Futuro oscuro per l’Europa
STORIA ECONOMICA, POLITICA E MILITARE DELL’ULTIMO SECOLO:
Agli inizi del secolo scorso l’Europa primeggiava nella produzione industriale, nella tecnica, nelle scienze, nella cultura e nell’arte. La politica controllava o almeno cercava di controllare la finanza e teneva a freno la speculazione per quanto si poteva, dato che molte banche di emissione delle nazioni, come per esempio la Banca d’Italia, erano già erano finite sotto il controllo azionario di privati. La privatizzazione di queste era iniziata quando la monarchia inglese fu fortemente indebolita da guerre interne alla nobiltà e da rivoluzioni repubblicane. Per ottenere crediti al fine di far fronte ai propri impegni di spese, soprattutto militari, il re, persa la fiducia e messo alle strette sui propri debiti, dovette chiedere agli ebrei garanzie pagando forti interessi. Poi fu costretto a cedere loro addirittura la sovranità monetaria, cioè l’esclusiva dell’emissione del denaro statale (signoraggio della moneta). Essi, dopo oltre due millenni di prestiti ad usura, proibiti dalla religione ai cristiani, possedevano, infatti, oro in quantità. Con la rivoluzione francese, la fine della monarchia e dell’impero napoleonico, non ci fu più un valido controllo sulla speculazione che ebbe sempre maggiore libertà nelle sue dannose operazioni finanziarie.
CAUSE DELL’ASSASSINIO
Di KENNEDY
Bisogna sapere che il sistema bancario europeo era tutto collegato. E questo fu emblematicamente palese quando i Roschild inviarono esponenti della propria famiglia nelle capitali delle più importanti nazioni europee che venivano istigate farsi guerra fra di loro. Lo scopo era duplice: indebolire le monarchie e i governi ed erogare prestiti capestro per spese militari alle due parti in lotta, approfittando dei gravi momenti in cui versavano per spese belliche.
Le banche di emissione delle varie nazioni europee vennero via via privatizzate togliendo ai re ed ai principi il privilegio di battere moneta. Questo avvenne con un crescendo pauroso alla fine della prima guerra mondiale, con la caduta dei tre imperatori in Germania, in Austria e in Russia. Si noti che anche nella Russia sovietica, dove alla fine delle ostilità si ebbe la rivoluzione comunista sostenuta con fondi praticamente illimitati dalle banche americane, la banca di emissione era sotto il controllo di capitali privati… Non era cioè lo stato ad emettere la moneta.
Dunque la prima guerra mondiale fu una guerra civile europea gestita dall’alta finanza internazionale contro i popoli. Ad essa parteciparono gli Stati Uniti, paese formato da gruppi di europei disperati o perseguitati in patria per motivi religiosi e da africani importati come schiavi. Questo paese si è sempre trovato sotto lo stretto controllo di una grande finanza apolide che qui non aveva trovato ostacoli alla propria azione mancando il controllo da parte dello stato. La Banca Federale, di proprietà di alcune famiglie ebraiche, emetteva denaro creato dal nulla e senza alcuna garanzia immobiliare o di altro genere e lo vendeva ad interesse al governo contro l’acquisizione di buoni del tesoro negoziabili. Molti tentativi di emettere denaro statale, cioè biglietti di stato anziché di banca, furono impediti con l’assassinio di alcuni presidenti della repubblica americana: il più recente dei quali fu quello di John Kennedy.
UN IGNOBILE
TRATTATO DI PACE
Al termine delle ostilità del 1914-1918, gli statunitensi si arrogarono il diritto di dettar legge sui trattati di pace privando l’Italia, che a giusta ragione si riteneva erede naturale della Serenissima Repubblica di Venezia, dell’acquisizione tacitamente convenuta delle terre dalmate, abitate da popolazioni veneto-italiane. La reazione alla “vittoria mutilata” portò al potere il fascismo, che la monarchia, spaventata dall’assassinio di tutta la famiglia della casa regnante russa e dai pericolosi moti rivoluzionari comunisti nel nostro paese, ritenne, per il momento, conveniente.
La lotta all’Europa si rivolse in particolare contro la Germania. Essa venne divisa in due parti separate e suoi ampi territori abitati da popolazioni germaniche furono assegnati, con un diktat dei vincitori, alla Polonia, appositamente creata in funzione antitedesca. Seguì l’imposizione alla Germania di limitazioni di ogni genere e di astronomici danni di guerra, che la misero in gravissime difficoltà sociali e politiche. Poi ci fu l’ostinato rifiuto dei polacchi, sostenuti dagli anglo-francesi, di concedere, per via diplomatica, un corridoio di passaggio fra i due territori separati della Germania. Questo, insieme alle persecuzioni ed al genocidio delle popolazioni germaniche assegnate alla Polonia, ebbe come conseguenza l’intervento militare di Berlino contro i polacchi, il più velleitario e sprovveduto popolo del continente. Ne approfittarono Inghilterra e Francia per trarne pretesto per la dichiarazione di guerra, inizio del secondo distruttivo conflitto mondiale.
