
Originariamente Scritto da
Gdem88
Lasciando da parte il giudizio su Renzi, mi concentro un attimo su quello che ha scritto Tonini.
In parte secondo me ha ragione, e il fatto che ce l'abbia è un bel problema.
Non condivido la sua avversione al termine "Progressisti", visto che il termine "Riformisti" nell'accezione veltroniana, che Tonini ha sempre sostenuto, era decisamente troppo fumoso e inconsistente...perchè a Tonini bisogna sempre ricordare che riformista si disse anche Calearo, e quello fu un errore epocale non tanto perchè il suddetto ha fatto il salto della quaglia, ma perchè basta conoscere un attimo il soggetto per dire che mai e poi mai uno così dovrebbe entrare nelle liste del Pd. Ben venga la parola Progressisti quindi...che non vuol dire però rinchiudersi in un recinto, come alcuni vorrebbero.
Chi lo vuole? Ampie fasce dei Bersaniani, Giovani Turchi in primis. Non lo dico solo io attenzione, sono loro i primi dirlo. Vogliono un partito più legato alle tradizionali categorie della sinistra come il lavoro subordinato, i sindacati, i lavoratori pubblici. Queste tre categorie devono sicuramente avere una rappresentanza nel Pd, ma non possono esaurirlo...ed ha ragione Tonini nel dire che da qualche tempo l'immagino che si è data all'esterno è quella di un partito che ha ripiegato a sinistra, appaltando all'Udc il centro nella classica strategia dalemiana...ovvero il completo contrario del Pd, che non è sinistra che si allea col centro, ma centrosinistra senza trattino. E qui arriva la contraddizione di Bersani, purtroppo: come fai a batterti contro il proporzionale se l'idea dalemiana che guida buona parte della tua maggioranza spinge proprio in quella direzione, ad una sinistra che non punta a conquistare il centro ma che lo appalta ad altri soggetti? Non puoi, e infatti Bersani su questo è in grave difficoltà, mentre l'Udc ci tiene un po' per gli zebedei.
Infine: non sono d'accordo con Tonini sul fatto che sia il voler riformare la riforma delle pensioni e quella del lavoro a restringere il campo del Pd, la questione è altra. Riguarda il modo di presentarsi all'elettorato, la dinamicità al posto del passo dell'alpino, il portare avanti campagne importanti come lo statuto dei lavoratori autonomi che è una idea nostra ma che quasi nascondiamo, è la caratterizzazione del profilo del partito e lo spazio da offrire anche a chi, legittimamente, rappresenta nel Pd aree legate a mondi come Confcommercio e confartigianato. Nè le modifiche all'operato di Monti nè il dirsi Progressisti sono problemi quindi, il problema è proprio una concezione del Pd che lo sta a mio parere limitando nell'espansione.
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