Risultati da 1 a 9 di 9

Discussione: Ha colto il punto

  1. #1
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Ha colto il punto

    Ha colto il punto


    di Giorgio Tonini


    Ieri Matteo Renzi ha tenuto a Verona un discorso bello, importante, ambizioso. Che ha posto al centro il buco nero della strategia attuale del Pd: la rinuncia a conquistare il voto di milioni di italiani sedotti e traditi da Berlusconi.

    Vedremo nelle prossime settimane se saprà dimostrare di avere la statura umana e politica all’altezza dell’obiettivo che si è dato: portare una nuova generazione di democratici alla guida del paese.

    Ma Renzi ha comunque colto il punto: non si capisce perché, di fronte ad un centrodestra in rotta, senza né leader, né programma, né alleanze e con più della metà degli elettori del 2008 in fuga, invece di tentare lo sfondamento delle linee avversarie, mai state così porose, e la conquista del centro del paese, come gli suggerirebbe di fare la sua originaria natura di partito riformista, il Pd preferisca rinchiudersi nei confini tradizionali della sinistra, quasi avesse il problema di difendersi e di resistere, anziché quello di aprirsi, di attaccare, di imporre la sua iniziativa a tutto campo.

    Emblematica, a questo riguardo, la vicenda dei rapporti con Sinistra e libertà: allo stato, unica conquista della famosa “strategia delle alleanze” che avrebbe dovuto rimediare ai presunti disastri della “vocazione maggioritaria”.

    L’alleanza con Vendola può essere una scelta giusta e sensata. Ma solo un Pd che marcia risolutamente verso il centro del paese può sostenere e perfino giovarsi di un’alleanza a sinistra. Sel è nata da una coraggiosa rottura con Rifondazione comunista, motivata dalla necessità di riprendere il contatto con un Pd limpidamente riformista. Ma se il Pd rincula verso sinistra, finisce anche per restringere il campo di Sel, costringendola ad invertire tragicamente la direzione di marcia.

    Ad esempio: se autorevoli dirigenti democratici dicono un giorno si e l’altro pure, senza mai essere smentiti, che il governo Bersani rivedrà in senso regressivo le riforme Fornero, è difficile meravigliarsi che Vendola finisca per appoggiare il referendum promosso da Di Pietro e da tutta la compagnia della sinistra massimalista. Per la semplice ragione che è l’unico spazio che gli resta. Ma il risultato è catastrofico, per la credibilità del Pd e della sua proposta di governo: l’alleanza finisce per perdere, insieme all’affidabilità, qualunque connotazione innovativa e quindi ogni forza espansiva. E per restringere, anziché allargare, il campo del centrosinistra.

    Non meno istruttiva la parabola dell’altro caposaldo della strategia del Pd di questi anni: l’alleanza (post-elettorale) tra Pd e Udc, intesa come convergenza tra “progressisti” e “moderati”. Il Pd era nato dall’esperienza dell’Ulivo e dall’idea prodiana della “casa comune dei riformisti”. Dinanzi al crollo del berlusconismo e al successo, in Italia e in Europa, del governo Monti e della sua Agenda, entrambi figli dell’iniziativa politica del Pd, prima tappa della famosa ricostruzione del paese, i “riformisti uniti”, per ragioni misteriose come quelle che portano le balene a spiaggiare, decidono di ribattezzarsi “progressisti”, di rinnegare le loro radici migliori, il socialismo liberale dei Ds e la cultura liberal-democratica della Margherita, e di rinchiudersi da soli nel recinto dei figli di un dio minore. La loro generosità arriva al punto di agevolare lo scivolamento di aree sociali e personalità che solo pochi anni fa si sarebbero riconosciute istintivamente nel Pd o nell’Ulivo, verso i “moderati” dell’Udc. Non dirò dei ministri del governo Monti, ma come si può pensare di regalare a Casini il monopolio dell’interlocuzione con mondi che vanno da Confcommercio e Confartigianato, passando per Cisl e Coldiretti, fino alle Acli e a Sant’Egidio?
    Non è tutto: come l’alleanza a sinistra con Sel, anche questa curiosa autoriduzione dei riformisti in progressisti-che-per-andare-al-governo-hanno-bisogno-dei-moderati, impone le sue coerenze. La prima delle quali è la rinuncia ad un sistema elettorale che ci dica la sera delle elezioni chi ha vinto la sfida del governo. Perché non è possibile volere al tempo stesso questo caposaldo della democrazia dell’alternanza e il suo contrario, l’alleanza di governo, post-elettorale, tra progressisti e moderati. E infatti, sulla riforma elettorale, abbiamo cominciato a polemizzare con Casini... Il Pd si è incartato. Renzi o non Renzi, serve una svolta.


