II MOIGE (Movimento Italiano dei Genitori) contro i gay
Il Moige è - per chi ancora non lo sapesse - il Movimento Italiano dei Genitori. Tra i poteri di questa associazione, c'è un ruolo di primissimo piano all'interno dell'Osservatorio Televisivo per i minori, un'organizzazione fortemente voluta non a caso dall'attuale Ministro delle Telecomunicazioni Maurizio Gasparri, un osservatorio che setaccia ogni scena, ogni frammento, ogni frase che possa ledere "moralmente" i minori. Quella del Moige è un'attività senza sosta.Sul loro sito internet, www.genitori.it, nelle ultime settimane, si pubblica un corso di educazione sessuale a puntate per i "genitori perfetti", un corso che sembra tanto ricalcare il contestatissimo volantino informativo diffuso nelle scuole dal Ministero della Salute per combattere l'Aids: un inno alla castità, una demonizzazione dell'atto sessuale tra adolescenti, un'assenza quasi totale dell'uso del preservativo.Ebbene, in questo corso di educazione sessuale, non poteva mancare l'analisi dell'omosessualità, alla quale sono state dedicate ben tre puntate. La rubrica, curata da tale Leda Galli Fiorillo, pur parlando in termini molto generali dell'omosessualità nella prima puntata, inizia a sfiorare la sua bassezza culturale già nella seconda. Si analizzano prima le possibili cause biologiche dell'omosessualità e se "si presenta una distonia" tra sesso fisico e psichico, diventa già "ovvio supporre che tre siano le possibili cause a monte: o un fattore cromosomico anomalo, o una disfunzione ormonale o una turba psichica". Ma "turba psichica" non è il meglio (o il peggio) che la venerandissima Galli Fiorillo ci dona.Escludendo quindi tutti i motivi biologici che porterebbero all'omosessualità, si sofferma sui fattori psichici, "fattori acquisiti e curabili con la psicoterapia". Dunque l'omosessualità è tornata curabile!Il tema di fondo della "ricerca" è insomma l'asserzione inequivocabile della curabilità dell'omosessualità. Ed è come se tutti gli sforzi della comunità omosessuale nelle sue varie forme, in primis della lodevolissima associazione dell'A.Ge.Do. (Associazione genitori, parenti e amici di omosessuali), nell'evitare le violenze che genitori senza scrupoli conferiscono ai propri figli adolescenti obbligandoli a sedute massacranti e umilianti presso psicologi di dubbia professionalità, vengano spazzate via da affermazioni vecchie di decenni ormai - ma date per scientificamente provate - diffuse dal più importante movimento italiano di genitori. Ben più d'un passo indietro.La tirata inquisitoria della pseudo-esperta tocca vertici inauditi: "C'è infatti una categoria di omosessuali che un insigne psicologo (nome, prego?) definisce omosessuali non-gay, cioè persone omosessuali ma che non condividono lo stile di vita dei gay, nel senso che, invece di praticare la loro tendenza - come fanno appunto i gay - cercano di superarla. Sono persone che, invece di impegnarsi in una lotta aperta contro la società per il riconoscimento di uno stile di vita in accordo con la loro tendenza, portano avanti in silenzio una lotta sofferta contro la tendenza stessa, percepita come un ostacolo alla propria realizzazione integrale". Un figlio omosessuale costruito su misura, in sostanza. Nient'altro che un insulto alla dignità della natura umana, una lotta contro se stessi verso l'omologazione eterosessista. Ancora, "il far rientrare la condizione omosessuale nella categoria della normalità porta innegabilmente alla caduta dell'interesse scientifico verso una reale soluzione del problema", fino ad un appello accorato per la salvaguardia della specie umana contro Questi innaturali omosessuali: "Francamente questo è un aspetto che dovrebbe destare seria preoccupazione, sia pure a lunga scadenza, circa il mantenimento in vita della specie umana, o, quanto meno, della nostra civiltà!". La crociata continua fino a condannare addirittura "l'auto-denominazione di 'gay', che significa gioioso," perché "la vera gioia del cuore è tutta un'altra cosa!". Oh sì, tutti abbiamo sognato di andare contro la nostra natura! E che gioia! Insomma, la condizione di omosessuali altro non è che "condizione distonica, uno stato di sofferenza molto profonda, assimilabile alle nevrosi", e i genitori hanno il dovere morale (come sempre, aggiungo io) di "offrire, con garbo e riverenza, ma pur sempre nel pieno rispetto della libertà individuale, un aiuto qualificato per il recupero dell'integrità personale" come "la più alta manifestazione d'amore verso chi si trova a vivere una condizione tanto difficile". Malati, insomma, nient'altro che malati! Chi ha detto che non c'è più bisogno di lottare?
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