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    Predefinito Pino Aprile... vi risulta?

    vi risulta che Pino Aprile fonderà un giornale meridionali a tiratura nazionale?

  2. #2
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    Predefinito Re: Pino Aprile... vi risulta?

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    vi risulta che Pino Aprile fonderà un giornale meridionali a tiratura nazionale?
    non ne so niente ma sarebbe una ottima idea: manca un giornale meridionalista di tiratura professionale e nazionale

  3. #3
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    Predefinito Re: Pino Aprile... vi risulta?

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    vi risulta che Pino Aprile fonderà un giornale meridionali a tiratura nazionale?
    Magari!

  4. #4
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    Predefinito Re: Pino Aprile... vi risulta?

    antoniolucignano.com: Pino Aprile? Meglio così.

    Si è svolto ieri a Bari l'incontro organizzato dai firmatari dell'appello a Pino Aprile affinché il noto giornalista e scrittore pugliese diventasse il leader, o il portavoce, dei movimenti meridionalisti.
    Due cose non andavano bene in questa pur interessante iniziativa:
    1) Pino Aprile non è un politico, non pare interessato a fare politica, non sa cosa significa fare volantinaggi, attaccare manifesti, organizzare campagne elettorali, incontrare i lavoratori in cassa integrazione, ecc... Tutte cose che un eventuale futuro leader di un eventuale futuro movimento politico unitario dei meridionali DEVE saper fare;
    2) I movimenti meridionalisti sono tanti, piccolissimi, divisi, e non mi pare che stiano lavorando all'unità o - e sarebbe già tanto - ad una federazione, simile a quella che portò alla nascita, al nord, della Lega.

    Questi due punti erano, a mio avviso, già sufficienti per non riporre eccessive speranze nel "Progetto Pino Aprile", quindi non ho nessuna delusione da smaltire. Anzi, con piacere plaudo alla lodevole iniziativa di fondare un quotidiano del Sud su scala nazionale. Certo, bisognerà vedere CHI finanzierà quel giornale, QUALE sarà la linea editoriale, QUALI posizioni (federaliste? Autonomiste? Indipendentiste?) troveranno spazio sulle colonne del quotidiano.
    Spero che vi sia spazio per tutti, dagli irriducibili secessionisti ai più moderati federalisti, con l'eccezione - ovvia e scontata, a mio avviso - di tutti i partiti e i singoli esponenti politici che negli ultimi anni sono stati alleati di Tremonti e Bossi, due autentici e fieri nemici dei territori e dei popoli duosiciliani. Per queste persone non ci può essere spazio, anche perché lo infesterebbero col loro putridume o lo utilizzerebbero per riciclarsi e per tenerci buoni. Auspico di poter leggere quanto prima questo quotidiano, e di poterci leggere gli interventi di Nando Dicè e di Antonio Ciano (giusto per citare due nomi). L'obiettivo deve essere l'unità, pur nelle differenze. Bisogna partire da ciò che ci unisce, non da ciò che ci divide.
    E' questo il compito storico-culturale di questo futuro quotidiano. Se sarà così, farà la storia. Se non sarà così, sarà un giornale. Come tantissimi altri.

  5. #5
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    Predefinito Re: Pino Aprile... vi risulta?

    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Visualizza Messaggio
    antoniolucignano.com: Pino Aprile? Meglio così.

    Si è svolto ieri a Bari l'incontro organizzato dai firmatari dell'appello a Pino Aprile affinché il noto giornalista e scrittore pugliese diventasse il leader, o il portavoce, dei movimenti meridionalisti.
    Due cose non andavano bene in questa pur interessante iniziativa:
    1) Pino Aprile non è un politico, non pare interessato a fare politica, non sa cosa significa fare volantinaggi, attaccare manifesti, organizzare campagne elettorali, incontrare i lavoratori in cassa integrazione, ecc... Tutte cose che un eventuale futuro leader di un eventuale futuro movimento politico unitario dei meridionali DEVE saper fare;
    2) I movimenti meridionalisti sono tanti, piccolissimi, divisi, e non mi pare che stiano lavorando all'unità o - e sarebbe già tanto - ad una federazione, simile a quella che portò alla nascita, al nord, della Lega.

