L'ONU deve dare il mandato all'Italia di intervenire militarmente in Libia e pacificare l'ex-colonia.
Tripoli, bel suol d'amoooor....![]()


L'ONU deve dare il mandato all'Italia di intervenire militarmente in Libia e pacificare l'ex-colonia.
Tripoli, bel suol d'amoooor....![]()
Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.


Gli americani hanno seguito una politica contraddittoria e confusa.
Poco dopo l'elezione di Obama ci fu il famoso discorso del Cairo che sembrò chiudere l'epoca dello "Scontro di Civiltà" (tattica di ispirazione Repubblicana e favorevole al sionismo più oltranzista). Discorso che di fatto aprì all'Islam politico sunnita (tipo i Fratelli Musulmani) come interlocutore politico.
Poi sulla "Primavera Araba" hanno ondulato: Mubarak pochi giorni prima di cadere si era incontrato con la Clinton che gli aveva reiterato il proprio appoggio.
Poi in Libia l'operazione è stata più a guida franco-britannica con gli USA più in secondo piano.
Anche per quanto riguarda la Siria, nonostante tutto, gli USA al di là delle parole non sanno molto bene che pesci prendere
Passata la buriana facciamo i conti




chi la fa l'aspetti ..
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Tra l'altro i fatti di Bengasi rischiano di incidere anche sulla campagna elettorale statunitense.
Quindi sì, in un certo senso che l'attacco di Bengasi faccia il gioco del "Sion-Americanismo" (ossia Destra israeliana + Repubblicani USA) non è tanto campato in aria
Passata la buriana facciamo i conti




Non credo influenzi tanto Romney non mi pare tanto credibile come comandante in capo e non e' reagan soprattutto


Passata la buriana facciamo i conti


Le divergenze strategiche tra gli USA e ISRAELE NON HANNO NULLA A CHE VEDERE con la "comunita ebraica" che compone l' 1.8% della popolazione americana.
Sono divergenze dettate sia da una certa antipatia personale tra i due statisti, sia sopratutto perche il "gioco" politico degli USA e' ben piu grande di quello di Israele.
Lo stato di Israele pensa esclusivamente alla propria sicurezza militare.
Gli USA devono pensare ai rapporti e agli equilibri nel mondo.
Su questo nascono le divergenze. Le stesse che dovra fronteggiare Romney, che non potra discostarsi troppo dalla linea segnata dall'attuale amministrazione, linea dettata
in comune accordo con il Dipartimento di Stato e dal Pentagono.
La politica estera non si fa con le battute da avanspettacolo o nel "lettone di Putin".
Si fa tenendo ben presente i propri imperativi strategici.

