il metodo B. Se entrambi i metodi certamente riescono ad aggirare analisi e controanalisi, certamente agiscono in modo diverso sull'atleta in modo diverso.
Quindi potrebbe non essere del tutto esatto che chi vince è sempre il piu' forte.![]()


Guardando il medagliere sto notando che i giapponesi posso gia' vincere il premio della sfiga: hanno beccato ben 26 medaglie ma solo 2 d'oro onde per cui si ritrovano al 15esimo posto
GIAPPONE 2 (oro) 12(argento) 12 (bronzo)
Il kazakistan invece si trova all'ottavo posto pur avendo vinto solo 5 medaglie (tutte d'oro pero').
Ultima modifica di venetoimpenitente; 05-08-12 alle 21:54
I "sud tirolesi":"Noi non ci sentiamo padani perché abbiamo un patrimonio genetico basato sulla legalità, sulla convivenza, sul rispetto delle diverse tradizioni culturali purché non lesive della libertà altrui..."


I "sud tirolesi":"Noi non ci sentiamo padani perché abbiamo un patrimonio genetico basato sulla legalità, sulla convivenza, sul rispetto delle diverse tradizioni culturali purché non lesive della libertà altrui..."






Ma quelli del ''doping per tutti'' stan scherzando, vero?


I "sud tirolesi":"Noi non ci sentiamo padani perché abbiamo un patrimonio genetico basato sulla legalità, sulla convivenza, sul rispetto delle diverse tradizioni culturali purché non lesive della libertà altrui..."