    Questi due punti erano, a mio avviso, già sufficienti per non riporre eccessive speranze nel "Progetto Pino Aprile", quindi non ho nessuna delusione da smaltire. Anzi, con piacere plaudo alla lodevole iniziativa di fondare un quotidiano del Sud su scala nazionale. Certo, bisognerà vedere CHI finanzierà quel giornale, QUALE sarà la linea editoriale, QUALI posizioni (federaliste? Autonomiste? Indipendentiste?) troveranno spazio sulle colonne del quotidiano.
    Spero che vi sia spazio per tutti, dagli irriducibili secessionisti ai più moderati federalisti, con l'eccezione - ovvia e scontata, a mio avviso - di tutti i partiti e i singoli esponenti politici che negli ultimi anni sono stati alleati di Tremonti e Bossi, due autentici e fieri nemici dei territori e dei popoli duosiciliani. Per queste persone non ci può essere spazio, anche perché lo infesterebbero col loro putridume o lo utilizzerebbero per riciclarsi e per tenerci buoni. Auspico di poter leggere quanto prima questo quotidiano, e di poterci leggere gli interventi di Nando Dicè e di Antonio Ciano (giusto per citare due nomi). L'obiettivo deve essere l'unità, pur nelle differenze. Bisogna partire da ciò che ci unisce, non da ciò che ci divide.
    E' questo il compito storico-culturale di questo futuro quotidiano. Se sarà così, farà la storia. Se non sarà così, sarà un giornale. Come tantissimi altri.
    io penso che i nostri piccoli movimenti non abbiano nè la forza, nè un numero sufficiente di seguaci, nè i soldi per fondare un partito meridionalista. purtroppo la vicenda pino aprile ha confermato la nostra inconsistenza come piattaforma per formare un partito politico.
    l'unica speranza che abbiamo è il presentarci come gli eredi della napoli borbonica nell'eventualità (non troppo remota) che il corso della storia porti a qualche sconvolgimento che ci possa riportare in qualche modo in auge
    Ultima modifica di uqbar; 10-09-12 alle 23:03

  6. #6
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    Predefinito Re: Pino Aprile... vi risulta?


  7. #7
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    Predefinito Re: Pino Aprile... vi risulta?

    io sono tendenzialmente un federalista.
    specie oggi che la lega è divenuta inconsistente, lo Stato unitario(e federale) non è così orribile.

    secondo me, il ruolo dei movimenti meridionalisti è più che altro culturale e di promozione delle bellezze turistiche meridionali e dei prodotti agricole/artigianiali/industriali
    nonchè di lobby contro eventuali leggi che danneggino il meridione.



    Citazione Originariamente Scritto da uqbar Visualizza Messaggio
    io penso che i nostri piccoli movimenti non abbiano nè la forza, nè un numero sufficiente di seguaci, nè i soldi per fondare un partito meridionalista. purtroppo la vicenda pino aprile ha confermato la nostra inconsistenza come piattaforma per formare un partito politico.
    l'unica speranza che abbiamo è il presentarci come gli eredi della napoli borbonica nell'eventualità (non troppo remota) che il corso della storia porti a qualche sconvolgimento che ci possa riportare in qualche modo in auge

  8. #8
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    Predefinito Re: Pino Aprile... vi risulta?

