





Ultima modifica di Giacinto Mazzatella; 28-08-12 alle 01:38






L'empatia dipende da chi è il suicida. Se si tratta di una persona cara ovviamente ci sto male. Ma io mi riferivo in particolare a quelli come Maximilian, che cercano in tutti i modi di farmi pensare che non valga la pena campare. Se sono coerenti, si tolgano di mezzo, no? Per quelli non provo empatia, se veramente lo fanno, stanno ottenendo quello che volevano ottenere, per cui perchè mi devo dispiacere io?
Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.




Non ho detto "non hai capito niente"; ho detto "non hai ancora capito". Comunque no, quello che intendevo dire non è quello che hai scritto al secondo tentativo. Uno è libero di pensare che la vita non serva a niente senza essere un imbecille. Solo, non capisco perchè vuole per forza convincere anche me. Siamo proprio su due piani diversi, uno dice che nella vita non vale la pena fare niente perchè tanto alla fine si muore, come se la vita dovesse avere una specie di traguardo o premio finale da raggiungere tramite le cose che si fanno e che invece non c'è, per cui non vale la pena sforzarsi. Io invece penso che il fine della vita sia la vita stessa, e tutte le cose che si fanno durante essa sono funzionali ad essa, non a qualcos'altro che però non c'è o che non arriva mai, per cui è tutto inutile.
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no, mi dà fastidio che ci associno ai meridionali...
cioè se i veneti fossero mafiosi, tamarri e molesti non avrei niente da dire, i norvegesi potrebbero pure pensare che siamo mafiosi, tamarri e molesti...
però non siamo così, abbiamo altri difetti (per esempio, bestemmiatori ed alcolizzati), così preferirei eventualmente essere disprezzato per i difetti che abbiamo veramente
ps: a scanso di equivoci, tu non sarai mafioso, tamarro e molesto, ma nemmeno io sono bestemmiatore e alcolizzato


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