COMPORTAMENTI
DI ITALIA
E INGHILTERRA
E da notare il comportamento ambiguo ed inspiegabile dell’Italia che, dopo aver preso l’iniziativa del “Patto d’Acciaio” con la Germania, patto a carattere difensivo in caso che uno dei contraenti subisse una dichiarazione di guerra, non solo non intervenne ma fece sapere all’Inghilterra, attraverso il diplomatico Ciano, che non sarebbe intervenuta, favorendo in tal modo lo scoppio della seconda esiziale guerra di distruzione del nostro continente.
Una osservazione va fatta sul comportamento dell’Inghilterra. Quest’isola, staccata dal continente e sotto lo stretto controllo di un sistema bancario strapotente, ha sempre avuto una politica di indebolimento dell’Europa, con i pretesti più vari.
SECONDA GUERRA DI DISTRUZIONE
DELL’EUROPA
E SUOI RSULTATI
Sia come sia fu scatenata una guerra fatta di stragi verso la Germania e l’Italia che allora rappresentavano le nazioni libere dalla dipendenza dal capitale apolide internazionale. Dopo la dichiarazione anglo francese di guerra, durante tutto l’inverno 1939-1940 gli eserciti si fronteggiarono senza combattere ai confini franco-tedeschi mentre la diplomazia di Berlino faceva ogni sforzo per ricercare la pace. Lo sbarco inglese in Norvegia costrinse Hitler a difendersi e ad occupare il territorio francese, L’operazione si concluse, incredibilmente e contro ogni previsione, in sole quattro settimane. Seguì una guerra distruttiva con bombardamenti sulle popolazioni civili europee, con distruzione delle abitazioni e l’uccisione di centinaia di migliaia di suoi abitanti. Il conflitto fu sostenuto da astronomiche spese sovvenzionate dal sistema finanziario americano, evidentemente interessato al controllo politico e finanziario del nostro continente. I capitali investiti si sarebbero ricostituì alla fine del conflitto sottraendo risorse agli europei.
La guerra fu vinta dalle nazioni capitaliste con l’appoggio del governo dei comunisti sovietici russi, per l’occasione non ritenuto una dittatura, cosa di cui si accusava pretestuosamente solo il nazionalsocialismo germanico. Evidentemente il comunismo era stato sostenuto allo scopo di distruggere l’Europa. Dopo soli sei anni di esistenza il nazionalsocialismo tedesco aveva sollevato i timori del capitalismo più che il comunismo da oltre venti anni al potere!
ORIGINE E CAUSE
DELLA CRISI E SUOI
PROBABILI SVILUPPI
Dopo le distruzioni ed i massacri della guerra e l’assassinio per fame e stenti, a conflitto terminato, di molti soldati tedeschi prigionieri, il vero olocausto, la Germania, quale cuore dell’Europa fu occupata senza limiti di tempo e il suo territorio fu suddiviso fra i quattro vincitori. Fu soffocata l’intelligenza e la capacità organizzativa di questo popolo che aveva dimostrato il suo valore anche per come aveva resistito all’assalto di tutto il mondo capitalista. A guerra finita una propaganda martellante, il paralizzante sistema democratico imposto con le armi, la distruzione di ogni identità e infine l’immigrazione selvaggia e l’attuale crisi economica, sono state le manifestazioni delle volontà distruttiva verso le popolazioni del continente da parte della finanza mondiale. Evidentemente gli unici popoli ritenuti pericolosi per i poteri forti internazionali sono quelli europei. Organismi sopranazionali cercano in ogni modo di togliere la libertà, sostituendola con una soffocante burocrazia e con la democrazia del pensiero unico corretto che, nei fatti, è la più grave forma di oppressione che si possa immaginare. Non vi è infatti nemmeno la necessità di dare l’olio di ricino agli avversari o di metterli in campi di lavoro coatto: il condizionamento propagandistico ha completamente soggiogato la mente di quasi tutte le persone. I veri governi forti ed autoritari sono quelli democratici che non hanno una opposizione vera e non le dittature che per sopravvivere hanno spesso necessità di usare esplicitamente la forza. In ogni caso le guerre le fanno le democrazie e non le dittature.
CONTINUITA’
NELL’OPERA
DI DISTRUZIONE:
Dunque la crisi economica esportata dagli Stati Uniti, che, lo ripetiamo, sono sotto strettissimo controllo dei poteri forti della grande finanza, non è un inciampo ma una programmazione o comunque è stata volta a continuare la politica distruttiva di sempre verso le nostre popolazioni. Non è stata infatti questa l’unica crisi del capitalismo ma è un fatto ciclico per conseguire la rapina del risparmio. Oltre alla crisi del 1929 ve ne sono state altre alla fine dell’ottocento e all’inizio del novecento, sempre partite dagli Stati Unite ed “esportate” verso il nostro continente e verso il resto del mondo.