    PARLA PINO APRILE

    Sono appena tornato dalla prima riunione operativa per la nascita del nostro giornale. “Nostro”, vuol dire che non sarà di nessuno, nemmeno mio, ma di chiunque parteciperà all'avventura del suo varo, in qualsiasi modo.
    L'incontro di Bari è stato decisivo: ci pensavo da tempo, ma ogni volta che mi avvicinavo al pulsante di avvio, trovavo una ragione per tornare a pensarci bene. Per farlo meglio, si capisce! Sono nel giornalismo da più di 42 anni e so cosa vuol dire imbarcarsi per un viaggio del genere.
    L'appello lanciato dai gruppi meridionalisti mi ha creato dei problemi. Ho più volte detto ai promotori che, se fossi stato al loro posto, molto probabilmente avrei agito come loro; il guaio, per me, è che ero al mio posto...
    Capivo che accettare la proposta di far direttamente politica (più partito che politica...) sarebbe stato un segnale; ma mi frenava l'idea che fosse anche un limite: se divieni rappresentante di molti, non potrai esserlo di tutti. Qualcuno rimane escluso. E io sono convinto che le buone idee, le buone ragioni possano essere ovunque (anche un orologio rotto dice la verità due volte al giorno). C'è pure un altro limite: le persone vanno e vengono, gli strumenti (partiti, associazioni, giornali, leggi) restano.
    Ma la quantità di adesioni, gli appelli personali, alcuni molto forti, toccanti, ogni tanto mi facevano dubitare delle mie scelte; poi, però, mi sembrava che fra “diventare una voce” e “dare la voce” al poliedrico mondo del meridionalismo rinascente, la seconda opzione meritasse di prevalere.
    Così, ho preferito aspettare l'ultimo momento, ascoltare tutti fino all'ultimo, prima di decidere da solo, come sempre. E le cose che ho udito mi hanno confermato, quasi con prepotenza, che in sala c'erano già molti potenziali leader che hanno non il diritto, ma il dovere di emergere in conflitto fra loro (che vuol dire confronto palese, forte, dichiarato). Quello che mancava era lo strumento per far sapere al Sud e agli altri, cosa sta succedendo e perché sta succedendo (e, in qualche caso, perché non deve succedere più)
    Io sono convinto che le idee preconcette, penalizzanti, ai danni del Sud, siano figlie di informazioni sbagliate: dai quelle giuste agli onesti e le loro idee cambieranno. Non mi interessa, come ho più volte detto, “sconfiggere un nemico”, ma convincerlo delle mie buone ragioni, averlo al mio fianco, a sostenerle insieme a me.
    Se andate a riascoltare gl'interventi di quel giorno a Bari, non avrete dubbi: comunque la pensassero
    i vari oratori, tutti esprimevano l'impotenza di chi non riesce a farsi sentire oltre la platea (pur crescente) dei diretti interessati. E quando credi di avercela fatta, magari (e senza magari) ti censurano.
    Così, quella che era una idea da tempo coltivata, mutata in quasi decisione (a cui mancava sempre l'ultimo passo) è diventata un impegno. Non erano questi i miei tempi, ma non mi è stato lasciato altro tempo. L'incontro di Bari, la presenza e le parole di tanti, mi ha spinto oltre quell'ultimo passo: voi eravate lì per portare a casa un fatto, non un annuncio.
    Credo che ci sarei arrivato lo stesso; ma anche se il cosa era molto probabile, il quando è frutto di quell'incontro. E, a pensarci a posteriori e a volersi montare la testa: dopo l'8 settembre (quello vero) fu a Bari che, dalla prima riunione dei membri del Comitato di liberazione nazionale, nacque l'Italia repubblicana.
    Non faccio le cose per compiacere qualcuno, ma perché sono convinto (a volte sbagliando) che sia giusto farle e fare quelle. In questo, mi ritrovo dei compagni di strada, consenzienti o critici: ognuno è padrone del suo giudizio sui fatti, finché resta ai fatti. Se paiono troppo semplici, lineari, non è colpa mia. E comunque, non sono affatto semplici per me.
    Perché ora molti potranno discutere di questa faccenda, del giornale. Ma io devo farlo! E solo uno sciocco può prendere alla leggera un compito del genere: in fondo, è un modo per ripagare quanti mi hanno dato e mi danno stima, attenzione. Ringrazio tutti e vi terrò informati.
    La giornata di Bari è stata un punto di non ritorno.
    Ditemi in bocca al lupo.
    PINO APRILE

  9. #9
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    Predefinito Re: Pino Aprile... vi risulta?

    Pino Aprile state sicuri che non e'separatista.

  10. #10
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    Predefinito Re: Pino Aprile... vi risulta?

    quel che si può/deve fare ora è garantire un numero di abbonamenti al futuro giornale di pino aprile.
    spero che i meridionalisti non si tirino indietro. già partire con la sicurezza di 300-500 abbonamenti sarebbe gettare buone basi a mio parere.