    Giorgio Tonini


    Ha colto il punto - Europa
    SADNESS IS REBELLION

  2. #2
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    26,861
     Likes dati
    908
     Like avuti
    2,652
    Mentioned
    32 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Rif: Ha colto il punto

    Concordo, tranne che con l'idea che non ci si possa definire progressisti. Il PD deve essere un grande partito progressista.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  3. #3
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    24 Jun 2011
    Messaggi
    17,120
     Likes dati
    1,798
     Like avuti
    3,514
    Mentioned
    454 Post(s)
    Tagged
    55 Thread(s)

    Predefinito Re: Ha colto il punto

    Lasciando da parte il giudizio su Renzi, mi concentro un attimo su quello che ha scritto Tonini.

    In parte secondo me ha ragione, e il fatto che ce l'abbia è un bel problema.
    Non condivido la sua avversione al termine "Progressisti", visto che il termine "Riformisti" nell'accezione veltroniana, che Tonini ha sempre sostenuto, era decisamente troppo fumoso e inconsistente...perchè a Tonini bisogna sempre ricordare che riformista si disse anche Calearo, e quello fu un errore epocale non tanto perchè il suddetto ha fatto il salto della quaglia, ma perchè basta conoscere un attimo il soggetto per dire che mai e poi mai uno così dovrebbe entrare nelle liste del Pd. Ben venga la parola Progressisti quindi...che non vuol dire però rinchiudersi in un recinto, come alcuni vorrebbero.

    Chi lo vuole? Ampie fasce dei Bersaniani, Giovani Turchi in primis. Non lo dico solo io attenzione, sono loro i primi dirlo. Vogliono un partito più legato alle tradizionali categorie della sinistra come il lavoro subordinato, i sindacati, i lavoratori pubblici. Queste tre categorie devono sicuramente avere una rappresentanza nel Pd, ma non possono esaurirlo...ed ha ragione Tonini nel dire che da qualche tempo l'immagino che si è data all'esterno è quella di un partito che ha ripiegato a sinistra, appaltando all'Udc il centro nella classica strategia dalemiana...ovvero il completo contrario del Pd, che non è sinistra che si allea col centro, ma centrosinistra senza trattino. E qui arriva la contraddizione di Bersani, purtroppo: come fai a batterti contro il proporzionale se l'idea dalemiana che guida buona parte della tua maggioranza spinge proprio in quella direzione, ad una sinistra che non punta a conquistare il centro ma che lo appalta ad altri soggetti? Non puoi, e infatti Bersani su questo è in grave difficoltà, mentre l'Udc ci tiene un po' per gli zebedei.

    Infine: non sono d'accordo con Tonini sul fatto che sia il voler riformare la riforma delle pensioni e quella del lavoro a restringere il campo del Pd, la questione è altra. Riguarda il modo di presentarsi all'elettorato, la dinamicità al posto del passo dell'alpino, il portare avanti campagne importanti come lo statuto dei lavoratori autonomi che è una idea nostra ma che quasi nascondiamo, è la caratterizzazione del profilo del partito e lo spazio da offrire anche a chi, legittimamente, rappresenta nel Pd aree legate a mondi come Confcommercio e confartigianato. Nè le modifiche all'operato di Monti nè il dirsi Progressisti sono problemi quindi, il problema è proprio una concezione del Pd che lo sta a mio parere limitando nell'espansione.

    Q
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  4. #4
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Ha colto il punto

    Citazione Originariamente Scritto da Gdem88 Visualizza Messaggio
    Lasciando da parte il giudizio su Renzi, mi concentro un attimo su quello che ha scritto Tonini.

    In parte secondo me ha ragione, e il fatto che ce l'abbia è un bel problema.
    Non condivido la sua avversione al termine "Progressisti", visto che il termine "Riformisti" nell'accezione veltroniana, che Tonini ha sempre sostenuto, era decisamente troppo fumoso e inconsistente...perchè a Tonini bisogna sempre ricordare che riformista si disse anche Calearo, e quello fu un errore epocale non tanto perchè il suddetto ha fatto il salto della quaglia, ma perchè basta conoscere un attimo il soggetto per dire che mai e poi mai uno così dovrebbe entrare nelle liste del Pd. Ben venga la parola Progressisti quindi...che non vuol dire però rinchiudersi in un recinto, come alcuni vorrebbero.

