Per la prima volta alla Mostra di Venezia s’affaccia una piccola, enorme novità: un film fuori concorso, «Sfiorando il muro», dedicato a due vittime missine delle Brigate rosse, Giralucci e Mazzola.
La “firma” è quella d’una “figlia”. “SFIORANDO IL MURO"” è un film sugli anni Settanta da un punto di vista particolare: una bambina di allora che ricorda manifestazioni e scritte sui muri con turbamento. C'è un perché: il padre dell'autrice, Graziano Giralucci, venne ucciso con Giuseppe Mazzola nel 1974 dalle Brigate rosse all'interno della sede del Msi di Padova.
Furono le prime vittime delle Br.
Per capire come sia stato possibile accettare e considerare inevitabile la violenza politica l'autrice cerca chi la violenza l'ha praticata, chi l'ha subita, chi l'ha combattuta: dagli autonomi ai ragazzi del Fronte della Gioventù, dal magistrato Pietro Calogero, autore del blitz del 7 aprile contro Toni Negri, a Guido Petter, docente universitario ex partigiano che venne colpito a colpi di martellate sul capo, fino al sindacalista che divenne "infame" e fu costretto a nascondersi per anni solo per aver raccontato alla magistratura tutto quello che ricordava del suo periodo di militanza in Potere operaio.
Questo viaggio tra punti di vista diversi e a volte inconciliabili diventa per Silvia Giralucci anche un modo di riconciliarsi con la
difficile memoria del padre, un martire simbolo per la sua comunità politica, una vittima a lungo considerata colpevole per il solo fatto di essere di destra, un papà presente solo nei sogni.
Non c’è che dire: in questa Italia, il fatto in sé è un Evento.
Non solo, perché sia pure dopo oltre un trentacinquennio, è stato possibile produrre un film-documentario che ristabilisce un brandello di Verità su quegli anni di Odio e Mattanza, ma perché quel film è andato, ancorchè” fuori concorso” dinanzi ai fari eccellenti del prestigioso Festival di Venezia.
Abbiamo il dovere intellettuale d’esserne lieti, perché si tratta pur sempre d’uno spiraglio. Ma la nostra Memoria rimane straziata per la pochezza dell’atto riparatorio dopo decenni di ingiustizie e verità negate per pura arroganza e protervia complice e criminale della nostra sedicente “intellighenzia”. Non per ciò che subimmo come uomini della Destra, ma per la Verità negata ad un popolo italiano, non messo nelle condizioni di fare valutazioni eque, oggettive.
Non solo per i poveri ragazzi missini uccisi negli anni di piombo “per reato di pensiero”,ma per un’intera serie di Storie esemplari che avrebbero potuto e dovuto esser raccontate e che invece furono scientemente occultate per odio, calcolo ed interessi vari di botteghe ignobili.
Ha scritto in proposito Marcello Veneziani :
“non si tratta di piantare rivendicazioni storiche o cercare risarcimenti ideologico-morali, si pone invece una questione inerente all'arte e al cinema: quante storie grandi e tragiche, quanti personaggi straordinari il cinema non ci ha raccontato perché erano dalla par¬te sbagliata. Pensate che grandi film, che grandi storie si potrebbero ricavare ad esem¬pio da personaggi come Italo Balbo o il Principe Borghese, Bombacci, Durand de la Penne o il Duca d'Aosta, l'impresa fiumana o Codreanu in Romania. E che grandi film si potrebbero trarre dalla vi¬ta di Ezra Pound e Céline, Junger e Malaparte, D'Annunzio, Evola e Marinetti. E Così parlò Zarathustra , cui fu dedicata solo una colonna sonora, non sarebbe un film grandioso?"
Tutto questo ci è stato nascosto meditatamente, callidamente , colpevolmente. Con un raggiro storico d’inusitata potenza e persistenza.
E filtra oggi un raggio di Luce perché non c’è più una Destra che avrebbe potuto esser riconosciuta dinanzi all’Italia intera come Vittima cinquantennale d’una Persecuzione senza tregua e vista e giudicata, nella sua Realtà, senza il radicato pregiudizio di mezzo secolo di leggende tenebrose e terrificanti.
Questo, questo più d’ogni altra cosa, ci lascia l’amaro in bocca. Nonostante il sollievo proveniente da un pezzetto di Verità ancora costretta a girare…Sfiorando il Muro....
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