    Citazione Originariamente Scritto da uqbar Visualizza Messaggio
    PARLA PINO APRILE

    Sono appena tornato dalla prima riunione operativa per la nascita del nostro giornale. “Nostro”, vuol dire che non sarà di nessuno, nemmeno mio, ma di chiunque parteciperà all'avventura del suo varo, in qualsiasi modo.
    L'incontro di Bari è stato decisivo: ci pensavo da tempo, ma ogni volta che mi avvicinavo al pulsante di avvio, trovavo una ragione per tornare a pensarci bene. Per farlo meglio, si capisce! Sono nel giornalismo da più di 42 anni e so cosa vuol dire imbarcarsi per un viaggio del genere.
    L'appello lanciato dai gruppi meridionalisti mi ha creato dei problemi. Ho più volte detto ai promotori che, se fossi stato al loro posto, molto probabilmente avrei agito come loro; il guaio, per me, è che ero al mio posto...
    Capivo che accettare la proposta di far direttamente politica (più partito che politica...) sarebbe stato un segnale; ma mi frenava l'idea che fosse anche un limite: se divieni rappresentante di molti, non potrai esserlo di tutti. Qualcuno rimane escluso. E io sono convinto che le buone idee, le buone ragioni possano essere ovunque (anche un orologio rotto dice la verità due volte al giorno). C'è pure un altro limite: le persone vanno e vengono, gli strumenti (partiti, associazioni, giornali, leggi) restano.
    Ma la quantità di adesioni, gli appelli personali, alcuni molto forti, toccanti, ogni tanto mi facevano dubitare delle mie scelte; poi, però, mi sembrava che fra “diventare una voce” e “dare la voce” al poliedrico mondo del meridionalismo rinascente, la seconda opzione meritasse di prevalere.
    Così, ho preferito aspettare l'ultimo momento, ascoltare tutti fino all'ultimo, prima di decidere da solo, come sempre. E le cose che ho udito mi hanno confermato, quasi con prepotenza, che in sala c'erano già molti potenziali leader che hanno non il diritto, ma il dovere di emergere in conflitto fra loro (che vuol dire confronto palese, forte, dichiarato). Quello che mancava era lo strumento per far sapere al Sud e agli altri, cosa sta succedendo e perché sta succedendo (e, in qualche caso, perché non deve succedere più)
    Io sono convinto che le idee preconcette, penalizzanti, ai danni del Sud, siano figlie di informazioni sbagliate: dai quelle giuste agli onesti e le loro idee cambieranno. Non mi interessa, come ho più volte detto, “sconfiggere un nemico”, ma convincerlo delle mie buone ragioni, averlo al mio fianco, a sostenerle insieme a me.
    Se andate a riascoltare gl'interventi di quel giorno a Bari, non avrete dubbi: comunque la pensassero
    i vari oratori, tutti esprimevano l'impotenza di chi non riesce a farsi sentire oltre la platea (pur crescente) dei diretti interessati. E quando credi di avercela fatta, magari (e senza magari) ti censurano.
    Così, quella che era una idea da tempo coltivata, mutata in quasi decisione (a cui mancava sempre l'ultimo passo) è diventata un impegno. Non erano questi i miei tempi, ma non mi è stato lasciato altro tempo. L'incontro di Bari, la presenza e le parole di tanti, mi ha spinto oltre quell'ultimo passo: voi eravate lì per portare a casa un fatto, non un annuncio.
    Credo che ci sarei arrivato lo stesso; ma anche se il cosa era molto probabile, il quando è frutto di quell'incontro. E, a pensarci a posteriori e a volersi montare la testa: dopo l'8 settembre (quello vero) fu a Bari che, dalla prima riunione dei membri del Comitato di liberazione nazionale, nacque l'Italia repubblicana.
    Non faccio le cose per compiacere qualcuno, ma perché sono convinto (a volte sbagliando) che sia giusto farle e fare quelle. In questo, mi ritrovo dei compagni di strada, consenzienti o critici: ognuno è padrone del suo giudizio sui fatti, finché resta ai fatti. Se paiono troppo semplici, lineari, non è colpa mia. E comunque, non sono affatto semplici per me.
    Perché ora molti potranno discutere di questa faccenda, del giornale. Ma io devo farlo! E solo uno sciocco può prendere alla leggera un compito del genere: in fondo, è un modo per ripagare quanti mi hanno dato e mi danno stima, attenzione. Ringrazio tutti e vi terrò informati.
    La giornata di Bari è stata un punto di non ritorno.
    Ditemi in bocca al lupo.
    PINO APRILE

 

 
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