    Chi lo vuole? Ampie fasce dei Bersaniani, Giovani Turchi in primis. Non lo dico solo io attenzione, sono loro i primi dirlo. Vogliono un partito più legato alle tradizionali categorie della sinistra come il lavoro subordinato, i sindacati, i lavoratori pubblici. Queste tre categorie devono sicuramente avere una rappresentanza nel Pd, ma non possono esaurirlo...ed ha ragione Tonini nel dire che da qualche tempo l'immagino che si è data all'esterno è quella di un partito che ha ripiegato a sinistra, appaltando all'Udc il centro nella classica strategia dalemiana...ovvero il completo contrario del Pd, che non è sinistra che si allea col centro, ma centrosinistra senza trattino. E qui arriva la contraddizione di Bersani, purtroppo: come fai a batterti contro il proporzionale se l'idea dalemiana che guida buona parte della tua maggioranza spinge proprio in quella direzione, ad una sinistra che non punta a conquistare il centro ma che lo appalta ad altri soggetti? Non puoi, e infatti Bersani su questo è in grave difficoltà, mentre l'Udc ci tiene un po' per gli zebedei.

    Infine: non sono d'accordo con Tonini sul fatto che sia il voler riformare la riforma delle pensioni e quella del lavoro a restringere il campo del Pd, la questione è altra. Riguarda il modo di presentarsi all'elettorato, la dinamicità al posto del passo dell'alpino, il portare avanti campagne importanti come lo statuto dei lavoratori autonomi che è una idea nostra ma che quasi nascondiamo, è la caratterizzazione del profilo del partito e lo spazio da offrire anche a chi, legittimamente, rappresenta nel Pd aree legate a mondi come Confcommercio e confartigianato. Nè le modifiche all'operato di Monti nè il dirsi Progressisti sono problemi quindi, il problema è proprio una concezione del Pd che lo sta a mio parere limitando nell'espansione.

    Q

    Concordo su tutto con l'amico Gdem. Una nota però voglio dirla sulla questione "progressisti sì o no". Secondo me no, ma non per una minore o maggiore aderenza alla sinistra, non è questo il punto. Il punto riguarda invece le ragioni del progresso, all'idea illuministica di progresso, che proprio da sinistra è stata messa da tempo in discussione.

    Sul forum de La Locomotiva ho riportato ieri un articolo molto interessante, a firma di Edgar Morin e Mauro Ceruti. Il primo è un sociologo, esponente storico della gauche francese, il secondo è stato relatore del Manifesto dei Valori del Pd, partito a cui è tuttora iscritto. Ebbene i due scrivono senza mezzi termini che "il progresso è fallito" e che bisogna realizzare gli obiettivi di «sostenibilità» e di «umanizzazione»" in luogo di un'economia disumanizzata:

    Le visioni della politica e dell’economia si sono basate sull’idea, che risale al settecento e all’ottocento, del progresso come legge ineluttabile della Storia. Questa idea è fallita. Soprattutto, è fallita l’idea che il progresso segua automaticamente la locomotiva tecno-economica. È fallita l’idea che il progresso sia assimilabile alla crescita, in una concezione puramente quantitativa delle realtà umane. Negli ultimi decenni la storia non va verso il progresso garantito, ma verso una straordinaria incertezza. Così oggi il progresso ci appare non come un fatto inevitabile, ma come una sfida e una conquista, come un prodotto delle nostre scelte, della nostra volontà e della nostra consapevolezza.

    http://politicainrete.it/forum/movim...ml#post3438435

    L'articolo in questione fa parte di un ripensamento sulla facile equazione crescita=progresso che oggi è sposata da una destra neoliberale la quale non si fa scrupolo si sfruttare ogni risorsa del pianeta per l'interesse di pochi. In tal senso "progressisti" è un termine che risente di tutto il peso della Storia e che non a caso viene maggiormente usato dalle forze di sinistra che sono rimaste più ancorate ad una visione ottocentesca.
    Ultima modifica di Florian; 14-09-12 alle 14:08
    SADNESS IS REBELLION

  5. #5
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Ha colto il punto

    Quello che non mi vede d'accordo con Tonini è il suo "dossettismo di ritorno", che mi pare uguale e speculare al "togliattismo di ritorno dei Bersaniani". Infatti come questi ultimi dicono: non possiamo regalare la sinistra a Vendola, Tonini risponde: non possiamo regalare le Acli a Casini. Dimostrando così di essere entrambi legati all'appartenenza originaria. Bisognerebbe smetterla di coltivare ciascuno il cortile della casa vecchia e iniziare ad occuparsi della casa nuova.
    SADNESS IS REBELLION

  6. #6
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    24 Jun 2011
    Messaggi
    17,120
     Likes dati
    1,798
     Like avuti
    3,514
    Mentioned
    454 Post(s)
    Tagged
    55 Thread(s)

    Predefinito Re: Ha colto il punto

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Quello che non mi vede d'accordo con Tonini è il suo "dossettismo di ritorno", che mi pare uguale e speculare al "togliattismo di ritorno dei Bersaniani". Infatti come questi ultimi dicono: non possiamo regalare la sinistra a Vendola, Tonini risponde: non possiamo regalare le Acli a Casini. Dimostrando così di essere entrambi legati all'appartenenza originaria. Bisognerebbe smetterla di coltivare ciascuno il cortile della casa vecchia e iniziare ad occuparsi della casa nuova.
    Vero,anche se Tonini ha l'aggravante di provenire dai Ds e non dalla Margherita...è più centrista nel Pd di come era nei Ds XD