Quanto sopra viene detto per far capire anche ai più tetragoni a voler vedere la realtà, che tutto è in linea con la storia dei comportamenti antieuropei e come dalla crisi non si può uscire col tempo oppure casualmente. Come ieri è stato favorito il comunismo contro gli europei, oggi con facilitazioni commerciali e con l’investimento di enormi capitali, la Cina viene spinta dall’America a distruggere l’industria del nostro continente.
Questa era risorta dalle distruzioni nonostante le condizioni di inferiorità in cui era stata posta dai prepotenti vincitori della seconda guerra mondiale, che ancora, dopo settant’anni occupano l’Italia, la Germania e, attraverso la N.A.T.O, le restanti nazioni.
Consideriamo la sfacciataggine del nostro governo tecnico gestito da un italiano esponente di banche americane, nemmeno eletto democraticamente. Esso, colpevolizzando il popolo di aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità, ci distrugge con una tassazione inaudita per pagare gli interessi di un debito causato da un imbroglio monetario. Esso consiste nella creazione di moneta dal nulla e senza alcuna garanzia da parte delle banche private di emissione ed il prestito ad interesse agli stati, come fosse di proprietà degli emettitori e non del popolo che le da il valore e che la usa.
I governi democraticamente eletti sono del tutto esautorati su queste operazioni: non possono decidere sulle variazioni del tasso di sconto né sull’ammontare della valuta emessa e circolant, mentre la finanza internazionale gioca sull’abbassamento o sul rialzo del valore dei buoni del tesoro emessi dallo stato, arricchendosi liberamente a danno dei popoli.
Dunque il futuro rovinoso dei nostri popoli è in linea con le distruzioni delle guerre, con la privazione, in pratica, della libertà politica e di stampa e da ultimo con la grave imposizione di una società multirazziale con lo scopo di distruggere la nostra identità politica, culturale ed economica. Quello che succede non è dunque un caso ma la continuazione di una linea di comportamenti dei poteri forti: dopo le distruzioni delle guerre quelle della pace.
ESISTONO VIE DI USCITA?
Come uscirne? Questo è un grosso problema. Il grande capitale, che ha scagliato Inghilterra e Stato Uniti contro l’Europa, è apparentemente più forte che mai. Riesce a costringerci a partecipare alle sue guerre economiche, fatte a nostro danno, per l’occupazione di stati con pretesti vari: armi di distruzioni di massa inesistenti, terrorismo ingigantito dai media a bella posta, diritti umani che non vengono rispettati: cosa che poi succede normalmente, invece, da parte di questi eserciti occupanti che bombardano, uccidono, imprigionano senza processi. In realtà queste guerre hanno ragioni di carattere economico, come il controllo di materie prime e di petrolio, che noi insieme ad altri popoli dobbiamo acquistare a prezzi di monopolio dalle multinazionali americane. Questo è di vitale importanza per la nostra sopravvivenza.
Sperare che il tempo o la resipiscenza della cupola capitalistica possano far terminare la crisi è speranza di cose irrealizzabili: la linea politica più sopra descritta non cambierà. La via della ribellione a questo stato di cose oltreché improbabile, non sarebbe indolore. La cupola finanziaria, che controlla l’opinione pubblica attraverso un’informazione prezzolata, istigherà ancora una volta gli Stati Uniti, braccio armato del suo potere, a intraprendere guerre nucleari a non finire.
Questo l’hanno già fatto solo per vendetta, secondo la tradizione del Libro e di chi controlla gli Stati Uniti. Si useranno le bombe atomiche come sul Giappone a guerra praticamente finita e si procederà a stragi come l’assassinio di centinaia di migliaia di tedeschi con i bombardamenti ed in particolare con quello di Dresda, anch’esso a guerra praticamente finita. L’uso delle atomiche sarebbe la realizzazione del ricatto biblico “Muoia Sansone con tutti i Filistei”.
Vi è poco da stare allegri dopo che ci siamo lasciati dominare, inconsapevolmente o meno, da una genia di assassini.
Dunque le alternative sembrerebbero essere improbabili compromessi con accordi diplomatici, una sanguinosa ribellione oppure diventare un terzo mondo di lavoratori indigenti che, ignobilmente sfruttati, producono prodotti da esportare per arricchire e dare potere alle multinazionali.
L’avvenire è però incontrollabile e potrebbe portare sorprese poiché Deus amentat quos vult perdere, cioè un potere immenso potrebbe dare alla testa ai pochi che lo detengono e creare lotte intestine distruttive come avveniva molto spesso nelle case regnanti del passato. Oppure potrebbero verificarsi altre situazioni oggi inimmaginabili.
Certo occorrerebbe fare qualcosa in politica o in altri campi. Aspettare fatalisticamente una soluzione dei nostri problemi che venga dall’esterno non è nella mentalità tradizionale dei popoli europei. I detti da considerare sono “la fortuna aiuta gli audaci” e “aiutati che il ciel ti aiuta”.
Futuro oscuro per l?Europa | Analisi | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale




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