    Quanto alla dizione "Progressisti" la riflessione che citi non è da poco, tempo fa ne ho fatta anch'io una simile...però il segreto stà tutto nel definire cosa si intende per progresso! Il progresso può anche essere progresso umano, non solo progresso economico
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  7. #7
    Anti-liberista
    Data Registrazione
    12 Apr 2010
    Località
    Abruzzo
    Messaggi
    22,800
     Likes dati
    3,394
     Like avuti
    1,747
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Ha colto il punto

    Ma perchè il PD per conquistare il "centro" dovrebbe amputare i suoi giudizi critici sulla riforma del lavoro e delle pensioni ? Per lasciarlo dire a noi di SEL ? Ma se poi dobbiamo andare al governo assieme! Il ragionamento di Tonini non fila. Il PD deve puntare al voto dei moderati è vero, ma chi lo ha detto che Renzi e la sua continuità con il montismo è più adatta di Bersani e di Sel che vogliono discontinuità nelle scelte ?
    Ricordiamoci che i "moderati" in questi anni hanno votato due volte Nichi Vendola in Puglia, hanno riempito di voti De Magistris a Napoli, Pisapia a Milano (ex-deputato di Rifondazione Comunista sostenuto dai centri sociali), Marco Doria a Genova e gli stessi candidati del PD Fassino e Merola a Torino e Bologna.

    Senza dover "appaltare" all'UDC (e questo è giusto) ma senza neanche dover annacquare il proprio programma ed orizzonte politico-culturale con elementi della destra o del Berlusconi del 94 (come fa Renzi). Hollande dal primo turno al ballottaggio ha conquistato molti voti moderati e perfino il sostegno di Bayrou, ma non ha mica cambiato il programma :mmm:
    VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
    UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
    http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/

  8. #8
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Ha colto il punto

    Ma poi chi ha votato per Berlusconi è da considerarsi un moderato? O piuttosto un populista?

    In Italia non esiste un vero elettorato moderato. I moderati stanno solo nelle classi dirigenti dei partiti, perchè da noi il moderatismo è solo la cultura del potere.
    SADNESS IS REBELLION

  9. #9
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    24 Jun 2011
    Messaggi
    17,120
     Likes dati
    1,798
     Like avuti
    3,514
    Mentioned
    454 Post(s)
    Tagged
    55 Thread(s)

    Predefinito Re: Ha colto il punto

    Citazione Originariamente Scritto da SteCompagno Visualizza Messaggio
    Ma perchè il PD per conquistare il "centro" dovrebbe amputare i suoi giudizi critici sulla riforma del lavoro e delle pensioni ? Per lasciarlo dire a noi di SEL ? Ma se poi dobbiamo andare al governo assieme! Il ragionamento di Tonini non fila. Il PD deve puntare al voto dei moderati è vero, ma chi lo ha detto che Renzi e la sua continuità con il montismo è più adatta di Bersani e di Sel che vogliono discontinuità nelle scelte ?
    Ricordiamoci che i "moderati" in questi anni hanno votato due volte Nichi Vendola in Puglia, hanno riempito di voti De Magistris a Napoli, Pisapia a Milano (ex-deputato di Rifondazione Comunista sostenuto dai centri sociali), Marco Doria a Genova e gli stessi candidati del PD Fassino e Merola a Torino e Bologna.

    Senza dover "appaltare" all'UDC (e questo è giusto) ma senza neanche dover annacquare il proprio programma ed orizzonte politico-culturale con elementi della destra o del Berlusconi del 94 (come fa Renzi). Hollande dal primo turno al ballottaggio ha conquistato molti voti moderati e perfino il sostegno di Bayrou, ma non ha mica cambiato il programma :mmm:
    Vero per quanto riguarda Monti, ma il discorso è più ampio di quello!
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

 

 

Discussioni Simili

  1. L'elettorato colto
    Di MarcoGhiotti nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 55
    Ultimo Messaggio: 15-12-09, 01:12
  2. Thread colto
    Di Pollo nel forum Fondoscala
    Risposte: 23
    Ultimo Messaggio: 26-11-06, 15:13
  3. Storax Colto Nel Sacco
    Di SPYCAM nel forum Destra Radicale
    Risposte: 24
    Ultimo Messaggio: 17-03-05, 23:45
  4. Il/la forumista più colto/a
    Di nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 32
    Ultimo Messaggio: 06-08-04, 02:38

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito